mercoledì 29 febbraio 2012

Verso la merda e oltre (DI BEPPE GRILLO)

Eravamo un popolo di santi, navigatori e eroi. La Costa Concordia e la Costa Allegra (ma chi sceglie questi nomi?) hanno distrutto la nostra reputazione. Siamo passati da Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci a capitan Schettino. I santi si sono iscritti ai partiti politici e scrivono libri. Gli eroi sono da tempo sottoterra. In Italia per loro non c'è altra sorte. Chi sopravvive non è abbastanza eroe o non dà abbastanza fastidio. Falcone, Borsellino, Ambrosoli e molti altri sono morti e, da allora, entrati nell'Olimpo Italiano, wallpaper buoni per tutti gli usi, trasformati in icone televisive, in mafia e pop corn. Come potremmo definire oggi gli italiani? O meglio come ci definiscono gli altri? Mafiosi, incivili, evasori? In questo Paese tutto è incerto. La giustizia, il lavoro, la religione, l'informazione. L'italiano è in trincea, disprezzato all'estero e braccato nel suo Paese. Non ha più riferimenti se non la propria famiglia, l'unico valore che, se messo a rischio, lo costringerebbe a fare la rivoluzione, che in Italia assomiglierebbe però più a una vendetta che a una rinascita nazionale. Vive tra le macerie, come i ratti e non se ne cura più. Da tempo pensa che il degrado sia normalità, casa, rifugio. Non sa più nulla e crede, o simula di credere, a tutto. L'importante è arrivare a domani. Non è interessato a capire, né a mettere in discussione i dogmi della crescita ad ogni costo, anche della vita, dell'ambiente, del futuro dei figli. L'importante è tirare a campare per non tirare le cuoia. Chi lo disse? Costa Allegra finita alla deriva nell'Oceano Indiano è ora trainata da un peschereccio francese verso le Seychelles. I suoi motori sono fuori uso. I passeggeri hanno dormito sul ponte. Un'istantanea dell'Italia. Questo letargo che dura da decenni e che sembra eterno sta forse per finire? Senza un risveglio delle coscienze e il ritorno della democrazia (quella attuale va chiamata con il suo nome: dittatura), il Paese non ce la farà. Il tracollo economico è un sintomo e un detonatore.

Marò, scontro sulla presenza italiana ai test balistici

Una decisione inattesa. I due esperti italiani, i maggiori del Cis Paolo Fratini e Luca Flebus, Non potranno essere presenti per intero ai test balistici sulle armi in dotazione ai marò italiani recuperate a bordo della ‘Enrica Leixe’. Il tribunale di Kollam ha respinto oggi la petizione in tal senso presentata dai legali dei militari italiani coinvolti nella morte di due pescatori indiani. Gli esperti italiani potranno assistere alla perizia balistica sulle armi sequestrate sulla ‘Enrica Lexiè, stando a quanto deciso dal tribunale, solo per la parte che riguarda i test di fuoco. “Se i nostri esperti non ci sono, non abbiamo garanzie. Queste continue novità sul piano procedurale e legale non sono assolutamente un segnale positivo”, ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi.
Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura ha annunciato che “domani l’Italia presenterà una nuova petizione al tribunale di Kollam” per garantire la presenza degli esperti italiani all’intera perizia balistica prevista nel laboratorio scientifico forense di Trivandrum, capoluogo dello Stato indiano meridionale del Kerala. In sostanza, ha spiegato, “la polizia scientifica ci ha chiesto maggiori indicazioni per la partecipazione dei nostri esperti alla perizia e quindi domani i nostri legali presenteranno al tribunale una nuova petizione”. Oltre al conflitto di giurisdizione tra Italia e India, che rimane aperto, si aggiunge un improvviso impedimento che va a ledere il diritto alla difesa dei nostri connazionali in un passaggio chiave dell’inchiesta. “La richiesta della polizia non ci fa piacere – ha confermato De Mistura – ma noi continuiamo a lavorare affinché la linea della trasparenza concordata venga confermata dalle autorità indiane”. “La situazione – ha detto ancora – non è precipitata ma non è migliorata”. Il sottosegretario agli Esteri, in un’intervista a La Stampa, ha fatto il punto sulle indagini, parlando di “un momento particolarmente delicato perché stiamo aspettando il resoconto di uno degli aspetti fondamentali di questa vicenda, cioè gli esiti delle perizie e degli altri atti investigativi”. “La sorte dei nostri soldati – ha precisato – è legata a questi accertamenti”, slittati ieri per uno sciopero e che potrebbero durare alcuni giorni prima di arrivare a risultati definitivi. Lo stesso sottosegretario agli Esteri ha spiegato che domani sarà una giornata molto importante perché sono previsti almeno tre appuntamenti di rilievo. “Dobbiamo presentare una nuova petizione al giudice di Kolalm – ha spiegato De Mistura – per far sì che i nostri esperti possano avere accesso alle prove di laboratorio sulle armi che si svolgeranno a Trivandrum”. Inoltre, “come è noto – ha aggiunto – i marò devono tornare dal giudice che deve decidere sul carattere della loro detenzione preventiva”. A quanto si è appreso, ciò avverrà alle 10 e il magistrato ha l’opzione fra prolungare l’attuale custodia di polizia e inasprire il regime i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, disponendo la custodia in carcere. Infine, ha concluso De Mistura, “c’e un’atra udienza nell’Alta Corte di Kochi durante la quale i giudici acquisiranno gli atti del processo aperto nei confronti dei militari italiani dalla Procura di Roma”.

Liberalizzazioni, Rutelli: «Su Monti influenza negativa di Pdl e Pd»

«Mi piace questo Monti qui. Mi piace meno il Governo Monti che per le influenze negative di Pdl e Pd non ci fa cogliere l'occasione del decreto liberalizzazioni per imporre un cambiamento profondo; per l'apertura dei mercati e delle opportunità e per la tutela dei cittadini-consumatori-utenti di servizi pubblici». Così Francesco Rutelli sulla sua pagine di facebook dove ha ripubblicato un dialogo con Mario Monti del novembre 2006 sul Corriere della Sera, in cui l'attuale premier definiva «decisive per il Paese» le liberalizzazioni proposte da Rutelli (allora vicepremier) «per sconfiggere un'arcaica conservazione capitalista». «Abbiamo ottenuto miglioramenti nella legge che voterà il Senato. Abbiamo tenuto rispetto al rischio di un tracollo sotto la pressione delle corporazioni. È un passo avanti, ma non è una svolta», conclude Rutelli, presidente del Gruppo del Terzo Polo al Senato.

CORRIERE, MONTI SU PIANO LIBERALIZZAZIONI DI RUTELLI (2006)

Primarie: Nichi Vendola (SEL) a Palermo Venerdì 2 Marzo ore 17, con Rita Borsellino

A PALERMO VENERDI 2 MARZO 2012
A SOSTEGNO DI RITA BORSELLINO
ORE 17 – TEATRO DANTE
======

Il presidente di Sinistra Ecologia Liberta’ Nichi Vendola sara’ a Palermo venerdi 2 marzo 2012 per sostenere Rita Borsellino alle primarie per il candidato a sindaco del centrosinistra nel capoluogo siciliano.
L’appuntamento pubblico e’ alle ore 17 presso il Teatro Dante di Palermo, in piazza Lolli, 21.


Lo rende noto l’ufficio stampa nazionale di Sel

FIAT: Vendola, modernità Marchionne puzza di medioevo leader SEL, sua intervista è inquietante

(ANSA) – FIRENZE, 25 FEB – ‘Pur avendo chiesto all’Italia di modificare le relazioni industriali, di stracciare un modello che e’ stato costruito con decenni di lotte e di sacrifici da parte del movimento operaio non si capisce perche’ Marchionne non debba rispondere su quanto vende, se vende, come vende e che noi dobbiamo sempre essere davanti a un oggetto misterioso, fare i sacrifici che Marchionne chiede perche’ i suoi sacrifici profumano di modernita’ e chissa’ perche’ questa modernita’ puzza di medioevo’. Cosi’, il leader di Sel Nichi Vendola ha commentato, oggi a Firenze, l’intervista di Sergio Marchionne al Corriere della Sera, definendola ‘molto inquietante’.
‘Inquietante – ha spiegato Vendola – perche’ immagina di non dover dare mai risposte sul terreno di Fabbrica Italia, di non avere il dovere di presentare il piano industriale. Dobbiamo anche non sapere nulla se non qualche allusione sulle due fabbriche che chiuderanno. E’ veramente il segno inquietante di un modo di prendere in giro il Paese’.

Governo fa quadrare i conti, ma li fa pagare ai poveri IDV

Antonio Di Pietro torna a criticare Monti per i provvedimenti iniqui adottati dal suo governo e che hanno il grosso difetto di pesare prevalentemente sulle categorie più svantaggiate.
"Oggi Monti ha scoperto l'acqua calda - ha dichiarato il presidente dell'Italia dei Valori in diretta a TgCom24 -. Ci volevano i professori per dirci che se tutti pagassero le tasse allora se ne pagherebbero meno. Lo sa anche un bambino. Speriamo che Monti non berlusconeggi facendo propaganda e vendendo il fumo. Prima porti a casa i risultati".

In merito al governo tecnico il leader IdV aggiunge: "Sono solo felice che ci sia Monti e non il governo Berlusconi. Nel merito, questo governo ha avuto il compito di far quadrare i conti, solo che li ha fatti pagare alla povera gente. I soldi sono arrivati dalla Bce alle banche, ma invece di rimetterli nell'economia sono finiti in titoli e speculazioni finanziarie. Ci stiamo martellando la testa sul numero di farmacie e tassisti, ma non sarebbe meglio imporre alle banche l'immissione nel mercato e nelle imprese di quei soldi ricevuti dalla Bce?"

Passando alle valutazioni, secondo Di Pietro Monti "non merita la sufficienza, perché è iniquo far quadrare i conti sulla pelle dei cittadini onesti e inermi. Perché - si chiede il leader IdV - non si permette ai Comuni in attivo di poter sforare il patto di stabilità? Si può essere fottuti in modo sobrio o in modo violento, ma si è sempre fottuti. Le liberalizzazioni di Monti celano un'oligarchia feudale, io sono molto più liberale di lui", assicura Di Pietro, che poi conclude sulle future alleanze: "L'Idv - dice - non si deve appoggiare ad altri per fare politica. Per le amministrative ripartiamo da Vasto".

Comitato federale: adesioni 2012, termine spostato al 31 marzo MPA

Roma - Il Comitato federale del Mpa, riunito a Roma il 16 febbraio scorso, ha stilato il regolamento per le adesioni del 2012, che riportiamo di seguito.



REGOLAMENTO PER LE ADESIONI MPA 2012
APPROVATO DAL COMITATO FEDERALE DEL 16 FEBBRAIO 2012


1) Il tesseramento al Movimento per le Autonomie si svolge entro il 31 marzo 2012.

2) Possono aderire coloro che hanno compiuto il quindicesimo anno di età.

3) Ogni domanda di adesione deve essere supportata da un socio presentatore. Il presentatore deve essere iscritto al Mpa.

4) Le adesioni devono pervenire al Segretario regionale del Movimento entro il 31 marzo 2012.

5) Le adesioni vanno consegnate contestualmente al pagamento che deve avvenire esclusivamente attraverso bonifico bancario, conto corrente postale o assegno e che può anche essere cumulativo da parte del socio presentatore. Non possono essere in alcun modo accettate adesioni senza il corrispettivo pagamento. La quota di adesione è di euro 10, ovvero di euro 5 se il socio ha un’età compresa tra i 15 e i 29 anni.

