martedì 31 maggio 2011

“1° Congresso dei Movimenti Federalisti Autonomisti Indipendentisti,” COMUNICATO STAMPA



Benvenuti in Sicilia, “crocevia di popoli e di culture”

“Il Futuro del Sud passa dal Mediterraneo e dalla Europa” è il tema del 1° Congresso dei Movimenti del Sud che si terrà il 26 Giugno 2011 a Caltanissetta dalle ore 9,30 alle 17,00 presso Hotel San Michele, Via Fasci Siciliani, 5-

Il Congresso è una profonda riflessione sul ruolo Geo-Politico che il Meridione deve avere nel Mediterraneo e in Europa.

Il “Popolo del Sud” ha la responsabilità di capire quale prospettiva politica e ruolo deve avere in un preciso momento storico, in cui si sente il bisogno di tutelare gli interessi di crescita e sviluppo che questo governo ha negato a tutti i meridionali. Questo è realmente importante, è giunto il momento di ricordarlo a tutta l’Italia dimostrando che l’enorme e variegata galassia dei movimenti del Sud è capace di incontrarsi e di non essere disposta a farsi strumentalizzare.

Il Congresso sarà luogo d’incontro e di confronto tra i vari movimenti, vuole essere un momento di riflessione e di segnale verso tutti (specie con il supporto dei media), sarà presente il Presidente della Regione Sicilia.

Si parlerà di Sud, Sviluppo politico, sociale ed economico. Saranno presenti le associazioni di categoria che affronteranno per settore di competenza i temi del nostro Meridione.

Il Meeting, grazie alla presenza di un ampio numero rappresentativo di movimenti del Sud e di associazioni di categoria, avrà un’indiscussa importanza e rilevanza nel panorama socio-politico, e catalizzerà sicuramente l’attenzione non solo del mondo imprenditoriale ed economico , ma anche di quello istituzionale , sociale, culturale e dei mezzi d’informazione.

Sarà invitato, in veste Istituzionale, il Presidente della Regione Sicilia.

Avremo come ospiti anche alcuni Movimenti del Nord.

Diretta Streaming Web

Saranno presenti circa 30 fra movimenti e associazioni che parleranno di Sud


Nel sito web: Sito
In Facebook: Sito

Pisapia Discorso da Sindaco in Piazza Duomo 30-05-2011

Massimo Zedda Sindaco di Cagliari

De Magistris: Abbiamo liberato Napoli

Berlusconi: ''Milanesi e napoletani si pentiranno''.

Pisapia vota tra gli applausi al seggio

lunedì 30 maggio 2011

B. al voto tra applausi e fischi

VORREI SAPERE CHI HA DATO L'IDEA DEI MINISTERI AL NORD. PERCHE' VORREI DIRGLI GRAZIE ! AHAHAH

VORREI SAPERE CHI HA DATO L'IDEA DEI MINISTERI AL NORD. PERCHE' VORREI DIRGLI GRAZIE ! AHAHAH

DI FATTO TI HA CONSEGNATO NAPOLI A DE MAGISTRIS.

QUALCUNO MI AIUTI A SAPERLO...

DOMANI VI SPIEGO COSA SUCCEDERA' NEI PROSSIMI 6 MESI IN ITALIA (SCUSATEMI MA SONO CON UN IPHONE FUORI SEDE FINO A DOMANI)

UN ANTICIPAZIONE

CROLLO DEL PDL E DI BERLUSCONI CHE SE NON DARA' LE DIMISSINONI CADRA' MALAMENTE (POI VEDREMO PERCHE')ANZI VI ANTICIPO CHE EX AN SARANNO FREGATI MA PURTROPPO NON HANNO L'ITEKLLIGENZA DI FINI.

PARTITO DEL SUD CHE PARTE DALLA BASE.

STATI UNITI CHE FAVORISCONO IL CAMBIAMENTO E IL TERZO POLO PERCHE' DI FATTO BERLUSOCNI E IL BIPOLARISMO SONO UN TAPPO PER IL VENTO DI DEMOCRAZIA CHE SPIRA TRA IL MEDITERRANEO E L'EUROPA.

ED ALTRO ANCORA

SALUTI

BY REMO

IL FALLIMENTO DEL SETTORE MOVIMENTISTA E DI INTERNET DEL PDL CHE DOVREBBERO DARE LE DIMISSIONI

IL FALLIMENTO DEL SETTORE MOVIMENTISTA E DI INTERNET DEL PDL CHE DOVREBBERO DARE LE DIMISSIONI.
E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI CHE UNA CAMPGNA MEDIATICA DA DILETTANTI FATTA DA STRATEGIE SBAGLIATE E DALLA EVANESCENZA NONCHE' INCONSISTENZA DEL SETTORE MOVIMENTISTYA E DEL SETTORE INTERNET DECRETA LA SCONFITTA DEL PDL.

DIMISSIONI ? SAREBBE IL MINIMO

Pisapia nuovo sindaco di Milano

Roma - (Adnkronos/Ign) - Il candidato del centrosinistra ha conquistato il 55,10% dei consensi contro 44,89% di Letizia Moratti: ''Abbiamo liberato la città''. Bersani al neo sindaco: "Una grande vittoria". L'ex pm: "Sento una grande responsabilità". Anche Cagliari, Trieste, Novara, Crotone, Grosseto e Rimini al centrosinistra. Il Pd festeggia in piazza a Roma. Rovigo al centrodestra con Varese e Iglesias. Ad Arcore vince il centrosinistra. In calo l'affluenza: al 60,11% (contro il 68,58 del primo turno) per le comunali e al 45,22% (mentre al primo turno è stata il 61,26) per le provinciali

NAPOLI RISCATTA IL SUD INTERO (GRAZIE)

NAPOLI RISCATTA IL SUD INTERO (GRAZIE)

OGGI NAPOLI HA DINOSTRATO CHE LA VECCHIA POLITCA DEL BISOGNO NON FUNZIONA PIU'.

GRAZIE NAPOLI E NAPOLETANI DA TUTTO IL SUD.

Vince Zedda: l'enfant prodige di Vendola conquista Cagliari (LA STAMPA IT)

Il candidato di Sel si impone
con oltre 15 punti su Fantola

CAGLIARI
Massimo Zedda, 37 anni, consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, è il nuovo sindaco di Cagliari. L'enfant prodige della sinistra vendoliana si è imposto con oltre quindici punti di vantaggi sul candidato del centrodestra Massimo Fantola.

Applausi e sorrisi nella sede elettorale di Zedda hanno accolto i dati parziali dello scrutinio. Il candidato del centrodestra a sindaco di Cagliari ha già chiamato l’avversario per congratularsi, ammettendo la sconfitta.

«Grazie a tutti i cagliaritani, a quelli che hanno votato per me ma anche a chi non mi ha votato», le prime parole di Zedda. «Mi auguro di governare bene tutte le Cagliari che ci sono. È stata una bella sfida, franca, a viso aperto e questo risultato era nell’aria». Commentando poi il voto del quartiere Sant’Elia, alla periferia della città, dove, a sorpresa, è risultato vincitore sull’avversario, il neo sindaco ha detto: «Bisognerà lavorare nei quartieri periferici della città che si aspettano tanto da questo nuovo governo. Spero di riuscire a ripagare la fiducia dei cittadini. Un grazie in particolare va a tutti i ragazzi che mi hanno sostenuto», ha concluso Zedda, tra le lacrime, i canti e i caroselli dei tanti sostenitori che si sono radunati nella sede di Sel di via Puccini per festeggiarlo. Con lui, il centrosinistra torna ad amministrare Cagliari dopo vent’anni.

CROLLO DEL PDL CHE SI SFALDA SOTTO BERLUSCONI E RISCOSSA DEL CENTRO SINISTRA E DEL TERZO POLO

CROLLO DEL PDL CHE SI SFALDA SOTTO BERLUSCONI E RISCOSSA DEL CENTRO SINISTRA E DEL TERZO POLO

Bondi (Pdl):"Rimetto il mandato da coordinatore". (tutta la rassegna stampa Elezioni Tg Com Fonte)

Ballottaggi, tutte le reazioni politiche
Bersani esulta: è stata una valanga
Bondi (Pdl):"Rimetto il mandato da coordinatore". Maroni: "E' una sberla"
foto Ansa
Dopo i ballottaggi Bersani e Di Pietro chiedono un passo indietro del governo. Fini attacca: "Berlusconi ha raccolto ciò che ha seminato". Maroni: "E' stata una sberla, serve un rilancio"

18.27 - Stefano Caldoro (Pdl): "Auguri a De Magistris"
"Ha prevalso il voto contro, ma è un segnale che va capito e interpretato rafforzando l'azione di governo. Auguri a De Magistris che da oggi dovrà misurarsi sui problemi della città".

18.25 Gianfranco Fini (Fli): "E' ora della casa dei Moderati"
"Il berlusconismo è di fatto archiviato. Ora la sfida è costruire la casa comune dei moderati.

18.20 - Antonio Martino (Pdl): "Non ci si può basare sul carisma di Berlusconi"
"Il Pdl non può basarsi solamente sul carisma di Berlusconi".

18.18 - Lorenzo Cesa (Udc): "Disposti al dialogo se il premier fa un passo indietro"
"Se Berlusconi fa un passo indietro siamo disponibili al dialogo". Sul Pd: "E' troppo presto per dirlo. Le alternative vanno costruite con molta serenità e molta calma".

18.14 - Francesco Rutelli (Api): "Uno tsunami pacifico"
"Siamo di fronte a un pacifico tsunami checolpisce una maggioranza che sembrava molto forte. Gli elettori del Terzo Polo hanno scelto e ne usciamo più forti".

18.12 - Giulio Tremonti (Pdl): "Non parlo"
Nessun commento dal ministro dell'Economia sull'esito dei ballottaggi.

18.10 - Paolo Ferrero (Fds): "Il premier tragga le conclusioni"
"Non è solo la sconfitta di Berlusconi, ma la dissoluzione del centrodestra. Perdono tutti, Lega compresa e Berluscono dovrebbe trarne le conseguenze".

18.07 - Massimo Zedda (Pd): "Ringrazio i giovani"
"Ringrazio i tanti giovani che si sono avvicinati alla politica e ci hanno aiutato come volontari. E' una vittoria storica. Non c'è problema di maggioranza, non c'è mai stato. Ora si tratta di governare bene".

18.00 - Luigi De Magistris (Idv): "Da domani al lavoro"
"Ringrazio tutti quelli che con coraggio sono stati al mio fianco perché bisognava averne... Era una campagna elettorale di chiusura di una fase politica durata 20 anni, quella del bassolinismo''.

17.55 - Pierluigi Bersani (Pd): "Strada maestra per le elezioni"
"E' ben noto che abbiamo raccolto 10 milioni di firme contro il governo che sta andando avanti con il pilota automatico. La fase politica nuova si deve aprire con le dimissioni. La strada maestra sono le elezioni".


17.50 - Pecoraro Scanio (Fondazione Univerde): "Gli elettori hanno bocciato le menzogne"
"Lettieri e le sue menzogne sono state bocciate sonoramente dai suoi elettori. Sono molto contento del trionfo di De Magistris: la giusta risposta dei napoletani al problema dei rifiuti".

17.43 - Antonio Di Pietro (Idv): "A casa chi sbaglia"
"Con un grande senso di responsabilità i cittadini hanno mandato a dire alla politica che chi sbaglia va a casa'. Napoli aveva bisogno ed ha bisogno di una scossa di legalità , discontinuità , di rilancio e di fiducia tra la popolazione e i propri amministratori - ha aggiunto - Napoli oggi è a porta aperta per un nuovo rapporto di fiducia tra politica e cittadini in tutto il paese''.

17.40 - Giuliano Pisapia (Pd): " Adesso guardiamo avanti"
Milano aveva bisogno di un cambiamento. Adesso dobbiamo guardare avanti. Mi ha fatto molto piacere la telefonata di Letizia Moratti e la sua disponibilità a collaborare. Sarò il sindaco di tutta Milano. E' stato un grosso segnale di partecipazione.

17.34 - Letizia Moratti (Pdl): "Un augurio sincero a Pisapia"
"Ho fatto glia uguri a Pisapia. Massimo rispetto per le istituzioni, ringrazio chi mi ha sostenuto. In questi giorni la voglia di lavorare per Milano è aumentata".

