martedì 31 agosto 2010

Protesta a Parolario contro Dell'Utri Parte-1

Dgeddafi: Avvenire, show boomerang

(ANSA) - ROMA, 31 AGO - Una 'incresciosa messa in scesa o forse solo un boomerang'. Cosi' il quotidiano dei vescovi Avvenire parla della visita di Gheddafi a Roma. 'Incontrarsi serve comunque e sempre', scrive il giornale lodando la 'riconciliazione' tra Roma e Tripoli. Ma non si possono tacere 'aspetti sostanziali e circostanze volutamente folkloristiche' cosi' come 'momenti incresciosi e urtanti' quali l'incontro per 'una sessione di propaganda islamica tra il leader libico e hostess appositamente reclutate'.

PERDONANZA 2010: secondo corteo post sisma

lunedì 30 agosto 2010

IL PROCESSO BREVE E' SBAGLIATO PERCHE' LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI.

Quanto dura un processo?

L'attuale processo di cognizione di primo grado convoglia un po' tutte le vicende litigiose nelle quali un cittadino può essere coinvolto, dalle più minute alle più complesse. Le scansioni sono identiche e le possibilità di «accelerare i tempi» piuttosto ridotte.In tale prospettiva, anche per un certo spirito «provocatorio», che contiene un invito alla concretezza, ho provveduto a immaginare una serie di ipotesi, secondo le quali il processo superapido abbisogna comunque di circa sei mezzi e mezzo; mentre i tempi di quello nato storto sono destinati a perdersi nelle brume dai contorni cangevoli che si perdono nell'infinito.

DICIAMO CHE 10 ANNI E' UN TERMINE MEDIO.

NON ESSENDO UN GIURISTA MA CMQ INFORMATO SUI FATTI VOGLIO AFFRONTARE IL DISCORSO DA UN SEMPLICE PUNTO DI VISTA:

1) STABILIERE DELLE NORME CHE TI CONSENTONO DI ESTINGUERE (La nuova legge, che si applica a tutte le tipologie di imputato, stabilisce che, per "violazione della durata ragionevole del processo", il procedimento per i reati sotto i 10 anni, dal momento in cui il pm "esercita l'azione penale", si estingue dopo 3 anni per il primo grado, 2 anni per il secondo e un anno e 6 mesi per la cassazione (non più, dunque, 2+2+2 ma 3+2+1) IL PROCESSO SIGNIFICA CONSENTIRE CON CERTEZZA MATEMATICA DI AVERE UN AMMINISTIA, UN SALVACONDOTTO SICURO SPECIE PER I REATI PATRIMONIALI E' GRAVI.

QUESTO MODO DI PROCEDERE E' PERCOLOSO NONCHE' DANNOSO PER L'ITALIANO ONESTO.

CI TROVEREMO SEMPRE PIU' PERSONE CHE SONO INCENTIVATE A DELINQUERE, MENO SICUREZZA PER I NOSTRI FIGLI. INOLTRE LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI LO DICONO TUTTE LE DEMOCRAZIE EUROPEE E LA DISTINZIONE TRA TIPOLOGIE DI REATI NON E' GIURIDICAMENTE CORRETTA.

IL LATO CLAMOROSO DELLA QUESTIONE E' CHE UN DISCORSO POLITICO CON LEGGI APPROPRIATE PER VELOCIZZARE I PROCESSI ANDAVA FATTO, MA NON UNA LEGGE CHE TOGLIE I REATI.

BISOGNAVA STANZIARE SOLDI PER POTENZIARE GLI ORGANICI DELLA MAGISTRATURA, INCENTIVARE IL NUMERO DI PRATICHE TRATTATE DAI MAGISTRATI CON PREMI ED INCENTIVI SE E' IL CASO ANCHE A COTTIMO, PENALIZZARE IN CARRIERA CHI NE TRATTAVA DI MENO ANCHE CON DISTINZIONE DI COMPLESSITA'.

BISOGNAVA INFORMATIZZARE TUTTE LE PROCEDURE, TROVARE MECCANISMI CHE CONSENTIVONO DI AVERE UN PROCESSO BREVE.

ED INVECE CHE COSA FA' IL GOVERNO E IL FAMOSO MINISTRO ALFANO ! ANZICHE' CURARE UN ARTO MALATO, TAGLIA L'ARTO IN MODO CHE IL VIRUS DELL'ILLEGALITA' NON POSSA STARE A GIUDIZIO.

INSOMMA CARI AMICI QUI NON CENTRA NULLA IL COLORE POLITICO QUI E' IN GIOCO IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA E DEI NOSTRI FIGLI.

IL PROCESSO BREVE E' UNA GRANDE PORCATA.

L'ITALIANO HA BISOGNO DI LEGGI SUL LAVORO E SGRAVI FISCALI

QUESTO SERVE ALL'ITALIA DEI MOLTI NON CERTO IL PROCESSO BREVE ALL'ITALIANO DEI POCHI

Processo breve un errore

Se hai truffato lo Stato o altri cittadini, se hai sottratto milioni e milioni di euro al fisco, e dunque a tutti noi, se hai falsificato, se hai corrotto, se con i tuoi comportamenti dolosi hai mandato in fumo i risparmi di una vita di tanta povera gente che aveva investito sulle azioni della tua società, allora te la cavi

Se invece sei uno straniero colto in fallo senza permesso di soggiorno, o con permesso scaduto e non rinnovato, allora il processo continua, primo, secondo grado e, se avrai la forza economica di resistere, Cassazione.

In generale, più la truffa è grave e ha un maggior numero di imputati, più il processo è complicato, e dunque destinato a durare a lungo, più probabile quindi è la sua prescrizione. E' costituzionale, tutto questo? Un penalista del Pdl, l'onorevole Gaetano Pecorella, ha sostenuto che, se si vuole curare la piaga dei processi lumaca, bisogna indire le udienze anche al pomeriggio: ma non si fanno, perché non ci sono i soldi per pagare gli straordinari ai cancellieri.

Il processo breve è un’amnistia generale. Non solo penale. Anche, soprattutto, contabile. Per non parlare dei benefici per le società tra cui Telecom (dossier Tavaroli), Impregilo (750 milioni di illecito profitto negli appalti dei rifiuti), la Green holding di Grossi e Italease imputata per omessa vigilanza sui presunti reati commessi da ex manager della banca. Più casta di così.

Le novità si applicheranno, anche, ai processi in corso: destinati all'estinzione, in particolare, saranno tutti i processi per reati coperti da indulto con pene massime inferiori a 10 anni, che non arrivano a sentenza entro 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. È previsto un aumento dei termini fino a 2 anni e 3 mesi in caso di nuove contestazioni da parte del Pm.

A che ci stiamo riferendo? Uno dei più importanti vizi di costituzionalità di una legge, elaborato dalla Giurisprudenza della Corte, attiene alla sua ragionevolezza”. Questo principio, in estrema sintesi, deriva direttamente dall’articolo 3 della nostra Costituzione e stabilisce che a situazioni uguali va riservato uguale trattamento, mentre a situazioni differenti non va riservato uguale trattamento: per dirla con Don Milani, non c’è infatti “maggiore ingiustizia che fare parti eguali fra diseguali”.
E il processo breve, nel testo finora approvato, sembra cadere proprio in questa situazione.
Il punto è però un altro. L’articolo 9 della legge, la “norma transitoria”, stabilisce che la legge si applica anche ai processi in corso, ma solo se la pena massima è di dieci anni. Ed è proprio questa cosa a non tornare: il legislatore divide i processi in tre “tipi” diversi, ma poi applica una certa disposizione solo ad uno di essi, senza ulteriori giustificazioni. Situazione uguale (un processo in corso), trattamento diverso (applicabilità immediata solo ad alcuni processi): per la Corte, una situazione del genere sarebbe passibile di irragionevolezza.