6) Il socio può volontariamente specificare nel modulo di adesione la sua disponibilità ad impegnarsi come soggetto militante, dando la propria disponibilità a partecipare alle iniziative del MPA.

7) Entro il 15 di aprile 2012, le segreterie regionali predispongono gli elenchi degli aderenti divisi per provincia e per comune di appartenenza.

Liberalizzazioni: D'Alia, voteremo fiducia ma Dl non entusiasma

Si poteva fare meglio e di più su taxi,professioni e farmaci

Roma, 29 feb. (TMNews) - "Voteremo la fiducia sulle liberalizzazioni anche se non siamo contenti del provvedimento". Lo dice in una nota il presidente dei senatori dell'Udc, Gianpiero D'Alia.
"Il testo non ci entusiasma perché si poteva fare meglio e di più - spiega D'Alia - soprattutto sul fronte dei taxi, delle professioni e dei servizi al cittadino in materia di farmaci".

Decreto crescitalia Tutti gli emendamenti PD

Il contributo del Pd al Decreto Crescitalia esaminato dal Senato, evidenziati in verde gli emendamenti accolti, evidenziati in giallo quelli parzialmente accolti e evidenziati in rosso i non accolti in Commissione.

*****

1. BANCHE
Mutui e conti correnti
a) si prevede che, nella stipula di un mutuo, le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari non possano offrire o vendere contratti assicurativi in forma individuale o collettiva di cui siano contemporaneamente beneficiari o vincolatari (come richiesto da Antitrust e Isvap);
b) qualora le banche condizionino l'erogazione di un mutuo bancario alla stipula di un’assicurazione sulla vita, il cliente può autonomamente reperirla sul mercato;

c) viene prevista la restituzione (che finora è stata disattesa) dei premi delle polizze vita relativi al periodo residuo del mutuo, in caso di estinzione anticipata o portabilità del mutuo stesso;
d) viene stabilita la cancellazione automatica (senza oneri per il cittadino) delle cosiddette ipoteche perenti, che rimangono formalmente iscritte nei registri immobiliari pur non essendo state rinnovate dal creditore, ovvero dopo la decadenza ventennale;
e) le banche non possono condizionare l'erogazione di un mutuo bancario all'apertura di un conto corrente presso la medesima banca, pena l'applicazione di una sanzione come pratica commerciale scorretta;

f) viene stabilito il principio della portabilità (trasferimento) senza oneri per il cliente del conto corrente presso un'altra banca;

Costi transazioni elettroniche
a) il ripristino del limite dell’1,50% come limite soglia per eventuali incrementi delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti, coerentemente con il comma che ha proprio come obiettivo la riduzione di tali commissioni;
b) riduzione dei tempi previsti per la riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti;
c) l’eliminazione della sospensiva della gratuità delle transazioni con carta di credito fino a 100 euro dei pagamenti presso gli impianti di distribuzione dei carburanti;
d) la gratuità dei conti correnti di base destinati esclusivamente all'accredito della pensione fino a 1.500 euro.

2. ASSICURAZIONI - RCAUTO
a) si elimina la norma che prevede la riduzione del 30% del risarcimento dei danni per la riparazione del veicolo danneggiato, penalizzante per l'assicurato che si rivolge alla propria autocarrozzeria di fiducia;
b) si vincola la compagnia di assicurazione a dichiarare, in sede di preventivo e in sede di stipula del contratto, la diminuzione del premio assicurativo relativo all'anno successivo a quello assicurato nel caso in cui il cliente non abbia incidenti, per garantire un'efficace applicazione della formula bonus-malus. Il cliente rimane comunque libero di scegliere, nell'anno successivo a quello assicurato, la polizza assicurativa RC Auto;
c) si affida all'Isvap il compito di riformare, entro sei mesi, la formula bonus-malus per collegare la riduzione del premio delle polizze assicurative anche al comportamento dell'assicurato, rilevabile dal sistema della patente a punti;
d) si propone la correzione dell'articolo 34 sul confronto delle tariffe con una stesura che renda effettivamente praticabile la presentazione di più offerte da parte dell'agente, attraverso la collaborazione con altri agenti allo scopo comunque di fornire al cliente una soluzione contrattuale immediatamente stipulabile;
e) si prevede una sanzione a carico delle imprese di assicurazione che non provvedono a trasmettere la relazione all'Isvap sull'attività svolta per il contrasto alle frodi;
f) si rende efficace e meno onerosa l'installazione e la disinstallazione della scatola nera, prevedendo anche la portabilità senza costi per l'assicurato del dispositivo in caso di cambio della compagnia assicurativa;
g) si reintroduce la disciplina favorevole all'assicurato sulla disdetta delle polizze pluriennali, introdotta dalla legge n. 40 del 2007 e successivamente modificata dalla legge n. 99 del 2009 che ne ha ridotto portata ed efficacia.

3. ENERGIA E CARBURANTI
a) si sostituisce la norma sulla separazione della rete di trasporto del gas per definire un perimetro e tempi certi e brevi all'operazione di scorporo di Snam da Eni, da avviarsi con l'adozione del DPCM entro il 31 maggio 2012;
b) si rafforzano le norme per rendere più liberi i rapporti tra i gestori d'impianti di vendita e le fasi di approvvigionamento dei carburanti, anche con interventi di regolazione del mercato all'ingrosso da parte del Ministero sviluppo economico e dell'Acquirente unico;
c) si prevede l’eliminazione dei vincoli e degli obblighi alla vendita contestuale di diverse tipologie di carburanti e all’apertura di impianti self service anche nei centri abitati;
d) si sopprime la norma che cambia le attuali modalità di calcolo del prezzo medio praticato in Italia allo scopo di abbassare il divario del prezzo industriale con l’Unione europea. La sola rilevazione del prezzo praticato nei self service, infatti, altera la validità della rilevazione statistica.

4. TRASPORTI
a) si rende subito operativa una specifica Autorità indipendente per i trasporti (eliminando l'assegnazione temporanea delle funzioni all'Autorità per l'energia e il gas);
b) si rivedono le disposizioni riguardanti il rispetto del contratto collettivo nazionale per tutti gli operatori del settore ferroviario;
c) si introduce una più rigorosa scansione temporale per la separazione tra l'impresa ferroviaria e quella che gestisce l'infrastruttura.

5. AUTORITA' DI REGOLAZIONE
Si introducono misure sull'incompatibilità degli incarichi per coloro che hanno ricoperto ruoli di governo o sono stati componenti di altre autorità di regolazione o vigilanza nei quattro anni precedenti (al fine di evitare passaggi diretti dei componenti dei collegi da un'Autorità all'altra anche durante l'esercizio del mandato).

6. TUTELA DEI CONSUMATORI
Si integrano le disposizioni sulla class action volte a semplificare e rendere meno oneroso l'accesso a questo strumento di tutela collettiva da parte dei cittadini.

7. TRIBUNALE DELLE IMPRESE
Si rivedono l'organizzazione, prevedendo un Tribunale per le imprese presso ciascun tribunale avente sede nel capoluogo del distretto della Corte di Appello (al posto delle attuali 12 sezioni specializzate), e le competenze in materia di controversia tra imprese.

8. PROFESSIONI
a) si ripristina l'equo compenso per i tirocinanti (già previsto nel decreto 138/2011);
b) si prevedono nuovi principi per la modernizzazione del ruolo e dell'assetto degli ordini professionali assicurando pari opportunità per i giovani;
c) si prevede la costituzione di libere associazioni nel campo delle professioni non regolamentate;
d) si propone di limitare la partecipazione al capitale delle società professionali da parte dei soci non iscritti all'albo.

9. FARMACIE
a) si rimuovono le limitazioni alla piena liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (come richiesto da relazione Antitrust) contenute nell'articolo 32 del DL 201/2011 (Salva Italia), estendendola anche ai medicinali veterinari, al fine di ampliare la concorrenza a vantaggio dei cittadini;
b) si propone che siano i comuni ad individuare entro 60 giorni il numero e le zone delle nuove farmacie in base al quorum di 3.000 abitanti per farmacia;
c) si semplificano le procedure per i concorsi straordinari per soli titoli delle nuove sedi disponibili, stabilendo tempi perentori sia per l'adozione dei bandi che per l'espletamento dei concorsi;
d) ai soli fini del concorso straordinario si prevedono tre diverse graduatorie, distintamente per titolari di farmacie rurali, farmacisti non titolari e farmacisti operanti presso le parafarmacie ai fini dell'assegnazione delle nuove sedi;
e) si sopprimono le disposizioni vigenti sull’ereditarietà della farmacia a familiari non farmacisti;
f) si stabilisce che la direzione della farmacia privata non può essere mantenuta oltre il compimento del sessantasettesimo anno di età dai farmacisti iscritti all'albo.

10. NOTAI
a) si prevedono tempi certi di espletamento dei nuovi concorsi per coprire tutte le sedi vacanti (le attuali più quelle risultanti dall'aumento della pianta organica).

Alfano: Subito taglio dei parlamentari poi legge elettorale

Elezioni Sicilia 2013 la mia posizione Politica, svolta in queste ore. By Remo Pulcini

Salvo stravolgimenti nelle prossime settimane la posizione politica che mi portera' verso l' Elezioni Siciliane del 2013 di fatto prendera' una delle seguenti tre soluzioni:

1) Se Lombardo e Micciche' faranno la svolta decisiva, formando un partito che possa finalmente rivendicare l'Autonomia della Sicilia e Meridonale, tale scelta mi potrebbe vedere attore attivo con candidatura e sostegno mediatico.

2) Se l'Udc formera' con le forze Moderate di Centro un partito Cattolico senza aderire al PDL, ecco che il mio sostegno potrebbe farsi concreto anche in considerazione delle mie posizioni ideologiche di stampo Cattolico.

3) Lista Civica con Tommaso Dragotto e altri attori della vita civile.

La scelta sara' difficile perche' tutte e tre rappresentano da tempo delle scelte ideologiche e di lotta personale a cui miro, molto dipendera' da sviluppi futuri e da offerte che mi verranno fatte.

Saluti
Remo Pulcini

martedì 28 febbraio 2012

AL PREFETTO DI MESSINA - ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA - AL MINISTERO DELLA SANITA' - AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA RAFFAELE LOMBARDO(IL CASO MESSINA) BY REMO

MESSINA

PER COMPRENDERE DI COSA STIAMO PARLANDO BISOGNA PENSARE AL PEGGIO DEL TERZO MONDO, QUANDO CI AVETE PENSATO AGGIUNGETEVI L'INFERNO E METTETE AL GOVERNO UNO CHE AL MASSIMO, ASSIEME AL SUO PREDECESSORE PUO' DIRIGERE UN CLUB DI BRISCOLA.

ECCO ALLORA SIETE ARRIVATI A MESSINA, CITTA' D'EUROPA !

---------------------------------------------------------------------------------------------------

UNA CITTA' DOVE MANCA PER 300.0000 ABITANTI L'ACQUA PER BEN 4 GIORNI E I  GIORNALI LOCALI STANNO ZITTI ! NON PER CODARDIA MA PERCHE' ORMAI STANCHI DI ANNI DI MALEFATTE.

DOVE IL PREFETTO SI PERMETTE DI NON EMETTERE NESSUNA ORDINANZA DI RISCHIO IGIENICO PER L'URGENZA.

UNA CITTA' DOVE LA SPAZZATURA DILAGA DIVENTANDO UN SERIO CASO DI SICUREZZA IGIENICA. UN SECONDO CASO NAPOLI

UNA CITTA' DOVE LA RISISTEMAZIONE DEL MOLO PERMETTE IN REGIME DI MONOPOLIO L'INVASIONE DELLA CITTA' DA TIR,  CON RISCHIO PER LA SALUTE E SICUREZZA PUBBLICA.