17.31 - Walter Veltroni (Pd):" Il nuovo tempo avanza"
Berlusconi ha voluto un referendum sul suo governo, ha clamorosamente perso in tutta Italia. Ha perso a Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari, Novara".

17.31 Luigi Cesaro (Pdl): "Un napoletano su due non ha votato"
''C'e' un dato su cui tutti debbono riflettere, vincitori e vinti, è che un napoletano su due ha deciso di non scegliere il proprio sindaco. Il 50,57% di votanti a Napoli è un dato mai registrato ed e' un elemento assai preoccupante, che testimonia il grande lavoro che la politica e' chiamata a fare da oggi in poi se non si vuole certificare definitivamente un pericolosissimo scollamento tra cittadino e Stato''.

17.20 Luigi Bersani (Pd): "Abbiamo pareggiato quattro a zero"
"Pisapia, sei stato bravissimo, a Milano c'è stata una grande vittoria".

17.16 - Rosa Russo Iervolino (Pd): "La città resta al centrosinistra"
"L'augurio più vivo al nuovo sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Siamo sicuri che saprà essere per la città una guida ferma e positiva verso ulteriori mete di sviluppo e di democrazia partecipata. Prendiamo atto con soddisfazione che Napoli, a larga maggioranza, resta in mano al centro sinistra confermando una tendenza ferma e radicale contro il centro destra che ormai si profila su tutto il territorio nazionale. Questo nuovo quadro politico non potrà non avere riflessi anche sul Governo ponendo finalmente fine ad un periodo di stasi".

17.06 - Matteo Salvini (Lega Nord): "Voto contro Berlusconi"
"La Lega ha fatto di tutto, di più per la vittoria del centrodestra alle elezioni per il nuovo sindaco di Milano, ma è stato un voto sostanzialmente contro Berlusconi. Gli elettori sono sovrani, e ne prendiamo atto, io non dico che chi ha votato a sinistra ha le allucinazioni. I milanesi sono stati infastiditi da immagini che non c'entravano nulla: i magistrati, le brigate rosse, i furti d'auto...".

17.05 Maurizio Lupi (Pdl): "Trarre idicazioni da sconfitta"
"Abbiamo perso, ora bisogna trarre indicazioni da questa sconfitta. A Napoli il centrosinistra è sparito, non ha giocato nemmeno la finale. Sono convinto che prima che di successioni a Berlusconi, questi risultati chiedono un rafforzamento dell'azione di Governo. Riforma della giustizia, fisco, economia: bisogna assolvere a questi compiti".

17.02 - De Magistris (Idv): "Napoli è stata liberata"
"Sono particolarmente commosso al commentare il risultato che mi ha profondamente colpito ed ha contributo a scrivere una pagina senza precedenti nel modo di fare politica".

17.01 - Sandro Bondi (Pdl): "Rimetto il mio mandato"
"Valutati i risultati elettorali intendo rimettere il mio mandato di coordinatore nelle mani del presidente Berlusconi. Ritengo che da questo momento il presidente Berlusconi debba ricevere non solo la più ampia fiducia e solidarietà ma soprattutto la assoluta e incondizionata libertà di decisione e di iniziativa per quanto riguarda il futuro del partito".

16.57 - Enrico Letta (Pd): "Stagione Berlusconi-Bossi finita"
"Il centrosinistra vince dovunque da Cagliari a Domodossola. Il risultato è generale e va oltre i già fondamentali risultati di Milano e Napoli. Particolarmente violento lo schiaffo che la maggioranza riceve al Nord dove perde quasi ovunque. E' un voto che archivia la stagione di Berlusconi e Bossi. Far finta di niente dopo questa debacle è impossibile per la maggioranza".

16.50 - Antonio Di Pietro (Idv): "Ripulire Napoli dalla monnezza"
De Magistris ha vinto con un voto popolare. Ha vinto un candidato del centro sinistra perché dopo il primo turno tutto il centro sinistra ha dato l'appoggio al candidato che il popolo seguiva. I miei consiglieri festeggeranno fino a mezzanotte am da domani subito al lavoro per ripulire Napoli dalla monnezza fisica e morale".

16.47 - Lucio Malan (Pdl): "Rifondare il partito e rilanciare il governo"
"I risultati delle elezioni non possono lasciare dubbi. Bisogna rifondare il Pdl, magari con un nome che non sia una sigla impronunciabile, con meno correnti e più dibattito di idee, e rilanciare l'azione del governo che i cittadini hanno mostrato di non capire, al di là delle numerose cose buone fatte. Fra due settimane ci sono i referendum e occorre il massimo impegno perché non passi la linea statalista e truffaldina di cancellerebbe una riforma autenticamente liberale che interviene sui veri costi della politica".

16.46 - Orazio Licandro (Pdci): "E' l'alba di un nuovo giorno"
''Milano, Napoli e Cagliari hanno sindaci di sinistra. Auguri di buon lavoro, che sarà uro e difficile ma esaltante, a Giuliano Pisapia, Luigi De Magistris e Massimo Zedda. E' un risultato imprevedibile, di enorme portata politica, che da a tutti una lezione ed un chiaro messaggio da parte di un popolo stanco".

16.44 - Gianni Lettieri (Pdl): "Risultato inequivocabile"
"E' stato un risultato inequivocabile, un voto popolare in favore di De Magistris che ha preso il volo. Gli faccio "in bocca al lupo" , Napoli ha tanti di quei problemi che merita il mio buon lavoro. Ringrazio tutti i napoletani che mi hanno votato, sia al primo che al secondo turno. Avevo a cuore gli interessi della città e dei giovani".

16.29 - Susanna Camusso (Cgil): "Il Paese è stufo di bugie"
"Forse il dato più rilevante è che il Paese è stufo delle bugie che gli hanno raccontato e non crede più alla finzione".

16.29 - Pierluigi Mantini (Udc): "Piasapia vince grazie al Terzo Polo"
''Il voto di Milano conferma la grande voglia di cambiamento e dà ragione al Terzo Polo che, spostando il 5,5 per cento dell'elettorato, ha contribuito in modo essenziale al risultato. Confermiamo le nostre perplessità su alcuni punti del suo programma, ma formuliamo a Pisapia gli auguri più sinceri di buongoverno, con il contributo autonomo ma costruttivo del Terzo Polo. Nel centrodestra sonoramente sconfitto si apra ora una riflessione non superficiale perche' occorre uscire rapidamente dal berlusconismo e ritrovare nuove vie per i moderati e i liberali''.

16.28 - Sonia Alfano (Idv): "Con De Magistris Napoli alza la testa"
"Sembra una ovazione, è sicuramente un segnale molto forte, di portata rivoluzionaria. Napoli alza la testa. E' un segnale molto forte nei confronti di tutti i partiti, la vittoria di Napoli è anche piu' importante rispetto a quella di Milano. In questa città c'èsempre stato assistenzialismo e clientelismo".

16.26 - Carmelo Briguglio (Fli): "Elettori Fli hanno votato per Pisapia e De Magistris"
"Come avevamo previsto la stragrande maggioranza degli elettori di Fli al ballottaggio ha spontaneamente votato per Pisapia a Milano e per De Magistris a Napoli. Il che ha una logica perché i risultati elettorali odierni sono lo sbocco naturale di un processo politico iniziato il 22 aprile dell'anno scorso con la riunione della direzione del Pdl, quella del 'Che fai mi cacci?' di Gianfranco Fini rivolto a Berlusconi, che ha scongelato l'iceberg del berlusconismo".

16.12 - Davide Zoggia (Pd): "Vinciamo in tutta Italia"
"C'è un segno omogeneo: il Pd e il centrosinistra si impongono in tutta Italia. Abbiamo vinto ad Arcore, a Casoria, a Mantova, a Chioggia e Melfi. Siamo avanti anche a Rimini e Cattolica, a Novara e anche a Domodossola dove siamo in testa con oltre 400 voti e mancano allo spoglio 7 seggi".

16.08 - Carlo Giovanardi (Pdl): "Non vedo motivo per dimissioni Berlusconi"
"Abbiamo perso. Se ha vinto De Magistris, ha perso Lettieri, secondo me, però a Napoli, più che vincere De Magistris hanno perso i napoletani e gli italiani. E Berlusconi si dovrebbe dimettere con questi risultati? Non vedo perché: abbiamo vinto tutte le elezioni precedenti, queste sono solo due battute d'arresto".

16.06 - Italo Bocchino (Fli): "Fallito il referendum su Berlusconi"
"Il referendum su Berlusconi è fallito. Potremmo essere alla fine del berlusconismo. Berlusconi é stato sonoramente bocciato e siamo dinanzi alla prova che appena ha rotto con Fini per andare avanti con i Responsabili, un gruppo mercenario della politica, il premier non ha possibilità di vincere. A Napoli Lettieri ha pagato molto l'essere il candidato di Cosentino".

16.04 - Fabrizio Cicchitto (Pdl): "Serve una riflessione seria, ma nessuna conseguenza"
"Il Pdl, arretrando, rimane di gran lunga il primo partito e la valutazione politica generale non si può trarre solo dal comune di Napoli e da pochi altri dati. Il voto alle amministrative è un elemento di riflessione seria, ma dal quale non traggo nessuna conseguenza politica di carattere generale".

15.59 - Rosy Bindi (Pd): "Si prefigura un'alternativa"
"Una bocciatura del centrodestra, si prefigura un'alternativa politica vera intorno ad un centrosinisra unito. L'unità del centrosinistra funziona, in questi risultati è stato importante il Terzo polo, c'è materiale per discutere per il futuro".

15.52 - Gaetano Quagliariello (Pdl): "La Lega non stacchi la spina"
"Se andasse secondo questi sondaggi si dovrebbe dire che le elezioni sono state perse, senza mezzi termini. Un governo sta in piedi a due condizioni, che non si stacchi la spina dall'alto, e quindi che la Lega non stacchi la spina, e che non si sgretoli l'apparato parlamentare. Ma dai recenti sondaggi il Pdl è ancora il primo partito in Italia". "

15.47 - Raffaele Fitto (Pdl): "Non si metta in discussione il governo"
"Se si tratterà di una sconfitta a Milano e a Napoli, ci sarà da aprire una riflessione sul ruolo e sull'organizazzione del partito, senza alcun tipo di processo, per rafforzarne la sua azione e per rafforzare l'azione del governo. Questo non vuol dire mettere in discussione la tenuta del governo".

15.45 - Osvaldo Napoli (Pdl): "Una bella pagina di democrazia"
"Chiunque abbia vinto a Milano o a Napoli, a Trieste o a Cagliari, e nelle centinaia di altri Comuni chiamati ai ballottaggi, queste elezioni amministrative hanno rappresentato una bella pagina di democrazia e di liberta. Gli elettori hanno sempre ragione in democrazia, sia quando premiano le speranze del candidato che sta nelle nostre simpatie, sia quando le frustrano scegliendo altri. Dalle urne è uscita la sentenza degli elettori e quella deve essere accettata da ogni cittadino".

15.40 - Italo Bocchino (Fli): "Il governo cercherà di andare avanti"
Purtroppo i risultati, qualunque essi siano, non apriranno una riflessione critica all'interno del governo. Si dirà di andare avanti; ma sottovalutare i segnali degli elettori è la cosa peggiore".

15.32 - Gaetano Quagliariello (Pdl): "risultato di tenuta del centro destra"
"Dagli Intention Poll sui ballotaggi per il centro destra "esce un risultato di sostanziale tenuta, mentre il centro sinistra diventa sempre più sinistra".

15.28 - Alessandro Pignatiello (Pdci): "Governo fora da i ball"
'"Se le intention poll di Milano e Napoli saranno confermate dal voto reale è ora che questo governo vada 'fora da i ball".

Voto, De Magistris vince a Napoli

CONGRESSO DEI MOVIMENTI DEL SUD: LA "BENEDIZIONE" DI Lino Patruno ed il "Fuoco del Sud" leggi...

Carissimi Amici



Il 1 Congresso dei Movimenti Federalisti Autonomisti Ed Indipendentisti nonché delle Associazioni

sta ormai valicando i confini di nicchia per diventare un evento mediatico Nazionale.

I tempi sono maturi ma il successo dell'iniziativa, che voglio ribadire nasce per puro caso ma pur sempre con un obiettivo comune; sta dando i suoi frutti.