Legge Calderoli - PORCELLUM (CALDEROLI IATTURA PER L'ITALIA) E FEDERALISMO

Caratteristiche principali FONTE WIKIPEDIA

Punti salienti della legge sono:
  • Abolizione dei collegi uninominali: l'elettore precedentemente poteva votare su due schede per la Camera dei Deputati e una scheda per il Senato, mentre la parte proporzionale alla Camera veniva espressa con la seconda scheda, dando la possibilità di scegliere una lista, al Senato si procedeva a un recupero su base regionale fra i non eletti all'uninominale.
  • Liste bloccate: con l'attuale sistema, replicante quello in vigore per la quota proporzionale prevista dal precedente Mattarellum, l'elettore si limita a votare solo per delle liste di candidati, senza la possibilità, come si verifica tuttora per le elezioni europee, regionali e comunali, d'indicare preferenze. L'elezione dei parlamentari dipende quindi completamente dalle scelte e dalle graduatorie stabilite dai partiti.
  • Programma elettorale e capo della forza politica: la legge prevede l'obbligo, contestualmente alla presentazione dei simboli elettorali, per ciascuna forza politica di depositare il proprio programma e di indicare il proprio capo.
  • Coalizioni: la legge prevede la possibilità di apparentamento reciproco fra più liste, raggruppate così in coalizioni. Il programma ed il capo della forza politica, in caso di coalizione, devono essere unici: in questo caso viene assunta la denominazione di Capo della coalizione. Egli tecnicamente non è candidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, poiché spetta al Presidente della Repubblica la nomina a quell'incarico.
  • Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione deve ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne le liste non collegate la soglia minima viene ridotta al 4%. La stessa soglia viene applicata alle liste collegate ad una coalizione che non ha superato lo sbarramento. Le liste collegate ad una coalizione che abbia superato la soglia prescritta, partecipano alla ripartizione dei seggi se superano il 2% dei voti, o se rappresentano la maggiore delle forze al di sotto di questa soglia all'interno della stessa (il cosiddetto miglior perdente). Al Senato le soglie di sbarramento (da superare a livello regionale) sono pari al 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e per le liste che si sono presentate in coalizioni che non abbiano conseguito il 20%. Questo metodo ricorda quello della legge elettorale usata in Toscana, che prevede simili sbarramenti.
  • Minoranze linguistiche: le liste delle minoranze linguistiche riconosciute coalizzate o non, potranno comunque accedere al riparto dei seggi per la Camera dei Deputati ottenendo almeno il 20% dei voti nella circoscrizione in cui concorrono. Come già descritto, per il Senato della Repubblica è stato previsto che 6 dei 7 seggi spettanti al Trentino-Alto Adige siano assegnati tramite collegi uninominali, mantenendo in quest'unica Regione il meccanismo previsto dal previgente Mattarellum.

domenica 29 agosto 2010

Generazione Giovani e Giovane Italia...Incompatibili ?

GENERAZIONE GIOVANI E GIOVANE ITALIA...INCOMPATIBILI ?


Qualche giorno fa' il coordinatore nazionale della Giovane Italia Francesco Pasquali ha detto in una sua dichiarazione rilasciata alla stampa che sarà necessaria un'operazione "CHIAREZZA" anche all'interno del movimento giovanile.Inoltre ha aggiunto che tutti i ragazzi della Giovane Italia che ricoprono incarichi (sia a livello nazionale che locale) e che hanno aderito a Generazione Giovani/Generazione Italia dovranno per coerenza dimmettersi da questi.
Io ora parlo esclusivamente a titolo personale,ma trovo che al momento non ci sia alcuna incompatibilità tra Generazione Italia,che è una associazione,e Giovane Italia,che è un movimento giovanile politico di riferimento a un preciso partito.Forse si vuole fare venire meno quel principio democratico,che dovrebbe essere inisto e naturale nei gruppi politici,che è il confronto;un ragazzo della Giovane Italia può essere iscritto tranquillamente a Generazione Italia,critico ma propositivo, come ai Promotori della Libertà,ai Circoli della Libertà,a "Liberamente " e a tutte le altre associazioni/fondazioni di area di centrodestra.Tutti all'interno del Popolo della Libertà condannano e rifiutano le correnti,ma le innumerevoli associazioni e fondazioni, di cui fanno parte i parlamentari del PdL e di cui molti sono addirittura presidenti,lo sono chiaramente e non possono essere definite in modo diverso.
Aspetteremo Settembre per capire meglio anche ciò che riguarda il movimento giovanile e sicutramente sarà fondamentale il carisma della presidente di Giovane Italia ,Giorgia Meloni,per tenere compatti tutti i ragazzi .
I prossimi appuntamenti fondamentali saranno:
-la Festa Tricolore a Mirabello(FE) 31-5 Agosto
-Festa Nazionale del PdL a Milano 23 Settembre-3 Ottobre

sabato 28 agosto 2010

'Il processo breve non è una priorità'

'Il processo breve non è una priorità'




ROMA 28/08/10 - 19:04
Il ddl sul processo breve "è una perdita di tempo" secondo l'Associazione Nazionale dei Magistrati. "La Giustizia italiana è al collasso" - ha continuato il presidente Palamara - commentando l'intervista rilasciata dal Guardasigilli Alfano al Corriere della Sera - e bisogna affrontare le vere emergenze: corruzione, criminalità, situazione carceraria, carenza delle risorse". Per Elisabetta Alberti Casellati, sottosegretario alla Giustizia "l'Anm deve smettere di fare politica a senso unico, mischiando argomenti che tra loro non hanno nulla a che vedere".

Messaggio del Presidente della Camera al Procuratore Generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro

"Ho appreso con grande preoccupazione e sdegno la notizia del vile attacco terroristico ed intimidatorio della notte scorsa, finalizzato ad alimentare una strategia di terrore e di violenza che la criminalità organizzata rivolge contro la legalità e a chi di essa è simbolo e custode.Sono certo che il suo prezioso lavoro, che quotidianamente svolge con indubbia professionalità, per il rispetto della legge e al servizio delle Istituzioni e dei cittadini continuerà con rinnovato rigore nella lotta contro ogni forma di crimine.Nel condannare con fermezza questo gravissimo attentato, Le esprimo, Signor Procuratore, la più sincera solidarietà ed il più vivo ringraziamento per il Suo impegno a nome mio personale e della Camera dei deputati".

LA FALSA MA SERIA QUESTIONE DEL LOGO LEGA NORD E DEGLI ALTRI PARTITI by Remo Marketing

In riferimento alla recente discussione sulla vera proprietà del logo della Lega Nord, in cui il Riformista avanzava insinuazioni molto gravi, con conseguente immediata risposta di adire per via legali avanzata dal senatore Calderoli, posso e devo intervenire nella questione.

Sapere le proprieta' di questi loghi/marchi, comprese di parole ed immagini e' molto semplice, basta andare sul sito dell'ufficio Brevetti e Marchi ed effettuare la dovuta ricerca.
Sono documenti pubblici, con nomi e cognomi.

Posso comunicarvi che quello della Lega Nord e' stato registrato sotto tali dati:

Data Deposito
21 ottobre 1992
N. Registrazione
0000655215
Data Registrazione
04 agosto 1995
click per l’immagine nelle dimensioni reali, quella di cui discuteva il Riformista
Titolo
lega lombarda lega nord
Descrizione
consiste nella scritta lega lombarda, lega nord in cerchio attorno all'immagine di un guerriero in specie alberto da giussano sovrapposta all'italia settentrionale

IL NOME DEL TITOLARE PER QUESTIONE DI PRIVACY NON LO PUBBLICO, MA BASTA ANDARE SUL SITO CHE VI HO INDICATO E POTETE NOTARE CHE appartiene ad UNA SOCIETA' DI SESTO SAN GIOVANNI CON DOMICILIO ELETTIVO AD UNA PERSONA.
Stabilire chi sia questa persona e’ molto difficile, ma i fatti sono fatti e questa volta il senatore Calderoli ha perfettamente ragione ad incazzarsi.

Vi ricordo che anche altri partiti, hanno registrato il logo ma clamorosamente non tutti, così come molti lo hanno fatto male

Esempio, Italia Futura di Montezemolo non risulta registrato, anzi esiste un marchio simile che si occupa di altro ma sempre in politica. Anche il Movimento per l’Autonomia ha delle clamorose inadempienze.
Ma non mancano sorprese anche nel PDL.
Quello del PDL, per esempio appartiene ad una società internazionale, quindi il partito può usare solo il termine POPOLO DELLE LIBERTA', ma non PDL oppure P.D.L.
Popolo della Liberta’ e’ ben registrato ed appartiene ha Berlusconi anche se mi sembra che qualcosa sia cambiato nel tempo (top secret).
Il Partito Democratico ha registrato in modo molto confuso, difatti il nome e’ giusto ma il logo corrisponde a quello precedente.
Io stesso possiedo dei marchi che nessuno può utilizzare.

Concludendo la questione Logo o Marchio di un partito di fatto e' superficiale in quanto nessuno afferrerà mai il possesso di un logo famoso che appartiene ad altri, quali un movimento politico con conseguente controversia.

Tuttavia la legge e’ legge, se per esempio un logo o una parola fosse registrata con brevetto o marchio internazionale o italiano, quella stessa parola non si potrebbe utilizzare per nessun motivo.
E' chiaro che la questione non e' semplice esistono i trucchi del mestiere che non posso dire, l'unica cosa che posso dichiarare e che tantissimi partiti Italiani hanno dei bug clamorosi dovuti alla mancanza di esperienza dei webmaster o loro legali.
Per esempio, un marchio deve essere registrato per tantissime classi di appartenenza altrimenti si corre il rischio che grandi partiti come : il Popolo della Liberta', il Partito Democratico o ancora la Lega Nord, se da un lato possono usare il logo ufficiale in realtà potrebbero non poterlo utilizzare per alcuni classi come, sul: web, stampa, comunicazione, capellini, magliette etc. e così via.