UNA CITTA' DOVE NON SI COMPRA PER L'EMERGENZA E COLPEVOLMENTE L'ACQUA DELLE GOLE DELL'ALCANTERE (UNA RISORSA TEMPORANEA) PER QUESTIONE DI BILANCIO E POI SI FINANZIANO CONSULENZE A GO' GO'.

IL SINDACO SI PERMETTE DI COSTITUIRE ANCHE GRAZIE AL SUO PREDECESSORE UNA SERIE DI PARTECIPATE VUOTE TUTTE IN DEBITO, CHE ANDREBBERO IMMEDIATAMENTE CHIUSE. VEDI FOTO DOCUMENTO ALLEGATO

DOVE IL BILANCIO COMUNALE E' IN PROFONDO ROSSO.

DOVE SERVIREBBE DA PARTI SINDACALI, GIORNALISTICHE E SOCIALI UNA DENUNCIA ALLA MAGISTRATURA CONTRO TUTTO IL CONSIGLIO COMUNALE PERCHE' LA CITTA' ANDREBBE IMMEDIATAMENTE  COMMISSARIATA.

ECCO, SE AVETE AVUTO LA FORZA DI LEGGERMI QUESTO, E' IL "CESSO DI MESSINA" !!

Bilanci AUSL 5 Messina Corte dei Conti - Profondo Rosso. By Remo

L’evidente aggravarsi della situazione economico-patrimoniale aziendale, testimoniata
anche dalla progressiva erosione del patrimonio netto – che negli anni 2003, 2004 e 2005
contabilizza rispettivamente 138, 41 e 38 meuro – ad avviso della Corte, fa fondatamente
ritenere che l’Azienda in questione si afflitta, non già da una perdita dovuta a fattori
contingenti, ma da un vero e proprio deficit strutturale che, oltre ad esporre il Direttore
Generale ad una possibile decadenza dall’incarico, impone con urgenza l’attivazione di idonee
azioni di riequilibrio da parte della Regione e del Direttore Generale dell’Azienda.

Dal questionario compilato dal Collegio sindacale (punto 1.4) si evince, infatti, che gli
esercizi finanziari 2003 e 2004 hanno registrato perdite di esercizio pari, rispettivamente, a -
38 e -121 meuro; relativamente al bilancio dell’esercizio 2005, v’è da osservare che lo stesso
chiude con un utile di 176 migliaia di euro solamente a causa dell’integrazione disposta con
D.A. Sanità n. 7210 del 30 dicembre 2005 in applicazione della legge regionale n. 19 del
2005 (art. 6, comma 5), al netto della quale il risultato economico dell’esercizio 2005
avrebbe evidenziato una perdita di 111 meuro.

In altri termini, occorre ribadire che non è, come sembra ritenere il Direttore
Generale, il livello della spesa a determinare la misura del finanziamento dovuto, ma, al
contrario, solamente la quantificazione del finanziamento assegnato che deve determinare il
livello della spesa sostenibile.


Al riguardo, si
resta in attesa di conoscere le misure correttive che in merito saranno avviate
dall’amministrazione regionale.
D E L I B E R A
5
di segnalare al Presidente della Regione siciliana ed all’Assessore regionale alla Sanità, per i
conseguenti provvedimenti, le irregolarità contabili e la situazione di grave squilibrio
gestionale in cui versa Azienda USL n. 5 di Messina. FINO AL 2007

ECCO COSA SUCCEDERA' NEL DOPO MONTI 2013 come PDL E PD VOGLIONO FOTTERE LA DEMOCRAZIA - Intelligence Politica Lezione di Marketing Politica . By Remo

Chi mi conosce sa da tempo che una delle mie capacità migliori non sta solo nel fare Politica o Marketing Politica ma e' quello di prevedere almeno 12 mesi prima cosa succederà analizzando in modo scientifico tutta una serie di messaggi che poi vengono da me utilizzati in sistemi di Intelligence Politica Strategica.

Il Governo Monti o Governo Tecnico imposto alla politica Italiana dall'Europa e' stata la soluzione migliore per l'Europa e per i nostri Partiti.

Il motivo e' semplice l'Italia rappresentava per la Germania e la Francia il fianco debole, far indebolire o cadere l'Italia di fatto non e' come mandare in default la Grecia, significava far cadere per effetto domino tutta l'Europa.

Il Governo Monti inoltre garantisce all'Europa una via di comunicazione con gli Stati Uniti e l'Oriente, grazie al fatto che Monti fa parte della Commissione Trilaterale ed e' molto ascoltato in questi salotti.

Di contro i partiti stracotti, da quello disastroso di Berlusconi ormai strafatto a quello del PD per passare agl'ultimi Radicali non solo non erano in grado ma non avrebbero potuto fare queste riforme e questi sacrifici.

Con il Governo Monti di fatto si sono ibernati per tornare riciclati in qualcos'altro.

VEDIAMO D’ESAMINARE COSA POTREBBE ACCADERE :  (Analisi strategica live non tutta che Top Secret). SEGUITE COME SI ANALIZZA E SI TIRA FUORI UNA PREVISIONE -ARTICOLO IN LIVE CHE SI CONCLUDERA FRA TRE GIORNI.

COME SI COSTRUISCE UN ANALISI D’ INTELLIGENCE.

RACOLTA DATI PER PAROLE CHIAVE-

PDL quando era al Governo


Si dice convinto che non ci saranno le elezioni anticipate e che le inchieste in corso che lo riguardano "finiranno nel nulla".

Pier non ha ancora deciso. Ha due possibilità. O va da solo come Terzo polo o - come penso - farà un patto di apparentamento con noi quando saprà che il candidato premier non sono io. A sinistra non può andare perché altrimenti perde i due terzi dei suoi elettori.

PDL OGGI

I tentativi in extremis di arrivare ad un'intesa con il Terzo Polo almeno a Palermo e Genova al momento sembrano falliti. Così come appare complicato rinsaldare l'asse con Gianfranco Miccichè, che oggi ha incontrato Angelino Alfano, e che nei giorni scorsi non ha fatto mistero di apprezzare il candidato scelto dal Terzo Polo.

Dialogare con il Pd e l'Udc non solo sulla legge elettorale, ma anche sulle riforme costituzionali e per cambiare la giustizia, "la metastasi della nostra società".

Un'intesa sul sistema di voto con il partito democratico - sbarramento alto per impedire il formarsi di piccoli partiti - (un confronto che spingerebbe l'Udc "a scendere a patti") anche la prossima legislatura potrà nascere sotto il segno della collaborazione in Parlamento.

Ma, dicono alcuni presenti, in diversi colloqui non ha escluso del tutto questa possibilità. Ha spiegato che l'obiettivo deve essere quello di stringere un patto con il Professore anche per il 2013, perché - avrebbe argomentato - non sarà facile uscire da questa crisi economica entro un anno e per questo servono riforme condivise e un progetto più a lungo termine.

"Questa battaglia sull'articolo 18 - spiegava ieri per esempio Oliviero Diliberto - è fatta apposta per dividere la sinistra". Sono stato io - ha sottolineato ieri Berlusconi nel suo intervento - ad indicare il nome di Monti a Napolitano.

E c'è già nel partito chi non esclude che in caso di una disfatta totale, la leadership di Alfano sarebbe messa in discussione. Così come l'idea che subito dopo il voto amministrativo l'emorragia di abbandoni diventi inarrestabile.

Così come altri vedono nella blindatura di Monti un retro-pensiero che potrebbe anche concretizzarsi, per il 2013, in una "grande coalizione"

E ribadisce: non si può lasciare Monti alla sinistra né pensare di presentarsi alle elezioni senza rinnovamento del partito.

Lo scrive Libero: "Solo liste civiche" La tentazione, a quanto scrive Libero, è forte.

Secondo Berlusconi, inoltre, è necessario dialogare con il Pd e l’Udc non solo sulla legge elettorale, ma anche sulle riforme costituzionali e per cambiare la giustizia,

Depotenziare il voto. E' questo il comando impartito ieri sera da Silvio Berlusconi ai si colonnelli del Pdl nel corso del vertice di Villa Germetto.

Per noi è prioritario confermare il bipolarismo e ricostruire un rapporto con la Lega Nord, da una parte, e l’Udc dall’altra

UDC

Rocco Buttiglione si augura che la supplenza del governo Monti vada oltre il 2013. Interpellato a margine di un convegno bipartisan dei cattolici il presidente dell'Udc ha sostenuto che 'il governo ha bisogno di 5-6 anni per fare le grandi riforme. Quando gli italiani sono uniti - ha detto - fanno cose straordinarie'. Il presidente dell'Udc ha quindi consigliato ai suoi 'amici bipolaristi' di 'saltare un turno, a favore di un'unita' di intenti che serve per fare le grandi riforme che servono al Paese'.

Il premier ha sempre e più volte negato di avere un futuro in politica, ma quello che non nasconde è la sua soddisfazione per la due giorni a stelle e strisce: "Quello manifestato dagli Stati Uniti è un riconoscimento per l’Italia e per il Parlamento"


Sì, potrebbe esserci un 2013 con Monti bis”.

Nel Paese serve creare una nuova area moderata che vada oltre l’Udc e il Terzo Polo e che superi questo bipolarismo

Pdl, Pd e Udc nel vertice di questa mattina svoltosi alla Camera hanno trovato l’accordo su quattro punti: più poteri al premier (soprattutto per quel che riguarda il diritto di nominare e revocare i ministri), riduzione del numero dei parlamentai, introduzione della “sfiducia costruttiva” e superamento del bicameralismo perfetto. Quattro punti approfonditi da Pierluigi Bersani, Angelino Alfano e Pierferdinando Casini che, secondo quanto si apprende, avrebbero trovato anche un’intesa sul tempo del percorso delle riforme: il tutto si dovrebbe concludersi entro il 2012 con la messa a punto anche di una nuova legge elettorale.

IDV

Molto più critico Antonio Di Pietro, che sul suo blog scrive: "Da 100 giorni, ogni volta che vedo un tg o leggo un quotidiano mi tornano i mente i vecchi cinegiornali, tipo quelli dell’ Istituto Luce di passata memoria, quando il regime ti faceva credere che tutto andava alla grande mentre il popolo italiano moriva di fame

LEGA

«La Lega è stata molto chiara. Dove ha firmato un patto con gli elettori, ossia in Lombardia, Piemonte e Veneto, lo mantiene e si sta insieme saldamente fino al 2015.

 il 'no' alle preferenze. La legge elettorale dovrà essere coerente con le riforme costituzionali, riconoscere lo stretto rapporto tra eletto e elettore senza l'utilizzazione delle preferenze.

PD

Il sostegno al governo fino al 2013 è fuori discussione e anche in caso di mancato accordo sulla riforma del lavoro il Pd manterrà «il patto di lealtà»

Quindi io non mi immagino che si possa andare alle elezioni proponendo eccezionalità. Spero e voglio che si possa andare al voto pretendendo la democrazia normale dove ci siano progetti alternativi.

Accordo con Sel e nuova legge elettorale.

 Due strategie diverse, da una parte Bersani e i suoi che ripetono «questo non è il nostro governo», dall'altra i «moderati» del Pd che per il partito immaginano un solo futuro, nell'immediato: come eredi delle riforme di Monti.

