giovedì 13 dicembre 2012

«Litvinenko ucciso perché lavorava per Kgb, Mi6 e servizi spagnoli»

LONDRA - Il potenziale detonatore di nuove tensioni tra Londra e Mosca parte da una stanza nel municipio di Camden, a nord di Londra, dove oggi è tornato sul tavolo il caso Litvinenko. «Il governo britannico è in possesso di prove tali da determinare il coinvolgimento e la colpevolezza dello Stato russo nella morte di Aleksandr Litvinenko» l'ex spia del Kgb - ma in realtà agente triplo, è la nuova clamorosa rivelazione - morta a Londra nel 2006 avvelenato da polonio.

È quanto emerge da un'udienza preliminare, in attesa di una nuova inchiesta che partirà il prossimo maggio. A Camden oggi era presente anche il legale della moglie di Litvinenko, Marina, che da quando accompagnò il marito in quei giorni di agonia nel letto di un ospedale di Londra continua a urlare al mondo che «giustizia» deve essere fatta. Per questo torna a puntare il dito anche contro il governo britannico e contro i suoi servizi segreti: in particolare, l'MI6, che accusa di aver lasciato solo suo marito, di non averlo protetto. Lui che pure con i servizi di sua Maestà aveva collaborato sotto banco.

Si rivela oggi infatti che Litvinenko era un agente "triplo": ovvero 'lavoravà per l'MI6, dietro le spalle dei servizi russi, ed era in contatto anche con agenti spagnoli, collaborando con loro indagini sulla mafia ex sovietica. Litvinenko era stato reclutato dall'MI6 da diversi anni - ha sottolineato a Londra l'avvocato di sua moglie Marina, Ben Emmerson - teneva incontri regolari nella capitale britannica con un contatto dell'MI6, noto solo come Martin, e incassava pagamenti sia dai servizi britannici che da quelli spagnoli, su un conto in banca in comune con la moglie.

Un dettaglio che potrebbe avvalorare la tesi di un coinvolgimento diretto dell'ex Kgb nell'eliminazione di un «traditore». Il 1 novembre 2006 Aleksandr Litvinenko prese un tè al Millennium Hotel di Londra e qualche ora dopo si sentì male. Ricoverato in ospedale, gli fu diagnosticato prima un avvelenamento da cibo e poi da radiazioni. Dal letto di morte, l'ex agente nemico del Cremlino accusò Putin: «Riuscirete a far tacere un uomo. Ma le grida di protesta che salgono da tutto il mondo le sentirete, signor Putin, per il resto della vita».

La moglie Marina si era accorta subito che qualcosa non andava. Che la pelle giallastra, gli occhi infossati del marito erano sintomi più sinistri di un pur grave avvelenamento da cibo. Il 13 novembre, dopo 11 giorni in ospedale, Litvinenko non riusciva più ad aprire la bocca. La moglie gli accarezzò i capelli e una ciocca le restò in mano. «Fu allora che cominciai a gridare», ha poi raccontato. Aleksandr morì dieci giorni dopo. Cinque anni dopo, Marina grida ancora e vuole giustizia. E cinque anni dopo, quando il gelo tra Londra e Mosca sembrava quasi definitivamente sciolto, queste nuove prove, «preliminari» ancora, tutte da verificare certo, ma nero su bianco in documenti riservati del governo britannico, secondo Hugh Davies che cura il dossier per Londra, insiste: è ancora possibile provare il coinvolgimento, se non di piu, la colpevolezza, di Mosca.

Miei Social di Marketing Politico , Blogger, Influencer

Ultima Ora