Post in evidenza

Riparte la mia attività politica e informativa sul blog di remo pulcini seguitemi

Riparte la mia attività politica e informativa sul blog di remo pulcini seguitemi

lunedì 11 febbraio 2013

Svimez: negli ultimi 5 anni perso al Sud quasi il 10% del Pil

Caldoro: Sud strategico, se non riparte non riparte il Paese (regioni.it) Secondo lo Svimez il Sud è dimenticato. Diminuisce l'occupazione, cala il Pil e la spesa in conto capitale della pubblica amministrazione si e' ridotta nel Mezzogiorno di quasi 10 punti in dieci anni, passando dal 40,4 del 2001 al 31,1% del 2011. Sono gli ultimi dati proposti dall'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno nel corso della presentazione nella Biblioteca del Senato dell Documento-Agenda per il Sud alle forze politiche in vista delle elezioni. Negli ultimi 5 anni il Prodotto interno lordo taliano ha perso oltre il 7%: più del 6% al Nord, quasi il 10% nel Mezzogiorno.

 L’occupazione è diminuita di oltre 530mila addetti, per circa il 70% nelle regioni meridionali. Si propone quindi una governance multilivello nell'ambito di una cooperazione istituzionale basata su uno stretto coordinamento tra tutti i livelli di governo, con un processo fortemente interattivo tra le Regioni meridionali ed il Governo centrale in grado di intervenire e garantire efficacia anche nella fase di progettazione e realizzazione''. Innanzitutto bisogna puntare sulle politiche di riqualificazione urbana; il completamento delle reti infrastrutturali e logistiche; il piano di gestione delle acque ed un piano per le energie rinnovabili. “E’ un invito alle forze politiche che sottoscrivo perche' ho sempre sottolineato questa necessità”.

 ''Le preoccupazioni espresse nel documento presentato - sottolinea Caldoro - sono le preoccupazioni che abbiamo ogni giorno. Il Paese attraversa una fase delicata ed il Sud, per ritardi storici e strutturali, soffre di piu'. La sfida di fondo e' la stessa e vale per tutti. Il Sud e' strategico, se non riparte non riparte il Paese''. Caldoro aggiunge: “non è piu' sufficiente l'analisi dei problemi, è necessario confrontarsi sulle soluzioni ed il dibattito che si prova ad avviare e' di fondamentale importanza. Deve interessare le Istituzioni, tutte, le forze politiche, quelle sociali e produttive''. PDF Roma, 9 gennaio 2013 DEBITO, SVIMEZ: NEL 2011 PER OGNI FAMIGLIA 257 EURO AL MESE La proposta: “Coprire con entrate correnti sia interessi sul debito che quote di capitale” Sud penalizzato, rischio declino entro il 2015 Lo studio sull’ultimo numero della Rivista Economica del Mezzogiorno Per far fronte agli interessi del debito nel 2011 ogni famiglia italiana ha pagato in media 257 euro ogni mese, l’11% in più rispetto all’anno precedente (232 euro).

Per evitare che da qui al 2015 la situazione del debito pubblico nazionale sia insostenibile occorre introdurre nel bilancio dello Stato meccanismi che permettano di coprire con entrate correnti sia gli interessi sul debito che le quote di capitale, (meccanismo già in vigore nelle famiglie e negli enti locali), evitando così di continuare a pagare il debito con altro debito. È quanto emerge dallo studio “Debito, Mezzogiorno e sviluppo” di Federico Pica e Salvatore Villani pubblicato sull’ultimo numero in uscita in questi giorni della Rivista Economica del Mezzogiorno, trimestrale della SVIMEZ diretto da Riccardo Padovani. Lo studio, condotto su dati Banca d’Italia, ha preso in esame varie ipotesi sulla base dei dati disponibili sul debito e l'andamento dei prezzi giungendo alla conclusione che senza l’introduzione di meccanismi finanziari correttivi entro il 2015 la prognosi del Paese è il declino. I numeri – In base a valutazioni SVIMEZ su dati Banca d’Italia il debito della PA in Italia nel 2011 è salito a 75.130 euro a famiglia, con una crescita del 2% rispetto all’anno precedente (73.560 euro).

Dal 2007 al 2010 il debito è cresciuto dell’11,5%, pari al 3,8% annuo. Per far fronte agli interessi nel 2011 ogni famiglia italiana ha pagato in media 257 euro ogni mese a fronte dei 232 del 2010 (+11%). In crescita anche gli interessi erogati dai Comuni, passati dagli 8,5 agli 8,9 euro al mese. La situazione peggiora ancora di più negli ultimi anni: nel 2011 rispetto al 2010 il debito è cresciuto del 3%, il Pil dell’1,7%. Poiché la ricchezza prodotta è cresciuta meno rispetto al debito, la percentuale degli interessi sulle imposte pagate dalle famiglie e dalle imprese è salita dal 16 al 17,4%. Le quattro ipotesi – Lo studio ha preso in esame quattro ipotesi di studio:1) in caso di indebitamento nullo, 2) di rapporto debito-Pil costante nel tempo, 3) di fissazione di un limite all’indebitamento (ad es. pari al 3% del Pil), 4) di riduzione di una certa percentuale del debito. Nel primo caso, supponendo il pareggio di bilancio oppure l’indebitamento nullo, si conclude che “una prognosi di ristagno per l’economia del Paese è più grave per le imprese e le famiglie del Mezzogiorno rispetto al resto d’Italia” (indicatore R per il Mezzogiorno è -1,47% rispetto a -0,97% per la media nazionale).

Variando i parametri, non cambia la sostanza: nel secondo caso, l’indicatore R per il Mezzogiorno è -1,54% rispetto a -1,05% per la media nazionale. Supponendo invece che il debito cresca al massimo del 3% del Pil, i valori corrispondenti saranno -1,37% per l’Italia e -1,88% per il Mezzogiorno. Infine, ipotizzando che il debito si riduca di una percentuale fissa, l’indicatore dei redditi italiani è - 1,13%, mentre per il Mezzogiorno è -1,69%. Via di Porta Pinciana, 6 · 00187 Roma · Tel . 06 478501 · Fax 06 47850850 ·:

svimez@svimez.it Le conclusioni – Il debito sottrae ai contribuenti un ammontare di risorse che sarebbero state destinate a consumi, risparmi e investimenti, cioè alla crescita della ricchezza prodotta, da cui dipende anche la sostenibilità del debito stesso. Occorre, si legge nello studio, introdurre forme del debito meno legate a meccanismi di conversione dei titoli. Serve urgentemente una riforma fiscale appropriata che faccia crescere il Pil in maggiore misura rispetto ai prezzi, e politiche di bilancio che incidano sulle modalità di gestione del debito.

Miei Social di Marketing Politico , Blogger, Influencer