Spero di aver portato chiarezza

by Remo
per chiarimenti
remo.pulcini@tin.it

ELOGIO DELLA COSTITUZIONE - 8 e mezzo (La7)

Nuove ombre (criminali) sulle rinnovabili in Puglia

http://www.statoquotidiano.it/28/08/2010/nuove-ombre-sulle-rinnovabili-in-puglia/33435/

P3: IDV, SCENARI INQUIETANTI. MAGISTRATI FACCIANO LUCE

http://www.diritto-oggi.it/archives/00051452.html

Casini: Bersani e' un interlocutore serio e affidabile

(ANSA) - ROMA, 27 AGO - 'Bersani e' un interlocutore affidabile e serio, con lui c'e' un dialogo continuativo e quasi quotidiano. Senza nasconderci le diversita''. Pier Ferdinando Casini, intervistato da Repubblica, commenta cosi' l'appello del segretario del Partito democratico a un'alleanza per la democrazia affidato ieri a una lettera pubblicata sul quotidiano diretto da Ezio Mauro.

Casini non si sbilancia alla domanda di un'eventuale alleanza fra il suo partito e il 'nuovo Ulivo', spiegando che il compito dell'UDC resta 'parallelo' a quello di Bersani, ma ammette che 'in condizioni di normalita' politica' la sua collocazione in Europa 'sarebbe alternativa a quella del Pd', tuttavia questa normalita' ora 'non c'e'' e nulla e' escluso per il futuro: 'saranno il cammino politico e gli atti della maggioranza a sciogliere il nodo delle possibili alleanze'.

Il leader dell'UDC apprezza comunque le parole di Bersani: 'e' importante - aggiunge - che il Pd, tramite il suo segretario, si stia assumendo la responsabilita' di guidare una riorganizzazione del campo della sinistra democratica. E' un impegno funzionale a dare maggior ordine alla politica italiana e, per quanto riguarda le forze dell'opposizione, a rendere piu' chiari i rapporti politici'. Casini condivide anche il rifiuto di tornare a votare con l'attuale legge elettorale: occorre 'restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri parlamentari'.

Bersani a SkyTG24: "Il governo non finirà la legislatura"

«C’è un progetto politico contro i lavoratori» - INTERVISTA fonte: Il Fatto Quotidiano - Elisabetta Reguitti - inserita il 27 agosto 2010 da Valter CARRARO

«C’è un progetto politico contro i lavoratori» - INTERVISTA

(27 agosto 2010) - fonte: Il Fatto Quotidiano - Elisabetta Reguitti - inserita il 27 agosto 2010 da Valter CARRARO

“C’è un progetto politico per ridurre le tutele di chi lavora”, dice l’Onorevole Damiano, Pd, ministro del lavoro del governo Prodi. Il ministro Giulio Tremonti, alla festa di Bergamo della Lega Nord, martedì sera ha dichiarato che “robe come la 626”, una legge sulla sicurezza sul posto di lavoro, “sono un lusso che non possiamo permetterci”.
Onorevole Damiano ma la 626 non è stata superata dal decreto legislativo del 2008? Quella di Tremonti è stata solo una gaffe?
Il ministro Tremonti farebbe bene a informarsi, ma certamente non si tratta di una gaffe. C’è un progetto politico finalizzato a ridurre il ruolo dello Stato nella tutela del diritto alla salute delle persone che vivono del loro lavoro. Detto in modo diverso: in tutte le politiche sociali del lavoro la linea dell’attuale governo è quella della deresponsabilizzazione.
Facciamo un passo indietro. Cosa ne è stato della legge 626 sulla sicurezza?
Il decreto legislativo 81 del 2008, il Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro, è entrato in vigore il 15 maggio 2008. I precedenti normativi storici risalgono al 1955-1956 e a seguire la 626 del 1994, che poi è stata assorbita dal Testo unico, così come il decreto legislativo 494/1996 riguardante i cantieri temporanei e mobili le cui disposizioni oggi rientrano nel titolo IV del 1981.
I critici dicono che il Testo unico è solo il frutto dell’emozione per i morti della Thyssen Krupp.
Rispondo ricordando che nel giungo del 2006, appena insediato Romano Prodi, nel decreto Bersani erano state inserite, tra le altre, norme per l’emersione del lavoro nero oltre ad un provvedimento di sospensione dei lavori nei cantieri edili in caso di impiego di personale in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati. Inoltre era stato istituito l’obbligo della comunicazione il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti di lavoro, per evitare il fenomeno diffuso delle registrazioni post-mortem. Fare un Testo unico, riunire 30 anni di legislazione in meno di due, ha qualcosa di miracoloso. E’ stato un grande sforzo di concertazione fra le parti.
Chi ha remato contro questa legge?
Con noi, allora, c’erano le parti sociali e Confindustria a scapito, forse, delle piccole imprese. In seguito però la stessa Confindustria, sostenuta dalle piccole imprese, ha fatto resistenza all’approvazione dei decreti attuativi che devono ancora rendere operativo il Testo unico.
Quindi cosa è cambiato?
Che il decreto legislativo giace incompiuto. Che nessuno si occupa degli oltre 40 decreti attuativi relativi al testo unico. E riguardo agli appalti, è stata tolta la norma della responsabilità solidale in capo al proprietario sui contributi, alleggerite le sanzioni e posticipato l’obbligo di presentare il documento di valutazione dei rischi (DVR) indispensabile in ambito edilizio e chimico. E’ sparito l’obbligo della tenuta dei libri matricola e presenze.
Con quali effetti?
Tutti sanno che gli infortuni e le morti sul lavoro molto spesso si accompagnano a rapporti di lavoro irregolare. Sono scomparse anche le politiche “premiali” che dovevano favorire quelle imprese che riducevano la frequenza degli infortuni sul lavoro.
Nel giorno in cui sono morti altri due lavoratori il ministero del Lavoro e la presidenza della Repubblica promuovono una campagna pubblicitaria sulla sicurezza sul lavoro.
Gli spot dovrebbero essere preceduti da fatti concreti. Invece sembra che l’Italia oggi possa permettersi un ministro come Tremonti che, a giorni alterni, passa dal socialismo al neo-liberismo.

PDL: GRANATA, SAREMO CACCIATI PER ECCESSO DI LEGALITA' E ANTIMAFIA?

(ASCA) - Roma, 27 ago - ''In questi torridi giorni di fine estate, c'e'qualcosa di paradossale e stucchevole nelle parole di chi quotidianamente ci ricorda che ''la nascita di un nuovo partito'' sarebbe un tradimento dell'elettorato e qualcosa di insopportabile nelle melliflue rassicurazioni di qualche amico che ascrive, addirittura nella categoria della fantapolitica, la nascita di un nuovo soggetto attorno a Gianfranco Fini. Agli uni e agli altri vorrei, 'pacatamente e moderatamente', replicare che non siamo stati noi ad espellere dal Pdl il suo cofondatore ne' io, Bocchino e Briguglio ad aver chiesto di essere cacciati per eccesso di legalita' e antimafia''. E' quanto dichiara il deputato finiano Fabio Granata.

''Non siamo stati noi a organizzare cricche e comitati d'affare con uomini privi di scrupoli e magistrati, funzionari infedeli, ne'siamo stati noi ad attaccare sistematicamente le Procure piu'esposte nelle indagini sui sistemi criminali - continua il vicepresidente della Commissione Antimafia -. Non siamo stati noi a delegare alla Lega le politiche di integrazione e a Tremonti quelle economiche con buona pace dei valori di solidarieta', nuova cittadinanza, coesione sociale caratterizzanti tutto i partiti conservatori europei. Per questo, e prima ancora per aver denunciato una ciclopica questione morale e per aver rivendicato il diritto al dissenso,siamo stati messi alla porta. E per questo con ogni mezzo si e' cercato di distruggere e delegittimare Fini senza la cui spinta propulsiva non esisterebbe destra di Governo, ne esisterebbero tanti piccoli uomini e donne che allo snodo piu' difficile ne hanno preso le distanze''.

''Nonostante questo,nelle parole ferme, chiare e leali di Gianfranco Fini dall'hotel Minerva c'e'stata una chiara scelta di campo di sostegno al Governo e al programma nell'interesse superiore dell'Italia e nel rispetto della volonta' popolare, ma il ''metodo Boffo'' e' continuato e si sono moltiplicate le provocazioni e gli attacchi nei nostri confronti, mentre Verdini e Cosentino restano al loro posto e ombre pesanti si addensano in molte inchieste su alti vertici del Pdl - scrive ancora Granata nel suo blog -. Da Settembre, al di la'di ogni speculazione e polemica, la nostra area politica e culturale si radichera' ulteriormente attraverso l'organizzazione territoriale di Generazione Italia e l'azione dei gruppi parlamentari di Futuro e Liberta'. Lo faremo da forza modernizzatrice, europea e legalitaria''.

venerdì 27 agosto 2010

Mafia/ Miccichè: Ho presentato Schifani a Berlusconi solo nel 1996

"Come può essere stato protagonista dei fatti a lui addebitati?"

 Roma, 27 ago. (Apcom) - Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè torna ad intervenire sulla questione dei presunti rapporti fra il presidente del Senato Renato Schifani ed esponenti di Cosa nostra, di cui hanno parlato 'l'Espresso' e 'Il Fatto quotidiano'. "Le divisioni politiche e le divergenze - sottolinea Miccichè - sono una cosa, la verità è un'altra e va difesa con tutte le forze, sempre e comunque. E le cose pubblicate da certa stampa meritano di essere confutate, con assoluta chiarezza: lo si deve a chi finisce coinvolto in questo vergognoso tiro al bersaglio; lo si deve a un'intera compagine politica, massacrata ad ogni piè sospinto dai falsi depositari di verità, volgarmente spiattellate in pubblica piazza; lo si deve all'opinione pubblica, che ha il sacrosanto diritto di conoscere la verità".
"Schifani - dice l'esponente del centrodestra - l'ho presentato a Berlusconi nel 1996. Quindi, mi chiedo: come può essere stato protagonista dei fatti a lui addebitati?".

