lunedì 30 dicembre 2013

Situazione Rifugiati Siriani in Libano


Francia Hollande Ottiene Corte di approvazione per il 75% Millionaire Tax

Il Presidente Hollande a ricevuto l'approvazione dalla corte costituzionale del paese di procedere con il suo piano per tassare gli stipendi superiori a € 1.000.000 al 75 per cento per quest'anno e il prossimo.

Secondo la proposta di Hollande, le aziende dovranno pagare un dazio del 50 per cento sul salario superiore a 1 milioni di euro (1,4 milioni dollari). In combinazione con altre imposte e oneri sociali, il tasso sarà pari al 75 per cento degli stipendi superiori alla soglia, il giudice ha scritto in una sentenza pubblicata oggi.

 "Le aziende pagano remunerazione che sopra 1.000.000 € saranno, come previsto, essere chiamato uno sforzo di solidarietà retribuzione pagata in nel 2013 e 2014", il Ministero dell'Economia ha detto in una dichiarazione via e-mail. Hollande, che una volta disse che "non gli piaceva" i ricchi, ha annunciato l'imposta del 75 per cento nel febbraio 2012 come parte della sua campagna presidenziale di fare appello alla sua base socialista. E 'diventato un simbolo del tasso di imposizione record alto del suo governo.

Una prima proposta di mettere il cambio in legge è stata respinta dalla Corte costituzionale nel dicembre dello scorso anno, perché l'imposta applicata agli individui e non alle famiglie. Tribunale superiore amministrativo del paese ha detto comunque sopra il 66 per cento sarebbe stata respinta come confisca. Hollande rivivere il piano di quest'anno, il che rende applicabile agli stipendi e vengono pagati dai datori di lavoro piuttosto che singoli individui. L'importo totale è limitata al 5 per cento del fatturato di un'azienda. La Corte ha esaminato la tassa proposta dopo più di 60 membri del parlamento e più di 60 senatori ha presentato la loro opposizione, ha detto.

THE POLITICS OF 2013 AND THE PROSPECTS OF 2014 IN ITALY AND EUROPE REMO (Sicily -Messina short )

The crisis continues and strong in Italy and our policy is unlawful as he said the Constitutional Court have focused only to save their ass and recycle .For the PD and PDL , Berlusconi and D ' Alema and the powers that are the first priority was to save them and then recycle , to do this they used some willing to give his ass rather than serve the country .Napolitano , Monti, Letta, Casini and others have lent themselves to this game, in the meantime, the crisis was charged to our dear fellow citizens but not only all those Onesti or traceable in the supply chain such as public employees .Certainly not mess with tax evasion or corrupt , but so far everything is fine when you do not exceed complaining.Once you have saved your ass it is clear that we must recycle and made ​​the PD with recycled Renzi was well enough to deceive the voters of the left giving a blow to the people and a blow to the Government Letta.It will convince all people that left that ideology is dead in PD .On the other hand we have the diabolical project of Berlusconi, who is more alive than ever and who delivered the renewal to Alfano.While it is renewed by Alfano counter gets rid of some uncomfortable forzisti and disperses former Fini, who did not even realize that they have become ghosts of themselves.The project ' virtually complete missing only in 2014 the conclusion announced by Berlusconi to all the oligarchic powers that govern the country :1 ) Reduce the number of MPs to better control the system2 ) Direct election of the President of the Republic ( their friend )3) Check the country in the best way possible bipolar disorder ( except now )In this system fits Italian Grillo guarantor of certain powers Strong (USA) who actually scary at all.In fact, one of the objectives of the system and Bipolar oligarchic ' to resize the only true opponent to the system precisely Cricket Company and traveling at 40%.Europe actually navigating on the high seas on the one hand the real glue that holds it together , the Banks and the Masonic forces and on the other the hatred that has always linked the nations of the Old Continent.In this mechanism is done by inserting very well wind nationalist Marine Le Penis that eclipse all the upcoming European .In short, Europe back 40 years.2014 in Italy will be ' characterized by a prolongation of the crisis and barbarism of social life , while in Europe the wind will pull a Nationalist .I close with a brief and laconic comment on the capacity ' of the President spreader (Sicily) and the Mayor of Messina ( Messina) to part two slogans nothing.All that remains is to shrug and remember that regardless of the system that we deserve the policy says Papa Francesco has to deal with people dying of hunger and must serve the interests of the People.I will be ' committed to a project of the Catholic Center and away from the true Catholics of PD and PDL , while in Europe BLOW ' on the wind of Marine Le Pen and you can swear with my Political Marketing will be ' a success.2014 REMO  GOOD POLITICAL MARKETING EXPERT GEOPOLITICS

LA POLITICA DEL 2013 E LE PROSPETTIVE DEL 2014 IN ITALIA ED IN EUROPA DI REMO PULCINI (Sicilia-Messina breve)



La crisi perdura ed forte ed in Italia i nostri illegali politici come ha detto la Corte Costituzionale si sono concentrati solamente nel salvare il loro culo e riciclarsi.

Per il PD e PDL, per Berlusconi e D' Alema e per i poteri che rappresentano la priorità era salvare prima loro e poi riciclarsi, per fare questo si sono serviti di alcuni disposti a dare il culo piuttosto che servire il Paese.

Napolitano, Monti, Letta, Casini ed altri si sono prestati a questo gioco, nel frattempo la Crisi è stata fatta pagare ai nostri cari Concittadini ma non tutti solo quelli Onesti o rintracciabili nella filiera come gli impiegati pubblici.

Non certo i furbi dell'Evasione fiscale o i corrotti, ma tanto tutto va bene fin quando non si eccede nelle proteste.

Una volta salvato il culo appare chiaro che bisogna riciclarsi e di fatto il PD con Renzi si è ben riciclato tanto da illudere i propri elettori di sinistra dando una botta al popolo ed una botta al Governo Letta.