I bersaniani come Stefano Fassina, Matteo Orfini e Andrea Orlando sanno bene cosa c'è nella testa dei loro colleghi-rivali «montiani» del Pd, «cambiare linea senza un congresso»,

 Una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale e costituzionale, a partire dalla riduzione dei parlamentari dal 2013, è stata registrata stamane nell'incontro tra le delegazioni del Pd e della Lega Nord

Lo preoccupa la nascita di un "nuovo sport. Quello per cui dietro la copertura di un formale sostegno all'esecutivo ci sia la convergenza tra chi insulta Monti come la Lega o Scilipoti e il Pdl. Questa è una presa in giro".Se passa l'idea che si può allungare l'età pensionabile di un infermiere di 4 anni ma non si possono toccare notai, banche e titolari di farmacie si crea un problema serio.

 "Resto a favore di un sistema elettorale che consenta l'affermazione di grandi forze politiche

FLI

“Illusorio pensare che dopo, tutto tornerà come prima”,con Alfano contro Bersani, dice Fini: “Sarà cambiato tutto”.
Occorre proseguire “ciò che nell’interesse della nazione Monti ha fatto, varando in 100 giorni provvedimenti che in 2 legislature i partiti non hanno saputo fare”, conclude il leader Fli.

Un patto per arrivare alle urne nel 2013 Il patto prevederebbe lo slittamento delle urne a fine legislatura (2013), ma con la ricandidatura dei finiani nell’ambito di una lista unica per poi andare comunque a gruppi separati nel nuovo Parlamento, benché “federati” come è un po’ oggi per la Lega.

CONTINUA ANALISI ED ELABORAZIONE SEGUITEMI !!!

VEDIAMO QUALI POSSIBILI SCENARI, NATURALMENTE IO SO GIA' COME ANDRA' A FINIRE MA PER MEGLIO ABITUARVI ALL'ANALISI VI SPIEGO:

1) Il Governo Monti secondo i sondaggi gode ad oggi di circa il 70% di consensi, questo di fatto potrebbe influire sui possibili scenari del 2013.

2) Il Governo Monti di fatto e' stato pianificato a tavolino da Berlusconi su pressioni Europee e forze Politiche Italiane.

Il Pdl di fatto sa che allo stato attuale il PD vince sia nelle Amministrative che nelle Politiche e per porre rimedio ha ideato questi passaggi:

3) Cambiare nome al partito (pur rimanendo oligarchico) rinnovarlo senza di fatto cambiare la forza delta. Arginare il calo di consensi elettorali in due modi. Presentando liste civiche alle amministrative (non si fara'), fare un governo di Centro Cattolico Moderato tirando con la forza a se UDC di Casini
.
Nel particolare operare su piu' fronti:

a) possibili alleanze
b) far perdere voti al PD
c) costringere UDC ad allearsi con il PDL
d) tenere in caldo le grezzi menti della Lega

a) Possibili alleanze:

a1)Far risorgere un nuovo partito un nuovo PDL prima di perire tenendo compatti tutti.
a2)Depotenziare Udc costringendolo a fare un Partito di Centro Cattolico Moderato.
a3)Fare un governo di unita' Nazionale con a capo non Monti , ma il loro prediletto Corrado Passera magari attuando una strategia della tensione sociale e completando l'eventuali riforme che non realizza Monti specie quella sulla Giustizia.

Questi risultano essere i possibili scenari del PDL

b,c,d) Agire sugl'avversari facendo perdere consensi.
Sul PD attraverso la questione dell'Art.18 che di fatto non e' prioritario ma serve per disarticolare il PD e anche le sue alleanze di sinistra. (Bersani lo ha gia' capito)

Agire con Urgenza sul caso Sicilia, Sindaco di Palermo dove una sconfitta reale e ormai definitiva potrebbe anzi mette in serio rischio la Leadrship di Angelino Alfano.

Costringere l'Udc ad allearsi in Sicilia e se non riesce alle Nazionali del 2013 per la formazione di un Partito di Centro Cattolico, spezzando l'alleanza con MPA e FLI. Per far questo spera di convincere il PD ad una alleanza per realizzare una legge Elettorale che tuteli questa Oligarchia di Sinistra e di destra, evitando possibilmente il voto di preferenza ed alzando il tetto all' 8-9% in modo da costringere UDC ad allearsi per non parlare delle pressioni di forti settori cattolici sotto dipendenza PDL.

Nello stesso tempo bisogna tenere in caldo la Lega a cui preme soltanto non modificare la legge elettorale e rimane forza indispensabile per governare.

Il PD di fatto ha un vantaggio tale che l'elezioni del 2013 sono gia' vinte, tuttavia possono svilupparsi alcuni scenari:

1) Il Pd ha un vantaggio tale che solo lei stesso potrebbe perdere l'elezioni, quindi il suo obiettivo e' andare al voto nel 2013 da sola, si tratta solamente di scegliere se andare con Idv, Sel e Terzo Polo.

2) Certamente e' da evitare un congresso di rinnovamento come vorrebbe la parte moderata del partito, ma e' disponibile con il PDL  a varare una legge elettorale che difenda questa Oligarchia senza troppe novita.

Per UDC

1) Il partito e' consapevole di avere in mano una Bomba ad Orologeria che tutti vogliono disinnescare, dal PD al PDL passando per i partiti minori.

Il Partito dei Moderati Cattolici !

UDC piacerebbe farlo da solo coinvolgendo le forze cattoliche presenti in Italia tuttavia non e' sicura di farcela perche' bisogna fare i conti con la Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazioni che porta a Milano e a Formigoni PDL.

La pressione potrebbe essere cosi potente da influenzare anche il Vaticano e non viceversa costringendo ad un accordo con gli infedeli o pseudo-cattolici.

Di fatto UDC e' il partito che ha piu' Chi mi conosce sa da tempo che una delle mie capacita' migliori non sta solo nel fare Politica o Marketing Politica ma e' quello di prevedere almeno 12 mesi prima cosa succedera' analizzando in modo scientifico tutta una serie di messaggi che poi vengono da me utilizzati in sistemi di Intelligence Politica Strategica.

Il Governo Monti o Governo Tecnico imposto alla politica Italiana dall'Europa e' stata la soluzione migliore per l'Europa e per i nostri Partiti.

Il motivo e' semplice l'Italia rappresentava per la Germania e la Francia il fianco debole, far indebolire o cadere l'Italia di fatto non e' come mandare in default la Grecia, significava far cadere per effetto domino tutta l'Europa.

Il Governo Monti inoltre garantisce all'Europa una via di comunicazione con gli Stati Uniti e l'Oriente, grazie al fatto che Monti fa parte della Commissione Trilaterale ed e' molto ascoltato in questi salotti.

Di contro i partiti stracotti, da quello disastroso di Berlusconi ormai strafatto a quello del PD per passare agl'ultimi Radicali non solo non erano in grado ma non avrebbero potuto fare queste riforme e questi sacrifici.

Con il Governo Monti di fatyto si sono ibernati per tornare riciclati in qualcos'altro.

VEDIAMO DI ESAMINARE COSA POTREBBE ACCADERE :  (Analisi strategica live non tutta che Top Secret). SEGUITE COME SI ANALIZZA E SI TIRA FUORI UNA PREVISIONE -ARTICOLO IN LIVE CHE SI CONCLUDERA FRA TRE GIORNI.

COME SI COSTRUISCE UN ANALISI DI INTELLIGENCE.

RACOLTA DATI PER PAROLE CHIAVE-

PDL PRIMA DI CADERE


Si dice convinto che non ci saranno le elezioni anticipate e che le inchieste in corso che lo riguardano "finiranno nel nulla".

Pier non ha ancora deciso. Ha due possibilità. O va da solo come Terzo polo o - come penso - farà un patto di apparentamento con noi quando saprà che il candidato premier non sono io. A sinistra non può andare perché altrimenti perde i due terzi dei suoi elettori.

PDL OGGI

I tentativi in extremis di arrivare ad un'intesa con il Terzo Polo almeno a Palermo e Genova al momento sembrano falliti. Così come appare complicato rinsaldare l'asse con Gianfranco Miccichè, che oggi ha incontrato Angelino Alfano, e che nei giorni scorsi non ha fatto mistero di apprezzare il candidato scelto dal Terzo Polo.

Dialogare con il Pd e l'Udc non solo sulla legge elettorale, ma anche sulle riforme costituzionali e per cambiare la giustizia, "la metastasi della nostra società".

Lo scenarioè' che con un'intesa sul sistema di voto con il partito democratico - sbarramento alto per impedire il formarsi di piccoli partiti - (un confronto che spingerebbe l'Udc "a scendere a patti") anche la prossima legislatura potrà nascere sotto il segno della collaborazione in Parlamento.

Ma, dicono alcuni presenti, in diversi colloqui non ha escluso del tutto questa possibilità. Ha spiegato che l'obiettivo deve essere quello di stringere un patto con il Professore anche per il 2013, perché - avrebbe argomentato - non sarà facile uscire da questa crisi economica entro un anno e per questo servono riforme condivise e un progetto più a lungo termine.

"Questa battaglia sull'articolo 18 - spiegava ieri per esempio Oliviero Diliberto - è fatta apposta per dividere la sinistra". Sono stato io - ha sottolineato ieri Berlusconi nel suo intervento - ad indicare il nome di Monti a Napolitano.

E c'è già nel partito chi non esclude che in caso di una disfatta totale, la leadership di Alfano sarebbe messa in discussione. Così come l'idea che subito dopo il voto amministrativo l'emorragia di abbandoni diventi inarrestabile.

Così come altri vedono nella blindatura di Monti un retropensiero che potrebbe anche concretizzarsi, per il 2013, in una "grande coalizione"

E ribadisce: non si può lasciare Monti alla sinistra né pensare di presentarsi alle elezioni senza rinnovamento del partito.

Lo scrive Libero: "Solo liste civiche" La tentazione, a quanto scrive Libero, è forte.

Secondo Berlusconi, inoltre, è necessario dialogare con il Pd e l’Udc non solo sulla legge elettorale, ma anche sulle riforme costituzionali e per cambiare la giustizia,

Depotenziare il voto. E' questo il comando impartito ieri sera da Silvio Berlusconi ai si colonnelli del Pdl nel corso del vertice di Villa Germetto.

Per noi è prioritario confermare il bipolarismo e ricostruire un rapporto con la Lega Nord, da una parte, e l’Udc dall’altra

UDC

Rocco Buttiglione si augura che la supplenza del governo Monti vada oltre il 2013. Interpellato a margine di un convegno bipartisan dei cattolici il presidente dell'Udc ha sostenuto che 'il governo ha bisogno di 5-6 anni per fare le grandi riforme. Quando gli italiani sono uniti - ha detto - fanno cose straordinarie'. Il presidente dell'Udc ha quindi consigliato ai suoi 'amici bipolaristi' di 'saltare un turno, a favore di un'unita' di intenti che serve per fare le grandi riforme che servono al Paese'.

Il premier ha sempre e più volte negato di avere un futuro in politica, ma quello che non nasconde è la sua soddisfazione per la due giorni a stelle e strisce: "Quello manifestato dagli Stati Uniti è un riconoscimento per l’Italia e per il Parlamento"


Sì, potrebbe esserci un 2013 con Monti bis”.

Nel Paese serve creare una nuova area moderata che vada oltre l’Udc e il Terzo Polo e che superi questo bipolarismo

Pdl, Pd e Udc nel vertice di questa mattina svoltosi alla Camera hanno trovato l’accordo su quattro punti: più poteri al premier (soprattutto per quel che riguarda il diritto di nominare e revocare i ministri), riduzione del numero dei parlamentai, introduzione della “sfiducia costruttiva” e superamento del bicameralismo perfetto. Quattro punti approfonditi da Pierluigi Bersani, Angelino Alfano e Pierferdinando Casini che, secondo quanto si apprende, avrebbero trovato anche un’intesa sul tempo del percorso delle riforme: il tutto si dovrebbe concludersi entro il 2012 con la messa a punto anche di una nuova lege elettorale.