Un mondo di fratelli per costruire la civiltà dell'amore

"Tutti gli uomini si persuadano che in questo mondo dobbiamo aiutarci gli uni gli altri come fratelli per costruire la civiltà dell'amore". Lo ha auspicato il Papa all'Angelus di domenica 22 agosto, nel cortile del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, invocando la pace "specialmente là dove più infierisce l'assurda logica della guerra".

Cari fratelli e sorelle!
Otto giorni dopo la solennità della sua Assunzione al Cielo, la liturgia ci invita a venerare la Beata Vergine Maria col titolo di "Regina". La Madre di Cristo viene contemplata incoronata dal suo Figlio, cioè associata alla sua Regalità universale, così come la raffigurano numerosi mosaici e dipinti. Anche questa memoria ricorre quest'anno in domenica, acquistando una maggiore luce dalla Parola di Dio e dalla celebrazione della Pasqua settimanale. In particolare, l'icona della Vergine Maria Regina trova un significativo riscontro nel Vangelo odierno, là dove Gesù afferma:  "Ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi" (Lc 13, 30). È questa una tipica espressione di Cristo, riportata più volte dagli Evangelisti - anche con formule similari -, perché evidentemente riflette un tema caro alla sua predicazione profetica. La Madonna è l'esempio perfetto di tale verità evangelica, che cioè Dio abbassa i superbi e i potenti di questo mondo e innalza gli umili (cfr. Lc 1, 52).
La piccola e semplice fanciulla di Nazaret è diventata la Regina del mondo! Questa è una delle meraviglie che rivelano il cuore di Dio. Naturalmente la regalità di Maria è totalmente relativa a quella di Cristo:  Egli è il Signore, che, dopo l'umiliazione della morte di croce, il Padre ha esaltato al di sopra di ogni creatura nei cieli, sulla terra e sotto terra (cfr. Fil 2, 9-11). Per un disegno di grazia, la Madre Immacolata è stata pienamente associata al mistero del Figlio:  alla sua Incarnazione; alla sua vita terrena, dapprima nascosta a Nazaret e poi manifestata nel ministero messianico; alla sua Passione e Morte; e infine alla gloria della Risurrezione e Ascensione al Cielo. La Madre ha condiviso con il Figlio non solo gli aspetti umani di questo mistero, ma, per l'opera dello Spirito Santo in lei, anche l'intenzione profonda, la volontà divina, così che tutta la sua esistenza, povera e umile, è stata elevata, trasformata, glorificata passando attraverso la "porta stretta" che è Gesù stesso (cfr. Lc 13, 24). Sì, Maria è la prima che è passata attraverso la "via" aperta da Cristo per entrare nel Regno di Dio,  una  via  accessibile  agli  umili, a quanti si fidano della Parola di Dio e si impegnano a metterla in pratica.
Nella storia delle città e dei popoli evangelizzati dal messaggio cristiano sono innumerevoli le testimonianze di venerazione pubblica, in certi casi addirittura istituzionale alla regalità della Vergine Maria. Ma oggi vogliamo soprattutto rinnovare, come figli della Chiesa, la nostra devozione a Colei che Gesù ci ha lasciato quale Madre e Regina. Affidiamo alla sua intercessione la quotidiana preghiera per la pace, specialmente là dove più infierisce l'assurda logica della violenza; affinché tutti gli uomini si persuadano che in questo mondo dobbiamo aiutarci gli uni gli altri come fratelli per costruire la civiltà dell'amore. Maria, Regina pacis, ora pro nobis!

Lupo: "Con l'Mpa sì, con Micciché no"

giovedì 26 agosto 2010

NULLA DI NUOVO SOLO VECCHI SLOGAN E SIAMO ALLO STESSO PUNTO DA CUI CI SIAMO LASCIATI - FORSE PENSANO CHE GLI ITALIANI DORMONO

Che dire sulla situazione politica attuale.

Soliti vecchi slogan, e il cane che si morde la coda.

3 mesi di completo caos nato all'interno del PDL per reazione di Berlusconi alle contestazioni su inchieste e leggine del tutto leggittime.

Sua ricerca di nuove alleanze con Casini e poi parla di ammucchiate !

Per far si che tutto cambia, nulla cambia.

Richiesta di 5 punti al solito osceni, lodo alfano e processo breve che agl'Italiani non sevono.

Mentre l'Italia affoga !

Una barzelletta.

By Remo

L'ITALIA AFFOGA FRA SLOGAN DEL GOVERNO E INCAPACITA' DELL'OPPOSIZIONE


Carissimi Amici Tutti

L'Italia affoga da tempo fra Slogan del Governo e completa incapacità dell'opposizione di fare qualcosa per il Paese.

Oggi serve un partito vero radicato nel territorio e non due movimenti governati da due monarchi e pochi vassalli.

Oggi serve un Terzo Polo dove riunirsi e riconoscersi sotto un unico vessillo, quello degl' uomini di buona volonta', che mettono come prioritario la morale politica e sociale nonche' soluzioni per il Sud e per il lavoro. Moderati, Cattolici e laici del Centro Destra.

Siamo stanchi dei soliti Slogan propagandistici per poi vedere tutt'altra cosa, liti interne ai partiti fratricide per le poltrone e senza nessuna considerazione per il cittadino ormai ridotto a mero soggetto passivo di un teatrino vergognoso per il Paese.

Dopo un mese di completo "Bordello", uso il termine giusto utilizzato dall'ormai vecchio e stanco presidente Berlusconi se ne esce con slogan che ormai piu' che fare presa sugl'elettori sono diventati una barzelletta.

Parla di governare, di produrre soluzioni per il Paese quando e da mesi che lui e il suo gruppo si dedicano ad altro: provibiri, liti con Fini, ddl ad hoc.

Si scandalizza delle ammucchiate quando e' stato lui (basta andare su google news e leggere qualche articolo di 15 giorni fa') a cercare prima Casini e poi altre soluzioni.

Parla di soluzioni per il Paese nei 5 punti ma di fatto nulla di quei cinque punti interessa gli Italiani.

Gli Italiani hanno bisogno di Lavoro, della difesa dei diritti Sindacali oltraggiati dalla Finanza, di lotta al precariato per sconfiggere la schiavitu' del 2000 dei nostri giovani, di sicurezza sulle strade, di lotta all'evasione fiscale, di finanziarie eque che non blocchino le capacita' di spesa del pubblico dipendente per tre anni, di autorita' garanti che tutelino il cittadini contro gli abusi
e l'ormai stanco e sconfitto Berlusconi mi parla nei 5 punti di cose che agl'Italiani non gli "fotte" nulla.

Berlusconi parla di Fatti, li abbiamo visti DLL INTERCETTAZIONI (QUANDO LE CARCERI SCOPPIANO E FRA POCO SERVE UNA NUOVA AMMINISTIA E QUANDO LE BOMBE SONO MESSE SOTTO CASA DEI PROCURATORI IN PRIMA FILA), LEGGE BAVAGLIO TIPICA DEI PAESE COME LA COREA DEL NORD, INCHIESTE A GO' GO' SU NUMEROSI ELEMENTI DI GOVERNO CHE NON SI SONO DIMESSI FOTTENDOSENE DEGL' ELETTORI, DIPENDENTI PUBBLICI martoriati e con stipendi bloccati per 3 anni.

QUESTI SONO I FATTI PRODOTTI DA QUESTO GOVERNO E ADESSO DOPO AVER SBATTUTTO E  MESSO SOTTO INCHIESTA DAI PROVIBIRI chi dissentiva chiede anzi comanda a questi il bene stare per cose oscene, come il processo breve e il lodo Alfano.

VUOLE UN FEDERALISMO ALLA CALDEROLI CHE SVENDE IL SUD.

INSOMMA POTREI CONTINUARE PER ORE.

Di contro abbiamo un opposizione incapace di dare controsoluzioni, un PD che pensa solamente a non dar spazio con il PDL a chi puo' far bene per l'Italia. Un Pd evanescente che aspetta che il Governo di autodissolga.

Insomma Italiani abbiamo un vergognoso Bipolarismo, ormai fallito e con volti osceni.

Un bipolarismo che pensa a tutto tranne che ha voi.

Continuate ad essere passivi, a far sopravvivere le mummie che circolano in questi partiti e sarete sempre delle semplici pedine che subiranno passivamente gli Slogan ed i silenzi della politica indecente.

Oggi serve qualcosa di nuovo e concreto.

By Remo

Fli/ Urso: Nuovo partito? No se Pdl ferma probiviri "Sarebbe prova del nove di una volontà di ricomposizione"

Fli/ Urso: Nuovo partito? No se Pdl ferma probiviri

"Sarebbe prova del nove di una volontà di ricomposizione"

Link:

Se ieri si fossero tenute le elezioni, Lei per quale partito avrebbe votato?

