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mercoledì 15 maggio 2013

La Coerenza degli Uomini del Partito Democratico: Letta, Fassina e Franceschini (fonte ufficiale PD)

"In bocca al lupo, ma non convince"

di Stefano Fassina,  pubblicato il 14 settembre 2012 , 1040 letture

"Sotto gli slogan niente idee e la smetta di sparare sul Pd". Intervista a Stefano Fassina - A. Cuzzocrea - la Repubblica

E però, quando attacca i dinosauri del partito, giù applausi. «Per un candidato progressistail bersaglio principale non dovrebbe essere il proprio partito. Dovrebbe misurarsi con la destra, con i danni che la destra berlusconiana ha fatto all`Italia. Renzi è stato ingeneroso sulla nascita del governo Monti. Abbiamo il merito storico di aver contribuito a chiudere una stagione che portava il Paese alla deriva. Se fossimo anche noi andati ad Arcore, probabilmente Berlusconi sarebbe ancora a palazzo Chigi». 

Per vincere bisogna pescare nel centrodestra, oppure no? 
«Bisogna stare attenti, che per raccogliere i voti del centrodestra non si finisca nell`altro campo. La priorità è oggi riportare a votare in modo convinto i nostri, raccogliere le domande di cambiamento che arrivano dal vasto mondo del centrosinistra». 
«Vengo da una settimana di incontri, anche difficili, con i lavoratori di Alcoa e Carbosulcis, con i precari dei call center in bilico, con i piccoli imprenditori assediati in Val di Susa. Nessuno mi ha chiesto quanti dirigenti del Pd rottamiamo. Mi hanno chiesto cosa facciamo per il loro lavoro e le loro imprese». 

Stefano Fassina risponde così al lancio della candidatura di Matteo Renzi. Ne apprezza l`energia, glí augura innanzi tutto «in bocca a lupo», ma il bersaniano responsabile economico del Pd pensa che i bersagli del sindaco di Firenze siano sbagliati. Che manchi un`analisi adeguata della crisi. Che vincere sia uno strumento, non il fine. 

E quindi, non le è piaciuto. 
«Ho visto tanti slogan, effetti speciali, fuochi d`artificio. Poche idee. Veniamo da una stagione lunga e piuttosto infelice di slogan ed effetti speciali». 

Gli dà del berlusconiano? 
«Non vado oltre». 

Entrare col diserbante dentro la pubblica amministrazione, abbassare le tasse, far sì che questo non sia più il Paese dei capi di gabinetto, non sono idee condivisibili? 
«Sì, ma sono punti acquisiti da tempo nel nostro programma. Mi colpisce invece che non ci siano state indicazioni di prospettiva rispetto all`Europa. Dobbiamo continuare su una rotta che fa morire migliaia di imprese, determina centinaia di migliaia di disoccupati, aumenta il debito pubblico? O dobbiamo cambiarla attraverso l`unione fiscale, rallentamento concordato dell`austerità autodistruttiva?». 

C`è il merito, come motore di cambiamento. 
«Anche qui niente di nuovo. Le lenzuolate di Bersani avevano come obiettivo fondamentale la valorizzazione del merito e dei talenti. Da uno che disse "Sto con Marchionne senza se e senza ma", ci si aspetterebbe qualche parola sui diritti dei lavoratori, soprattutto nel giorno in cui il suo eroe accantona il mitico programma Fabbrica Italia». 

"Se fossimo andati ad Arcore come lui, probabilmente Berlusconi sarebbe ancora a palazzo Chigi"

  

FRANCESCHINI: DICHIARARE ALLEANZE PRIMA DEL VOTO 2007

Riforma elettorale e costituzionale, revisione dei regolamenti parlamentari. Sono questi tre piani d’azione sui quali si basa la proposta elettorale del nuovo Partito Democratico. A confermarlo, intervenendo ad una tavola rotonda organizzata da Business International, il vicesegretario dello stesso, Dario Franceschini.
Obiettivo della proposta sarà quello di arrivare a un sistema in cui le alleanze non sono imposte ma vengono scelte, e comunque dichiarate prima del voto. «La proposta dell'Ulivo – ha, infatti, spiegato Franceschini - non è una proposta mandata per posta agli altri partiti: c’è una riflessione in corso, ma dopo 12 anni ora si può fare un passo avanti».
«Dobbiamo arrivare – ha continuato - ad una nuova legge elettorale che ci consenta di dichiarare le maggioranze prima, senza una scelta obbligata. Solo alleanze, quindi, con chi ha programmi condivisibili» perché una riforma della legge elettorale è necessaria per «spingere il sistema a cambiamenti, come liste brevi, sbarramento alto e scelte non costrette. Invece di gridare 'al voto al voto', l'interesse del Paese è di cambiare prima le regole».

«Occorre dichiarare le alleanze prima - ha poi precisato il vice-segretario del Pd - ma esse devono essere una scelta politica e non una costrizione, come avviene oggi. Nel centrosinistra ci sono tutti quelli contro Berlusconi, e nel centrodestra tutti quelli contro i 'comunisti'. Ci dovrà essere l'impegno a fare alleanze solo con le forze con cui c'è sintonia di programmi».
La proposta del Pd prevede il «collegio uninominale che può convivere con un proporzionale». Per quanto riguarda la parte proporzionale, ci dovranno essere «liste brevi su circoscrizioni limitate, a base provinciale». Inoltre si dovrà prevedere «uno sbarramento alto, in modo da favorire le aggregazioni».

Ma l’obiettivo più urgente è senza dubbio per ora, avviare un dialogo pacifico e costruttivo sulla riforma elettorale come su quella costituzionale con la Cdl. «Anzichè gridare 'al voto, al voto' - si  è domandato Franceschini nel rivolgere un appello alla Cdl ed in particolare a Berlusconi - non è interesse di tutti cambiare le regole in modo che chi vince possa governare? Questa cosa mi piacerebbe chiederla a Berlusconi in persona».

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