Si convincano tutti gli uomini di sinistra che quella ideologia è morta nel PD.

Di contro abbiamo il progetto diabolico di Berlusconi che è sempre più vivo che mai e che ha consegnato il rinnovamento ad Alfano.

Se da un lato si rinnova da Alfano di contro si libera di alcuni Forzisti scomodi e disperde gli ex di Fini che non si sono neppure accorti di essere ormai i fantasmi di se stessi.

Il progetto e' praticamente completo manca solo per il 2014 la conclusione preannunciata da Berlusconi a tutti i poteri oligarchici che governano il paese:

1) Ridurre il numero dei Parlamentari per meglio controllare il sistema

2) Elezione diretta del Presidente della Repubblica (un loro amico)

3) Controllare il Paese nel migliore dei modi Bipolarismo (ormai salvo)

In tutto questo sistema Italiano si inserisce Grillo garante di alcuni poteri Forti (Usa) che di fatto fanno paura a tutti.

Infatti uno degli obiettivi del sistema Bipolare Oligarchico e' quello di ridimensionare l'unico avversario vero al sistema appunto Grillo e Company che viaggiano al 40%.

L'Europa di fatto naviga in alto mare da un lato il collante vero che la tiene unita le Banche e le forze Massoniche e dall'altro l'odio che lega da sempre le Nazioni del Vecchio Continente.

In questo meccanismo di fatto si sta inserendo benissimo il vento Nazionalista di Marine Le Pene che straccerà tutti alle prossime Europee.

Insomma l'Europa torna indietro di 40 anni.

Il 2014 in Italia sara' caratterizzato da un prolungamento della Crisi ed imbarbarimento della vita sociale, mentre in Europa tirerà un vento Nazionalista.

Chiudo con una Breve e laconico commento sulle capacita' del Presidente Crocetta (Sicilia) e sul Sindaco di Messina (Messina) a parte due slogan il nulla.

Non rimane che fare spallucce e ricordarsi che indipendentemente dal sistema che ci meritiamo la Politica come dice Papà Francesco deve occuparsi di chi muore di fame e deve fare gli interessi del Popolo.

Io saro' impegnato ad un progetto di Centro Cattolico vero e lontano dai cattolici del PD e PDL, mentre in Europa soffiero' sul vento di Marine Le Pen e potete giurarci con il mio Marketing Politico sara' un successo.

BUON 2014 REMO PULCINI MARKETING POLITICO ESPERTO DI GEOPOLITICA

Dimenticavo finito il suo compito (Letta) si andrà al voto Nazionale ed alle Europee.

Sicilia Crocetta andrà a casa e Sindaco di Messina perdera' il ricorso contro il PD.

Obama chiede azione legale contro il M23

Pur accogliendo con favore la conclusione, 12 dicembre 2013 a Nairobi, parla Kampala, la Casa Bianca, attraverso il Consiglio di Sicurezza Nazionale, non sarà sul dorso del cucchiaio: "I membri della M23 devono essere disarmati e smobilitati. Gli autori di crimini di guerra e crimini contro l'umanità devono essere ritenuti responsabili " .

La Casa Bianca
Dichiarazione Caitlin Hayden, portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, la regione dei Grandi Laghi in Africa.
Il 12 dicembre 2013
Gli Stati Uniti accolgono con favore la firma di oggi, le dichiarazioni che mettono fine alla ribellione del M23 nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. La gente della regione dei Grandi Laghi hanno troppo sofferto le conseguenze del conflitto e di instabilità.
Firme di oggi ci avvicinano alla possibilità di porre fine a decenni di violenza.
Mentre accogliamo con favore questo importante passo, molto resta ancora da fare. I membri del M23 devono essere disarmati e smobilitati.
Gli autori di crimini di guerra e crimini contro l'umanità devono rispondere delle loro azioni. Un dialogo regionale sulla pace e la sicurezza deve evolversi subito a rafforzare la cooperazione regionale e risolvere le cause profonde del conflitto una volta per tutte.
Potenziale

L'ambasciatore dello Zimbabwe in Australia chiede asilo politico a Canberra

L'ambasciatore dello Zimbabwe in Australia chiede asilo politico nel paese pochi giorni prima della fine della sua missione. Jacqueline Zwambila è stato nominato dal leader dell'opposizione, Morgan Tzvangirai, che era allora primo ministro di Mugabe .
Jacqueline Zwambila ha dato diverse interviste alla stampa australiana questo Sabato 28 dicembre come ora sente che la sua sicurezza è in pericolo se lei ritorna al suo paese.