Oggi ho avuto una piacevole conversazione telefonica con Lino Patruno, autore del libro "Fuoco del Sud".
Nei giorni precedenti avevo parlato anche con Pino Aprile.
Dopo aver spiegato anche a Lino Patruno che l' iniziativa mia e di Rosa, deve essere percepita come un momento in cui e affermerei forse per la prima volta la base del Sud, ed in particolare i movimenti del Sud tutti: dagl'Indipendentisti Regionali agli Autonomisti nonché all’associazioni di categoria per finire al singolo cittadino, si riuniscono nelle profonde diversità ma con un obiettivo comune che ci accomuna tutti:

Il bene della nostra terra e del Sud, e la voglia di non farsi più strumentalizzare da politicanti meridionali governativi che remano da anni  contro il Sud.

Il Congresso inteso come momento di conoscenza e di presentazione della propria idea di Sud, non deve avere nessun altra pretesa proprio per assicurare pari dignità a tutti consentendo per una volta dare prova all'Italia ma in particolare alla politica attuale che sappiamo riunirci e dividerci nelle diversità ma sappiamo anche navigare verso un obiettivo comune quello delle0 problematiche del Sud che verranno sottoposte alla luce dalle Associazioni di categoria del meridione.
Qui non si deve fare nessun Partito del Sud , ma non si può neppure stare fermi consentendo che falsi Profeti diano origine a Partiti del Sud Governativi.
Certo tante volte si sono fatti tentativi del genere di riunire tutti ma spesso hanno lanciato all'esterno un messaggio di divisione piuttosto che di compattezza. 
Tuttavia questa volta e' diverso per alcuni motivi il Congresso del 26 Giugno 2011 doveva essere solamente un incontro tra pochi e pian piano ha maturato un adesione numerosa tanto da avere in adesione come ospiti anche esperienze del Nord: la  Liga Veneta e Gran Ducato di Toscana.

Il Congresso inteso come momento d’incontro (dando la possibilità anche a noi addetti al lavoro di capire quante belle cose stanno sorgendo dalla base; in Sicilia, Campania, Sardegna ed altre regioni del Sud).

Dimostrando se mai ce ne fosse bisogno attraverso una campagna mediatica anche a livello Nazionale, che :

1) Seppur nelle diversità sappiamo ascoltarci.

2) Che sappiamo anche ascoltare le associazioni di categoria del Sud che ci ripeteranno di quelle problematiche meridionali che tutti conosciamo

3) Che anche nella diversità sarà possibile fare un documento comune non di politica che dividerebbe, ma su un contenuto. Esempio: “la richiesta di diminuire l’accisa sulla benzina simbolicamente di 1 centesimo” (iniziativa dell'Associazione dei Consumatori del Sud). Documento che se firmato da tutti il giorno del Congresso verrà spedito al Presidente della Repubblica e alla stampa.

Condivido e rispetto le scelte politiche di tutti ma sono d'accordo con quanto dice Pino Aprile e Lino Patruno, persone veramente splendide che vogliono bene al Sud.

Ricordiamo che potrebbero anche non fare nulla visto il successo dei loro libri ed invece stanno realizzando un opera faraonica, quella di portare a conoscenza del popolo del SUD tutto la verità negata.

Non esiste nessun Partito del Sud o anche movimento indipendentista Regionale che abbia un futuro senza poter conoscere la storia passata.

Ringrazio ancora Lino Patruno per la gentilezza mostrata e mi ha autorizzato a COMUNICARE che appoggia la nostra iniziativa MERITEVOLE, iniziativa che e’ di noi tutti e non di Remo Pulcini che al massimo potrebbe essere lo strumento per realizzarlo.

GRAZIE ! GRAZIE ! ANCORA LINO PER QUANTO FAI E PER LA “BENEDIZIONE” CHE CI HAI DATO.

PRIMA DI CONCLUDERE VOGLIO FARE UN APPELLO ALLA STAMPA DEL SUD!

QUESTO CONGRESSO SE OGGI VIENE ATTACCATO E' PERCHE' DI FATTO STA DIVENTANDO UNA REALTA, SINCERA E GENUINA CHE SCOMBINA FORSE LE CARTE IN TAVOLA.

E' DOVERE DI OGNI GIORNALE DEL SUD E TV CHE CREDONO AD INIZATIVE SANE ED IN UN MOMENTO DI DEMOCRAZIA DARCI LA MASSIMA COLLABORAZIONE.

OGNUNO DI NOI PER LA PROPRIA PARTE PUO' E DEVE DARE UN CONTRIBUTO AL SUCCESSO DELL’EVENTO.

SALUTI

REMO PULCINI

GRAZIE ANCORA LINO PATRUNO

ECO - Sud, Svimez: aumenta divario con il Nord, pesa la disoccupazione

Sud, Svimez: aumenta divario con il Nord, pesa la disoccupazione
Roma, 30 mag (Il Velino) - Il Pil che cresce 18 volte in 150 anni, il boom degli investimenti delle grandi industrie, le grandi migrazioni, con la partenza di 4,2 meridionali diretti al Centro-Nord dal 1950 al 1974: sono solo alcuni dei numeri contenuti nel volume Svimez “150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011”, edito da Il Mulino, presentato a Roma alla Camera dei deputati. “Dopo 150 anni, nonostante la golden age degli anni 60 e i tentativi di recuperare lo scarto – si legge – l’Italia resta un Paese spaccato a metà dal punto di vista economico. Dal 1861 al 2010 il Pil del Mezzogiorno a prezzi costanti è cresciuto di 18 volte, ma in modo disomogeneo. È nei primi 100 anni che si è creato il divario Nord-Sud, solo parzialmente recuperato nella stagione aurea del secondo dopoguerra. Se nel 1861 il Pil tra le due aree era simile, cioè pari a 100 per entrambi, dopo 150 anni, nel 2009, il Pil del Mezzogiorno risultava pari solo al 59 per cento del Centro-Nord. Causa principale del divario resta la carenza di occupazione nel Mezzogiorno. Mentre infatti il tasso di occupazione meridioneale nel 1951 era pari all’81 per cento del Centro-Nord; nel 2009, quasi 50 anni dopo, era fermo al 68,9 per cento”.

L’ETA’ DELL’ORO DEL SUD: GRANDE INDUSTRIA E CASSA DEL MEZZOGIORNO. Tra il 1952 il 1973 – prosegue lo Svimez – il Pil pro capite è cresciuto del 4,6 per cento all’anno nel Mezzogiorno rispetto al 4,8 del Centro-Nord. Contributo fondamentale allo sviluppo del Sud è stato svolto dagli investimenti industriali nell’area, cresciuti del 7,9 contro il 6,3 per cento del Centro-Nord dal 1952 al 1973. La quota che lo Stato destina agli investimenti industriali per il Sud rispetto al totale nazionale raddoppia in 20 anni, passando dal 15 per cento degli anni 50 al 33 per cento degli anni 70. Mentre aumentano soprattutto le grandi aziende: dal 1951 al 1981 al Sud il numero medio di addetti nelle imprese aumenta di oltre 4 volte, passando da 11,6 a 48,7, mentre al Centro-Nord si scende dai 69,6 ai 52,4. Dietro questi numeri c’è l’operato della Cassa per il Mezzogiorno, nata nel 1950 con l’intento di mettere in campo interventi strategici per creare le condizioni di base per l’attrazione di aziende e investimenti e impegnata in prima linea nel processi di localizzazione al Sud dei grandi insediamenti industriali. L’EMIGRAZIONE PER LO SVILUPPO. Ma è uno sviluppo senza occupazione, in cui i nuovi posti di lavoro creati sono occupati da chi sceglie di rimanere. Così si attenuano gli squilibri del mercato del lavoro. Dal 1951 al 1974 dal Sud emigrano 4,2 milioni di persone, con punte di 240mila all’anno negli anni 60.

I RECUPERI: SPERANZA DI VITA E ISTRUZIONE. I segnali più positivi vengono dai progressi raggiunti in termini di qualità della vita, con un processo di convergenza che ha portato il Mezzogiorno ai livelli del Centro-Nord, se non in alcuni casi addirittura a livelli superiori. Basti pensare alla speranza di vita: nel 1910 il divario tra Nord e Sud era molto forte. In Veneto si viveva 4 anni in più che in Campania (47,8 rispetto a 43,6), 8 anni più che in Puglia (47,8 rispetto a 39,2). Sessant’anni dopo, nel 1970, la situazione si ribalta: la speranza di vita al Sud arriva in media a 69,9 anni contro i 69 della media nazionale, due anni in più del Nord-Ovest (68). Sulla stessa linea i risultati ottenuti nel campo dell’istruzione. Nel 1861 gli analfabeti al Sud erano pari all’87 per cento della popolazione meridionale, con picchi vicini al 90 per cento in Sardegna, Basilicata e Calabria, contro il 67 per cento del Centro-Nord, e il 57 per cento della Lombardia. Nel 1951, l’alfabetizzazione aveva raggiunto i ¾ della popolazione meridionale, arrivando al 24,4 per cento di analfabetismo. Quanto al tasso di scolarizzazione, la rincorsa ha interessato tutto il periodo in questione, arrivando dagli anni 2000 sul fronte universitario a registrare un sorpasso sul Centro-Nord: nel 2001 il tasso di iscrizione all’Università era del 33,5 per cento al Sud e del 33,1 per cento al Centro-Nord; nel 2009 il Sud aveva raggiunto quota 51,5 per cento contro il 42, per cento del Centro-Nord. Nel complesso, guardando agli anni di istruzione pro capite, la differenza tra Mezzogiorno e Centro-Nord nel 2010 si era ridotta a mezzo punto percentuale (9,6 anni contro 10,1).

INFRASTRUTTURE: IL CASO FERROVIE - Situazione altalenante sul fronte ferrovie: nel 1861 il divario tra le due aree era enorme. In tutto il Mezzogiorno i km di ferrovie erano soltanto 184, contro i 2.336 del Centro-Nord. Nel 1912 i km di binari erano aumentati di 5 volte al Centro-Nord, arrivando a 10.274; al Sud l’aumento era stato di ben 70 volte, arrivando a 7.101 km. Guardando però alla percentuale di km di ferrovie su 1.000 km di superficie, già nel 1938 il Sud superava il Nord, con 76,8 km rispetto a 73,7. Situazione di sostanziale pareggio venti anni dopo, nel 1958, con 71 km di ferrovie su 1.000 di superficie al Centro-Nord e 72,1 al Sud. Interessante notare le tendenze degli ultimi anni: nel 2009 i km di ferrovie erano al Centro-Nord 10.895, pari a 61,1 su 1.000 di superficie. Al Sud, invece, 5.731, pari a 46,6 km ogni 1.000.

Sud/ Fini: Questione Meridionale scomparsa da agenda politica -2-

Roma, 30 mag. (TMNews) - Il presidente della Camera ha poi sottolineato come negli ultimi anni, sia emersa "con crescete vigore" una Questione Settentrionale che "si identifica nel crescente disagio dei ceti produttivi del Nord nei confronti dello Stato che non riuscirebbe ad offrire servizi efficienti proprio perché sarebbe 'condizionato' da un Meridione che ormai costituisce un peso per il paese". Questo ha dunque portato, secondo Fini, alla scomparsa dall'agenda politica della Questione Meridionale. La crisi finanziaria del 2008 "ha ancor di più evidenziato, nell'ultimo biennio - ha poi aggiunto Fini - alcune differenze strutturali tra le aree territoriali del Nord e quelle del Sud" e poi il Mezzogiorno "appare sempre più penalizzato nell'utilizzo dei fondi europei, dall'inefficienza amministrativa e progettuale della quasi totalità degli enti pubblici".
Inoltre, a penalizzare il Meridione c'è anche "la forte presenza della criminalità organizzata" che si insinua "con la sua forza finanziaria nella stessa economia legale", ha aggiunto Fini precisando che il fenomeno riguarda anche le regioni settentrionali. Come se non bastasse "molte difficoltà strutturali sono state aggravate da alcun scelte discutibili, a cominciare da quelle relative all'utilizzo di risorse del Fondo per le aree sottosviluppate (Fas) per necessità del tutto estranee alle esigenze del Mezzogiorno".
Secondo il presidente della Camera, al di là della disponibilità delle risorse, quello che manca è "una strategia coerente ed organica che sia capace di coordinare e finalizzare le risorse disponibili alle esigenze di crescita delle aree Meridionali". Comunque, per Fini, "nulla, ovviamente, è perduto" ma è evidente che la questione meridionale "non è solo un problema di risorse, ma di capacità della classe dirigente".