QUESTIONARIO
QUESITO n.1
Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni, Lei per quale partito avrebbe votato?......
Risposta: Pdl - Berlusconi 30,0%; lega Nord - Bossi 12,3%; La Destra - Storace 2,3%; UDC - Casini 6,5%; Futuro e Libertà - Fini 7,0%; Alleanza per l'Italia - Rutelli 0,7%; MPA - Lombardo 0,8%; Pd - Bersani 24,0%; IDV - Di Pietro 6,5%; SEL - Vendola 4,5%; Rifondazione C.+ Comunisti Italiani 1,2%; Lista Pannella Bonino 1,0%; Verdi - Bonelli 0,6%; Movimento 5 Stelle - Grillo 1,6%; Altro 1,0%

mercoledì 25 agosto 2010

Famiglia Cristiana aspra sulla politica, “Nani e ballerine nei palazzi del potere”

Uno Stato  ”in affanno, tra povertà e corruzione”, mentre “la selezione della classe politica è al ribasso”. Dura la linea del settimanale Famiglia Cristiana nei confronti dell’establishment politico italiano, e più in particolare con la classe di Governo.
Il giuduzio, è il caso sottolineare, arriva a una settimana dal monito del presidente della Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, Angelo Bagnasco. In un’intervista all’Osservatore Romano, organo di stampa della Santa Sede, il cardinale aveva rilanciato al necessità di una classe politica d’ispirazione genuinamente cristiana e volta al bene comune.
Al contrario, par di leggere dalle righe del settimanale, della situazione attuale, “così che nei palazzi del potere si aggirano ‘nani e ballerine‘”, spiega l’editoriale. “Il Paese fatica tra errori, omissioni, tensioni e ritardi e anche qualche refuso”. Dunque da encomiare, a ben capire dall’articolo, l’intervento del sopracitato cardinale, un avviso a chi s’accorge che «tra la gente serpeggia una preoccupazione ‘seria e pungente’, soprattutto tra quella fascia di popolazione che ha ben poco da risparmiare”.
Adesso s’attende di capire come evolveranno i rapporti tra le gerarchie ecclesiastiche e l’esecutivo, fattosi portavoce, nei mesi, di un messaggio ben poco ecumenico. Ma è probabile, e con ottime aspettative, che potrebbe cambiare ben poco, malgrado l’asprezza del giudizio della testata cattolica.

SI CONTINUA A GOVERNARE CON PDL E LEGA, MA A QUALE PREZZO ?

Fermo restando che non e' accettabile nessun ribaltone dall' opposizione perdente perche' gli italiani hanno detto che non li vogliono, rimane la questione di come governare.


Un Terzo Polo non solo e' fattibile, ma rappresenta il futuro in considerazione che il Bipolarismo e' ormai defunto.

Berlusconi accetta di continuare a governare con la LEGA  presumendo che i Finiani consentano di far approvare alcune leggine che agl'italiani non interessano.

Il Problema e' che per continuare a governare la Lega vuole qualcosa in cambio altrimenti andrebbe subito al voto.

La Lega e' l'unico partito con UDC che se si votasse mangerebbe voti al PDL; per accettare di non farlo Berlusconi gli avra' promesso qualcosa di utilissimo che noi tutti sappiamo:

Il Federalismo alla Calderoli; svendendo il Sud alla Lega in cambio di qualche Leggina.

L'unico che puo' resistere a questo scempio e' Fini ! ma ci riuscira ?

Il Sud Politico e' ormai defunto incapace di dare protezione !!!

Gente del Sud, e cattolici aprite gli occhi !

GOVERNO: SERRACCHIANI, AL VERTICE PDL-LEGA VINCE FINI

(ASCA) - TRIESTE 25 ago - ''Il vertice ha sancito che il Governo BERLUSCONInon puo' ne' vivere ne' morire''. Lo ha dichiarato l'europarlamentare del PD Debora Serracchiani, al termine del vertice che si e' temuto oggi tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il leader della Lega Umberto Bossi.

Secondo Serracchiani ''il no alle elezioni subito in cambio del no all'Udc e' il compromesso che permette a Bossi e Berlusconi di fare ancora un pezzo di strada assieme, ma viene da chiedersi quanto durera'; cioe' per quanto ancora Bossi sara' disponibile a condividere l'usura di un Governo sotto schiaffo. L'unico che oggi ne esce rafforzato - ha rilevato Serracchiani - e' Fini, che avra' buon gioco a continuare la sua opera di erosione del Pdl e di compattamento del partito che si sta costruendo''.

''Se qualcuno mai le avesse avute - ha concluso Serracchiani - puo' togliersi le ultime illusioni su questa maggioranza raccogliticcia e sul fatto che voglia e possa occuparsi del Paese''.

fdm/mcc/ss

CIA Red Cell Memorandum on United States "exporting terrorism", 2 Feb 2010

 
Release date
August 25, 2010
Summary
This CIA "Red Cell" report from February 2, 2010, looks at what will happen if it is internationally understood that the United States is an exporter of terrorism; 'Contrary to common belief, the American export of terrorism or terrorists is not a recent phenomenon, nor has it been associated only with Islamic radicals or people of Middle Eastern, African or South Asian ethnic origin. This dynamic belies the American belief that our free, open and integrated multicultural society lessens the allure of radicalism and terrorism for US citizens.' The report looks at a number cases of US exported terrorism, including attacks by US based or financed Jewish, Muslim and Irish-nationalism terrorists. It concludes that foreign perceptions of the US as an "Exporter of Terrorism" together with US double standards in international law, may lead to noncooperation in renditions (including the arrest of CIA officers) and the decision to not share terrorism related intelligence with the United States.


http://www.wikileaks.org/wiki/CIA_Red_Cell_Memorandum_on_United_States_%22exporting_terrorism%22,_2_Feb_2010

IN ANTEPRIMA INTERPLANETARIA IL NUOVO DOCUMENTO CIA PUBBLICATO ADESSO DA WIKILEAS



SCARICA IL PDL 

Usa: documento Cia su Wikileaks, riferimento a caso Abu Omar

BY REMO

CON FINI


IL GIORNALE DELLA POLITICA

WikiLeaks

FEDERALISMO: LOMBARDO DOMANI AL MEETING DI RIMINI

(ASCA) - Palermo, 25 ago - Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, sara' domani a Rimini per partecipare alla 31* edizione del Meeting. Giungera' in mattinata e, dopo una visita agli stand fieristici, partecipera', alle 15, alla tavola rotonda dal titolo: ''Federalismo e federalismo fiscale nell'Italia che cambia'', alla quale prenderanno parte anche Roberto Formigoni, presidente della Regione Veneto e Vito De Filippo, presidente della Regione Basilicata. Introdurra' Lorenza Violini, docente di Diritto Costituzionale all'Universita' degli Studi di Milano.

''Sono certo - ha detto Lombardo - che sara' una occasione per un confronto franco e approfondito sul tema del federalismo. Offriremo al dibattito il nostro contributo raccontando dell'esperienza fin qui condotta in Sicilia''. Lombardia, Luca Zaia, presidente della

Bossi: "Niente elezioni anticipate" -TGCOM

"Governo avanti così, senza Casini"

Niente elezioni anticipate. Il governo andrà avanti così, ma senza Casini. Parola di Umberto Bossi. All'uscita da Villa Campari, al termine del vertice con Silvio Berlusconi, il leader leghista ha detto: "Si va avanti così, senza l'Udc per realizzare il programma". I giornalisti gli hanno poi chiesto se ci saranno elezioni anticipate, e lui ha replicato: "No, al momento non si fa niente".


Bossi: "Niente elezioni anticipate"

Forse un progetto per fare fuori Berlusconi. Ma la Lega ha idee chiare

Forse un progetto per fare fuori Berlusconi. Ma la Lega ha idee chiare

'"Io non sono certo che si riesca a ricomporre la situazione, credo anzi che ci sia un'operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci". Lo ga detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni commentando la situazione politica a margine del Meeting di Rimini al quale è stato ospite. "La Lega - ha aggiunto - la sua indicazione l'ha già data, se non c'e' una maggioranza che venga certificata bisogna andare subito a nuove elezioni". Per quanto riguarda invece il rapporto con l'Udc, Maroni ha tagliato corto: "Bossi ha parlato chiaro".

Wikileaks: in arrivo nuovi documenti sulla Cia

"Oggi Wikileaks pubblicherà documenti della Cia". L'annuncio è stato pubblicato su Twitter nella tarda serata di martedì. Così Julian Assange, fondatore del sito che pubblica materiale riservato e che recentemente ha rivelato i documenti dell'intelligence Usa sulla guerra in Afghanistan, torna all'attacco dopo il giallo che lo ha visto coinvolto nei giorni scorsi.
Sabato 21, infatti, si era parlato di un mandato di cattura per stupro nei confronti di Assange spiccato dai magistrati di Stoccolma. Accusa poi smentita nel giro di poche ore.