Congo-Kinshasa: il governo proclama vittoria

I funzionari nella Repubblica democratica del Congo CONFERMANO CHE LE truppe governative hanno ucciso quasi 40 attaccanti e catturarato molti altri.
Il portavoce del governo Lambert Mende ha detto che decine di uomini armati hanno attaccato l'aeroporto, la stazione tv di stato internazionale e quartier generale dell'esercito a Kinshasa. Alcuni aggressori sono stati uccisi in ciascuna delle tre sedi.
 Mende ha descritto gli aggressori come "terroristi", ma ha detto che non sono ancora stati identificati, e che gli attacchi sembrava avere alcuno scopo se non per disturbare le celebrazioni del nuovo anno di questa settimana.
 Mende ha detto che circa 30 uomini armati sono stati coinvolti nell'attacco al centro la radio e la televisione, in cui la trasmissione è stato temporaneamente chiuso. Agenzia di stampa Reuters ha detto che due uomini armati sono apparsi in televisione prima dell'arresto per consegnare un messaggio critico del presidente Joseph Kabila.
Mende ha detto che circa 20 uomini armati sono stati coinvolti nell'attacco all'aeroporto e che 10 di loro sono stati uccisi. Un numero simile attaccato l'aeroporto internazionale nella vicina N'Djili.
L'ambasciata degli Stati Uniti a Kinshasa consigliato ai cittadini statunitensi di evitare le zone dove la folla si sono raccolti.
ALTRE NEWS RECENTI:
La testa del presidente congolese Joseph Kabila, ha nominato Sabato 28 Dicembre nuovi funzionari di polizia. Charles BISENGIMANA è il nuovo commissario generale della polizia nazionale. Ha assicurato la recitazione in questa posizione dal 2010 e la sospensione del generale John Numbi, implicato nell'omicidio di Chebeya e Fedele Bazana .
Generale BISENGIMANA essere sostenuta in particolare dal generale Raus Chalwe nuovo capo dell'amministrazione e di Pubblica Sicurezza.
Prima di questa nomina, il generale Raus Chalwe capo della polizia nella provincia di Bas-Congo. È stato sostituito in quella posizione da Pazienza Mushidi Yav.
Generale Célestin Kanyama è il nuovo capo della polizia a Kinshasa. Prende il posto di generale Oleko nominato Ispettore generale. Assistente commissario divisionario Issia Bolofe è stato nominato Vice Ispettore Generale di audit caricato, ricerca e valutazione.
Bandombele Yenga rimane il capo della polizia di Katanga. Nel Nord Kivu, Vital Awashango Assistant Divisional Commissario ha inoltre riconfermato.
Vice sovrintendente capo Seguin Ngoyi mantiene il suo Comandante della legione di risposta nazionale.

venerdì 27 dicembre 2013

Il viaggio (dis)avventura con il treno Intercity 723 da Roma a Catania. L'Italia

Abbiamo ricevuto nel nostro modulo di contatto la seguente nota, inviataci da Anna, che desideriamo pubblicare.
Finalmente le ferie, ma prima di cantar vittoria bisogna superare indenni il viaggio sull'intercity diurno Roma Siracusa. Dieci ore di viaggio in cui solo quando arrivi a destinazione puoi finalmente rilassarti.. il viaggio di ieri è stato spossante. E’ Natale, si sa, in tanti voglio tornare a casa.....credo che i biglietti venduti siano stati il doppio rispetto ai posti seduti.
I corridoi pieni di gente senza prenotazione e le valigie messe come capita da scavalcare. Impossibile pensare, visto la durata del viaggio, di sgranchirsi le gambe; anche andare in bagno rappresenta un problema. io, personalmente, bevo poco, cosi limito i danni.
Nella nostra carrozza, la 5 un bagno è fuori servizio da subito e l'altro raggiunto con fatica, già prima di Napoli era sporco e senza carta igienica neanche 2 h dalla partenza.
Quando il controllore è passato nel ns. scompartimento per i biglietti, l’ho fatto presente e la risposta e' stata sconcertante: "Alla prossima stazione ce la faremo portare" ...ma questo significa che un treno che deve affrontare un viaggio di oltre 10 h non ha scorte a bordo?? E’ davvero triste tutto ciò. Il viaggio è andato via via peggiorando ma quando siamo arrivati al traghetto ho iniziato a pensare che ormai eravamo quasi a casa e non potevo immaginare che il peggio stava per arrivare....una volta imbarcati le porte del ns. scomparto non si aprivano cosi, chi ha voluto gustarsi il panorama, ha dovuto avventurarsi per il corridoio ad ostacoli..... a Messina poi  siamo rimasti fermi ben oltre il tempo stabilito, nessun dipendente di Trenitalia ci ha detto cosa stava accadendo...ma quando siamo ripartiti, abbiamo capito... la luce nell'intera carrozza andava e veniva. Per lunghi tratti siamo rimasti completamente al buio senza che, lo ripeto, nessuno ci dicesse nulla. Noi abbiamo viaggiato fino a Catania e abbiamo usato la luce di cellulari e smartphone per sistemare i ns. bagagli per la discesa. La circostanza più brutta di questo viaggio ha riguardato un malfunzionamento alle porte del ns. vagone, le porte erano bloccate, quindi l'accaduto del traghetto non era un caso, e potevano essere aperte solo dall'esterno. A Taormina è successo il caos perchè le persone non sono riuscite a scendere e ne è seguita successivamente un'accesa discussione tra il personale che tentava di difendere l'indifendibile, lasciatemelo dire, e queste persone obbligate a proseguire verso Giarre con tutto il disagio che ne consegue è impensabile affrontare un viaggio cosi lungo in queste circostanze! Le Ferrovie dello Stato dovrebbero investire su questa tratta che perde pezzi e trattare con più rispetto la gente che viaggia verso il sud. Mi sembra una distinzione di classi sociali! La classe ‘A’ in moderni Frecciarossa, la sfigata Classe ‘B’, gli intercity vecchi e lerci, io mica ci sono salita gratis sul quel treno? Pago profumatamente e visto che vendendo biglietti anche senza la riservazione del posto, credo abbiano sufficienti fondi per comprare almeno la carta igienica! Chiederò il rimborso integrale del biglietto perchè con un viaggio come questo, l'utente dovrebbe esser risarcito!
Cordiali saluti.

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Crisi turca, l’esercito si chiama fuori

“Le forze armate turche non vogliono essere coinvolte” nella crisi politica scaturita da un’inchiesta di corruzione che ha portato al cambio di 10 ministri da parte del primo ministro Erdogan.