Fini:Sud, problema classe dirigente (FINI SBAGLIA IL PROBLEMA SIETE VOI CLASSE POLITICA FALLITA E NON LA CLASSSE DIRIGENTE CHE C'E' AL SUD !)

12:28 - Per Gianfranco Fini la questione meridionale "non è solo un problema di risorse ma di capacità della classe dirigente". Il presidente della Camera, alla giornata su "Nord e Sud a 150 anni dall'Unità d'Italia", denuncia un "vero e proprio stallo nella capacità delle Istituzioni di elaborare strategie complessive e nazionali" e "la scomparsa della questione meridionale dall'agenda politica". Poi chiede che il federalismo non sottragga risorse al Sud.

DOVETE AVERE IL COREGGIO DI DIRE ABBIAMO PERSO CI SIAMO SVENDFUTI IL SUD IN MODO BIPARTIZAN !!!

Nord e Sud, 150 anni di economie a confronto: nel 1861 Pil e industrie alla pari, poi il crollo (LA POLITICA DI REGIME E I SUOI POLITICANTI HANNO SVENDUTO IL SUD)

Sono passati 150 anni dall'Unità nazionale, ma l'Italia rimane ancora un Paese a due velocità. Dal 1861 al 2010 il Pil del Mezzogiorno, a prezzi costanti, è cresciuto di 18 volte, anche grazie agli interventi degli anni '60. Ma allo stesso tempo anche il divario con il Centro-Nord è aumentato, soprattutto a causa della carenza di occupazione. Lo rivela il volume «150 anni di statistiche italiane: Nord e Sud 1861-2011», edito da Il Mulino e presentato oggi alla Camera dall'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, Svimez.
Per il presidente di Svimez, Adriano Giannola, non è vero che oggi «c'è un problema di crescita che riguarda soprattutto il Sud», mentre da solo il Nord «sarebbe una molla pronta a scattare al primo segno di ripresa: il Mezzogiorno si propone come opportunità strategica del sistema Italia».

Il Pil del Sud vale il 60% di quello del Nord. Dal 1950 cresce anche il gap occupazionale. L'emigrazione di ieri e di oggi
Ma il divario fra le due aree persiste: nel 1861 il Pil pro capite del Sud era all'incirca lo stesso del Nord, per poi subire un vero e proprio crollo sino al 1951, per poi registrare una crescita discontinua negli anni seguenti con una lieve ripresa a partire dal '99. Oggi il Pil del Sud vale solo il 60% di quello del Nord. Anche il tasso di occupazione del Sud, dal 1950 ad oggi, ha visto crescere progressivamente il gap con il Nord. Un divario, ha spiegato il vicedirettore di Svimez Luca Bianchi, che si è ampliato soprattutto a partire dal 1973. Da quella data, «si sviluppa soprattutto l'industria del Nord e i posti di lavoro che si perdono nell'agricoltura non si riescono a recuperare negli altri settori». La situazione non è esplosa «solo grazie allo sfogo dell'emigrazione che ha visto in quegli anni andare via oltre 2 milioni e mezzo di persone» e che oggi portano nuovamente i talenti lontano.

Fino al 1860 sviluppo industriale alla pari fra Nord e Sud, poi il sorpasso
Dopo il grande sviluppo degli anni compresi fra il 1952 e il 1973, grazie alla grande industria e alla Cassa del Mezzogiorno, quando il pil pro capite crebbe del 4,6% all'anno nel Sud, rispetto al 4,8 del Centro-Nord, in seguito alla brusca battuta d'arresto avvenuta dopo gli anni '70, quando i grandi impianti delle aziende più importanti del Paese cominciano a chiudere i battenti dopo aver alimentato la speranza di un nuovo futuro, il Sud comincia a perdere terreno: «Nel 1860 - ha affermato Bianchi - in realtà c'era una quantità di insediamenti industriali simile tra Nord e Sud. Poi alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento inizia lo sviluppo del grande triangolo industriale (Milano-Torino-Genova) e da quel momento il Mezzogiorno non riesce più a tenere il passo. L'unica fase di recupero è tra gli anni '50 e il '73. Poi comincia a perdere di nuovo e comunque il tasso di industrializzazione del Mezzogiorno resterà la metà di quello del Centro-Nord».

Sud: Svimez; Paese diviso a meta', Pil pari solo a 59% Nord (ADESSO BASTA !)


ROMA (MF-DJ)--Se nel 1861 il Pil tra tra le aree del Nord e del Sud era simili, ossia pari a 100 per entrambe, dopo 150 anni nel 2009, il Pil del Mezzogiorno risultava pari al 59% del Centro-Nord. E' quanto evidenzia il rapporto Svimez, presentato oggi a Roma presso la Camera dei Deputati, in occasione della "giornata di studio sul Mezzogiorno" per celebrare i 150 anni dell'Unita' d'Italia.
Tra il 1952 e il 1973 il Pil pro capite e' cresciuto del 4,6% all'anno nel Mezzogiorno rispetto al 4,8% del Centro-Nord. Contributo fondamentale allo sviluppo del Sud - spiega lo Svimez - e' stato svolto dagli investimenti industriali nell'area, cresciuti dal 1952 al 1973 del 7,9% contro il 6,3% del Centro-Nord. La quota che lo Stato destina agli investimenti industriali per il Sud rispetto al totale nazionale raddoppia in 20 anni, passando dal 15% degli anni '50 al 33% degli anni'70. Ad aumentare infine sono soprattutto le grandi aziende: dal 1951 al 1981 al Sud il numero medio di addetti aumenta di oltre 4 volte, passando da 11,6 a 48,7, mentre nel Centro-Nord si scende dai 69,6 ai 52,4.
Si tratto pero', di uno sviluppo senza occupazione, in cui i nuovi posti di lavoro creati sono occupati da chi sceglie di rimanere, attenuandosi in tal modo gli squilibri del mercato del lavoro. Infatti dal 1951 al 197 dal Sud emigrano 4,2 milioni di persone, con punte di 240.000 all'anno negli anni '60.
Causa principale del divario - conclude il rapporto - resta la carenza di occupazione nel Meridione: mentre il tasso di occupazione per la stessa area nel 1951 era pari all'81% del Centro-Nord, nel 2009, quasi 50 anni dopo era fermo al 68,9%. Dopo 150 anni, nonostante la "Golden Age" degli anni '60 e i tentativi di recuperare lo scarto, l'Italia resta un Paese spaccato a meta' dal punto di vista economico. mar

DISFATTA PDL !!! Intention Poll Sky-Digis: vincono Pisapia e De Magistris

Inizia alle 15 lo spoglio negli 88 comuni e nelle 6 province chiamate al ballottaggio. In forte calo l'affluenza alle urne: per le comunali, alle 22 di ieri sera aveva votato il 43,46% degli aventi diritto. Alla stessa ora, al primo turno, aveva votato il 49,67. Per le provinciali è andato alle urne il 30,95%, con quasi 12 punti percentuali in meno rispetto al turno di due settimane fa quando a votare era andato, alla stessa ora, il 42,74%.
Fra le eccezioni Milano dove l'affluenza per l'elezione del sindaco non ha fatto segnare particolari differenze rispetto al primo turno (è stata dal 53,19% mentre era stata del 53,56% il 15 maggio scorso). Forte è stato invece il calo a Napoli (meno 11 punti percentuali). Berlusconi apprenderà i primi dati sull'esito dei ballottaggi in Romania, dove oggi e domani sarà impegnato in un vertice intergovernativo.
Ore 15,07. Intention poll: a Napoli De Magistris al 54,5%, Lettieri 45,5%
Secondo lquanto si è appreso i primi "Intention poll" sul ballottaggio a Napoli indicherebbero uno scarto di circa 9 punti percentuali tra Luigi De Magistris (54,5%) e Gianni Lettieri (45,5%).Lo scrive l'Ansa.
Ore 15,06. Intention poll: a Milano Pisapia al 53,5%, Moratti 46,5%
Secondo quanto si è appreso i primi "Intention poll" indicherebbero uno scarto di circa 7 punti percentuali tra Giuliano Pisapia (al 53,5%) e Letizia Moratti (46,5%). Lo scrive l'Ansa.
Ore 15,02. Intention poll per Sky: vincono Pisapia e De Magistris
Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris, i due candidati del centrosinistra, sarebbero in vantaggio nei ballottaggi per le elezioni a sindaco rispettivamente di Milano e Napoli. Lo sostiene l'intention poll effettuato da Sky e diffuso alla chiusura dei seggi.
Ore 13,53. Bossi replica: La Russa? Non lo vede nessuno
Umberto Bossi, leader del Carroccio replica ai giornalisti che riferiscono le parole del ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che ha sostenuto che a Milano sono mancati i voti della Lega Nord. «Siamo stati gli unici che in qualche modo siamo andati in strada: vabbè che La Russa è da solo, quindi anche se va in strada non lo vede nessuno». La Russa in un'intervista a La Stampa aveva sostenuto che «a Milano il Pdl non é andato male. Semmai viene fuori un risultato meno buono come coalizione. La Lega ha perso 4-5 punti, che sono quelli che ci
mancano».

fonte sole 24 ore

sabato 28 maggio 2011

WikiLeaks, l'Italia vista dagli Usa "Con Berlusconi paese ormai in declino" FONTE LA REPUBBLICA

ROMA - Quattromila cables riservati filtrati dall'ambasciata Usa a Roma, oltre 30 mila pagine di documenti finora segreti che raccontano l'Italia e i suoi protagonisti dal punto di vista critico e sferzante del suo più importante alleato. E molti di questi con un denominatore comune: il declino del ruolo internazionale dell'Italia è strettamente legato all'immagine di Silvio Berlusconi, l'uomo che la guida e la condiziona dal 1994, l'anno della sua discesa in campo. Dal 2002 al 2010 parlano ambasciatori, segretari di Stato, diplomatici di alto livello, politici di primo piano. Tutte comunicazioni rigorosamente classificate. Tutte rigorosamente destinate a restare riservate. Tutte, adesso, contenute nei cables che WikiLeaks ha ottenuto e che l'Espresso, in collaborazione con Repubblica, comincia da oggi a pubblicare.

UN PREMIER CHE OFFENDE TUTTI
"Il premier Silvio Berlusconi con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata delle parole" ha offeso nel corso del suo mandato "quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo", mentre "la sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa ed ha dato sfortunatamente un tono comico al prestigio dell'Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti".
E' il febbraio del 2009 quando Ronald Spogli, ambasciatore americano in Italia nominato dal Presidente George W. Bush,
si congeda dal suo mandato e scrive al nuovo segretario di Stato Hillary Clinton un memoriale intitolato "What can we ask from a a strong allied" (Cosa possiamo chiedere ad un forte alleato), classificato come Confidential e che ha un sapore profetico. Non è ancora esploso lo scandalo di Noemi Letizia, non è apparsa all'orizzonte la escort Patrizia D'Addario, non c'è ancora traccia dei festini di Arcore, né delle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile con la marocchina Ruby, né delle pressioni sulla questura di Milano per procurarsi il silenzio della vittima. Le leggi ad personam proposte per tutelare il primo ministro dalle conseguenze dei processi in corso non sono state ancora respinte e non ha raggiunto l'apice il violento conflitto con la magistratura. Ma ad inizio 2009 il premier, visto dagli Usa, è già un uomo debole, prigioniero dei suoi conflitti di interesse e dell'evidenza internazionale dei suoi abusi di potere. Quindi bisognoso dell'aiuto americano per legittimarsi sul piano interno e estero e come tale disponibile, quando richiesto, a comportarsi come "il migliore alleato". Berlusconi insomma non è nelle condizioni di dire alcun "no" a chi lo sostiene. Una sorta di ostaggio, che accetta volentieri tutte le richieste in termini di impegno militare e politico negli scacchieri strategici che vanno dall'Afghanistan alla ricollocazione dei prigionieri di Guantanamo, dalle basi sul territorio italiano alle sanzioni all'Iran. Un prezzo che finora non si sapeva di aver pagato.