IDV

Molto più critico Antonio Di Pietro, che sul suo blog scrive: "Da 100 giorni, ogni volta che vedo un tg o leggo un quotidiano mi tornano i mente i vecchi cinegiornali, tipo quelli dell Istituto Luce di passata memoria, quando il regime ti faceva credere che tutto andava alla grande mentre il popolo italiano moriva di fame

LEGA

«La Lega è stata molto chiara. Dove ha firmato un patto con gli elettori, ossia in Lombardia, Piemonte e Veneto, lo mantiene e si sta insieme saldamente fino al 2015.

 il 'no' alle preferenze. La legge elettorale dovrà essere coerente con le riforme costituzionali, riconoscere lo stretto rapporto tra eletto e elettore senza l'utilizzazione delle preferenze.

PD

Il sostegno al governo fino al 2013 è fuori discussione e anche in caso di mancato accordo sulla riforma del lavoro il Pd manterrà «il patto di lealtà»

Quindi io non mi immagino che si possa andare alle elezioni proponendo eccezionalita'. Spero e voglio che si possa andare al voto pretendendo la democrazia normale dove ci siano progetti alternativi.

Accordo con Sel e nuova legge elettorale.

 Due strategie diverse, da una parte Bersani e i suoi che ripetono «questo non è il nostro governo», dall'altra i «moderati» del Pd che per il partito immaginano un solo futuro, nell'immediato: come eredi delle riforme di Monti.

I bersaniani come Stefano Fassina, Matteo Orfini e Andrea Orlando sanno bene cosa c'è nella testa dei loro colleghi-rivali «montiani» del Pd, «cambiare linea senza un congresso»,

 Una "piena intesa" su alcuni temi della riforma elettorale e costituzionale, a partire dalla riduzione dei parlamentari dal 2013, è stata registrata stamane nell'incontro tra le delegazioni del Pd e della Lega Nord

Lo preoccupa la nascita di un "nuovo sport. Quello per cui dietro la copertura di un formale sostegno all'esecutivo ci sia la convergenza tra chi insulta Monti come la Lega o Scilipoti e il Pdl. Questa è una presa in giro".Se passa l'idea che si può allungare l'età pensionabile di un infermiere di 4 anni ma non si possono toccare notai, banche e titolari di farmacie si crea un problema serio.

 "Resto a favore di un sistema elettorale che consenta l'affermazione di grandi forze politiche

FLI

“Illusorio pensare che dopo, tutto tornerà come prima”,con Alfano contro Bersani, dice Fini: “Sarà cambiato tutto”.
Occorre proseguire “ciò che nell’interesse della nazione Monti ha fatto, varando in 100 giorni provvedimenti che in 2 legislature i partiti non hanno saputo fare”, conclude il leader Fli.

Un patto per arrivare alle urne nel 2013 Il patto prevederebbe lo slittamento delle urne a fine legislatura (2013), ma con la ricandidatura dei finiani nell’ambito di una lista unica per poi andare comunque a gruppi separati nel nuovo Parlamento, benché “federati” come è un po’ oggi per la Lega.

CONTINUA ANALISI ED ELABORAZIONE SEGUITEMI !!!

VEDIAMO QUALI POSSIBILI SCENARI, NATURALMENTE IO SO GIA' COME ANDRA' A FINIRE MA PER MEGLIO ABITUARVI ALL'ANALISI VI SPIEGO:

1) Il Governo Monti secondo i sondaggi gode ad oggi di circa il 70% di consensi, questo di fatto potrebbe influire sui possibili scenari del 2013.

2) Il Governo Monti di fatto e' stato pianificato a tavolino da Berlusconi su pressioni Europee e forze Politiche Italiane.

Il Pdl di fatto sa che allo stato attuale il PD vince sia nelle Amministrative che nelle Politiche e per porre rimedio ha ideato questi passaggi:

3) Cambiare nome al partito (pur rimanendo oligarchico) rinnovarlo senza di fatto cambiare la forza delta. Arginare il calo di consensi elettorali in due modi. Presentando liste civiche alle amministrative (non si fara'), fare un governo di Centro Cattolico Moderato tirando con la forza a se UDC di Casini
.
Nel particolare operare su piu' fronti:

a) possibili alleanze
b) far perdere voti al PD
c) costringere UDC ad allearsi con il PDL
d) tenere in caldo le grezzi menti della Lega

a) Possibili alleanze:

a1)Far risorgere un nuovo partito un nuovo PDL prima di perire tenendo compatti tutti.
a2)Depotenziare Udc costringendolo a fare un Partito di Centro Cattolico Moderato.
a3)Fare un governo di unita' Nazionale con a capo non Monti , ma il loro prediletto Corrado Passera magari attuando una strategia della tensione sociale e completando l'eventuali riforme che non realizza Monti specie quella sulla Giustizia.

Questi risultano essere i possibili scenari del PDL

b,c,d) Agire sugl'avversari facendo perdere consensi.
Sul PD attraverso la questione dell'Art.18 che di fatto non e' prioritario ma serve per disarticolare il PD e anche le sue alleanze di sinistra. (Bersani lo ha gia' capito)

Agire con Urgenza sul caso Sicilia, Sindaco di Palermo dove una sconfitta reale e ormai definitiva potrebbe anzi mette in serio rischio la Leadership di Angelino Alfano.

Costringere l'Udc ad allearsi in Sicilia e se non riesce alle Nazionali del 2013 per la formazione di un Partito di Centro Cattolico, spezzando l'alleanza con MPA e FLI. Per far questo spera di convincere il PD ad una alleanza per realizzare una legge Elettorale che tuteli questa Oligarchia di Sinistra e di destra, evitando possibilmente il voto di preferenza ed alzando il tetto all' 8-9% in modo da costringere UDC ad allearsi per non parlare delle pressioni di forti settori cattolici sotto dipendenza PDL.

Nello stesso tempo bisogna tenere in caldo la Lega a cui preme soltanto non modificare la legge elettorale e rimane forza indispensabile per governare.

Il PD di fatto ha un vantaggio tale che l'elezioni del 2013 sono gia' vinte, tuttavia possono svilupparsi alcuni scenari:

1) Il Pd ha un vantaggio tale che solo lei stesso potrebbe perdere l'elezioni, quindi il suo obiettivo e' andare al voto nel 2013 da sola, si tratta solamente di scegliere se andare con Idv, Sel e Terzo Polo.

2) Certamente e' da evitare un congresso di rinnovamento come vorrebbe la parte moderata del partito, ma e' disponibile con il PDL  a varare una legge elettorale che difenda questa Oligarchia senza troppe novità.

Per UDC

1) Il partito e' consapevole di avere in mano una Bomba ad Orologeria che tutti vogliono disinnescare, dal PD al PDL passando per i partiti minori.

Il Partito dei Moderati Cattolici !

UDC piacerebbe farlo da solo coinvolgendo le forze cattoliche presenti in Italia tuttavia non e' sicura di farcela perche' bisogna fare i conti con la Compagnia delle Opere e Comunione e Liberazioni che porta a Milano e a Formigoni PDL.

La pressione potrebbe essere cosi potente da influenzare anche il Vaticano e non viceversa costringendo ad un accordo con gli infedeli o pseudo-cattolici.

Di fatto UDC e' il partito che ha piu' potenzialita' ma si trova sotto maggiore pressione.

Che fare ? Creare da solo un Partito dei Moderati Cattolici ? Fare un alleanza con il PDL e rimanere imprigionati come la Lega ? Tentare di far crescere il Terzo Polo e spostarlo a Sinistra ?

Forse la soluzione intermedia e' un Governo di Responsabilita' Nazionale che lascia aperte tutte le porte e rende forte UDC.

Per gli altri partiti invece la situazione e' questa ?

Alleanza per l'Italia vuole il Terzo Polo anche in ottica Moderata Cattolica, Fli pure anche nessuno puo' escludere che se UDC dovesse passare con PDL anche FLI di Fini si potrebbe accodare trovando le giuste motivazioni al riavvicinamento.

IDV e Sel in caso di un colpo di mano sulla legge Elettorale potrebbero anche fondersi per avere un partito da 14% ed in questo caso non so se la scelta dello sbarramento al 9% e' una scelta corretta per gli Oligarchi anzi potrebbe essere controproducente.

Prima di chiudere con il mio pensiero definitivo due parole le voglio spendere per la Sicilia e i due partiti territoriali piu' importanti.


MPA e Grande Sud di fatto sono nel Terzo Polo, la loro unica strada e' fondersi per il semplice motivo che Micciche' non ha spazio nel PDL e vuole candidarsi alla Presidenza della Regione e MPA tranne che rimanere nel Terzo Polo non puo' fare nulla di piu'.


Conclusione:


Appare evidente che gli scenari possibili sono tanti e tutti possibili.


Bisognerà risolvere alcune questioni:


1) Legge Elettorale


2) Partito dei Moderati Cattolici


Il PDL in tutto questo e' quello che rischia di piu', sebbene alcuni accordi prima che Berlusconi mollasse sono stati fatti fra poteri forte garantendo a Berlusconi tranquillità.


Certo un rischio grosso l'Italia lo corre sul piano della Sicurezza Nazionale.


Se dobbiamo guardare al passato dell'Italia un possibile serio scenario, potrebbe essere quello di lasciare tutto in precario equilibrio attuando una strategia della tensione sociale.

La strategia della tensione sociale potrebbe trovare validi sostenitori Bipartizan sia di stampo politico che sociale, la sua attuazione dovrebbe prevedere un periodo di tensione di alcuni settori sociali deboli tipici di estrema sinistra ma in maggioranza di estrema destra a cui farebbe seguito un Governo di Solidarieta' Nazionale onde giustificare la possibile ammucchiata di partiti lontani fra loro se non fosse per difendere l'Oligarchia e i poteri che rappresentano.

Saluti Remo Pulcini

Cosa farei io ? Un bel partito dei Cattolici con UDC, La BASE, LA CHIESA E FORMIGONI.

Nota: scusatemi per eventuali errori, il lungo articolo non e' stato corretto. ma si trova sotto maggiore pressione.

Che fare ? Creare da solo un Partito dei Moderati Cattolici ? Fare un alleanza con il PDL e rimanere imprigionati come la Lega ? Tentare di far crescere il Terzo Polo e spostarlo a Sinistra ?

Forse la soluzione intermedia e' un Governo di Responsabilita' Nazionale che lascia aperte tutte le porte e rende forte UDC.

Per gli altri partiti invece la situazione e' questa ?

Alleanza per l'Italia vuole il Terzo Polo anche in ottica Moderata Cattolica, Fli pure anche nessuno puo' escludere che se UDC dovesse passare con PDL anche FLI di Fini si potrebbe accodare trovando le giuste motivazioni al riavvicinamento.

IDV e Sel in caso di un colpo di mano sulla legge Elettorale potrebbero anche fondersi per avere un partito da 14% ed in questo caso non so se la scelta dello sbarramento al 9% e' una scelta corretta per gli Oligarchi anzi potrebbe essere controproducente.

Prima di chiudere con il mio pensiero definitivo due parole le voglio spendere per la Sicilia e i due partiti territoriali piu' importanti.


MPA e Grande Sud di fatto sono nel Terzo Polo, la loro unica strada e' fondersi per il semplice motivo che Micciche' non ha spazio nel PDL e vuole candidarsi alla Presidenza della Regione e MPA tranne che rimanere nel Terzo Polo non puo' fare nulla di piu'.