La presa di posizione, affidata dai militari a un comunicato, coincide con una sentenza dell’Alta corte che inasprisce lo scontro istituzionale. Il più alto tribunale amministrativo ha infatti bloccato un controverso decreto che obbligava la polizia a informare il ministro prima di avviare indagini ordinate dalla magistratura

Giappone: sara' trasferita base Usa nell'isola di Okinawa

(AGI) - Tokyo, 27 dic. - Le autorita' della provincia giapponese di Okinawa hanno autorizzato il trasferimento della base militare americana di Futenma nella zona settentrionale dell'isola, un'area popolata meno densamente e lontano dalla zona urbana dove si trova attualmente. Il 'via libera' mette fine ad anni di frizioni tra Tokyo e Washington riguardanti proprio il luogo dove la base dovesse essere ricollocata.

Okinawa ospita oltre la meta' dei circa 48mila soldati statunitensi in Giappone e il 20 per cento del suolo dell'isola principale della provincia e' terreno militare americano. Ma la base e' molto impopolare tra gli isolani che hanno sempre chiesto una minore presenza militare: la base di Futenma, che occupa circa 480 ettari, e' infatti situata in pieno centro cittadino e completamente circondata di case ed edifici pubblici, il che negli anni ha suscitato numerose proteste dei cittadini per il rumore e non pochi incidenti tra gli abitanti e i soldati in libera uscita. Ignorando le pressioni di chi voleva la base addirittura fuori dell'isola, il governo nipponico spingeva da anni affinche' il governo provinciale accettasse di costruire la nuova Futenma in un terreno vicino al mare a Henoko, un'area con un ecosistema protetto situata nel nord dell'isola.

Per convincere al 'via libera' il governatore Hirokazu Nakaima, il premier Shinzo Abe ha promesso alla provincia, la piu' povera del Paese, un pacchetto di misure di stimolo economico annuale fino al 2021. Tokyo ora deve attendere il risultato delle elezioni per il sindaco di Nago, il municipio dove si trova Henoko, le cui autorita' pero' finora hanno sempre ostacolato il trasferimento. (AGI) .
 

giovedì 26 dicembre 2013

Putin: Unione eurasiatica pronta per il varo nel 2015

Mosca, 24 dic. (TMNews) - Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che tutto è pronto per il varo nel 2015 dell'Unione economica eurasiatica, alleanza economica tra Russia, Kazakistan e Bielorussia, che secondo i desideri di Mosca potrebbe coinvolgere anche l'Ucraina. Dopo un incontro con i leader kazako Nursultan Nazarbayev e bielorusso Alexander Lukashenko Putin, ha detto che l'Unione sarà fonte di crescita per tutti i Paesi partecipanti.

L'alleanza rimpiazzerà l'Unione doganale che Mosca ha formato con i due paesi ex sovietici nel tentativo di creare un blocco di libero scambio da opporre ai Ventotto dell'Unione europea. "I rappresentanti di governo della troika, (Russia, Kazakistan e Bielorussia) ... hanno preparato la bozza della parte istituzionale dell'intesa per l'Unione economica eurasiatica" ha detto il capo del Cremlino alla tv. "Questo documento determina lo status legale internazionale, il quadro organizzativo, gli obiettivi e il mecccanismo di funzionamento dell'Unione a partire dal 1 gennaio 2015" ha detto Putin, che ha fatto del blocco postsovietico un obiettivo chiave del suo terzo mandato al Cremlino.

I tre paesi hanno varato oggi anche una "road map" per l'adesione all'unione dell'Armenia, che come l'Ucraina ha voltato le spalle a Bruxelles. Putin ha premiato il voltafaccia di Erevan con un taglio del prezzo del gas esportato in Armenia a 189 dollari da 270 per 1000 metri cubi. Il primo vicepremier russo Igor Shuvalov ha detto che ci vorranno circa sei mesi perchè l'Armenia possa entrare nell'Unione doganale.

Francesco Saverio Nitti: “L’Italia all’alba del XX secolo (1901)Discorso Quarto”