L'IMMAGINE DI UN PAESE IN DECLINO
"Il lento ma costante declino economico dell'Italia - scrive l'ambasciatore Spogli - compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell'arena internazionale. La sua leadership spesso manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo. La riluttanza o l'incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l'obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l'impressione di una governance inefficiente e irresponsabile. Il primo ministro Silvio Berlusconi è il simbolo di questa immagine". Spiega Spogli: gaffes e preminenza per gli interessi personali, assieme "al frequente uso delle istituzioni pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici, la sua preferenza per soluzioni a breve termine hanno danneggiato la reputazione dell'Italia in Europa". Un'immagine che Berlusconi tenta di rivitalizzare con iniziative che lasciano perplessi gli Usa. L'Italia - annota Spogli - "fa molti sforzi, alcuni seri altri meno, per mantenere una posizione di rilevanza e influenza". Come quando "si propone nel ruolo di grande mediatore delle crisi mondiali, un ruolo autoconferitosi che alcuni politici, specialmente il premier Silvio Berlusconi, pensano possa conferire grande visibilità senza praticamente spendere alcunché". O come quando, senza alcun coordinamento, ritiene di avere i titoli per "mediare tra la Russia e l'Occidente, impegnarsi con Hamas e Hezbollah, stabilire nuovi canali di negoziato con l'Iran, espandere l'agenda del G8 con mandati al di là di ogni riconoscimento".
Insomma, una politica assolutamente velleitaria. Con costernazione Spogli prende atto che in una puntata di "Porta Porta" Berlusconi annuncia il ritiro dall'Iraq: svegliati in piena notte i generali Usa a Baghdad e mandata la trascrizione della puntata tv al Pentagono. Esterrefatto l'ambasciatore registra che mentre Israele bombarda Gaza il Cavaliere rilancia l'idea del tutto estemporanea di costruirvi alberghi e resort, annunciando che potrebbe "trovare investitori". Allibito informa Washington che il premier ha una sua strategia per la Siria, visto che l'allora moglie Veronica "ha conosciuto la consorte di Assad a Damasco", e dice: "Dovremmo coinvolgerla..." 
Ma a Washington sono pragmatici. Si deve abbandonare un alleato pasticcione, in declino economico e inviso alle cancellerie europee per idiosincrasia politica?. "No - scrive Spogli alla Clinton - non dobbiamo. Dobbiamo anzi riconoscere che un impegno di lungo termine con l'Italia e i suoi leader politici ci darà importanti dividendi strategici adesso e in futuro"

IL DIVIDENDO DI WASHINGTON
Cosa può incassare l'America da questo governo? Spogli è esplicito. "L'Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent'anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan, e, infine, il territorio italiano sarà strategico per l'Africom (United States African Command)", l'organismo costituito nel 2008 dalla Difesa Usa per coordinare gli interventi militari in Africa: comando a Stoccarda, ma bombardieri di stanza a Vicenza, nella base Dal Molin, e portaerei della VI flotta a Napoli. " Se useremo una forte pressione - sostiene inoltre Spogli - l'Italia eserciterà la sua influenza economica in Iran per mandare a Teheran un chiaro segnale che potrebbe influire sulla loro politica di sviluppo nucleare". E anche sul fronte del terrorismo Washington sa che Roma spalancherà le sue porte. Già nel febbraio 2009 Spogli avverte infatti che l'Italia si sta diligentemente preparando ad esaudire "quelle che ritengono saranno tra le nostre prime richieste, il farsi carico della custodia di alcuni detenuti nella prigione di Guantanamo (il ministro Frattini ufficializzerà la decisione 4 mesi dopo, ndr.) e un maggiore sforzo militare in Afghanistan (l'Italia sorprenderà gli Usa aggiungendo altri 1200 soldati ad Herat, portando il contingente schierato ad un totale di 4200 uomini).
L'unica vera preoccupazione è il rapporto tra Roma e Mosca, tra Berlusconi e Putin. Gli Usa vogliono controbilanciare la crescente influenza russa sul fronte dell'energia, e notano con disappunto che "l'Italia, sfortunatamente, invece la favorisce". Sui rapporti tra Berlusconi e Putin il punto di vista americano è noto. L'ambasciata Usa anche dopo la sostituzione di Spogli con David Thorne è in allarme e agisce su più fronti. Stimola il ritorno al nucleare, interviene sul governo per spezzare l'asse con Mosca e suggerisce: "dobbiamo far capire a Berlusconi che ha una relazione personale con noi e dobbiamo assecondare la sua convinzione di essere uno statista esperto". Ma l'operazione non è facile, il legame del cavaliere con "il suo amico Vladimir" è solida e ha radici misteriose. tanto misteriose da indurre Hillary Clinton nel gennaio 2010 a chiedere alle rappresentanze diplomatiche interessate di indagare sulle "possibili relazioni e investimenti personali che legano Putin e Berlusconi e che possono influenzare la politica energetica dei due paesi", e di svelare " i rapporti tra l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, i top manager dell'Eni e i membri del governo italiano, specialmente il premier e il ministro degli esteri Frattini". Gli americani si troveranno davanti ad un muro: in un cable un diplomatico italiano spiega che "tutto avviene direttamente tra Berlusconi e Putin".

UN PREZZO IRRISORIO DA PAGARE
Pasticciona e in difficoltà, l'Italia chiede aiuto agli Usa quando si accorge che l'organizzazione del G8 a L'Aquila comincia a fare acqua. Gli americani se ne sono già accorti, e una serie di cables descrivono la tensione nell'ambasciata di Roma: il flop può tramutarsi in una debacle per Berlusconi, già colpito dalle prime rivelazioni sugli scandali sessuali. Scatta il soccorso all'utile alleato: "Berlusconi - annotano - ha bisogno di mostrarsi un leader credibile a livello internazionale per ripulire la sua immagine, e ci sarà tremenda attenzione" al trattamento che riceverà dagli altri capi di stato e di governo. Obama acconsente e in Abruzzo il presidente "abbronzato" è gentile e comprensivo. Il vertice è un successo, il Cavaliere è salvo, l'opposizione politica è sconfitta

CONDANNATI ALL'INSTABILITA'
Gli americani capiscono dunque che con Berlusconi dovranno conviverci. A lungo. E sfruttarne le debolezze, che utilitaristicamente diventeranno per Washington preziose cambiali in bianco, da riscuotere all'occorrenza. Ne sono consci già prima delle elezioni del 2008, che - dopo la caduta della litigiosa coalizione guidata da Romano Prodi - riporteranno a Palazzo Chigi il Cavaliere, vittorioso su Walter Veltroni. "Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente - scrivono da Roma a Washington - se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente". Ne sono ancora più convinti dopo il G8 de L'Aquila. Non apprezzano la magistratura, definita "una casta inefficiente e autoreferenziale", priva di controllo e che condiziona la vita politica; non credono nei dissidenti della maggioranza; giudicano il Pd disorganizzato. E anche quando la Corte Costituzionale boccia il lodo Alfano non si preoccupano: Berlusconi resisterà. Temono invece gli effetti sul Paese dello scontro con il presidente Napolitano. Il Presidente è visto come una figura assolutamente cruciale per la stabilità del Paese, è stimato e seguito. Il Quirinale non si tocca, è un assoluto punto di riferimento. "Gli attacchi a una figura molto rispettata potrebbero essere presi male da molti italiani e determinare più ampie divisioni tra le due istituzioni".
È uno scenario preoccupante, ma che porta anche dei vantaggi. Il premier infatti "per difendersi dai processi si dovrà distrarre dal lavorare per il popolo italiano". Ma ci sono altri referenti pronti a lavorare per gli Usa. I ministri Frattini e La Russa, ad esempio, vengono definiti particolarmente ansiosi di collaborare. Mentre ad Arcore continuano i festini, il business può proseguire. 

Melchiorre sbatte la porta a Silvio «Con caso Obama superato limite» (BRAVA UNA DONNA CON LE PALLE) IL VECCHIO STA FINENDO DI DITRUGGERE TUTTO !

Con questa lettera, indirizzata al direttore di Repubblica Ezio Mauro, Daniela Melchiorre informa della decisione di dimettersi dalla carica di sottosegretario. «Gentile Direttore, questa mia per dire innanzitutto che ieri ho presentato le mie dimissioni da Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico. Incarico di cui, per la verità, non avevo ancora inteso prendere effettivo possesso. Poichè la questione può essere di pubblico interesse, vorrei chiederLe ospitalità per dar conto di queste ragioni», scrive Melchiorre. «Il fatto è- aggiunge- che il livello di accettabilità è definitivamente superato anche per chi aveva ritenuto per un attimo di poter superare, in un momento di emergenza, le fratture politiche del passato. Dopo le incredibili esternazioni del Presidente del Consiglio contro i magistrati all'incredulo Presidente Obama in occasione del summit del G8 di giovedì - come si trattasse di un tema degno dell'agenda internazionale e a quel livello - non ho potuto far altro che constatare che non vi è, almeno per me, uno spazio per proseguire, o meglio avviare, un contributo effettivo all'attività governativa. Qui la cosiddetta difesa fuori dal processo ha voluto raggiungere, al di là di ogni misura, l'apice mondiale. Nella giustizia vi sono diverse cose che non vanno, pur se i rimedi, sempre più smodati, proposti dal PdL non sono i migliori. Ma le deformazioni politiche su questo tema potevano, seppur con sforzo, essere posposte da chi, come me, riteneva che altre urgenze, come quelle economiche, dovessero avere il primato». Melchiorre aggiunge: «Ora però si è superata la misura. Non è francamente accettabile che si giunga alle volgarità dei giorni passati e che si tenti la delegittimazione di quella che comunque è una funzione costituzionale innanzi ad una delle autorità più importanti della Terra: e in un giorno in cui il mondo intero guardava quel che i »grandi« decidevano a Deauville. Le ragioni che muovono il Presidente Berlusconi, quali che siano, non bastano a giustificare un gesto così grave. È certo che questo innalzamento pone la sua concezione della giustizia al primo piano, e sopravanza ogni altra diversa considerazione, compresa la mia e quella di tanti altri come me. Se questo è ciò che ormai, sopra di tutto, anima il governo Berlusconi, non c'è ragione perchè, nel mio piccolo, io gli dia davvero il mio contributo. È mio dovere essere coerente e rispettosa degli Italiani che rappresento, e dello Stato che servo da non pochi anni, e l'apporto che intendevo era per le urgenze del Paese, non per quelle individuali».

La parlamentare dei Libdem Daniela Melchiorre spiega: «Per quanto sia oggi Presidente dei Liberal Democratici, non posso dimenticare di essere un magistrato e di aver indossato con orgoglio e, se mi è permesso, con onore la mia toga. Orgoglio e onore che sono quelli della quasi totalità dei magistrati che, silenziosamente, lontano dai riflettori e dal circuito mediatico, svolgono il proprio dovere tra difficoltà e rischi, carichi e disagi. E che cercano di dare agli altri quel bene prezioso che è la giustizia. Tutti costoro, senza ormai più distinzioni, sono stati insultati quando pochi giorni fa sono stati definiti »cancro« da estirpare. E non sono certo loro il cancro dell'Italia. Non mi resta che constatare che la cautela con cui non ho inteso prendere possesso dell'incarico era fondata, e che per me è impossibile far parte di un Governo il cui capo sconsideratamente parla di »dittatura dei giudici di sinistra« a un summit internazionale. Se questa mia decisione irrevocabile di dimettermi non sarà condivisa dal mio partito, mi dimetterò anche dalla sua presidenza». Melchiorre informa che «nei prossimi giorni ci sarà una riunione della Direzione Nazionale dei Liberal Democratici per verificare se questa mia scelta è condivisa. Tanto debbo al mio Paese e a me stessa».
28 maggio 2011

Fassino: "Incontrerò Marchionne per avere garanzie su Mirafiori" (SI COME TERMINI IMERESE !)

Fassino: "Incontrerò Marchionne per avere garanzie su Mirafiori" (SI COME TERMINI IMERESE !)

Scalata Antonveneta, quattro 4 anni per Fazio ANSA IT

MILANO  - I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato l'ex governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio a 4 anni di reclusione per la vicenda della tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. L'ex ad della banca lodigiana Gianpiero Fiorani è invece stato condananto a un anno e 8 mesi di reclusione.

