venerdì 27 febbraio 2015

"I cazzi nostri" e la partita di giro fra #Renzi e #Berlusconi con gli Italiani spettatori.

Prima del patto del Nazzareno , gli incontri tra Berlusconi e Renzi si sono succeduti con una periodicità scientifica come un progetto ben collaudato di questa Italia da paese di massoni e amici del quartierino.

Certo è facilmente intuibile che all'interno del Pd il golpe era in atto e i maggiori colonnelli erano ben consapevoli che quel ragazzetto di #renzi si stava fottendo il partito con la complicità' di un sistema.
Il perché questo sia stato consentito non è dato saperlo potrebbe essere un dossier, una convenienza , un ricatto sta di fatto che nessun giornalista, nessun colonnello del Pd e nessun oppositore ha detto una parola.
In quel momento storico era scoppiato il caso Monte dei Paschi di Siena e stava travolgendo il partito stesso se questo possa essere la causa che ha permesso ad un dilettante di prendere un partito non è possibile stabilirlo.
Quel patto fatto con Berlusconi anni prima si è materializzato successivamente nel Patto del Nazzareno dove è stato previsto dal sistema un accordo che possiamo chiamare una partita di giro.
In cambio dell'appoggio per approvare la riforma della P3 dove sostanzialmente si prende due strade, una obbedire a quanto ordinato dai massoni Europei con in testa la Merkell e l'altra diminuire il potere degli Italiani favorendo il sistema oscuro degli amici Italiani in cambio si assicura la piena legittimazione ed agibilità politica di Berlusconi e si da in cambio un regalo alle aziende di Berlusconi.
Si regala la Rai e Telecom, specialmente Telecom che dai tempi di Tronchetti Provera è stata utilizzata come una scatola da acquisire a costo zero.
Questa partita di giro ha consentito al sistema oscuro di far approvare al partito di sinistra tutte quelle cose improponibili che Berlusconi non è mai riuscito ad approvarle fallendo miseramente proprio per colpa del Pd.
Tutto questo sotto gli occhi dei Colonelli del Pd e del suo popolo che oggi si ritrovano come partito una Democrazia cristiana governata da un bamboccio è da correnti che presto si autodistruggeranno facendo tornare in campo un altro soggetto politico garante.

mercoledì 25 febbraio 2015

IN ARRIVO UNA RICOSTRUZIONE STORICA DEL PASSAGGIO DI STAFFETTA TRA BERLUSCONI ED IL DEMOCRISTIANO RENZI

IN ARRIVO UNA RICOSTRUZIONE STORICA DEL PASSAGGIO DI STAFFETTA TRA BERLUSCONI ED IL DEMOCRISTIANO RENZI.

LA VERITA SULL'ISIS CONVIENE AGLI USA E AD ISRAELE.

Isis il pericolo mondiale dell'islamizzazione e della liberta' dell'occidente e' una grossa presa per il culo.

Non importa sapere come nasce e come si sviluppa, non importa sapere se e' stato creato dagli Usa con approvazione di Israele serve sapere che le fonti di sviluppo e di approvigionamento di tale stato islamico avviene tramiet i finanziamenti internazionali dell'Arabia Saudita, Quatar e Yemen e tale massa enorme di soldi per comprare armi moderne ed occidentali passano dalle tansazioni bancarie Usa e Svizzere oltre ad alcuni paesi free.

Se la comunita' internazionale con in testa gli Usa potrebbero bloccare i finanziamenti e le transizioni finanziarie perche' in loro possibilita' se non viene fatto e' perche' di fatto esiste una strategia del terrore che serve a tutti.

Daro' presto informazioni su finanziamneti e partite di giro non appena raccolgoi dati su internet.

#Renzi attua il programma di #Berlusconi e nessuno dice nulla, quando lo voleva fare il Berlusca era Colpo di Stato che strano paese che e' Italia.

Mi fa ridere questo paese, anche se chi e' consapevole sa benissimo come stanno le cose e come girano le staffette in mano a certi poteri.

Certo lo smacco per Berlusconi appare evidente se si pensa che tutto quello che lui doveva realizzare per conto di certi poteri e che non e' mai stato possibile realizzare per l'opposizione del PD che gridava al Colpo di Stato e' evidente , ha fallito totalmente e tutto quello che ha realizzato e' stato smontato da questo colpo mortale.