Conclusione:


Appare evidente che gli scenari possibili sono tanti e tutti possibili.


Bisognerà risolvere alcune questioni:


1) Legge Elettorale


2) Partito dei Moderati Cattolici


Il PDL in tutto questo e' quello che rischia di piu', sebbene alcuni accordi prima che Berlusconi mollasse sono stati fatti fra poteri forte garantendo a Berlusconi tranquillità.


Certo un rischio grosso l'Italia lo corre sul piano della Sicurezza Nazionale.


Se dobbiamo guardare al passato dell'Italia un possibile serio scenario, potrebbe essere quello di lasciare tutto in precario equilibrio attuando una strategia della tensione sociale.

La strategia della tensione sociale potrebbe trovare validi sostenitori Bipartizan sia di stampo politico che sociale, la sua attuazione dovrebbe prevedere un periodo di tensione di alcuni settori sociali deboli tipici di estrema sinistra ma in maggioranza di estrema destra a cui farebbe seguito un Governo di Solidarieta' Nazionale onde giustificare la possibile ammucchiata di partiti lontani fra loro se non fosse per difendere l'Oligarchia e i poteri che rappresentano.

Saluti Remo Pulcini

Cosa farei io ? Un bel partito dei Cattolici con UDC, La BASE, LA CHIESA E FORMIGONI.

Nota: scusatemi per eventuali errori, il lungo articolo non e' stato corretto.

lunedì 27 febbraio 2012

LA HOME PAGE DEI SITI BANNATI DA Anonymous Italy


IL PARTITO DEI CATTOLICI NON PUO' ESSERE DELL'UDC-PD-PDL MA DELLA BASE DE GASPERIANA. By Remo

Signori niente "AMMUCCHIATE" la gente e' stanca e questa politca e' ormai defunta.

Noi Popolo Cattolico lo sappiamo e da questo punto dobbiamo partire.

Partire dai contenuti e non da chi tira l'ideologia dei Cattolici come se fosse una maglietta da strattonare.

La concezione della politica: la politica come missione  

Perché Alcide De Gasperi non può considerarsi alla stregua degli altri uomini politici che hanno rimesso in cammino l'Italia dopo il totale smarrimento suscitato dalla guerra e dalla sconfìtta?
Forse non può riassumersi in una sola caratteristica il suo profilo, ma crediamo di non sbagliare scrivendo che egli si era formato alla scuola della sofferenza e della intransigente fermezza. Figlio di povera gente, potè compiere gli studi soltanto perché trovò sul suo cammino anime generose che, apprezzandone il valore, lo aiutarono a studiare. Non ebbe mai il «di più» e le cronache della sua attività organizzativa, tra gli studenti e gli operai, ci descrivono un contorno di totale mancanza di mezzi finanziari. La Vienna brillante dell’ «epoca bella » gli fu del tutto estranea e nessun cenno ne fece mai per farci capire che se ne dolesse. Credeva più consono alla sua missione l'affrontare le bastonate dei gendarmi di Innsbruck, molestati dalla insistenza dei goliardi trentini per ottenere l'Università italiana. Soffrì durante la guerra europea per il quotidiano peregrinare nei campi dove erano reclusi i profughi delle province venete e cercò con ogni mezzo di aiutarli con l'assistenza materiale e con 1’appoggio politico, tanto difficile nel momento della sospensione dell'attività del Parlamento e delle guarentigie per i deputati.
Quando la Camera viennese riapre ed altri (anche i socialisti, benché colpiti dall'assassinio di Battisti) si piegano a votare per il governo imperiale e per le spese militari, De Gasperi beve tutto intero il calice della dignità e della fermezza, resistendo sulle posizioni negative. Ed il discorso più fiero da lui pronunciato come deputato di Trento a Vienna è forse proprio quello detto all'indomani di Caporetto, quando la vittoria finale degli austriaci sembrava scontata.
Seguirono invece Vittorio Veneto, l'annessione delle terre redente ed il passaggio di lui al Parlamento di Roma. I tempi erano quanto mai difficili e noi ci guardiamo bene dal sentenziare con la facile leggerezza del poi sulle responsabilità e sugli errori di quella classe politica. Certo, un De Gasperi fatto di realismo e di idealismo insieme si trovò a disagio in un ceto nel quale la tattica prevaleva, il personalismo dominava, la vanità oscurava la vista di tutto e faceva mal comprendere le involuzioni in corso.
Più si approfondisce questo desolante quadro di democrazia in disfacimento e meglio si ridimensiona la figura storica di Mussolini e dei suoi seguaci. Fu un giuoco da bambini sopraffare anche i cattolici politici, dilaniati da opposte correnti dissolvitrici ed impreparati alla violenza di piazza.
Don Sturzo aveva detto che le vittorie sarebbero state dell'idea, le sconfitte degli uomini. Su queste sconfitte bruciò il sale amaro dell'abbandono — forse necessario storicamente — da parte del Vaticano. E fu un fuggi fuggi generale, nel quale alla nobiltà dell'esilio dello stesso Sturzo e di Donati e alla resistenza interna di altri si contrapposero troppi compromessi e tante meschine furbizie.
La terra ormai scottava per De Gasperi nel Trentino ed a Roma (dove alcuni amici facevano perfino finta di non riconoscerlo, incontrandolo per strada). L'ospitalità di Ivo Coccia era divenuta pericolosa, sia per l'amico che tanto rischiava — pur con le giornaliere visite della polizia — sia per lui che non si faceva illusioni sulla brevità della dittatura fascista.
Resta ancora da dimostrare se partendo silenziosamente per Trieste pensasse di espatriare; quel che è certo è che, arrestato ad Orvieto, fu condannato duramente a questo titolo, nonostante mancasse qualunque elemento di prova. La famiglia era ormai tornata in Valsugana e solo la fedele consorte — arrestata insieme a lui, ma presto rilasciata — veniva di tanto in tanto a spezzarne l'isolamento morale. Un Padre gesuita non sgradito ai potenti, il Tacchi Venturi (ma De Gasperi preferirà l'amicizia di Padre Rosa, sospettato e mal visto dai gerarchi) sottoporrà inutilmente alla firma di De Gasperi e della signora Francesca una domanda di grazia. Non si piegò il Presidente e, certamente con intima pena, la sua sposa non ne tradì la volontà di resistere.
Liberato, conobbe le asprezze ed anche le volgarità del pedinamento e della sorveglianza. E conobbe la fame. Dovette aspettare la conciliazione per avere un piccolo ufficio in Vaticano e nel carteggio del momento vi sono cenni di una grande preoccupazione di non compromettere chicchessia, di non disturbare, a causa di una sua sistemazione, il Vaticano nei suoi rapporti non facili (apparenze a parte) con il fascismo. E sono dello stesso tempo bellissime lettere nelle quali, vincendo ogni risentimento personale, loda i trattati del Laterano valutandone il significato storico, di chiusura di una lacerante controversia e di possibile alba di un sistema nuovo di libertà per la Chiesa, anche se si doveva attendere, lavorare, patire ancora.
Meuccio Ruini ha raccontato che quando andò da De Gasperi, in Biblioteca Vaticana, a proporgli la collaborazione dei cattolici nel costituendo Comitato centrale antifascista, era dubbioso sulle possibilità di una accettazione, non per mancanza di volontà del vecchio amico, ma per la gerarchia cattolica, che avrebbero potuto imporre cautela ai primi passi della rinata partecipazione dei cattolici alla vita politica. Tanto maggiore fu la gioia, sua e di Ivanoe Bonomi, quando a sole ventiquattro ore di distanza ebbe una adesione piena ed incondizionata. Se così non fosse stato, la guerra avrebbe egualmente sconfitto il fascismo, ma molto probabilmente l'Italia avrebbe ondeggiato tra una lunga occupazione militare ed una affermazione delle forze di estrema sinistra.
Gli anni dal 1944 al 1953 possono apparentemente sembrare estranei al ciclo della sofferenza, nella vita di De Gasperi, tutti pieni di cronache imponenti di successi parlamentari, di affermazioni internazionali, di riconoscimenti tanto vasti della sua capacità e della sua dirittura. Non mancarono, però, ombre anche sul decennio di luce. Tra queste: l'iniziale, pesante incomprensione degli Alleati; la spina di Trieste e della Venezia Giulia; l'attacco violento e inaspettato di Orlando contro la necessaria ratifica del Trattato di pace; le troppe paure per dissociarci dai comunisti; il lento incrinamento della compattezza del partito; la lotta alla candidatura presidenziale di Sforza; la scomparsa della sua cara sorella; la mancanza di solidarietà nel momento drammatico della Corea; le stupide accuse... multilaterali di empirismo, di liberalismo e di tiepidezza anticomunista; certe preoccupazioni della Chiesa per la dilagante immoralità e il futuro politico dell'Italia (non bisogna però dimenticare lo splendido elogio pubblico che di De Gasperi fece Pio XII l'11 febbraio del 1949); l'esito delle elezioni del 1953 e la « miseria parlamentare » che ne conseguì.
Battuto alla Camera, fece ancora uno sforzo che direi sovrumano — considerando lo stato avanzato della sua malattia — per tenere davvero compatta la Democrazia cristiana, della quale avvertiva la necessità storica unitaria e, in contrapposto, la discrasia avanzante. Cercò di far raggiungere questa unità con una grande ripresa di vasto respiro attorno al problema internazionale del momento — la ratifica della CED — ma sui eum non receperunt. Ormai la tattica e la ricerca di alleanze su piccole cose avevano preso la mano quasi a tutti.
E pensare che di De Gasperi — che morì con questa ansia nel cuore — si era detto che si trattava di un uomo troppo aperto al compromesso e alle transazioni. Anche chi non ne capì la grandezza comincia a doversi necessariamente ricredere.

[Testo dell’articolo apparso sul numero monografico dedicato a De Gasperi della rivista "Concretezza", anno X (1964), n. 16]

Piero Craveri

De Gasperi, la Democrazia Cristiana e “i cattolici al governo”