CONSORTE CONDANNATO A 3 ANNI DI RECLUSIONE - Il tribunale di Milano ha condannato l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte a 3 anni di reclusione e il senatore Luigi Grillo a 2 anni e 8 mesi al processo per la tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi.

ASSOLTO EX CAPO VIGILANZA BANKITALIA FRANCESCO FRASCA  - I giudici del tribunale di Milano hanno assolto per non aver commesso il fatto Francesco Frasca, l'ex capo della vigilanza della Banca d'Italia imputato al processo per la tentata scalata ad Antonveneta da parte di Bpi.

ATTENZIONE URGENTE !!! IL 1 CONGRESSO DEI MOVIMENTI INDIPENDENTISTI FEDERALISTI ED AUTONOMISTI SOTTO ATTACCO VIOLENTO !!! COL SOLITO SISTEMA DEL DISCRETO !!! BENE, MOLTO BENE VUOL DIRE CHE HANNO PAURA DI NOI (APPELLO).

CARI AMICI

E' PARTITA
(FONTI INFORMATIVE CERTE ! IO LE HO, LORO SONO DILETTANTI)



UNA CAMPAGNA DENIGRATORIA E DELEGITTIMANTE CHE USA I SOLITI METODI DEL DOSSIERAGGIO E DEL DISCRETITO.

LA FIRMA E' EVIDENTE NON NECESSITA’ DI NOMI

PARTE DA QUEL PEZZO DI POTERE CHE HA SEMPRE SFRUTTATO IL SUD E LA SICILIA E CHE ANCORA OGGI CON FALSI PARTITI DEL SUD, CERCA DI LEGGITTIMARSI  PROPRIO IN UN MOMENTO IN CUI LE COSCIENZE DEL POPOLO MERIDIONALE STANNO MATURANDO.

NATURALMENTE L'ATTACCO COME AL SOLITO E' FATTO ALLA MIA PERSONA COME FU PER I PRECEDENTI PROGETTI (SI VEDE CHE MI VOGLIONO PROPRIO BENE)

NON CI CASCO E SO BENE CHE NON ABBOCCHERETE NEPPURE VOI !

ANCHE PERCHE' SU DI ME SI POTREBBE DIRE DI TUTTO, MA UNA COSA E' CERTA IL CONGRESSO SI FARA' E SE SARA'  NECESSARIO IO STESSO FARO' UN PASSO INDIETRO SENZA PROBLEMI.

LASCIANDO A ROSA IL GOVERNO DEL PROGETTO E METTENDO UN GARANTE SUPER PARTES.

IO FACCIO MARKETING POLITICO E NON POLITICA ! NON HO BISOGNO DI ACCREDITARMI PERCHE’ SONO GIA’ IL PIU’ BRAVO IN ITALIA, ALTRIMENTI NON MI CHIAMEREBBERO TUTTI IN MODO BIPARTIZAN.

DA SEMPRE QUESTA TERRA E PIENA DI VASSALLI, MA E' ALTRETTANTO VERO CHE E' ANCHE RICCA DI TANTA GENTE COME VOI, CHE HO AVUTO LA FORTUNA DI CONOSCERE E CHE NON CONOSCEVO (PERCHE’ DA SEMPRE ANCORATO A PARTITI DI REGIME) PER L'INCREDIBILE VALORE MORALE E DI CONTENUTI CHE MI HANNO ARRICCHITO.

OGGI FACCIO UN  APPELLO A TUTTI VOI !!!

NON ABBOCCATE !!!

PERCHE' IL CONGRESSO STA DIVENTANDO QUELLO STRUMENTO CHE TUTTI I PARTITI DI REGIME TEMONO.

QUESTO CONGRESSO NON SANNO I DENIGRATORI, CHE NON E' DI REMO PULCINI MA VOSTRO !!! PROPRIO PERCHE’ STATE DANDO TUTTI UNA MANO A FARLO CRESCERE COME UN BAMBINO CHE VA PROTETTO.

REMO PULCINI NON ESISTE E' SOLO UN MEZZO PER AGGIUNGERE UN TASSELLO IN PIU' AGLI SPLENDIDI PROGETTI VOSTRI.

PROBABILMENTE DOPO QUESTO CONGRESSO FARO’ ALTRI PROGETTI.

QUESTO PROGETTO CHE STA DANDO SERI PROBLEMI A TUTTI NASCE PER PURO CASO.

I GRANDI PARTITI CHE VOGLIONO FARE UN PARTITO DEL SUD HANNO PAURA DEL RISVOLTO MEDIATICO

BENE PER LA PRIMA VOLTA SI RIUNISCONO SICILIANISTI E MERIDIONALISTI IN UNA GRANDE VETRINA CHE DARA' A TUTTO IL SUD LA VISIBILITA' CHE MERITA.

E NON SOLO ANCHE CON MOVIMENTI DEL NORD OSPITI.

APPARE EVIDENTE CHE QUESTO GOVERNO ANTI MERIDIONALISTA E I SUOI VASSALLI SATELLI FARANNO DI TUTTO PER DISTRUGGERLO STA A VOI SALVARLO.

IN ULTIMA ANALISI SE SARA' NECESSARIO IL CONGRESO SI FARA' MA CHIEDERO' CHE A GESTIRLO SIA UNA PERSONA SUPER PARTES COME

"PINO APRILE O ALTRI" (LO CHIEDERO' IO STESSO)

FRA L'ALTRO HO RICEVUTI MESSAGGI CHE MI FANNO CAPIRE CHE SI POTREBBERO INFILTRARE SOBBILLATORI AL CONGRESSO CHE E' PRIVATO.(DIGOS AVVERTITA)

IL CONGRESSO SI FARA' ANCHE A COSTO DI ESSERE IO E ROSA.

MA SONO CONVINTO CHE TUTTO IL POPOLO MERIDIONALE E VOI DEI VARI MOVIMENTI VOGLIATE DIMOSTRARE A QUESTI SOGGETTI CHE NELLE DIVERSITA' GENUINA SIAMO COMPATTI.

GUAI A LASCIARE LIBERO IL CAMPO AI DENIGRATORI SAREBBE UNA SCONFITTA PER TUTTI.

IL CONGRESSO SI FARA' ANCHE SENZA DI ME MA CON TUTTE LE TV NAZIONALI CON BUONA PACE DI VOI DILETTANTI E PROFESSIONISTI DELLA DENIGRAZIONE.

SALUTI


BY REMO (IO SONO FELICE) PABLO NERUDA


IL CONGRESSO E' DEL POPOLO MERIDIONALE E NON DI REMO PULCINI E ROSA CASSATA

GIU LE MANI !!!

NOTA: FRA L'ALTRO HO SCOPERTO CHE ESISTONO 3 PROGETTI BELLISSIMI DI SUD UNO A NAPOLI, UNO IN PUGLIA ED UNO IN SICILIA CHE SONO E NASCONO DALLA BASE MA CHE IL POPOLO NON CONOSCE.

E a Napoli per Silvio più fischi che applausi

Il Cavaliere duetta con D'Alessio, promette di non acquistare Hamsik e assicura: niente crisi anche se perdo ai ballottaggi

fEDERICO GEREMICCA
INVIATO A NAPOLI
È vero, sì, va bene, ha scelto Napoli: però che delusione. E infatti avete mai visto Berlusconi rinunciare al solito «bagno di folla» tra il lungomare e piazza del Plebiscito? Oppure trattenersi dal salutare la gente con tanti ciao ciao mentre l’auto sfreccia (si fa per dire, trattandosi di Napoli...) per le vie del centro città? O addirittura - inedito tra gli inediti - entrare col folto seguito all’Hotel Vesuvio dal garage, cioè dalla porta di servizio? Sì, va bene, ha scelto Napoli: ma c’è qualcosa che non va. Come se tra la sua Milano e la Napoli che sembrava sua, Silvio Berlusconi avesse scelto il male minore. Una scelta quasi obbligata, insomma, compiuta con umore nero e tradottasi, alla fine, nel disastro dell’apparizione sul palco di piazza Plebiscito, accolto con qualche applauso, molti fischi e tanti spazi vuoti. Ha duettato con Gigi D’Alessio, ha promesso che non comprerà Hamsik, ma non ha convinto del tutto la piazza.

Del resto, la situazione è quella che è: sia sul piano politico che su quello dello stato della città. Le ultimissime rilevazioni continuano a dire di un De Magistris nei panni della lepre e Gianni Lettieri - un po’ a sorpresa - in quelli dell’inseguitore. Il clima si è notevolmente appesantito nelle ultime ore: scambi di accuse grevi intorno a voti comprati e venduti, annunci di ricorso alla magistratura, il comitato elettorale di Lettieri dato alle fiamme a Santa Lucia. E questo venerdì di fine maggio s’è anche incaricato di ricordare - a chi lo avesse dimenticato nella concitazione elettorale - che impresa sarà governare Napoli da lunedì in poi: un intero quartiere, quello di Chiaia, svegliato nella notte dal tritolo col quale il racket ha fatto saltare in aria il bar Guida, nell’elegante via dei Mille; e poi la morte in ospedale, dopo giorni di agonia, del turista americano scippato in via Marina, trascinato per terra e ridotto in fin di vita: un altro ottimo spot per la città, che ormai maledice, avvertendone la macabra ironia, il vecchio motto che recita «vedi Napoli e poi muori»...

Che la situazione sia tesa e il risultato assai incerto, se non perfino compromesso, lo si avvertiva con inedita nettezza ieri nella hall del Vesuvio, dove i maggiorenti del Pdl si sono riuniti in attesa del Cavaliere. Nessuna traccia del candidato sindaco («debole», secondo la sentenza di Berlusconi), organizzazione affidata al noto e discusso Cosentino, molta meno gente del solito e una «papi girl», Francesca Pascale, prima guardata con sospetto e poi indirizzata ai piani alti dell’albergo, dov’era stata bloccata una suite per Berlusconi. L’idea che il presidente del Consiglio limitasse il suo sostegno a Lettieri ad una comparsata e a qualche battuta durante il concerto di Gigi D’Alessio, è parsa a molti un pessimo segnale. Ma questo è stato il massimo concesso alla sua Napoli da Berlusconi: uno che - ed è questo quel che preoccupa i suoi fan, quaggiù - sa bene come, dove e quanto spendersi. Il premier ha confermato di avere allo studio un provvedimento per fermare l’abbattimento delle case abusive e ha escluso una crisi anche in caso di doppia sconfitta. Ma oltre non è andato.

Del resto non può essere considerata semplicemente una smargiassata la battuta con la quale Luigi De Magistris ha salutato l’arrivo di Berlusconi in città: «E’ venuto a sostenermi. Dirà di nuovo che i napoletani sono senza cervello se votano per me e i napoletani si vendicheranno votandogli contro». Può essere. Ma può anche essere che, alla fine, la voglia di cambiamento tout court prevalga, l’alternanza appaia la scelta migliore e Luigi De Magistris perda la sua sfida: che all'inizio - va comunque detto - sembrava più una provocazione che una cosa seria. A giudicare dal clima di ieri - che vale quel che vale, naturalmente - non pareva però questa l’aria che tira in città. E perfino i «concerti contrapposti» trasmettevano questa sensazione...

Nella grande piazza Plebiscito, folla per D’Alessio e Sal da Vinci. Però «tutta gente - si sentiva dire in giro - che a votare manco ci andrà». Sul lungomare, in un clima più festoso, bandiere e giovani per Arbore, Teresa de Sio e i 99 Posse. La sfida dei concerti, insomma, l’ha vinta il centrosinistra. Magari è un segnale. Anche se i più anziani tra i sostenitori di De Magistris, incrociando le dita, ricordavano il vecchio detto «piazze piene, urne vuote». Fosse ancora davvero così, si potrebbe serenamente dire che la corsa dell’ex pm è finita ieri sera, mentre il sole calava sul lungomare... 

LA STAMPA IT

Napoli, pienone alla Rotonda Diaz per De Magistris: “Il nostro sindaco è qui” (VOTA DE MAGISTRIS CHE HA VINTO, ENTRA NELLA STORIA ANCHE TU !)