Oggi quella sinistra che scendeva in piazza con tutta quella stampa e quegl' intellettuali filo sinistroidi  e che gridavano di tutto contro Berlusconi; dal Colpo di Stato alle riforme della P3, oggi non solo tacciano ma in silenzio e senza il consenso di nessun cittadino attuano e realizzano il programma Berlusconiano.

Inun colpo diventano acerrimi nemici di quel potere giudiziario che fino a poco tempo fa' difendevano contro la destra e diventano nemici mortali dei llavoratori che hanno reso schiavi distruggendo centinaia di anni di lotta proletaria perche' ormai democristianizzati, al servzio di lobby di potere e schaivi dell'Europa Tedesca.

Ricordare non fa mai male, la storia e' sempre testimone di quanta merda gira in Italia:

COSA DICEVA IL PD SULLE RIFORME DI BERLUSCONI

BERLUSCONI STUPRATORE DELLA DEMOCRAZIA

SIAMO GOVERNATI DA UNO SCHIZZOFRENICO

I VIDEO CONTRO:

PRIMO

Berlusconi attacca i magistrati: ''Devono rispondere dei loro errori'' 

Bersani: una follia la norma sulla responsabilità civile dei giudici, il Pd ha votato contro 

 La lezione di Imposimato a Faraone (PD) sulle riforme (in)costituzionali di Renzi 

 

Attivata la Petizione Europea per la richiesta di stabilizzazione di tutti i precari Italiani in riferimento alla sentenza C22/13 del Blogger Remo Pulcini

E' stata attivata ed iscritta all'ordine dal segretario generale la petizione da me attivata per obbligare Italia ad applicare per tutti i lavoratori precari di ogni settore la sentenza C22/13.

La petizione dopo la sentenza di cui sopra sara' esaminata a breve e se accettata attivero' a livello Italiano una raccolta' di firme di tutti i precari che partira' con la Fials Nazionale in Testa per poi estendersi in ogni organizzazione e cittadino interessato a portarla avanti.

Faremo condannare Italia un altra volta obbligandola a stabilizzare tutti i precari che sono stati scippati di un futuro e di una dignita'

Seguitemi pure su questo Blog:

www.ilgiornaledellapolitica.com
Profilo facebook o twitter : Remo Pulcini

Allego Petizione iscritta al ruolo:

Testo petizione


La Politica fa' slogan, io no. La petizione Europa sul diritto alla continuita' territoriale dei Siciliani iscritta al ruolo ed in attesa di essere esaminata. Blogger Remo Pulcini

Mentre Crocetta fa slogan con tutto Ars un cittadino impegnato in Politica fa quanto possibile per assicurare che la Sicilia ed i Siciliani non siano umiliati ancora una volta.

Come da Allegato la mia Petizione sul diritto alla continuita' territoriale dei Siciliani iscritta al ruolo dalla comunita' Europea ed in attesa di essere esaminata.

In caso di approvazione sara' attivata una rete Siciliana che si servira' della collaborazione di tutti i cittadini per raggiungere il numero sufficiente per portarla avanti ed avanzare anche una condanna in seno alla Corte di Giustizia Europea contro Italian per aver danneggiato i Siciliani e per agire in regime di monopolio e con prezzi proibitivi.

www.ilgiornaledellapolitica.com
Profilo facebook o twitter : Remo Pulcini

Ecco la Petizione:

Testo petizione


venerdì 20 febbraio 2015

LA SICILIA CROCETTIANA DEL DEFAULT. "Comandare e meglio che fottere, ma senza responsabilita' e' meglio ancora." di Remo Pulcini

E' importante che il cittadino Italiano ed in particolare quello Siciliano capisca che questa classe politica, passata ed attuale non ha mutato il suo mudus operandi:

"Comandare e' meglio che fottere, specie se comandare non presuppone nessun impegno di responsabilita' verso la propria terra ed i propri cittadini nella consapevolezza che tanto centinaia di anni di cattiva gestione politica non cambieranno il comportamento del popolo che sara' sempre asservito ed ammiccante al sistema"

Tuttavia oggi bisogna capire, conoscere e comprendere quali sono i numeri e le conseguenze che gravano su ogni cittadino Siciliano per colpa di questa politica e dell'ascarismo verso Roma.

La ciliegina sulla torta di questo disastro Siciliano passa dalla trivellazione del proprio territorio all'interruzione della continuita' territoriale del territorio ad opera di una Azienda privata come Rfi che con la complicita' del Governo Romano e di tanti Ministri e politici Siciliani hanno di fatto compiuto l'ultimo stupro di questa bellissima terra.