In un'intervista a Sky.it il fondatore di Wikileaks aveva già anticipato l'arrivo di altri scoop. Il rischio adesso è che accada come a marzo, quando dopo l'annuncio della pubblicazione di un documento segreto il sito aveva denunciato pressioni molto forti da parte della Cia.

Maroni: "C'è un piano per far fuori Berlusconi"

GOVERNO: BOSSI, AVANTI PER IL PROGRAMMA, MA SENZA UDC

GOVERNO: BOSSI, AVANTI PER IL PROGRAMMA, MA SENZA UDC

martedì 24 agosto 2010

Gianni Alemanno: io resto al Campidoglio

Famiglia Cristiana: "Berlusconi? Un uomo solo al comando"

Bossi.Casini è uno STRONZO!!

TG1 SPARA SU FAMIGLIA CRISTIANA CHE SPARA SU BERLUSCONISMO

Via alla Festa dell'Unità, ecco i big (bipartisan) in arrivo

Al Parco nord Fassino, Weltroni, Franceschini, Bersani
E anche i ministri Calderoli e Matteoli



Parte giovedì la nuova edizione della Festa dell'Unità bolognese, al Parco Nord. La prima senza un sindaco: niente primo cittadino (bolognese), quindi, a servire ai tavoli dell'Osteria del sindaco, come da tradizione. «Non possiamo chiedere a Cancellieri anche questo», scherza il segretario Pd Raffaele Donini. Proprio il match Cancellieri-Donini, come annunciato nei giorni scorsi, chiuderà la kermesse il 20 settembre.
Come ogni anno, alla Festa parteciperanno big del partito e della politica nazionale: comincia Piero Fassino l'1 settembre. Walter Veltroni arriverà il 7 , Dario Franceschini l'8, Rosi Bindi il 10, Guglielmo Epifani il 13, Anna Finocchiaro il 15, Massimo D'Alema il 16 e il segretario Pierluigi Bersani il 19. Quanto agli ospiti dell'altra metà del cielo (politico), il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli sarà al Parco nord il 3 settembre e il ministro alla Semplificazione Roberto Calderoli il 19, in un confronto con il presidente della Regione Vasco Errani.
Tra i temi che verranno affrontati, per la prima volta quest'anno la Festa dell'Unità bolognese ospita la Festa nazionale della scuola. L'obiettivo, per dirla con la responsabile nazionale della Scuola del Pd, Francesca Puglisi, è di «raccontare i disastri di questo governo», a partire dai tagli all'istruzione, e di proporre un modello diverso, con «scuole aperte tutto il giorno e tutto l'anno».

Fonte Corriere di Bologna

Crisi di Governo – Lettera aperta a Berlusconi: Presidente lasci perdere tutto

Un’Italia in cui non è possibile creare un bipolarismo e quindi figuriamoci un bipartitismo, un’Italia in cui i personalismi hanno il sopravvento sull’idea di “bene comune”, ed in cui la classe politica crea partiti personali e gruppi parlamentari per ottenere finanziamenti pubblici con dei distinguo di non facile intuizione per gli elettori.
E' questa la fotografia del "sistema" italiano, Senza parlare di una politica urlata dove non esiste un confronto di idee ma si predica solo in funzione distruttiva, contro qualcuno e non per qualcosa. Una situazione che a nostro avviso non cambierà a breve finchè almeno non cambieranno i personaggi di riferimento.

Dalla fine della “prima” Repubblica ad oggi, le facce sono sempre le stesse eppure sono passati pensate bene quasi 20 anni. Possibile che dopo 20 anni continuino ad esserci sempre gli stessi uomini politici alla guida dei partiti più importanti e che le due principali coalizioni non siano riuscite al loro interno a fare chiarezza sugli obiettivi di medio lungo termine? Una delle ragioni per cui Berlusconi scelse di iniziare la sua avventura politica fu quella di evitare che il Paese fosse governato da una “sinistra” a suo modo di vedere poco democratica e più post comunista che “laburista” all’europea.Oggi questo rischio crediamo che non esista più, allora vogliamo lanciare una provocazione e chiedere a Berlusconi e non solo un passo indietro. Siamo curiosi di vedere se sia possibile uscire da questa “impasse” in cui ormai sembra finita l’Italia. E’ un dato di fatto che il Paese sia ingovernabile perché i padri fondatori volevano evitare secondo noi proprio la governabilità scegliendo invece la strada dei compromessi, nel timore che qualcuno potesse di nuovo ottenere una forza politica tale da “annullare” le opposizioni. 
 Berlusconi faccia un passo indietro, e perché no, si prenda una lunga vacanza da dove potrà guardare l’evolversi della situazione e forse dire un giorno: avete visto che non era colpa mia? Si prenda un “meritato” riposo del guerriero e lanci prima il suo successore, possibilmente un volto mai visto, sempre che ce ne sia uno in grado di raccogliere il testimone.

http://www.sporteconomy.it/articolo-Crisi-di-Governo-a-80-93-Lettera-aperta-a-Berlusconi-Presidente-lasci-perdere-tutto-_34614_26_1.html

I COSTI DELLA POLITICA Vitalizio d'oro per 146 ex consiglieri regionali

TRIESTE Sudò quindici mesi, in due casacche diverse, nell’aula di piazza Oberdan. Non un giorno di più. Ma, con una leggina su misura, agguantò il vitalizio: 1640 euro netti al mese. A vita. Roberto ”Charlie” Visintin è ormai una leggenda a Palazzo. Meteora della politica regionale. Ma eroe insuperato - e, c’è chi spera, insuperabile - dei baby pensionati.
Nell’agosto non solo politicamente instabile in cui il comitato referendario nato in nome dell’abolizione di «un privilegio della Casta» non depone le armi, ma all’opposto studia le carte e prepara il ricorso al Tar, il vitalizio dei consiglieri regionali rimane un argomento ”caldo”. Assorbe quasi 8 milioni di euro all’anno: 7.819.730 euro, per l’esattezza, nel 2009. E riguarda, a meno di errori nonché al netto di eredi, 146 ”ex”: Andrian Gastone è il primo, in ordine alfabetico, Zorzini Bruna è l’ultima.

L’elenco è lungo e variegato. Eppure ”Charlie”, come lo chiamano in onore dei suoi trascorsi musicali in un’orchestra, occupa un posto speciale. La sua leggenda inizia nel 2002 quando Gianpiero Fasola si dimette: l’allora leghista Visintin, poi passato al Patto regionale per l’autonomia, ne prende il posto. Ma la legislatura volge quasi al termine e il subentrante non può guadagnarsi il vitalizio. Come uscirne? Giorgio Pozzo risolve il dilemma: presenta una leggina semplice semplice in cui si dice che un consigliere regionale matura il diritto alla pensione dopo 15 mesi di attività, anziché dopo 30, come avveniva sino a quel momento. Detto, fatto: l’� aula, nell’aprile 2003, vota a maggioranza. E ”Charlie” conquista il vitalizio. Certo, ricordano i colleghi, deve sborsare una bella sommetta sotto forma di contributi integrativi perché, legge alla mano, ci vogliono almeno cinque anni di contributi regolarmente versati nelle casse pubbliche. Ne vale la pena, evidentemente: Visintin, classe ’41, inizia a percepire l’assegno una manciata di mesi dopo.


È un caso unico, in verità. Il Palazzo, dove nel frattempo si insedia Riccardo Illy, ha un sussulto, ci ripensa, e cancella la legge su misura, riportando in vita gli storici requisiti sul vitalizio. Non eccessivamente punitivi, anzi. E tutt’ora in vigore. Funziona così: il consigliere regionale in carica versa, ogni mese, il 17% della sua indennità di presenza. Poi, se lo ritiene, ci aggiunge il 2% al fine di garantire il 60% del vitalizio, in caso di sua scomparsa, agli eredi: moglie o marito e, in seconda battuta, figli minori. Non la convivente o il convivente: la latitanza del Parlamento, dove la questione coppie di fatto resta tabù, fa sì che restino esclusi.

Una volta raggiunti i 60 anni e lasciato l’incarico, comunque, l’ex consigliere regionale inizia a riscuotere. Quanto? L’assegno mensile aumenta con l’aumentare dei mandati spesi sui banchi di piazza Oberdan e, quindi, dei contributi versati: 1460 euro dopo cinque anni a Palazzo, 3019 dopo dieci, 4300 dopo quindici e 4700 dopo vent’anni o più, anche se solo una decina di ex prendono il massimo. L’avente diritto, in verità, può chiedere il vitalizio già a 55 anni, a patto di rinunciare al 25% del dovuto. Un vantaggio aggiuntivo, e apprezzato: più d’uno l’ha colto trasformandosi in baby pensionato.

Non mancano nemmeno i divieti di cumulo: il parlamentare e l’e uroparlamentare, finché restano in carica, non percepiscono nulla. Nemmeno un cent. Saranno ricompensati quando appenderanno le scarpe al chiodo e riceveranno il vitalizio nazionale, quello regionale e, al caso, la pensione ”normale”. Presidenti di Provincia, sindaci e amministratori locali, invece, possono cumulare l’indennità con il vitalizio non appena raggiunti i 60 anni.