“Il grande dissidio della vita italiana. L’Italia del Nord e l’Italia del Sud. Due cose sono oramai fuori di dubbio: la prima è che il regime unitario, il quale ha prodotto grandi benefizi,non li ha prodotti egualmente nel Nord e nel Sud d’Italia; la seconda è che lo sviluppo dell’Italia settentrionale non è dovuto solo alle sue forze, ma anche ai sacrifizii in grandissima misura sopportati dal Mezzogiorno. Quando per la prima volta sollevai la questione del Nord e del Sud e cercai farla passare dal campo delle affermazioni vaghe, in quello della ricerca obbiettiva, non trovai che diffidenze.
“Molti degli stessi meridionali ritenevano pericolosa la discussione e non la desideravano. Poichè appartengo a una razza di perseguitati e non di persecutori, ho appunto perciò maggiore il dovere della equità; e trovo che a quaranta anni di distanza cominciamo ad avere, non solo l’obbligo, ma anche il bisogno di giudicare senza preconcetti. Ora, ciò che noi abbiamo appreso dei Borboni non è sempre vero: e induce a razzismo sudgrave errore attribuire ad essi colpe che non ebbero, ed è fiacchezza d’animo per noi tutti non riconoscere i lati manchevoli del nostro spirito e della nostra educazione, e voler attribuire ogni cosa a cause storiche.
“I primi deputati meridionali, scelti presso che tutti fra i patrioti più notevoli, ignoravano quasi completamente il Mezzogiorno. Erano in gran parte ideologi; antichi profughi; avvocati, maestri della parola e viventi di vecchie tradizioni letterarie. Da dieci anni la ricchezza dell’Italia settentrionale è grandemente cresciuta; nel Mezzogiorno vi è invece arresto e in qualche provincia vi sono anzi tutti i sintomi della depressione. La Lombardia, il Piemonte e la Liguria, godendo tutti i benefizi di un regime doganale fatto quasi ad esclusivo loro benefizio, dopo avere goduti i frutti di una politica finanziaria, che per quaranta anni riserbava ad essi i maggiori benefizi e al Sud i maggiori danni, sono in trasformazione profonda; sicchè il distacco fra il Nord e il Sud si accentua. E qualunque finzione per negare, non serve a nascondere la verità, che si manifesta in tutte le forme.
“Quando nel 1860 il regno delle due Sicilie fu unito all’Italia, possedeva in sé tutti gli elementi della trasformazione. L’Italia meridionale aveva infatti un immenso demanio pubblico. Le imposte dei Borboni erano mitissime e Ferdinando II avea cercato piuttosto di mitigarle che di accrescerle. Le accuse che Antonio Scialoja movea alla finanza borbonica, esaminate ora onestamente, sulla base delle pubblicazioni ufficiali, non resistono alla critica. Dal 1820 al 1860 il regime economico e finanziario dei Borboni determinò una grande capitalizzazione. Il commissario governativo mandato a Napoli da Cavour, dopo l’annessione, il cavaliere Vittorio Sacchi,riconosceva tutti i meriti della finanza napoletana, e nella sua relazione ufficiale non mancava di additarli. All’atto della costituzione del nuovo Regno, il Mezzogiorno, come abbiam già detto, era il paese che portava minori debiti e più grande ricchezza pubblica sotto tutte le forme.
“Furono venduti per centinaia di milioni i beni demaniali ed ecclesiastici del Mezzogiorno, e i meridionali, che aveano ricchezza monetaria, fornirono tutte le loro risorse del tesoro, comprando ciò che in fondo era loro;furon fatte grandi emissioni di rendita nella forma più vantaggiosa al Nord; e si spostò interamente l’asse della finanza. Gl’impieghi pubblici furono quasi invasi dagli abitanti di una sola zona.
“Ebbene: dal 1860 a oggi i 56 miliardi che lo Stato ha preso ai contribuenti sono stati spesi in grandissima parte nell’Italia settentrionale. Le grandi spese per l’esercito e per la marina; le spese per il lavori pubblici; le spese per i debiti pubblici; le spese per tutti gli scopi di civiltà e di benessere, sono state fatte in grandissima parte nel Nord. Perfino le spese fatte nel Mezzogiorno furono in gran parte erogate per mezzo di ditte settentrionali.
“Ho un elenco quasi completo dei grandi appaltatori dello Stato dopo il 1862; non figurano che pochissimi meridionali. Le grandi fortune dell’Italia settentrionale sono state compiute mediante lavori pubblici o forniture militari; la storia del regime ferroviario da venti anni a questa parte, (la conversione delle obbligazioni tirrene è classico esempio) spiega non pochi spostamenti di ricchezza. Anche le tendenze imperialiste del Sud, frutto più che di ogni altra cosa, di ignoranza, sono state sfruttate ( ironia dei fatti!) da grossi interessi del Nord.
“La pochezza dei rappresentanti del Mezzogiorno e la confusione delle idee è stata tale che, per tanti anni, si è detto e si è pubblicato nella Camera e fuori che il Mezzogiorno pagava poco e viceversa otteneva il maggior benefizio delle spese allo Stato!In altri termini si è aggiunta la ironia crudele al danno; ironia dei fatti, se non delle intenzioni.[Ora dalle mie indagini risulta che, proporzionalmente alla sua ricchezza, il Sud paga per imposte di ogni natura assai più del Nord; e viceversa lo Stato spende molto meno].
“In queste landa la civiltà non è rappresentata spesso che dai carabinieri; e il Governo non appare che sotto le forme della prepotenza e della violenza, costretto, per conservare i suoi feudi politici, a consegnare ogni provincia, ogni zona nelle mani dei peggiori avventurieri parlamentari. Si credeva che le grandi spese per lavori pubblici fossero state fatte nel Mezzogiorno e ho dimostrato che non è vero; si credeva che i meridionali avessero invaso gli impieghi e ho trovato che tra gli impiegati il minor numero era di meridionali.La trasformazione rapida dell’Italia del Nord non è suo merito: è conseguenza di condizioni storiche e geografiche evidentissimi. E così anche la depressione del Sud non risponde ad alcuna necessità etnica; ma solo a condizioni che possono mutare e che noi crediamo dovranno mutare.
“Le prime grandi industrie che sono sorte nel Nord sono state fatte nella più gran parte da francesi, da tedeschi, da svizzeri: il libro d’oro dell’industria e del commercio di Lombardia abbonda di suoni gutturali e di desinenze aspre. Ora, invece, l’Italia meridionale è rimasta medioevale in molte province, non per sua colpa,ma perchè tutto l’indirizzo della politica interna, economica e doganale hanno determinato questo fatto. Tra l’Italia del Nord e l’Italia del Sud è ora più grande differenza che nel 1860: e, mentre la prima si avvicina ai grandi paesi dell’Europa centrale, per la sua produzione e per le sue forme di vita pubblica, la seconda ne rimane lontana, e, per la produzione sua, rimane anzi assai più vicina all’Africa del Nord.
“Sono tutte nel Mezzogiorno quelle regioni che non solo danno proporzionalmente alla loro ricchezza di più,ma quelle che ricevono meno in paragone di ciò che danno. Mentre le imposte sono dunque più aspre nel Sud, le spese sono in tutte le forme scarsissime. Si è detto e ripetuto sempre che lo Stato abbia fatto grandi spese per lavori pubblici nel Sud: ora, invece, ènel Nord che le più grandi spese sono avvenute. Le spese portuali, per le spiagge, per i fari, sono state e sono destinate quasi tutte al Nord: e così quasi tutte le altre spese. La massa degli impiegati dunque, alcontrario di ciò che si dice, è stata finora sempre dell’Italia settentrionale e della centrale; l’Italia meridionale e la Sicilia hanno avuto sempre nell’amministrazione dello Stato un’importanza scarsa.
“L’Italia meridionale, vivente degli impieghi, quale è stata dipinta, non è mai esistita: non si tratta che di una immorale leggenda. I confronti stabiliti in Nord e Sud fra Udine e Potenza: Alessandria e Bari; Verona e Avellino; Como e Salerno, dimostrano che povere province del Sud pagano tuttavia assai spesso più di ricche province del Nord, e che lo Stato, viceversa, fa minor numero di spese. La burocrazia nei più alti gradi era quasi esclusivamente composta di elementi settentrionali fin verso il 1880;anche ora è notevole la prevalenza di essi. La situazione tra il 1899 e il 1900 era questa: mentre l’Italia settentrionale rappresenta appena 36,8 di tutta lapopolazione del regno, ha 52,8 per cento di tutti gl’impiegati superiori: l’antico regno delle Due Sicilie,rappresentando una massa di popolazione superiore, cioè 37,9 ha appena 19,7 per cento dell’amministrazione centrale superiore. Tenendo anche conto del personale superiore del Ministero della guerra e della marina e degli ufficiali ammiragli, l’Italia settentrionale, che dice di combattere il militarismo,rappresenta 63,9 di tutto il personale indicato, l’Italia meridionale e la Sicilia, che hanno popolazione superiore, appena 13,5.
“Così dunque la leggenda, secondo cui i meridionali avrebbero una preponderanza nelle pubbliche amministrazioni, non ha nessuna base di realtà. Fra il 1860 e il 1870 vi erano Ministeri interi che quasi non avevano un solo meridionale; dopo le proporzioni si sono modificate, ma come ogni cosa, i meridionali sono rimasti sempre in una situazione di notevole inferiorità”.