Analizzando i dati ufficiali della Corte dei Conti vi anticipo che se vi fosse senso di responsabilita' e consapevolezza del proprio ruolo Ars dovrebbe andare a casa con in testa il Presidente della rivoluzione fallita Crocetta.

Ma purtroppo siamo in Italia ed ancor perggio in Sicilia dove tutto e' possibile.

La situazione Siciliana e' disastrosa e sicuramente non servirebbero i numeri della Corte dei Conti per rendersene conto basterebbe farsi un giro nella nostra terra per redersene conto.

La flessione sull’andamento del prodotto interno lordo del 2,5 er cento. In termini reali, negli ultimi sei anni, gli effetti della crisi hanno generato una perdita di oltre il 14 per cento di PIL, sensibilmente superiore a quella rilevata a livello nazionale (-8%).

Il saldo tra entrate e spese correnti (il c.d. risparmio pubblico), invece, espone un valore negativo di 248 milioni di euro, anche se più contenuto rispetto al risultato dell’esercizio precedente, che riportava un esito negativo di 1.099 milioni di euro.

Al 31 dicembre 2013, il debito complessivo della Regione siciliana ammontava a complessivi 5.394 milioni di euro (di cui 5.143 a proprio carico e 251 da rimborsare dallo Stato) in lieve flessione rispetto al precedente anno 2012 (5.683 milioni di euro).

 Il miglioramento della situazione debitoria, tuttavia, è solo apparente e di natura contingente, in quanto conseguenza del disallineamento temporale tra l’accensione dei due nuovi prestiti per complessivi 373 milioni di euro (rispettivamente 227 e 146 milioni), stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. nell’anno 2013, la cui erogazione è stata rinviata al successivo anno 2014, con ammortamento a partire dal 2015.

Per il conseguimento di questo obiettivo appare necessario un rigoroso, per certi aspetti anche coraggioso, ridimensionamento della spesa corrente, mediante una decisa opera di riperimetrazione dei confini dell’azione pubblica regionale, non ritenendosi sufficienti a garantire gli equilibri dei conti pubblici le misure finora adottate per il contenimento della tendenza espansiva della spesa.

Il rischio di un ulteriore rallentamento dell’economia siciliana richiede la scelta di misure strategiche mirate al rilancio della crescita e dello sviluppo, accompagnate da iniziative rivolte al settore degli interventi nel campo sociale e dei servizi ai cittadini, da finanziare anche con le risorse reperite sul versante della spesa corrente e dirottate a quella in conto capitale, che attualmente è allocata a livelli inadeguati rispetto alla necessità di
sostegno della crescita.

Deve inoltre essere evidenziato, come anche per l’esercizio in corso, la legge di stabilità è stata oggetto di impugnazione da parte del Commissario dello Stato, che ha prospettato numerose censure di costituzionalità con riferimento a diverse norme contenute nel testo della legge in questione.

In conclusione, la Corte ritiene di dover ribadire la necessità di una modifica strutturale alle norme di contabilità regionale, in conformità ai rigidi precetti costituzionali in materia di equilibri di bilancio e alle regole del coordinamento dettate dal legislatore statale al fine di consentire il reale e costante monitoraggio dei principali saldi di finanza pubblica.

Il residuo debito complessivo della Regione Siciliana al 31 dicembre 2013 è pari a 5.394 milioni di euro di cui 5.143 milioni di euro a proprio carico e la restante parte di 251 milioni di euro interamente rimborsata dallo Stato, anche se formalmente a carico della Regione.

Resta preoccupante il livello del debito pro capite che, dai 438 euro fatti registrare nel 2007, raggiunge nel 2013 l’importo di 1.028,7 euro.

I rating assegnati alla Regione siciliana, sostanzialmente positivi fino al 2010, hanno subito un declassamento a partire dal 2011, con un outlook che, nel 2013, risulta ancora negativo.

Le operazioni in derivati presentano ampi profili di spiccata aleatorietà, in grado di pregiudicare il complesso delle risorse finanziarie pubbliche utilizzabili per il raggiungimento di finalità di generale interesse per la collettività.

La Regione Siciliana e The Royal Bank of Scotland hanno stipulato accordi capestro ai danni dei Siciliani.

