sabato 17 gennaio 2015

IL SOGNO AMERICANO DEL ‘GRANDE MEDIO ORIENTE’, FALLITO

Il passaggio dell’ “Islamic State in Iraq and Sham” da Baghdad a Damasco costituisce il naturale processo della strategia del “Grande Medio Oriente” elaborata da USA e Israele sin dalla seconda guerra del Golfo.

Come molto spesso accade in Medio Oriente, il primo ad affrontare il tema fu uno studio israeliano del 1994 ripreso dall’amministrazione USA nel 2002: la divisione dell’Iraq in tre piccoli Stati. Il Nord curdo, il Centro sunnita e il Sud sciita. Obiettivo contenere il cosiddetto ‘Asse sciita’.

Dal 2013, il movimento, ormai guidato da Ibrahim Abu Bakr al-Baghdadi, dilata l’attività in Siria, dove lo stesso Baghdadi incontra a maggio il senatore statunitense repubblicano John McCain.

Baghdadi lavora insieme al Fronte al-Nusra fino al febbraio 2014, quando ISIS viene espulso dal leader storico di Al Qaida, Ayman al Zawahiri.

In realtà, ISIS a al-Nusra continuano a collaborare anche dopo il giugno 2014, quando al-Baghdadi si autoproclama Califfo di Iraq e ragione dello Sham (Iraq, Siria, Libano) affiancando al nome ISIS quello arabo di Daish (Al Dawa al Islamiyyah fi Iraq wah Sham).

Purtroppo le cose non vanno mai come li prevedono i giocatori di guerra

 

 

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