Non tutti ne approfittano: Ettore Romoli, sindaco di Gorizia nonché ex parlamentare ed ex consigliere regionale in carica per meno un mandato, avrebbe dovuto versarsi i contributi integrativi. Ma ha rinunciato, e adieu vitalizio. Una rarità.
Non manca una curiosità: l’assegno mensile, sino al 1995, si incassava regolarmente a 55 anni. Ovvero, decurtato, già a 50 anni. Nel tempo, dunque, il Palazzo si è autolimitato, inasprendo le regole. Con l’eccezione di ”Charlie”, s’intende.

Political Wisdom: Primary Day Tests for McCain, Palin

It’s primary day in Alaska, Arizona and Florida, and a big day for both ends of that 2008 Republican presidential ticket, John McCain of Arizona and Sarah Palin.of Alaska.
But let’s start in that third big state of the day, Florida. Carl Cannon of Politics Daily looks at the unorthodox Senate and gubernatorial primaries there:
The biggest contest in Tuesday’s primaries is Florida, where races that once looked like sure things got scrambled. It started with conservative insurgent Marco Rubio’s challenge to Gov. Charlie Crist’s bid for the GOP Senate nomination, followed by more surprises when wealthy political outsiders jumped into the battles for the Democratic Senate and GOP gubernatorial nominations in April and shook up those races.
But now, the theme of the Florida races may end up being “The Establishment Strikes Back” — and the same can be said of the day’s other two primaries in Alaska and Arizona. Democratic Rep. Kendrick Meek appears to have regained his footing in the fight for his party’s Senate nomination in Florida, and Republican Attorney General Bill McCollum may also prevail in the GOP gubernatorial contest, although his race looks closer.
In Alaska, Palin put herself into her home state’s political grinder by endorsing tea party favorite Joe Miller in a primary against Sen. Lisa Murkowski. Alexandra Gutierrez of Slate says that move isn’t working out so well:
On Tuesday, in her home state, Sarah Palin’s favorite will probably get trounced. Joe Miller is widely expected to lose by a large margin to incumbent Sen. Lisa Murkowski in the Republican primary—an embarrassing defeat for the former governor, who has endorsed Miller, but also to Miller’s other major backer, the Tea Party Express.
Miller was a virtual unknown when he announced his Senate candidacy in April. But his big political debut came in June when both Palin and the Tea Party Express endorsed him. Miller sounds like he came out of some kind of Tea Party laboratory, with degrees from West Point and the University of Alaska, a Bronze Star from fighting in the Gulf War, and “correct” positions on guns, abortion, God, and big government (for, against, for, and against, respectively). Miller even has the right look: With a long, lean face, and stubble closer to 10 o’clock than 5, he could almost pass for Chuck Norris.
Jon Ward of the Daily Caller says, however, that Palin didn’t really try all that hard:
Sarah Palin wants you to believe she is not a professional politician. But you wouldn’t know that from the way she has inserted herself into the GOP Senate primary in her home state of Alaska. Palin’s advocacy on behalf of Joe Miller, an insurgent Republican trying to unseat incumbent Sen. Lisa Murkowski in the GOP primary, has been heating up in recent days. It’s something of a risk for Palin at a time when her success rate in endorsements has been falling.
But while Palin has pushed for Miller’s campaign harder in advance of Tuesday’s primary, putting some of her political capital on the line, she has stayed well away from endangering her overall brand. She has not campaigned in person for Miller, who has trailed in most polls by up to 30 points, even though she has campaigned for other candidates she has endorsed, though mostly in the south. Palin went earlier this month to Georgia to campaign for gubernatorial candidate Karen Handel, who lost in the GOP primary.
Meantime, Charles Mahtesian and Alexander Burns of Politico say that McCain likely survives his primary scare today:
Going by the polls, the air wars and certainly the media coverage, Arizona GOP Sen. John McCain should be headed for a blowout victory over former Rep. J.D. Hayworth. McCain has spent $21 million — more than he’s spent in all his Senate campaigns combined since winning the seat in 1986 — to bury his primary challenger under an avalanche of ads labeling Hayworth a “huckster” and defending his own position on immigration. McCain spokesman Brian Rogers even labeled Hayworth “deader than Elvis” on Monday. There’s little chance McCain will lose his seat in either the primary or general election, but if Arizona voters don’t hand him a double-digit win over Hayworth, it’ll be a sign of just how deep conservative reservations about McCain still run.

Is Obama a Muslim? Examine the Evidence!

Travaglio e Belpietro a "In Onda", 23/08/2010 - PARTE 2/2

Il nostro obiettivo è logorare Berlusconi

Berlusconi: O il governo va avanti o si va alle urne

FIAT: GOVERNO ASSENTE, LA STRADA NON E’ QUELLA DI LICENZIAMENTI E RICATTI


G8: inchiesta Roma 2009, citato Balducci

(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Citate a giudizio 33 persone per i presunti abusi edilizi che avrebbero scandito la realizzazione degli impianti per i mondiali di nuoto 2009. Tra queste Angelo Balducci, gia' presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, tuttora detenuto per la vicenda degli appalti G8, Claudio Rinaldi ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto, Giovanni Malago' all'epoca presidente del comitato organizzatore dei mondiali. Il processo comincera' il 5 aprile 2011.

Classi dirigenti dimenticate da Darwin Leadership e coesione

di Giancarlo Bruno , pubblicato il 17 agosto 2010
Sembra un fatto acquisito che in Italia manchi una vera leadership. Questo è un fatto non casuale, dato che il Paese è ormai da molto tempo guidato da una classe dirigente in larga parte anemica, che è il risultato di annacquamenti di generazioni e generazioni di “figli d’arte” che spesso non hanno le qualità e il mordente di quelli che li hanno preceduti.

Questo è particolarmente vero per la classe politica, che si è sostanzialmente perpetuata negli ultimi decenni restando impermeabile a qualsiasi fertilizzazione esterna. Come un piccolo villaggio di eschimesi che si sposano solo tra di loro, la dirigenza politica del Paese sembra avere pochi stimoli, orizzonti strettissimi, idee limitate.

La classe dirigente del settore privato, in particolare quella esposta alla concorrenza internazionale, nel tempo ha dovuto confrontarsi con l’abilità, le capacità e l’innovazione dei competitori. Questa, che può sembrare una disgrazia, invece stimola realismo, dinamismo e competitività. La punizione per chi non è capace di competere è scomparire.

Questo non sembra succedere mai alla classe politica italiana, che ha saputo mettersi al riparo da qualsiasi vera competizione. Non a caso, appena si è presentato un nuovo attore sulla scena, i leaders tradizionali sono stati sostanzialmente travolti non sapendo trovare tra loro le risorse per competere.

Oggi sembra che anche questa fase si stia concludendo, e per come stanno le
cose il panorama della leadership politica in Italia presenta caratteristiche preoccupanti: la leadership populistica e paternalistica del centro destra sembra essere in una fase di declino, mentre la mancanza di leadership vigorosa e di propositività del centrosinistra sembrano evidenti.

E’ fondamentale chiedersi, di fronte a questo vuoto di proposte e di responsabilità, come ci si possa aspettare dagli italiani la coesione sociale ed economica che sono sempre più indispensabili per fare fronte alle difficoltà importanti che il Paese ha di fronte, sia riguardo alla situazione dell’economia e della competitività dell’Italia che sembra perdere dinamismo e progettualità ogni anno, sia nelle grandi sfide della nostra epoca, dall’immigrazione alla tecnologia, dall’ambiente allo scenario geopolitico, nei confronti delle quali la leadership autoreferenziale, menefreghista e distratta della classe politica italiana da decenni non sembra volere o potere mettere mano.

Si dice che un paese ha la classe politica che si merita. L’Italia ne merita una migliore, ed è tempo per una nuova leadership, responsabile, coraggiosa, aperta.

Giancarlo Bruno è direttore del settore istituzioni finanziarie del World Economic Forum a New York, ha lavorato alle Nazioni Unite, in banche internazionali a Ginevra, Londra, Lussemburgo, ed è stato Senior Fellow presso la Harvard Kennedy School.

Veltroni, no sante alleanze anti-premier

(ANSA)- ROMA, 24 AGO - Niente 'sante alleanze' contro Berlusconi: ad affermarlo e' Walter Veltroni in una lettera al Corriere della Sera. L'ex leader Pd spiega che le uniche alleanze 'credibili','prima e dopo le elezioni', sono quelle 'fondate sulla reale convergenza programmatica e politica'. Per Veltroni e' 'giusto semmai che, in caso di crisi di governo, si cerchino soluzioni capaci di fronteggiare per un breve periodo l'emergenza finanziaria e sociale e la riforma della legge elettorale'.