Dal 2008 in poi si sono registrati più consistenti flussi  negativi, con tendenza al progressivo peggioramento, fino ad arrivare al 2013, esercizio in cui i differenziali negativi hanno superato i benefici finanziari inizialmente ottenuti dalla Regione.

Si registra complessivamente un’inversione di tendenza nell’organizzazione interna dei Dipartimenti, atteso che alla data del 31 dicembre 2013 esistevano 71 aree e 404 servizi per un totale di 475 strutture intermedie; alla fine dell’anno precedente, invece, le aree erano 68 e i servizi 435 per un totale di 503 strutture. Dal confronto emerge una riduzione di 28 strutture. Occorre però precisare che nel periodo in esame sono stati operativi pure diversi Uffici speciali.

L’organizzazione della Regione siciliana è tuttora caratterizzata dalla presenza di un numero notevole di dirigenti.


A fronte di un contributo finanziario su tutti i programmi (FESR, FSE e PSR) di 8.164 milioni di euro, sono stati certificati appena 3.911 milioni, cifra che corrisponde ad appena il 47,90 per cento dell’intera dotazione finanziaria.

Significativo è il fatto che, a giugno 2013, il FESR registrava una spesa del 27 per cento sul totale della dotazione finanziaria e ciò a soli 30 mesi dalla data di chiusura del Programma e a distanza di 66 mesi dal suo avvio.

L’Asse 1 è quello che ha sostenuto maggiormente la crescita del PO (reti e collegamenti per la mobilità) in quanto vi si concentrano i grandi progetti per la mobilità afferenti la rete viaria primaria e secondaria. Tali interventi incidono per una percentuale consistente (circa 1 miliardo e 700 milioni di euro) assicurando quella funzione di “massa critica” che i Fondi Strutturali devono necessariamente mantenere per l’effettiva incisività
della loro azione. Infatti, una delle criticità più ricorrenti nei Programmi Operativi consiste proprio nella frammentarietà e nella dispersività degli interventi.

In pratica cosìm come per Italia nessun intervento strutturale e' stato fatto dal Governo Crocetta e dai deputati dell'Ars.

Ogni siciliano presenta un debito procapite di 5000 euro, sono stati venduti i beni immobiliari piu' belli della Sicilia che non e' piu' proprietaria, la macchina amministrativa rimane un molosso inamovibile, il territorio e' stato svenduto alla trivellazione selvaggia, i fonsi Europei non sono mai arrivati pur avendo 3 dipartimenti che se ne occupavano e un Presidente che vantava la rivolzione e pur essendo stato un Parlamentare Europeo.

Per esempio perche' non dare uno smacco al Governo Romano utilizzando parte dei soldi Europei destinati alle infrastrutture siciliane per creare una compagnia privata Siciliana nella gestione della continuita' territoriale e del traghettamento dello stretto ?

Molto si potrebbe fare ed invece ci si impegna a fare le rivoluzioni false e della mediocrita' della poltrona possibile che questa terra non possa riunire le migliori forze per cambiare e puntare tutti verso un obiettivo superiore che e' la Sicilia ?

I Siciliani devono comunque sapere che questi debiti fatti dalla cattiva gestione comunque vengono pagati da loro con aumenti IRAP e IRPEF

Risultato un bilancio dal quale mancherebbe la cifra-choc di un miliardo che il Fantozziano Renzi ed lo sloganista Corcetta intendono risolvere con un Mutuo per tenere la poltrona poi ci pensera' il Prossimo Presidente a prendersela nel culo ...

Dal  antimafia a Zichichi, dal caos della burocrazia e il potere del cerchio magico, la "e" di Economia e la "f" di Formazione. Insieme alle Province fantasma e alla Sanità ferma, ai 34 assessori e ai casi Humanitas e Sicilia e-Servizi il fallimento di Crocetta che sta facendo affossare la Sicilia.


A voi la piena riflessione.

Il testo dell'impugnativa del Commissario Aronica
http://ilmattinodisicilia.it/finanziaria-ars-il-testo-dellimpugnativa-del-commissario-aronica/




mercoledì 18 febbraio 2015

LA SICILIA DELLE MANCATE DIMISSIONI E DELL' INGIUSTIZIA, 118 per il Direttore Generale Sardegna_Sicilia e nessun posto per Nicole che muore.