Repubblica Centroafricana, la ‘Guerra Santa’ francese - fonte : http://www.lindro.it

Kigali (Rwanda) - Ritorna lo spetto del Rwanda del 1994. L’intervento francese nella Repubblica Centroafricana ha aumentato il precedente conflitto tra cristiani e mussulmani. Mentre il Presidente Hollande afferma che l’intervento militare serve a ristabilire la dignità umana, nel Paese si scatena la caccia al musulmano che ha già provocato oltre 1000 morti e 160.000 sfollati.

 Accuse dei leader musulmani di Bangui e delle diaspora centroafricana in Uganda. Varie testimonianze ed indizi portano a pensare che il contingente francese di invasione stia aiutando le milizie cristiane nel loro piano di sterminio della comunità musulmana. Questa scelta sarebbe motivata dalla necessità di giustificare l’intervento militare e di assicurarsi l’alleanza degli Stati Uniti tramite la lotta contro il terrorismo internazionale. Gravi le ripercussioni regionali: la tragedia della Repubblica Centroafricana che rischia ora di trasformarsi in genocidio sta consumandosi al riparo dei riflettori dell’opinione pubblica internazionale, proprio come successe in Rwanda nei 100 giorni della Soah Africana.

 L’importanza strategica della Repubblica Centroafricana per la Francia è stata dimostrata il 10 dicembre scorso dalla visita a Bangui del Presidente Francois Hollande dopo aver presenziato ai funerali di Nelson Mandela a Johannesburg, Sud Africa. A seguito delle prime vittime francesi, Antoine Le Quinio, 22 anni, e Nicolas Vokaer, 23, Hollande ha ricordato alle truppe francesi che la loro missione è di riconciliare la popolazione che è coinvolta nel conflitto religioso tra musulmani e cristiani inseritosi nella crisi del Centroafrica. «Il primo obiettivo è quello di disarmare le milizie», ha affermato il Presidente francese.

 Le operazioni di disarmo sono iniziate lunedì 9 dicembre. Un alto ufficiale della missione di pace africana MISCA riporta che oltre 7.000 miliziani della coalizione Séléka sono stati disarmati e confinati nelle caserme. «Il periodo di impunità è terminato. Ora siamo nella fase dove si depongono le armi. Questo vale per chiunque», afferma il Ministro francese della Difesa Jean-Yves Le Drian. «Chiunque siano i gruppi armati, qualora vi sia una palese ostilità nei nostri confronti o nei confronti della popolazione, essi saranno considerati all’istante come forze ostili», afferma il portavoce dell’esercito francese, il Colonnello Gilles Jaron. La campagna di disarmo è stata altamente mediatizzata con video trasmessi da France24 e TV5, per dimostrarne l’efficacia. La promessa di stabilizzare il Paese e di un intervento umanitario imparziale, si scontrano contro la realtà sul terreno e varie testimonianze Centroafricane. Dall'inizio del intervento francese presso la capitale Bangui e in tutto il Paese bande armate e milizie stanno attuando saccheggi, assassinii e stupri collettivi. I 7.000 miliziani che sarebbero stati disarmati e confinati nelle caserme sono in realtà i miliziani Séléka integrati nel debolissimo e corrotto esercito regolare.

 La maggioranza della milizia ha ripreso il controllo del resto del Paese dopo un ritiro tattico nei vicini Ciad e Sudan. Tra i miliziani si registra una nutrita presenza di mercenari arabi ciadiani e sudanesi. Il fenomeno più preoccupante consiste nella pulizia etnica attuata dalla milizie cristiane contro la comunità musulmana. Negli ultimi dieci giorni l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite riporta vari attacchi di villaggi mussulmani effettuati dalle milizie cristiane con elevato numero di vittime civili. Il fenomeno è così esteso che il Segretario Generale dell’ONU in persona ha intimato lo stop alle violenze interreligiose in Centroafrica. L’agenzia ONU per i rifugiati UNHCR afferma che almeno 600 civili sono caduti vittime delle violenze degli ultimi 10 giorni, 450 nella capitale e 160 in altre parti del paese. La maggioranza di queste vittime sono mussulmane.

