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martedì 29 gennaio 2013

Come funziona il Redditest (Fonte Soldionline)

Il Redditest delinea, per ogni tipologia di contribuente, un profilo ideale al quale conformarsi o dal quale difendersi. Uno strumento che, sapendo quanto un contribuente spende prevede quanto egli abbia guadagnato. Un controllo costante sulla coerenza dei redditi dichiarati. Un sistema antievasione a portata di click.

“Paura da Redditest”, lo strumento appena nato è  destinato a creare scompiglio. 

L'Agenzia delle Entrate ha predisposto, infatti, questo software al fine di offrire al contribuente la possibilità di testare, preventivamente, la coerenza tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita sostenuto. Il contribuente ha, quindi, la facoltà di capire in anticipo se il proprio reddito fiscale supererà o meno l'esame del redditometro.

COS'E' IL REDDITEST - L'idea di fondo è che il contribuente, per poter passare inosservato al controllo del Fisco, debba adottare uno stile di vita coerente con i redditi affermati in dichiarazione. È doveroso specificare che, il Redditest, costituisce essenzialmente uno strumento di autodiagnosi della propria coerenza fiscale e che, di tutti i dati inseriti dal contribuente, non rimane alcuna traccia nel web. Il funzionamento del software simula il controllo redditometrico dell'Agenzia delle Entrate. Il contribuente inserisce, su input del programma, i dati relativi alle spese sostenute nel periodo di imposta e il proprio profilo reddituale dichiarato; a questo punto il software, sulla base dei dati e delle informazioni richieste, rilascerà un semaforo verde, ovvero un esito favorevole, o un semaforo rosso, ovvero un esito sfavorevole.

LE SPECIFICHE - I principi cardine ed innovativi del Redditest si concretizzano in:

1) presunzione corrispondenza temporale di entrata-spesa, ovvero quanto si è speso nel periodo di imposta si presume, salvo prova contraria a carico del contribuente, che sia stato finanziato con redditi posseduti nel medesimo periodo;
2) nuovi parametri di determinazione del tenore di vita del contribuente:

a) le tipologie di spese: sono state individuate sette categorie di riferimento, ovvero abitazione, mezzi di trasporto, contributi e assicurazioni, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti;
b) composizione del nucleo familiare: sono stati individuate undici tipologie di nuclei familiari differenziati in base al numero e all'età dei componenti ed all'avere o meno figli a carico;
c) luogo di residenza: sono stati individuati cinque aree territoriali, ovvero Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud ed Isole.

RISULTATI - Qualora dal Redditest si evinca uno scostamento di oltre il 20% delle somme accertabili rispetto al reddito dichiarato nello stesso periodo d'imposta,  il contribuente è consapevole che potrà essere sottoposto ai controlli automatici dell'Agenzia delle Entrate.

INFOGRAFICA: I limiti minimi di reddito per non aver problemi col redditometro

È bene precisare che, nel caso in cui lo scostamento emerga dalle verifiche erariali, lo stesso produrrà soltanto un invito al contraddittorio da parte dell'Agenzia delle Entrate al fine di definire la propria posizione presso l'ufficio fiscalmente competente. Il contribuente ha, infatti, diritto a fornire prova contraria sostenendo che si tratta di redditi esenti o che non vanno dichiarati, o che si tratta di redditi relativi ad anni d'imposta diversi da quello esaminato. È, pertanto, opportuno che ognuno si armi di un patrimonio informativo personale relativo ai redditi-entrata al quale poter ricorrere in sede di contraddittorio con l'Amministrazione Finanziaria.

Il Redditest, nasce quindi nell'intento di creare una sorta di compliance, con il Fisco permettendo di avvisare per tempo il contribuente a regolarizzare spontaneamente la propria posizione reddituale prima che lo faccia su richiesta dell'Agenzia delle Entrate, con conseguente applicazione di sanzioni seppur ridotte qualora si proponga un accertamento con adesione.

Antonello Scrimieri

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