LOMBARDO E POLI BORTONE SIGLANO PATTO FEDERATIVO MPA-'IO SUD'

Lombardo sottolinea che il governo abbia "completamente
disatteso" il "quinto punto programmatico", riguardante il
Sud: "Nessuno degli impegni - rileva - è stato realizzato, ma neppure avviato". Anche Poli Bortone ha criticato la scarsa attenzione dell'esecutivo verso il Mezzogiorno dovuta soprattutto alla "presenza della Lega nord" nella compagine governativa.
Il movimento ha poi aggiunto Lombardo "continuerà ad onorare il proprio patto
elettorale", ma si aspetta, "a maggior ragione dopo i fatti di
oggi", maggior "attenzione da parte del governo" sugli
impegni presi per il Sud e non ancora onorati. Insomma non darà
più un appoggio incondizionato all'esecutivo. Lombardo avverte il
governo:"arrivati ai 150 anni di unità d'Italia", senza
"nessun passo avanti per il Sud", il movimento presserà
ancora l'esecutivo soprattutto sugli impegni (infrastrutture,
trasporti, banche) "ancora non onorati", ma la sua
"pazienza" non sarà senza limiti. "Ci aspettiamo una svolta
seria nell'azione di governo. Oppure ci sarà un'azione nostra,
se questa svolta non c'é", insiste Lombardo.
Se la svolta non verrà dall'esecutivo, la "determineremo -
precisa il leader Mpa - comunque noi". In questo senso,il
governatore siciliano non esclude a priori che "su obiettivi
precisi" ci potranno essere delle "collaborazioni" con i
nuovi gruppi finiani. Per Lombardo il fatto che Fini non abbia
l'obiettivo di far cadere il governo e che ponga attenzione allo
sviluppo del sud è "positivo”.

Al Sud evasione fiscale macroscopica, ma nessuno si muove

"Leggo sul Sole di oggi un titolo che, in riferimento alla lotta all’evasione, recita “A Milano record di reati tributari”. Pertanto il lettore poco attento potrebbe essere indotto a pensare, come il titolo inequivocabilmente dichiara, che la maggior parte dell’evasione del nostro Paese alligni in Lombardia. Cosa che contrasta con realtà, come tutti gli studi più seri riconoscono. La verità è un’altra, e cioè che a Milano e in Lombardia la magistratura e la Finanza combattono l’evasione fiscale e quindi scovano gli evasori, mentre nelle regioni in cui l’evasione è elevatissima, come ad esempio in Calabria, nessuno fa niente. Questo fenomeno è una vera e propria attitudine sociale. Bisognerà che anche in altre parti del Paese le autorità preposte si diano da fare, di fronte a fenomeni macroscopici di evasione, a cominciare dall’abusivismo edilizio". Lo afferma il vice-ministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli.

CICCHITTO: I 5 punti unica proposta valida da sottoscrivere

"Stiamo coi piedi per terra. I 5 punti proposti da Silvio Berlusconi si rivolgono a tutto il Parlamento, ma in primo luogo a coloro che nel 2008 sono stati votati sotto le insegne della coalizione di centrodestra. E’ perfettamente inutile che qualcuno pervicacemente si ostini nel volere trovare alibi facendo fughe in avanti con esiti improbabili per la eterogeneita’ delle forze a cui si rivolge".
Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. "Chi vuole essere coerente col risultato elettorale ed evitare le elezioni non puo’ non dare una risposta realmente positiva alla proposta avanzata da Berlusconi che evidentemente va appoggiata senza infingimenti, con chiarezza, in Parlamento, mettendo da parte sterili giochi tattici. Le fughe in avanti infatti rischiano di coprire - peraltro in malo modo - la volonta’ di buttar tutto all’aria".

24 mesi di danni

Appuntamento a settembre per la più grande mobilitazione porta a porta che un partito abbia mai promosso, grazie agli oltre tre milioni di elettori delle primarie, a tutti gli iscritti e alle migliaia di amministratori locali. Dobbiamo raggiungere il più alto numero di italiani, casa per casa, e informarli dei danni che il governo Berlusconi ha prodotto in questi anni, e per lanciare nostra proposta di governo.

Sarà il segretario Bersani lanciare la manifestazione alla Festa nazionale del Pd, che si aprirà il 28 agosto a Torino.

"Berlusconi ragiona da caudillo, racconta favole ma certifica il fallimento; la parola alle Camere". Questo è stato il commento che il leader del Pd ha fatto sulle solite fantasie di Berlusconi al termine del vertice del Pdl a Palazzo Grazioli. "Il documento Pdl – ha sottolineato Bersani - certifica, in realtà, il fallimento di questi due anni di governo e non offre base alcuna per affrontare i problemi reali del paese, dei quali non si mostra la minima consapevolezza. Adesso la parola è al Parlamento".

"Questa campagna sarà la nostra grande forza, spiegheremo agli italiani cosa sta davvero accadendo al Paese", così Rosy Bindi, il presidente dell'Assemblea nazionale del Pd, dalle pagine de L'Unità.

Per Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dei democratici, "definire formalismi costituzionali regole e procedure stabilite dalla nostra Carta e accusare di falsità chi difende la nostra Costituzione vuol dire essere in malafede e mancare di rispetto al Capo dello Stato". "La propaganda berlusconiana, le bugie sul programma, le tensioni nella maggioranza – ha aggiunge - sono problemi politici che testimoniano la crisi del governo, del berlusconismo e del Pdl. Ma tutto questo non può essere pretesto o occasione per picconare quotidianamente le nostre Istituzioni e forzare il dettato costituzionale".

"Berlusconi la deve smettere”, ha continuato la Finocchiaro. “Mi auguro che nel Pdl ci sia qualcuno con la testa sulle spalle. Si sta correndo il serio rischio di un conflitto tra poteri e con il Capo dello Stato che il Paese e gli italiani non possono sopportare".

Per Filippo Penati, capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani “non abbiamo un governo che pensa ai problemi del Paese. La maggioranza è finita, si è autodistrutta. Berlusconi continua a riproporre le solite promesse già fatte in campagna elettorale cercando di tenere a galla una barca che affonda. Da settembre partirà una grande mobilitazione, busseremo alle porte degli italiani per far conoscere cosa ha prodotto, in questi due anni, il governo Berlusconi. Busseremo anche alle porte dei leader del Pdl per far capire quali sono i problemi dei cittadini, oggi alle prese con un'economia che va male, le tariffe che aumentano, i posti di lavoro a rischio e le tasse che si fanno più pesanti. Problemi di un Paese reale che questa maggioranza non affronta in alcun modo”.

Dello stesso parere anche Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche della Camera. “La mobilitazione lanciata dal Pd è la risposta concreta di una opposizione seria abituata a confrontarsi con i fatti all’inconcludenza del governo. Si tratta di un’operazione che dimostra la forza e la vitalità del Pd, una scelta che giunge al momento opportuno e che permetterà di far sapere direttamente agli italiani che una alternativa è possibile. Il vertice di oggi ci riconsegna un paese bloccato sulle promesse mai realizzate da Berlusconi. Anche oggi ne abbiamo avuto la prova. Le proposte di oggi sono le stesse del ‘94 del 2001 e del 2008, le stesse mai realizzate. Il Pd è pronto a presentare agli italiani una alternativa”.

"Una raccolta di firme per chiedere una riforma della legge elettorale che restituisca agli elettori la facoltà di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e blocchi le mire presidenzialiste di Berlusconi, misure concrete per rilanciare sviluppo economico e lavoro, un federalismo solidale e non secessionista e disgregatore che porti il Mezzogiorno a pari dignità con il resto del paese, l’Europa come riferimento politico e culturale per spingere l’Italia ad avere un ruolo nel governo della globalizzazione, economica e sociale". Sono questi i temi intorno al quale dovranno essere incentrate le proposte che il Partito democratico sottoporrà nella sua campagna di autunno agli elettori, secondo il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella.
"E’ venuto finalmente il momento del ritorno del partito delle salsicce e della riscoperta delle politica sul territorio – ha sottolineato Pittella – la mobilitazione delle strutture locali del Partito e degli elettori delle primarie, sollecitata dal segretario Bersani per denunciare al Paese i danni provocati da questo governo e per presentare le ricette del Pd, non può essere un momento episodico, seppure "storico", ma l’inizio di un nuovo modo permanente e sistematico di raccogliere gli umori e i bisogni della gente, forgiare classi dirigenti, elaborare insieme e lanciare soluzioni intorno a campagne su questioni chiare, sentite e concrete".

Udc: Occhiuto, Bossi insulta noi ma vuole annientare Pdl

(AGI) - Roma, 24 ago. - "Non so se il Presidente del Consiglio si intende di venditori di auto usate, cosi' come i redattori della Padania, ma questa volta Berlusconi prendera' da Bossi una bella fregatura". Lo dichiara Roberto Occhiuto, deputato dell'UDC, commentando l'articolo della Padania sul suo partito.
"La Lega infatti vuole le elezioni politiche, e le vuole prima delle amministrative, per battere il PDL in tutto il Nord.
Cosi', poi, potra' pretendere la guida di tutte le piu' importanti citta' nelle quali si votera' in primavera. Bossi, quindi, insulta l'UDC perche' potrebbe essergli d'intralcio, ma il vero obiettivo e' quello di poter annientare il suo principale concorrente in Lombardia e nelle altre regioni del Nord, cioe' il PDL. D'altra parte Bossi non e' un leader nazionale, ma solo il capopopolo di un partito regionale, che se ne infischia del Paese pur di conquistare piu' potere a casa sua".
 

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