Alcide De Gasperi fu il fondatore della Democrazia Cristiana e la natura di questa, come partito dei cattolici, deve molto alla impostazione che egli tenne ferma fin dalla seconda metà degli anni ’30, difendendola da altri ipotesi che emergevano da più parti del mondo cattolico e su cui anche la Santa Sede ebbe iniziali incertezze e successivi ripensamenti. E la Dc difficilmente avrebbe potuto affermarsi come partito dei cattolici senza l’opera costante e tenace di Alcide De Gasperi. La sua fu intuizione e insieme ragionata visione politica. De Gasperi aveva chiaro in mente che la democrazia del secondo dopoguerra avrebbe avuto differente fondamento dalla democrazia liberale prefascista. Sapeva che la crisi di quest’ultima aveva avuto la sua ragione principale nel non aver essa saputo volgere i propri ordinamenti politici dall’assetto liberale dello Stato alla democrazia liberale, come era avvenuto in altri paesi europei a cavallo della Grande Guerra e come del resto la storia del Partito Popolare, che aveva da parte sua rappresentato l’esigenza di questo mutamento, stava a testimoniare.
La nuova democrazia sarebbe stata un democrazia di partiti e il suo equilibrio politico, per i laceranti contrasti che già erano stati della democrazia prefascista e che ora si rinnovavano in conformità allo schema bipolare che i rapporti internazionali andavano assumendo, avrebbe dovuto poggiare su di un grande partito a base interclassista, destinato a costituire il centro del sistema politico. L’unità dei cattolici era premessa indispensabile e necessaria per la costituzione di siffatta forza politica. E solo i cattolici potevano costituirla, essendosi maturata, con l’avvento del fascismo, la crisi definitiva della centralità liberal-democratica.
Questa premessa era necessaria per disegnare, oltre al grande campo politico e sociale del cattolicesimo, un cerchio più ampio volto a comprendere tutta l’area moderata del paese. La Dc doveva essere il partito dei cattolici, e ciò le garantiva il patrimonio di una ramificata presenza popolare, socialmente interclassista, una centralità sociale come presupposto di quella politica, che l’azione di governo avrebbe dovuto via via cementare. In virtù di ciò poteva essere anche il partito dei moderati, nel garantire il primato dello Stato di diritto e le libertà democratiche, in una continuità, che non era conservazione, ma metodo democratico, rifiuto cioè di pulsioni e rivolgimenti di tipo rivoluzionario e in ciò dava le necessarie e uguali garanzie di status a tutti i ceti sociali. Come avrebbe detto De Gasperi: “la democrazia e l’antirivoluzione”.
L’azione politica di De Gasperi accompagna questo disegno lungo fasi successive: l’8 settembre rese chiaro a tutti che la monarchia e i vecchi apparati dello Stato non avrebbero potuto garantire continuità ed equilibrio e che bisognava guardare alle nuove forze politiche che sarebbero scese in campo. Ciò diede alla DC un ruolo non controvertibile. La liquidazione del governo Parri, nato dopo il 25 aprile, e l’avvento di De Gasperi alla guida del governo resero possibile le elezioni della Costituente. Si stabilizzò così definitivamente il sistema politico basato sui partiti, in particolare i tre grandi partiti democristiano, comunista e socialista. Quando giunsero alla loro positiva maturazione unitaria politica le tre precondizioni politiche del nuovo sistema democratico, che rendeva necessario il concorso della maggior parte delle forze politiche: il progetto di Costituzione, la soluzione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa, con il voto dell’articolo 7, la ratifica del trattato di pace, De Gasperi si pose il problema di una centralità democristiana in un sistema politico che la “guerra fredda” spaccava irrimediabilmente a metà. Con la rottura della collaborazione tripartita nel maggio 1947 De Gasperi dovette dar luogo a una centralità assimetrica, essendo verticalmente rotti i rapporti con i socialisti e comunisti, basata sulla collaborazione della DC con i partiti democratici che si riconoscevano nel quadro delle nuove alleanze occidentali. E questo rimarrà, dopo la conferma del voto del 18 aprile 1948, il nocciolo della centralità del sistema politico, che via via si allargherà a sinistra, recuperando in parte l’assimetria, e anzi gli sforzi del sistema politico saranno costantemente volti a riassorbire e risolvere quest’ultima.
Un partito, quale la Democrazia Cristiana, che secondo il disegno di De Gasperi doveva assumere quella funzione centrale e quella responsabilità risolutiva negli equilibri della nuova democrazia cristiana, e che si era venuto costruendo, tra l’8 settembre 1943 e il 18 aprile 1948, con quell’ampiezza di rappresentanza sociale e politica, necessariamente era partito composito, in cui in primo luogo si facevano valere le diverse visioni e propositi propri dello stesso mondo cattolico. In secondo luogo la diversità degli interessi sociali che in essa si rifrangevano determinava un’ulteriore valenza di rappresentanza sociale e politica. Ciò generò fin dal periodo Costituente un dibattito interno estremamente teso e dialettico. Più che giocare su alleanze interne De Gasperi difese l’unitarietà del suo progetto, di politica internazionale, di politica economico- sociale, di difesa del quadro democratico, radicando profondamente la centralità sociale e politica della Democrazia Cristiana.

Stipendi rasoterra. Cari professori, e se partiste da qui?

Gli italiani guadagnano troppo poco: ecco la notiziona che svela un bel pezzo dei perché e dei percome di questa maledetta depressione che sta rottamando lo Stivale. Le nostre retribuzioni sono una spanna abbondante al disotto della media europea. Complice la tassazione record sul lavoro? Certo, circostanza che ne suggerirebbe una sforbiciata, per la gioia di imprenditori e lavoratori. Crescerebbero le assunzioni e si accenderebbe una dinamica virtuosa: più soldi in circolo, più potere d’acquisto, maggiore domanda…
Ci vogliamo chiedere, allora, che c’azzecca tutto ’sto accanimento contro l’articolo 18? Per quale motivo, piuttosto, non viene data precedenza assoluta al nodo (scorsoio) del costo del lavoro e delle retribuzioni insufficienti? Perché si punta tutto sulla cosiddetta flessibilità, partendo ovviamente da quella in uscita tanto cara ai confindustriali, quasi che la soluzione fosse davvero racchiusa là dentro? Come si possono diluire le tutele del lavoratore fingendo di ignorarne lo sfruttamento, anche in termini di salario insufficiente, a cui viene spesso sottoposto?
Ché, diciamocela tutta, questa faccenda della flessibilità (magari, già che ci siamo, anche in entrata) potrebbe pure essere affrontata senza accapigliarsi. A patto che venissero garantiti a priori (garantiti, mica auspicati) compensi più alti, condizioni di lavoro dignitose e qualche paracadute non sbregato in favore di chi dovesse inciampare lungo il proprio cammino professionale.
Se il governo dei professori partisse proprio da qui, piuttosto che dalla devastazione delle residue tutele in favore dei lavoratori meno pagati d’Europa?

Liberalizzazioni, «Senatori sotto assedio, Schifani regolamenti lobby»

«Lavorano sotto assedio i senatori che stanno votando il dl liberalizzazioni: questo non è decoroso per il Parlamento, né per chi tutela legittimamente interessi di parte. Ho chiesto al Presidente Schifani di ammettere il nostro emendamento per la regolamentazione delle lobby. È l'occasione giusta per dare regole trasparenti a una funzione importante in democrazia, anziché ridurla a riti avvilenti». Lo ha dichiarato Francesco Rutelli leader di Alleanza per l'Italia e capogruppo per il Terzo Polo al Senato. A quanto si apprende, alla vigilia dell'esame dei circa 20 articoli accantonati, resta sospesa e con diversi giudizi critici la valutazione dei senatori Udc, Fli e Api.

Sulle liberalizzazioni Monti metta pure la fiducia

Sulle liberalizzazioni il presidente del Consiglio sa che ha la solidarietà della maggioranza. Se vuole mettere la fiducia la metta, perché in questo caso è a fin di bene. Le lobby non possono paralizzare una azione riformatrice che è indispensabile.
Pier Ferdinando

Pdl: Quagliariello (Pdl), da Puglia parte nuova Stagione

Pdl: Quagliariello (Pdl), da Puglia parte nuova -  Stagione ANCHE SE NON CONDIVIDO GAETANO QUAGLIARELLO AVRA' SEMPRE VISIBILITA' NELLA MIA RETE -REMO

Birra sulla Merkel

Sindaco di Palermo meglio un Governo di Sinistra che il disastroso PDL. di Remo Pulcini

Il Sindaco di Palermo e' da tempo deciso, sara' di sinistra e sara' la Borsellino.

Naturalmente spero che possa vincere il mio candidato Tommaso Dragotto persona capace e aldifuori del sistema Politichese.

Purtroppo si sa tutti parlano di cambiamento, salvo poi bussare sotto la porta del politico di turno e noi siciliani in questo siamo sportivi sopraffini.

Io che ho contribuito nel mio piccolo a far cadere la "Tana del Lupo" Milano, sostenendo Pisapia e facendo prendere una sonora sconfitta alla Moratti nonche il candidato De Magistris in Napoli COMUNICO che e' fondamentale impedire di far rientrare in Sicilia e a Palermo il PDL.

Diamo che questa operazione e' alquanto facile dopo il Governo Cammarata e un Pdl che non ha operai sul territorio ma solo Generali.

Tuttavia e' indispensabile tenere, come abbiamo fatto finora grazie all'MPA del mio amico Angelo il PDL fuori dalla Sicilia.

Quindi se per ipotesi TOMMASO DRAGOTTO mio candidato non dovesse farcela i mie sforzi si concentrerebbero a sostegno del candidato di sinistra e siccome fino adesso ho sempre dato un piccolo ma decisivo contributo mediatico il dato e' tratto.

Remo Pulcini

Questions to the Government and Europe of Remo Pulcini

I Ask the following questions as a simple citizen of Europe, the Government decided that Monti and Europe!
Italy and European citizens in general complied with the terms, making the sacrifices demanded that the European Oligarchy.
Example: Italian citizens have accepted with great sacrifice and enduring spirit of what you've proposed in the famous letter that the ECB has a mandate to Berlusconi Government (39 points almost fully respected).
Italy has adapted the Retirement System to the European model.
Italy is proceeding with the sale of state assets.
Italy is changing Article 18 in the dark without safeguards.
Italy has a policy of balanced budgets.
Italy is reforming the country in fact.
Italy and is 'an image on Governmental most' suited to Europe.
Chicks Remo Italian and European citizen requests the Government to the Governments and Monti European issues.
Possible that the citizens and the Italians have to adapt to European rules and conforming only when 'to their detriment?
From a recent European statistics show that Italian citizens, have salaries more 'low in Europe, who pay more Petrol' darling in Europe, which have a cost system to pseudoliberi areas without control: insurance, telecommunications, gas, etc., etc..
Italy also has a rampant tax evasion by statistically real.

I ask the following Presidents: Mountains, Merkel, Sarcozy and Mario Draghi, Jean-Claude Trichet
We have adapted to the European system for the above listed now it adapt well to the detriment of us as citizens.
1) We as Italians adequate salaries to the average European.
2) We want to pay insurance, gas, electricity and teelfonia as a German or French.
3) We want to adjust the cost of gasoline to the European average.
4) We want a country like the French and German where everyone pays taxes.
EASY TO BECOME TEACHERS OF ECONOMICS taxing.THE DIFFICULT AND 'MEET THAT MANDATE GIVEN BY CITIZENS TO YOUR DISTANCE THAT oligarchy is 14 YEARS (1994) IS NOT' MADE.

 
Remo Pulcini

Le Domande al Governo Monti e all'Europa, di Remo Pulcini

Voglio Porre le seguenti domande come semplice cittadino Europeo, al Governo Monti e all'Europa che decide !

L'Italia ed in generale i cittadini Europei hanno rispettato i patti, facendo i sacrifici che l'Oligarchia Europea chiedeva.

Esempio: i cittadini Italiani hanno accettato con grande sacrificio e spirito di sopportazione quanto da voi proposto nella famosa Lettera che la BCE ha mandato al Governo Berlusconi (39 punti quasi del tutto rispettati).

L'Italia ha adeguato il Sistema Pensionistico al modello Europeo.

L'Italia sta procedendo con le dismissioni di beni statali.


L'Italia sta modificando Art. 18 al buio senza garanzie di tutela.


L'Italia ha stabilito la regola del Pareggio di Bilancio.

L'Italia di fatto sta riformando il paese.

L'Italia si e' data un immagine Governativa piu' consona all'Europa.

Remo Pulcini cittadino Italiano ed Europeo chiede al Governo Monti e ai Governi Europei alcune questioni.

Possibile che i cittadini e gli Italiani devono adeguarsi alle regole Europee uniformandosi solamente quando e' a loro discapito?

Da un ultima statistica Europea emerge che i cittadini Italiani, hanno gli stipendi piu' bassi in Europa, che pagano la Benzina piu' cara in Europa, che hanno un sistema di costi per settori pseudoliberi senza controllo: assicurazioni, telecomunicazioni, gas, etc, etc.

Inoltre l'Italia ha un evasione fiscale galoppante da dati statistici reali.