Napoli ignora B. in piazza del Plebiscito e preferisce riempire la Rotonda Diaz, di fronte al mare, per abbracciare Luigi De Magistris. Sono in quindicimila, battono le agenzie. Un fiume umano di magliette arancioni che si allunga per centinaia e centinaia di metri su via Caracciolo. Si esulta alle battute di Dario Vergassola, che snocciola un’intervista stile ‘Parla con me’ a De Magistris: “Lettieri è un imprenditore del tessile: possiamo dire che non ha la stoffa per poter fare il sindaco di Napoli”? “Certo!”. Si applaude il concerto di una napoletana verace, Teresa De Sio. Si ride con l’ironia di Francesco Paolantoni e Simone Schettino. Quest’ultimo secondo alcune news avrebbe dovuto partecipare all’evento con B. e Gigi D’Alessio. Invece è qui, a sostenere l’ex pm. L’attrice Rosaria De Cicco introduce il videomessaggio di Renzo Arbore: “Io scopro talenti, sono uno che porta fortuna, spero di venire presto a Napoli a toccare la ‘scardella’ (la gobba, ndr) di De Magistris”. Ci sono i contributi video di Dario Fo e Luca Zingaretti. C’è l’intervento di Sonia Alfano, europarlamentare di Idv come De Magistris. Sul palco sale il sindacalista Fiom della Fincantieri di Castellammare di Stabia, Francesco D’Auria: “Non dimenticateci” urla “perché da questo governo e dalla Regione a guida Pdl ci hanno fatto solo promesse e ora vogliono licenziarci tutti”.

Il candidato sindaco di un centrosinistra ricompattato è in pantaloni chiari, senza giacca, con la camicia a righine arrotolata sui gomiti. Corre da un gazebo all’altro inseguito dalla portavoce Marzia Bonacci. Respinge al mittente le polemiche sull’incendio nel comitato elettorale del suo avversario, il Pdl Gianni Lettieri: “Non siamo responsabili di nessuna aggressione – ribadisce De Magistris – chiunque con un minimo di cervello capirebbe che da parte nostra non c’era alcun interesse a fare questo, e nei prossimi giorni presenterò un esposto in Procura. Ripeto: l’unica aggressione di questa campagna elettorale è stata quella di un militante di estrema destra, candidato con Lettieri, contro i ragazzi dei centri sociali. Ma oggi è una giornata di pace e non voglio andare oltre. Dico solo che è curioso essere accusato di estremismo da parte di chi è sostenuto da CasaPound e da persone come Massimo Abbatangelo e Marco Nonno. Non abbiamo mai alzato il tiro, anche se avremmo potuto farlo. Sono stato duro solo sui rapporti di Lettieri con Cosentino, imputato di camorra”. Rispondendo a una domanda di Vergassola, aggiungerà: “Vi libererò dalla camorra, Napoli tornerà ad essere una città dove Roberto Saviano potrà tornare a camminare libero, senza scorta, senza paura”.

E’ un mondo molto colorato quello che brulica il backstage. Artisti, rapper, lo scrittore Peppe Lanzetta, dirigenti locali dei partiti di centrosinistra, Pd compreso (ci sono il segretario regionale Enzo Amendola e il commissario napoletano Andrea Orlando). Fa capolino anche qualche simpatizzante dei finiani. De Magistris va a ricevere a uno a uno i leader nazionali del centrosinistra che hanno voluto chiudere con lui e per lui questa campagna elettorale. Il primo a giungere è Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. Sul palco paragona gli ultimi giorni prima del ballottaggio “alle Quattro Giornate che hanno liberato Napoli”. Per il Pd parla Ignazio Marino: “Berlusconi non sta bene – urla, anche se la frase usata è un’altra – Lettieri propone la cricca di Bertolaso per affrontare il problema dei rifiuti, Berlusconi sostiene l’edilizia abusiva della camorra. Non serve aggiungere altro”. Marino cita il maestro di strada Marco Rossi Doria come esempio delle risorse mortificate dalle precedenti amministrazioni napoletane. Applausi. Il segretario della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, non molla mai il sigaro, lo lascia solo per arringare la folla: “Nell’amministrazione De Magistris ci sarà al primo posto la questione morale. Con De Magistris ci sarà un soviet? Matto chi ci crede, ci manca solo di vedere tra poco Berlusconi che va in giro con uno scolapasta in testa”. Alle 20.20, in completo nero, appare il leader di Sel Nichi Vendola. L’ex magistrato e il Governatore della Puglia si abbracciano e parte la mitragliata di flash. Vendola non tradisce il feeling con le piazze di sinistra. “Berlusconi a Napoli assomiglia a quella diva del cinema, Gloria Swanson, nel ‘Viale del tramonto’. E’ come un divo di Hollywood al quale non si puo’ negare l’ultima passerella. Ma credo che il risveglio per lui sara’ molto doloroso, lunedì inizierà a preparare le valige”. Antonio Di Pietro gongola: “Qui a Napoli vince il centrosinistra di Idv, quello che chiede uno scatto di orgoglio e di discontinuità col passato”. E si lascia andare a una confidenza esclusiva per il “Fatto Quotidiano”: “Se mi aspettavo questo risultato per Luigi? Certamente. L’avevo messo nero su bianco in una scommessa. Ho già vinto una cena con l’ufficio di presidenza Idv, per il suo passaggio al secondo turno. E mi appresto a vincerne un’altra, sempre con il nostro ufficio di presidenza: la riscuoterò mercoledì, a Napoli”. Il rap dei 99 Posse carica De Magistris, i 15mila saltano gridando “il sindaco è qui”. In prima fila spicca un cartello: “Forse non abbiamo il cervello ma abbiamo le palle per mandarvi a casa”. B. è avvertito.

50mila in piazza per Pisapia. E’ arrivato il nostro tempo per Milano (VOTATE PISAPIA CHE HA VINTO ! ENTRA NELLA STORIA ANCHE TU !

Milano - L'ultimo appello della campagna elettorale del candidato di centrosinistra Pisapia: "Basta cultura della paura, coltiverò la fiducia". Affondo sulla sicurezza: "Le loro ricette hanno fallito. Litigano anche sullo show di Gigi D'Alessio".

In 50mila per Pisapia – Il candidato del centrosinistra chiude la campagna elettorale in vista dei ballottaggi e lo fa lanciando l'ultimo appello ai cinquantamila in piazza Duomo.
"Io ci credo. È arrivato il nostro tempo. Abbiamo ripreso in mano il nostro destino. Non facciamocelo sfuggire. Andiamo tutti alle urne, andiamo a festeggiare la democrazia, facciamo vincere Milano".
Non manca l’affondo al centrodestra: "In questi anni, loro hanno seminato paura  io coltiverò la fiducia. Loro non hanno avuto scrupolo nel discriminare alcuni cittadini per chiedere il voto di altri. Io non avrò scrupolo nel chiedervi di impegnarci per il bene di tutti. Hanno fatto una politica ridicola. Noi faremo una politica responsabile".
"Voi e io non cerchiamo rivincite politiche: vogliamo contribuire a costruire una città fatta da noi, per tutti noi. Una città accogliente, una città affettuosa".

No al faccia a faccia con la Moratti - È Pisapia il primo ad arrivare negli studi della Rai dove è stata registrata l'ultima tribuna politica. Nessun faccia a faccia con il candidato uscente Letizia Moratti.
"Perché la coltellata alla schiena che ho ricevuto non mi permette di fidarmi come non può fidarsi la città. Non intendo cadere in un altro tranello".
Parla di Expo, Pisapia. Di cultura: "Vorrei che, oltre ai grandi eventi, ci fossero tanti luoghi di aggregazione e di cultura che siano aperti tutto l'anno".
Ricorda l’importanza di votare ai referendum del 12 e 13 giugno.
Sulla sicurezza dice: "La ricetta del centrodestra non ha funzionato. Mi batterò perché nel 2015 si tenga a Milano l'idea della Conferenza mondiale dell'Onu sulle donne. Milano non ha bisogno di più grattacieli, meno verde e più case di belle”.

Il centrodestra è diviso - Pisapia parla anche della coalizione di centrosinistra. E, per ribadire la certezza che ha nell'unione dei partiti che lo sostengono, chiama in causa anche il concerto di chiusura del centrodestra in piazza Duomo con il forfait di Gigi D'Alessio: "Forse è la prima volta a Milano che i partiti e le liste civiche non hanno mai litigato, a differenza della Lega e del Pdl che sono divisi su tutto e che hanno litigato anche sul concerto in piazza Duomo".

LA CAMPAGNA MEDIATICA DEL PDL E DEI SUOI CANDIDATI, DILETTANTESCA E ARRETRATA

LA CAMPAGNA MEDIATICA DEL PDL E DEI SUOI CANDIDATI, DILETTANTESCA E ARRETRATA.

APPARE EVIDENTE NON SOLO AGL'OCCHI DI UN ESPERTO COME ME, MA ANCHE AL CITTADINO COMUNE CHE ESISTE ALL'INTERNO DEL PDL E DEI SUOI CANDIDATI UN PROBLEMA DI CAPACITA' MEDIATICA SUL TERRITORIO MA ANCHE ED IN PARTICOLARE SUL WEB.

LA CREAZIONE DI SCATOLE VUOTE E L'ASSOLUTA MANCANZA DI PREPARAZIONE AGLI SCENARI MEDIATI DI INTERNET E DEI SOCIAL NETWORKS VIENE FINALMENTE A GALLA.

IL PUNTO FORTE DELLE CAMPAGNE MEDIATICHE DI BERLUSCONI VIENE MENO.

QUESTO NASCE ANCHE DAL FATTO CHE SONO RIMASTI NON SOLO CON SCATOLE VUOTE E DIRIGENTI NON ADATTI, MA ANCHE PERCHE' SI E' RIMASTI ANCORATI AI MEDIA TV, QUANDO ORMAI CON IL SOLO FACEBOOK SI POSSONO MODIFICARE OPINIONI E CONSENSI BEN MAGGIORI.

23 MILIONI DI ITALIANI CHE SI ALTERNANO SU FACEBOOK SONO BEN DIVERSI DAI 4 MILIONI DELLA TV ED INOLTRE NON SOLLECITANO CRITICHE VERE PER LE CONTINUE APPARIZIONI DEL PREMIER.

BENE LA CAMPAGNA ELETTORALE SI E' PERSA ANCHE QUA.

TENENDO CONTO ANCHE DEL FATTO CHE BISOGNA CAPIRNE DI STRATEGIE E NON IMPROVVISARE, ESISTONO TECNICHE BEN PRECISE PER FARE CONSENSI BASTI PENSARE ALLO SCHERZO FATTO ALLA STRUTTURA PROPAGANDISTICA SUL WEB DELLA MORATTI CON IL FINTO QUARTIERE DI "SUCATE IN CENTRO".


DILETTANTI

Dopo l’effetto Pisapia, su Facebook nasce il quartiere milanese di “Sucate”

Continua l'ironia in rete sulla campagna elettorale di Letizia Moratti. Dopo il fenomeno Twitter “moratti quotes” e le prese in giro a Red Ronnie l'ultimo spunto per ridere, che sta coinvolgendo in queste ore migliaia di persone sui social network, è il tormentone “Sucate”, un quartiere milanese immaginario. Ecco i fotomontaggi
Continua l’ironia in rete sulla campagna elettorale di Letizia Moratti. Dopo il fenomeno Twitter “moratti quotes” (Leggi il blog di Dino Amenduni) e le prese in giro a Red Ronnie (Leggi l’articolo) l’ultimo spunto per ridere, che sta coinvolgendo in queste ore migliaia di persone sui social network, è il tormentone “Sucate”.

Tutto nasce su Twitter: ieri un utente anonimo registrato come “Lucah Orghl” ha scritto al sindaco sul social network: “Il quartiere Sucate dice no alla moschea abusiva in via Giandomenico Puppa! Sindaco rispondi!!”. A Milano non esiste alcun quartiere “Sucate” ma lo staff della Moratti ha risposto subito: “Nessuna tolleranza per le moschee abusive. I luoghi di culto si potranno realizzare secondo le regole previste dal nuovo Pgt”. Prendendo spunto da questo scivolone dello staff di Donna Letizia, è partita su Internet una gara di battute (tag #sucate su Twitter) e, soprattutto, di fotomontaggi sull’inesistente quartiere di Milano. Ne abbiamo fatto una selezione dalla pagina Facebook “Sucate”, che ha già raccolto oltre 10mila fan.