 Il numero delle vittime fornito da UNHCR è stato smentito da Amnesty International. In un rapporto pubblicato giovedì 19 dicembre la storica organizzazione internazionale in difesa dei diritti umani fissa a 1.000 il numero delle vittime, avvertendo che la stima nasconde un imprecisato numero di vittime uccise all’interno del paese per mancanza di notizie certe. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato di aver scoperto una fossa comune contenente oltre 100 corpi di musulmani nel quartiere Bimbo, nella capitale Bangui. L’escalation delle violenze contro la comunità musulmana da parte delle milizie cristiane è la risposta a mesi di violenze sulla comunità cristiana perpetuate dalle unità musulmane della Séléka e dai mercenari ciadiani e sudanesi. Tra i Séléka si nascondono musulmani di estrazione sunnita-wahabita finanziati da alcuni Paesi del Golfo tra cui il Qatar e manovrati da gruppi jihadisti installati nel Sahel. Il loro obiettivo era di instaurare uno Stato Islamico nel Paese. La comunità musulmana in Francia e la diaspora Centroafricana in Uganda muovono pesanti accuse contro l’esercito francese che starebbe tollerando se non facilitando le milizie cristiane. In supporto delle accuse vi sono inquietanti avvenimenti. Giovedì 19 dicembre milizie cristiane hanno attaccato i negozi gestiti da commercianti musulmani presso il quartiere Combattants, Bangui, liberandosi al saccheggio e alla violenza. I commercianti sono stati costretti a fuggire e a rifugiarsi con le loro famiglie nella zona della capitale controllata dalle truppe africane.

Testimoni oculari asseriscono che una compagnia di soldati francesi che si trovava nelle strette vigilanze é intervenuto solo quando le milizie cristiane hanno terminato la loro opera devastatrice. I corpi di donne e bambini giacevano ancore per le strade. Testimoni riportano all'Agenzia Stampa Francese che in vari punti della capitale miliziani cristiani si muovono su pick-up e furgoncini, passando indisturbati presso i posti di blocco controllati dalle truppe francesi. "Per i musulmani Bangui non è più una città sicura. Le milizie cristiane hanno aperto la caccia all’uomo tentando di uccidere qualsiasi musulmano e i soldati francesi arrivano sempre in ritardo, a lavoro compiuto. Voglio precisare che questi assassini non hanno nulla a che fare con la Chiesa Cattolica. Molti dei miei fratelli musulmani, compresi mia moglie e i miei bambini, hanno trovato rifugio presso chiese e monasteri", testimonia un influente commerciante di Bangui, Mohamoud A.

 che informa della disponibilità del Presidente Michel Djotodia di negoziare con le milizie cristiane, offrendo loro amnistia e la integrazione nell’esercito nazionale se fermano le violenze religiose. Notizia confermata il 16 dicembre scorso dal 'Edonton Jourmal'. “Gli sforzi del Presidente Djotodia saranno invani poiché il sostegno indiretto dei francesi ai miliziani cristiani li incoraggia a continuare le loro vendette. Vi assicuro che la maggioranza di noi musulmani sputiamo su quei bastardi della Séléka che non sono nemmeno dei nostri ma delle bestie ciadiane e sudanese che hanno rinnegato il Corano”. Conclude Mohamoud A. Uno dei principali comandanti di queste milizie cristiane, l’ex caporale Arsene detto Rambo, ha installato il quartiere operativo presso una scuola nel quartiere Boeing, a Bangui, che funge anche come luogo di addestramento, che si trova nelle prossimità di un posto di blocco tenuto dai soldati francesi. Un campo militare provvisorio installato da queste milizie si trova a meno di cinque km, dall'aeroporto internazionale. Pur essendo a conoscenza della sua presenza i soldati francesi non sono intervenuti per disarmare i miliziani e smantellare il campo operativo da cui partono gli attacchi ai quartieri mussulmani della capitale. Lo stesso Rambo è stato visto domenica 15 dicembre girare su un veicolo pieno di ex militari fedeli al ex Presidente Bozize, intento ad ispezionare le sue truppe presso il fiume M’Poko. Secondo testimoni oculari ai posti di blocco i soldati francesi si sono limitati ad aprire le barriere al suo passaggio. Il Caporale Arsene – Rambo è il leader di un improvvisato movimento di autodifesa, il MRFACP (Movimento di Rivolta delle Forze Armate Centroafricane per il Popolo). Assieme ad un caporale di cui si conosce sono il nome di battaglia (Cuor di Leone), coordina le milizie cristiane operanti nella capitale e ha come obiettivo «far partire il Presidente Musulmano Djotodia e i suoi terroristi». Per Rambo e Cuor di Leone tutti i centroafricani musulmani sono da considerare terroristi. «Vogliamo ripulire il paese da tutti i musulmani», ha affermato pubblicamente Rambo due giorni fa. Cuor di Leone e Rambo rappresentano l’alleanza tra le milizie cristiane e gli ex soldati rimasti fedeli al Presidente Bozize, vittima della ribellione nel dicembre 2012 e attualmente in dorato esilio in Francia. "Non possiamo affermare che i soldati francesi partecipano «Drian nega le accuse di proteggere le milizie cristiane affermando che i soldati francesi rimangono imparziali e sono consapevoli del compito di proteggere tutta la popolazione. »La Francia non è nella Repubblica Centro Africana per salvaguardare I propri interessi ma per difendere la dignità umana», ha affermato il Presidente Hollande. Affermazioni che rischiano di non essere credibili. La Francia ha una lunga storia di supporto ai dittatori del Centroafrica iniziando dal pazzo di Bokassa, l’Imperatore.