Domando ai seguenti Presidenti: Monti, Merkel, Sarcozy e Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

Ci siamo adeguati al sistema Europea per quanto sopra elencato adesso tocca adeguarsi anche per quanto a discapito di noi cittadini.

1) Vogliamo come Italiani Stipendi adeguati alla media Europea.

2) Vogliamo pagare assicurazioni, gas, luce e teelfonia come un Tedesco o un Francese.

3) Vogliamo adeguare il costo della Benzina alla media Europea.

4) Vogliamo un paese come quello Francese e Tedesco dove tutti pagano le tasse.

FACILE DIVENTARE PROFESSORI D'ECONOMIA TASSANDO.
IL DIFFICILE E' RISPETTARE QUEL MANDATO DATO DAI  CITTADINI EUROPEI ALLA VOSTRA OLIGARCHIA E CHE A DISTANZA DI 14 ANNI (1994) NON SI E'  REALIZZATO.

 Remo Pulcini

ART.18 Considerazioni di Remo Pulcini (Pubblicato da numerosi Giornali Nazionali)

Il 14 maggio 1970 la Camera approvava la legge n. 300 conosciuta più comunemente come "Statuto dei diritti dei lavoratori". Erano presenti 352 deputati su 630, 217 votarono a favore, 135 si astennero, non ci fu nessun voto contrario.



L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori s'intitola "reintegrazione sul posto di lavoro" e disciplina le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo (perché effettuato senza comunicazione dei motivi, perché ingiustificato o perché discriminatorio) nelle unità produttive con più di 15 dipendenti (5 se agricole).

La questione sull'Art.18 poggia da un lato, su coloro che lo considerano un baluardo intoccabile, l'ultimo muro contro il dissolvimento della tutela sui lavoratori e dall'altro, chi invece ritiene che si debba rendere più "flessibile" il lavoro.

Il governo sostiene che le modifiche all'art. 18 porteranno più occupazione, mentre i sindacati parlano di un attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori.

Personalmente ritengo che ripensare all'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori non sarebbe indencente se non fosse che prima di attuare un confronto per una simile modifica, sarebbe utile prevedere delle tutele verso i soggetti deboli dell'art.18 appunto i lavoratori, tutele che di fatto paesi piu' liberisti del nostro hanno da tempo in modo collaudato.

Esempio: estendere in maniera strutturale i sussidi di disoccupazione a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, creando un fondo apposito finanziato dalle stesse imprese.

Detto questo bisogna anche porsi la  domanda quale modifiche vuole attuare il Governo ? quali benefici vuole ottenere ? solo partendo da questi fattori e' possibile effettuare una attenta analisi sulla questione Art. 18.

Tagliare la  "gamba ad un malato" perche' non si conosce la terapia per guarirlo e' fin troppo facile, bisogna prima curare nonche' capire se una volta amputata, il malato sara' salvato altrimenti si diventerebbe terapia distruttiva.

Le modifiche che il governo vorrebbe effettuare si basano sulle proposte presentate in passato dal giuslavorista, nonché Senatore del Pd, Pietro Ichino: in sostanza i lavoratori verranno assunti a tempo indeterminato, ma dovranno svolgere un periodo di prova pari a sei mesi, in cui non si applicherà la tutela reale prevista dall' articolo 18.

Ritengo che alcune modifiche andrebbero effettuate ma prima di farlo sarebbe utile discutere di riforma degli ammortizzatori sociali.

Se vogliamo piu' flessibilita', se vogliamo piu' lavoro bisogna non solo modificare degl'articoli ma rendere il nostro sistema Imprenditoriale e delle Professioni veramente flessibile e aggiornato al sistema Americano o dei paesi del Nord, altrimenti questa flessibilita' si traduce in quelle che negl'ultimi 10 anni abbiamo prodotto un surrogato della flessibilita' che si chiama precariato continuo e permanente (quello che una volta si chiamava disoccupazione).

Sulla base della mia esperienza politica, di lavoratore nonche di rappresentante sindacale Fials rimango del parere che qualcosa in questo sistema Europeo liberista non funziona.

Basta ricordare i proclami pronunciati da fior di Economisti sui  benefici della globalizzazione, della flessibilita, delle privatizzazioni e sull'Euro Casa, oggi a distanza di 14 anni da quel lontano 1998 dobbiamo registrare da statistiche e fatti reali il fallimento di questa politica poco centrata sul valore "uomo" e tutta concentrata sul fattore Finanza.

Quale Imprenditore investirebbe in una azienda che ha prodotto disoccupazione, crisi e un abbassamento repentino del valore d'acquisto del 40%.

Pur rimanendo una voce fuori dal coro, definendomi un tradizionalista tifoso del valore del posto fisso e del protezionismo sono consapevole che il mondo e' cambiato e qualcosa bisogna fare per difendere le nostre Imprese e i nostri Lavoratori dalla delocalizzazione produttiva a basso costo e se per ottenere questo bisogna mettere mano all'Art. 18 lo si faccia, con un accordo generale che investa Imprese, Sindacati e Governo prevedendo sin da subito tutti quei sistemi di tutela paracadute che una maggiore flessibilita' esige (politiche di salvaguardia e valorizzazione dei diritti umani)

Anche perche' gli Stati Uniti insegnano con Obama, bisogna non solo pensare ad una modifica dell'Art. 18 per porre rimedio alla crisi del mercato interno e mondiale, ma anche ad un altro punto di vista, come alla delocalizzazione produttiva che genera effetti retroattivi, sempre sul versante dei diritti dei lavoratori e della valorizzazione del capitale umano.

Bisogna attuare un programma complesso e condiviso dalle varie forze sociali che includa piu- fattori assieme all'Art.18 in modo da impedire l’intenzione di ridurre i livelli occupazionali in patria in seguito alle iniziative di investimento all’estero in particolare rivolti verso i paesi a basso costo del lavoro.

Sarebbe illusorio pensare che con la sola modifica dell'Art.18 si possa risolvere di fatto il problema occupazionale e della delocalizzazione delle nostre imprese.

Mi spiego: non e' pensabile che per avere piu' lavoro e per competere con la delocalizzazione sfrenata bisogna diminuire i diritti dei lavoratori.

Spesso nostre Imprese delocalizzazono verso paesi con sitemi caratterizzati da standard sociali, livelli retributivi, sistemi di welfare, modelli di sicurezza, sistemi legislativi e dei controlli differenti e, generalmente, meno avanzati rispetto a quelli occidentali, determinando conseguenze dirette sul versante del rispetto dei diritti umani e della salvaguardia dei diritti dei lavoratori.

Un paese civile non puo' pensare di porre rimedio a questo sistema ponendosi sullo stesso piano di chi di fatto produce a basso costo e senza tutele. Bisogna tutti insieme ragionare su sistemi di riqualificazione e adattamento del personale, prevedendo questo si una maggiore flessibilita' del mercato professionale e delle imprese che possano dare spazio a sistemi di Mobilità verso altre aziende dello stesso gruppo, Riduzione dell’orario di lavoro insomma progettare soluzioni legate all’adozione di ammortizzatori sociali.
Anche perche' chi ci assicura che una e sola modifica dell' 18 dara' maggiori vantaggi e non l'inverso.
Voglio anche ricordare che esistono problematiche Italiane legate alla disoccupazione svincolate dal fattore delocalizzazione oppure dovute alla crisi basta pensare alla perenne e ormai incancrenita situazione del Mezzogiorno d'Italia le cui cause sono strutturali e di impossibilita' di competizione dovute alla mancanza delle Infrastrutture.

Il problema disoccupazione e' stato sempre grave in Italia tranne forse negl'anni del boom 50 e 60, ma oggi e' ridiventato drammatico come gli anni 70 pur con una riforma Biagi.

Numeri drammatici 2 persone su 5 nel Mezzogiorno non lavorano con percentuali quasi del 35%.
Concludo si alla deregolamentazione del sistema Lavoro, ma eliminando le cause ogettive ed interne onde evitare che ai pochi benefici ne seguano costi sociali ben piu' alti.

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=47034

Remo Pulcini
Marketing Politico 

Associazione Compagnia Mezzogiorno
Rappresentante Aziendale Fials

Sostenitore del Partito dei Cattolici

domenica 26 febbraio 2012

Futuro della Sicilia




Un simile progetto consentirebbe alla Sicilia di vivere di rendita Infrastrutturale per i prossimi 100 anni in vista dell’altro grande progetto che è già una realtà progettuale e cioè il 108 collegamento Tunisi-Marsala (Mazzara del Vallo) a basso fondale.

In pratica e’ un progetto sviluppato con la collaborazione di diverse società d’Ingegneria Internazionale e prevede la creazione di 4 isole artificiali, come quelle create a Dubai, che facciano da punto di sostegno per il
relativo ponte come da foto, il progetto di sviluppo è previsto intorno al 2050 data d’Inizio.

Come vedete sono stati fatti accurati studi geologici non stiamo parlando di fantasia ma di pura realtà tecnica.
L'Agenzia Italiana per le Energie Alternative (ENEA) e il governo della Regione Siciliana ha recentemente presentato uno studio di fattibilità segmenti terrestri e sottomarine fino a 60 chilometri, per un tunnel attraverso il Canale di Sicilia, che collega l'Italia con la 110Tunisia.

 Pertanto, nel caso in esame, i ricercatori hanno suggerito la realizzazione di quattro isole intermedie che sarà costruito con il materiale di scavo, in questo modo, il costo di smaltimento dei rifiuti saranno ridotti.
Inoltre, le quattro isole che rappresentano un patrimonio finanziario nell'operazione, perché possono essere utilizzate per il ripopolamento della fauna marina locale e la pesca selettiva, così come per il turismo di qualità.
Il piano assume particolare valore se è meglio integrato nella rete delle infrastrutture planetarie che vanno dallo stretto di Bering (che collega le Americhe all'Asia e, quindi, verso l'Europa), al Mediterraneo e in Africa,
quelle reti infrastrutturali anche il ponte sul Stretto di Messina e il tunnel di Gibilterra tra Spagna e Marocco (circa 37,8 km). In questo modo, si avrebbe una circolazione ininterrotta dei mezzi di trasporto di merci e passeggeri lungo la costa del Mediterraneo, passando per Italia, Francia, Spagna, Marocco, Algeria,
Libia, Tunisia, e, naturalmente, tutti i paesi confinanti.

Il piano finanziario basato sulla stima dei costi effettuata dai ricercatori dell'ENEA, per 20 miliardi di euro [ca. 28 miliardi dollari], e si propone di raccogliere il denaro attraverso la vendita avanzate dei pedaggi che, una volta che il progetto è terminato, possono essere rivendute, utilizzate o trasformate in azioni della statale, o mista pubblico-privata ditta che gestisce o possiede la delle infrastrutture.
Secondo gli stessi ricercatori, la presenza delle quattro isole permetterà di ridurre i costi di finitura anche nelle  proiettata dieci anni, in quanto ogni sezione può essere ridotto a soli 30 km.

Le eventuali azioni o pedaggi saranno emesse ad un prezzo di 100 euro (dovrebbe raddoppiare in dieci anni), e applicato l'equivalente di un camion di media stazza.

Considerando una frequenza di transito di un camion ogni cinque secondi, in entrambe le direzioni, per 20 ore al giorno, si arriva a 20 miliardi di euro che saranno ammortizzati in 40 anni a valori costanti, ma nella metà del
Dtempo indicato, se i valori o prezzi dei pedaggi raddoppiano ogni dieci anni, dei quali, i primi dieci anni coincidere con il completamento dei lavori, e nei prossimi dieci anni con il primo decennio di attività.
Seguirà anche il collegamento relativo allo Stretto di Gibilterra.

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

Ultima Ora