IL FATTO QUOTIDIANO

venerdì 27 maggio 2011

Milano x Pisapia: assalti d'amore !

Scilipoti, prove di resistenza all'insulto

ELEZIONI: DI PIETRO, DECISIVE PER BERLUSCONI E IL SUO GOVERNO

(ASCA) - Roma, 27 mag - ''Mancano due giorni al voto da cui dipende in buona parte la sorte di Berlusconi e del suo governo. Nelle ultime due settimane il presidente del Consiglio ha fatto carte false per togliere ai ballottaggi di Milano e di Napoli quel valore nazionale che lui stesso aveva voluto dargli. Adesso racconta che sono solo elezioni amministrative, ma carta canta: e' stato o non e' stato lui a candidarsi come capolista a Milano? E' stato o non e' stato lui a precipitarsi a Napoli subito prima delle elezioni per metterci anche li' la faccia e cercare di comprarsi i voti promettendo le solite sanatorie?''.

E' quanto scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro che aggiunge: ''La verita' e' che queste elezioni hanno due facce. Sono elezioni amministrative nelle quali i cittadini giudicano chi li ha governati e fanno sapere se chiedono continuita' o discontinuita'. Da questo punto di vista la risposta e' stata sinora chiarissima sia a Milano che a Napoli: i cittadini di quelle citta' non ne possono piu', sono stati malgovernati e vogliono cambiare. Pero' vogliono cambiare sul serio''.

Italiani su Facebook Obama, 'Sorry for Berlusconi'

Italiani su Facebook Obama, 'Sorry for Berlusconi' (ancora non ha capito che gli USA lavorano per farlo saltare che blocca tutta Europa e il Mediterraneo)

ROMA - Migliaia di italiani hanno lasciato messaggi sulla bacheca Facebook del presidente Usa Barack Obama, scusandosi in inglese ('Sorry mr. President", dicono per lo più) per le parole dette al leader americano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ieri, al G8 di Deauville, Berlusconi aveva avvicinato Obama raccontandogli che in Italia ci sarebbe la ''dittatura'' dei pm di sinistra. ''I'm sorry Mr President, I'm Italian. Mr Berlusconi is not speaking in my name" ("mi dispiace signor presidente, sono italiano, il signor Berlusconi non parla a mio nome"), dice un messaggio ripetuto da molti commentatori. Ma ci sono anche messaggi controcorrente: "I'm sorry Mr President, gli italiani di sinistra non sanno quello che fanno, li perdoni", si legge in uno. I commentatori italiani hanno messo le loro frasi sotto un link della pagina Fb di Obama relativo al suo discorso a Westminster Hall, a Londra, di qualche giorno fa.

Grecia, Ue: 'Faremo di tutto per evitare fallimento'

ROMA - Il Fondo Monetario Internazionale "ha bisogno di garanzie finanziarie" prima di poter elargire la prossima tranche di aiuti alla Grecia. Lo ha detto la portavoce del Fondo, Caroline Atkinson, durante una conferenza a Washington, secondo quanto scrive Bloomberg

G8, IN BOZZA COMUNICATO NESSUN APPOGGIO A LAGARDE PER L'FMI - - Nella bozza del comunicato finale del G8, in corso a Deauville, non viene espresso alcun sostegno alla candidatura di Christine Lagarde per la guida dell'Fmi. E' quanto si apprende da fonti Ue

DEAUVILLE - "Faremo di tutto per evitare il fallimento della Grecia": lo ha detto il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, nel corso di una conferenza stampa a margine del G8, sottolineando come in ballo ci sia la salvaguardia della stabilità finanziaria dell'intera zona euro

USCITA DA EURO PER LA GRECIA NON IN DISCUSSIONE - La commissaria Ue alla Pesca, la greca Maria Damanaki, non ha inteso porre la questione dell'uscita di Atene dall'euro, ma con il suo intervento ha voluto contribuire a convincere i greci che per tornare ad avere sviluppo e occupazione l'unica strada è quella che passa per le riforme e il risanamento dei conti. E' quanto ha precisato oggi una portavoce della Commissione Europea dopo la pubblicazione sul sito della Damanaki di un suo articolo in cui affermava che l'ipotesi di uscita della Grecia dall'euro era sul tavolo. Bruxelles - ha aggiunto la portavoce della Commissione Europea - guarda con fiducia alla Grecia e alla prospettiva che Atene faccia tutto il necessario per uscire dalla crisi ancora più forte di prima

JUNCKER, GRECIA NON CENTRERA' OBIETTIVI BILANCIO 2011 - "La Grecia quest'anno non riuscirà a centrare gli obiettivi di bilancio che si era prefissata e con urgenza deve dare il via al programma di privatizzazioni". Lo ha detto il presidente del'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, durante una conferenza a Lussemburgo, secondo quanto riferisce Bloomberg

DAMANAKI, USCITA DA EURO ORMAI SUL TAVOLO - ''Lo scenario di una uscita della Grecia dall'euro ormai e' sul tavolo''. Lo ha scritto la Commissaria europea per la pesca, Maria Damanaki, in un intervento che compare sulla homepage del suo sito personale. ''Sono obbligata a parlare apertamente'' aggiunge la politica greca, esponente del Pasok attualmente al governo. ''Abbiamo la responsabilita' morale di guardare al dilemma con chiarezza: o troviamo un accordo con i creditori in modo che il nostro programma di duri sacrifici abbia risultati, oppure torniamo alla dracma''. Introducendo l'argomento, Damanaki afferma che ''la piu' grande conquista della Grecia nel dopoguerra, l'euro e (la presenza) del nostro paese nel mercato europeo e' in pericolo''.

SMENTITA PORTAVOCE GOVERNO GRECO - Il futuro della Grecia e' soltanto ''nel quadro dell'euro'' e non c'e' ''alcuna discussione'' di un'eventuale uscita dalla moneta unica. Lo ha detto il portavoce del governo greco Georges Petalotis, rispondendo alla domanda dei giornalisti se nei negoziati per risolvere la crisi del debito figuri anche l'ipotesi di un abbandono della divisa unica. ''No, non c'e' una simile discussione'', dice Petalotis. In una nota sulla homepage del suo sito personale Maria Damanaki, Commissaria Ue per la Pesca, scrive che ''lo scenario di una uscita della Grecia dall'euro ormai e' sul tavolo''

PRESIDENTE PAPOULIAS CONVOCA LEADER PARTITI - Il presidente della Repubblica greca, Karolos Papoulias, ha convocato per domani alle 12:30 al palazzo presidenziale il Consiglio straordinario di tutti i leader dei partiti politici del Paese per una disamina degli ultimi sviluppi della situazione economica. Lo riferisce l'agenzia statale Ana precisando che la convocazione dei leader dei partiti è stata decisa da Papoulias di comune accordo con il premer socialista Giorgio Papandreou.

UE, NON SIAMO A G8 PER PRENDERE LEZIONI - Il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, ha sottolineato come nel corso della riunione del G8 farà il punto sulla situazione della crisi dei debiti sovrani nell'Eurozona. "Ma non siamo qui per elaborare soluzioni per la Grecia - ha sottolineato - o a negoziare qualcosa. E neppure a prendere lezioni".

ansa it

Lazio: Polverini, fine della coalizione (CLAMOROSO ALLA FINE IL PDL PERDERA' ANCHE IL LAZIO)

(ANSA) - ROMA, 27 MAG - Il passaggio di due consiglieri dalla Lista Polverini al Pdl 'e' un atto di ostilita' nei miei confronti e un gesto che mette fine alla coalizione che sino a oggi ha governato la Regione Lazio'.Cosi' il presidente del Lazio Renata Polverini dopo la notizia del passaggio di Andrea Bernaudo e Giuseppe Melpignano dalla sua Lista al gruppo del Pdl. Il passaggio avviene alla vigilia del ballottaggio a Sora (Frosinone) e Terracina (Latina) dove si scontrano candidati della Lista Polverini e del Pdl.

mercoledì 25 maggio 2011

MINISTERI AL NORD ? NAPOLI VOTI DE MAGISTRIS PER TUTTA RISPOSTA

MINISTERI AL NORD ? NAPOLI VOTI DE MAGISTRIS PER TUTTA RISPOSTA

Ministeri, pronta una legge della Lega Alemanno: "Ma Berlusconi ha detto no" (VERGOGNA IL SUD SAPRA' RIPAGARE CON LA STESSA MONETA NON VOTEREMO PDL)

Indiscrezione della Dire: verrà lanciato un provvedimento di iniziativa popolare. Il sindaco di Roma: "Serve un voto delle Camere". Salvini: "Ha tempo da perdere". La Russa: "Due ministeri senza portafoglio non sarebbe uno scandalo".

ROMA - La tregua dura solo poche ore. Dopo il vertice di ieri sera il tema dello spostamento dei ministeri continua a tenere alta la tensione nel centrodestra. La Lega non smette di chiedere lo spostamento dei dipartimenti e il sindaco di Roma Gianni Alemanno, al termine dell'ufficio di presidenza del Pdl, 1 annuncia: "Berlusconi ha ribadito che non e' in vista nessuno spostamento di ministeri al Nord: per me la questione adesso è chiusa così. Se fosse necessario rimane la nostra richiesta di un voto del parlamento. Ma per ora va bene così, vediamo dopo i ballottaggi". Secca la replica leghista: "Alemanno ha tempo da perdere, la proposta di spostare i ministeri da roma a milano è dettata dal buon senso e rimane sul tavolo" dice ad Affari Italiani Matteo Salvini, europarlamentare della lega e leader del carroccio milanese.

E poche ore dopo arrivano le indiscrezioni dell'agenzia di stampa Dire che rivelano una iniziativa leghista che ha del clamoroso: sarebbe già pronta la bozza della proposta di legge di iniziativa popolare che il Carroccio porterà in Cassazione per un primo via libera. Poi la Lega lancerebbe la raccolta di firme tra i cittadini lanciandola il 19 giugno a Pontida. Ci sarebbe una delega al governo per scegliere le modalità di attuazione. E, apprende sempre la Dire, si tratterebbe di spostare dicasteri 'di peso', ossia con portafoglio. Ma non è tutto. I primi
a essere dislocati sarebbero alcuni ministeri senza portafoglio. Essendo quest'ultimi, infatti, alle dirette dipendenze della presidenza del consiglio basterà un semplice decreto del presidente del consiglio, per stabilire dove verranno spostati. E già sarebbero state individuate Venezia, Firenze, Napoli e Rimini.

Il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, nega che la Lega si sia rassegnata alla centralità di Roma come unica sede del potere politico nazionale. "Nessuno stop allo spostamento dei dipartimenti al Nord - dice il ministro leghista -, ma la questione è così importante da non poter essere strumentalmente interpretata come semplice argomento da campagna elettorale per i ballottaggi. Lo si farà e comunque, il presidente Berlusconi ci ha dato la sua parola".

Passa un'ora e arriva, dura, la replica di Alemanno. "Serve - dice il primo cittadino - un voto parlamentare che dica no allo smembramento delle funzioni della capitale Io penso che siamo probabilmente di fronte a una sorta di tregua armata su questa vicenda. Credo che la reazione del territorio di Roma e delle istituzioni abbia in qualche modo frenato questi progetti". Ed ecco il tentativo di normalizzazione di La Russa. "Si era parlato di spostare due ministeri senza portafoglio e non sarebbe uno scandalo - dice il ministro della Difesa -, ma Roma capitale è per noi un punto intoccabile: parleremo poi di quale segnale dare al Nord ma anche alle regioni meridionali". "Si possono anche creare -  spiega La Russa - sedi distaccate, come ho fatto io in via Novelli a Milano senza costi aggiuntivi, ma non si mette in discussione che il ministero della Difesa è a Roma. Si riconosce che alcune cose si possono fare fuori da Roma, come fa anche il ministro Tremonti in una sede della Guardia di finanza a Milano".

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano rimanda alla "bravura" del presidente del Consiglio trovare la sintesi tra le posizioni emerse nel centrodestra sul distaccamento dei ministeri. In assoluta controtedenza il leghista Mario Borghezio: "Io non li voglio i ministeriali romani, se ne rimangano lì, che mi stanno già abbastanza sulle balle quando vado a roma per fare qualche pratica"


FONTE LA REPUBBLICA

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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