Contrariamente ai luoghi comuni è la popolazione Centroafricana e non il Paese ad essere povero. In Centroafrica vi sono importanti e ricchissimi giacimenti di diamanti, uranio, oro a cui si deve aggiungere grandi riserve di legno pregiato e un suolo fertilissimo idoneo per l’agricoltura. I diamanti rappresentano il 55% delle esportazioni. Il 48% della produzione viene dirottata sul mercato nero grazie all’opera di imprenditori-avventurieri francesi e belgi. Anche se gli investimenti francesi nel Paese sono relativamente piccoli rispetto a quelli Belgi e cinesi, sono da considerare geopoliticamente importanti. La Repubblica Centroafricana detiene minerali estremamente importanti per l’industria francese della alta tecnologia. Le sue miniere di uranio, controllate dalla multinazionale francese Averna, rappresentano il 32% della produzione di energia delle centrali atomiche francesi ed è secondo di importanza solo ai giacimenti del Niger, sempre controllati da Averna. Se la produzione di uranio dal Centroafrica dovesse essere sospesa la Francia registrerebbe un calo del 32% sulla produzione energetica nazionale. “Il Centroafrica rappresenta anche una base logistica per le multinazionali francesi che fanno convergere il petrolio dal Ciad e i minerali dal Congo. L’uranio centroafricano é strategico per assicurare alla Francia la sua indipendenza energetica assicurata dalle centrali nucleari”, afferma il ricercatore Roland Gosselin. Petrolio e minerali provenienti dai vicini paesi vengono inviati in Francia utilizzando il porto fluviale di Bangui. Le operazione logistiche sono attuate dalla multinazionale francese Bolloré. Le testimonianze riportate alla comunità musulmana francese e alla diaspora centroafricana in Uganda, sono ormai troppe per poterle confutare o relegarle nelle teorie del complotto. Troppi indizi stanno portando a pensare che la Francia abbia adottato in Centroafrica la “Tattica Ruandese”. Nel 1994 la Francia intervenne con la scusa umanitaria nel Rwanda in pieno genocidio solo per proteggere l’esercito e le milizie genocidarie. L’intervento francese in Centroafrica è stato preceduto da una campagna mediatica del Governo Francese tesa a far credere che nel Paese vi fosse in atto un genocidio perpetuato dai Séléka contro la popolazione cristiana. In realtà le violenze perpetuate contro i cristiani non rientravano in un piano genocidario come quello nazista in Europa o quello del Hutupower in Rwanda.

Le dichiarazioni di disarmo, protezione civile e ripristino dell’ordine da parte dell’esercito francese contrastano con le prove sul terreno dove le milizie cristiane sono libere di agire, alimentando una spirare di guerra religiosa. Se esse sono ormai la legge nella capitale, la componente musulmana dei Séléka e i mercenari ciadiani e sudanesi stanno compiendo massacri all’interno del paese che rimane in loro controllo. A Bangui anche l’etnia nomade mussulmana Peuls è divenuta il target delle milizie cristiane. La maggioranza delle truppe francesi inviate in Centroafrica è composta da soldati con simpatie di estrema destra, sopratutto nel reparti di paracadutisti. Sulle loro uniformi sono cuciti stemmi e slogan nazisti. 'Meine Ehre Heisst Treeue' (il mio onore è la lealtà) motto dells Waffen SS è presente sulla maggioranza delle divise dei paracadutisti, lo riporta il quotidiani inglese 'The Guardian'. Esternazioni di ideologia naziste sono state confermate dalle foto comparse giorni fa nelle pagine facebook di alcuni alti ufficiali francesi impegnati nelle operazioni nel Paese africano. Foto ora cancellate dopo la rivelazione del quotidiano inglese. Questi reparti simpattizzanti del nazismo sono gli stessi impiegati nelle operazioni in Mali dove la popolazione del nord ha inoltrato accuse inascoltate relative a gravi violazioni dei diritti umani compiuti da queste truppe d’élite. Scandalosa fu la fotografia scattata nel 2008 in Mali di un paracadutista francese in posa con il saluto di Hitler e la bandiera della svastica stretta orgogliosamente tra le mani. Nel frattempo che i sospetti di complicità delle truppe francesi con le milizie cristiane aumentano, si sta assistendo ad un pericolosissimo gioco a Risiko riguardante le truppe africane che compongono la forza di pace in sostegno all’intervento francese.

Gli Stati Uniti pur finanziando l’operazione con 100 milioni di dollari, ha insistito affinché un contingente di 1000 soldati rwandesi partecipasse alla forza di pace in Centroafrica. Il contingente che sta giungendo da Kigali si affianca al contingente ugandese presente nel paese che non rientra nella missione di pace, forte di 4.000 uomini. L’esercito ugandese controlla una importante parte del territorio nazionale. Da parte francese l’Eliseo ha inserito un contingente burundese e un contingente della Repubblica Democratica del Congo, per controbilanciare la presenza di forze considerate da Parigi 'avverse'. Come il contingente ruandese potrà collaborare con quello congolese rimane un mistero. Sempre nel tentativo di controbilanciare la presenza di contingenti africani ostili la Francia sta cercando di convincere altri Stati Europei ad inviare truppe. «Qualche Paese Europeo invieráa le sue truppe in supporto della missone Franco-Africana in Centro Africa», ha affermato il Ministro degli Esteri Laurent Fabius, senza specificare i nomi dei paesi. L’intervento francese in Centroafrica rischia di aggiungere tensioni e pericoli di scontri tra gli eserciti dei Paesi regionali alla già delicata situazione della Regione dei Grandi Laghi caratterizzata dal conflitto all’est del Congo e dalla guerra etnica in Sud Sudan. Se le violenze delle milizie cristiane non verranno fermate il paventato genocidio si trasformerà in realtà. - See more at: http://www.lindro.it/politica/2013-12-23/113220-repubblica-centroafricana-la-guerra-santa-francese#sthash.1KR6cMBz.dpuf

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