Direttore 118 sta male, Sardegna-Sicilia in elisoccorso

Nicole non si trova un posto per salvarla 

Il direttore della centrale operativa del 118 di Palermo Gaetano Marchese, 60 anni, sapendo di soffrire di una grave cardiopatia e non fidandosi dei medici di Sassari e Cagliari ha organizzato il proprio trasporto dalla Sardegna alla Sicilia con l'elisoccorso il 15 gennaio scorso dopo un forte dolore al petto e il ricovero ad Alghero. 

Le complicazioni dopo il parto, la corsa dell'ambulanza alla ricerca di un posto in una delle tre strutture attrezzate per l'emergenza pediatrica, il rimpallo di responsabilità.

LA CORSA - Il trasporto della piccola Nicole è stato affidato a un'ambulanza privata mentre la casa di cura Gibiino e il 118 cercavano un posto disponibile in tutta la Sicilia orientale.

VORREI SAPERE COSA HA DECISO DI FARE IL MINISTERO DELLA SALUTE, E SE CROCETTA E LA BORSELLINO SI DIMETTONO COME ANNUNCIATO.





La provocazione del Referendum Indipendentista sulla Sicilia del Blogger Remo. NO ALLO STATUTO SI AL PONTE DELLO STRETTO

La mia Provocazione sul Referendum Indipendentista della Sicilia ha una valida motivazione sebbene e di fatto non sia necessario.

Il Referendum sulla Sicilia Indipendente e' stato superato dal Governo anzi dai Governi Romani con quei 4 ascari di politici Siciliani che pur avendo un peso nazionale notevole ancora oggi da Destra a Sinistra non hanno mai pensato ai loro concittadini che li hanno eletti tessi  in una sorta di autoflaggellazione.

La Sicilia di fatto e' distaccata dall'Italia sotto tutti i punti di vista, dal redditto inferirore dei Siciliani, dal gap infrastutturale e sociale, dai soldi sperperati dai politici Siciliani che non hanno mai pensato di dedicare un 10% del loro operato alla nostra amata terra, dai Presidenti indagati e condannati in Regione ad ogni fine mandato, dal territorio venduto allo straniero, allo statuto usato come arma ai danni dei Siciliani per arricchimento personale.

Oggi si e' compiuta la ciliegina sulla torta con la decisione di una azienda Italiana che la Sicilia non e' piu' Italia ed Europa, con il consenso dei nostri politici che sapevano tutto e la complicita del Governo Fantozziano di Renzi, la continuita' territoriale non esiste piu' se non per un privato che impone prezzi e tempistica.

Ma di cosa stiamo parlando , di quale sicilianismo e di quale cittadini che hanno permesso tutto questo ed anche la Mafia che ha sempre visto lungo si e' fatta fottere dalle altre mafie ad inizare da quella Calabrese che capendo che il nostro territorio ormai non dava piu' reddititi fraudolenti si e' impossessato del Nord.

Oggi non ha neppure la mafia garanti affidabili a Roma che certo non possono essere dei Fantozziani Fiorentini che vengono ad imporre il loro credo stuprando come fatto nel passato il nostro territorio.

La dove dovrebbe stare il turismo il Governo romano dei vari Passera ha consegnato ad aziende petrolifere il territorio Siciliano sotto i 6 miglia e regalato le nostre Royalty nel silenzio piu' assoluto con guadagni per soli noti e senza che neppure la mafia poteese entrare in affari.

La Sicilia dove lo Statuto permette a chi con solo 3 mesi di versamenti da parlamentare Ars conseguiti 30 anni fa lascia un vitalizio in eredita' di ben 5000 euro, quando il 50% dei nostri figli non ha un lavoro.

Insomma di cosa stiamo parlando e di quale peso politico l'isola oggi ha.

Un isola dove  una societa' privata come RFI decide di staccarla dall'Italia sia graficamente (sul sito) che fisicamente abolendo servizi necessari anche se fossero in perdita.

Un isola dove il Presidente Crocetta ex parlamentare Europeo che doveva fare spendig Review manda esperti in Europa come Lombardo e poi si accorge che ha perso i finanziamenti Europei perche' manco i progetti erano stati fatti.

Insomma cari signori di cosa cazzo stiamo parlando di un Isola che se fosse invasa dall'Isis FORSE METTEREBBE ORDINE con tante teste mozzate fra ascari ed infedeli siciliani.

Oggi la Sicilia ha bisogno di una forza di Siciliani tutti , compatti e non della LEGA NORD Berlusconiana, o del Fantozziano governo di Roma oppure del pirla di Genova.

Questo Partito ha bisogno di tutti di forze potenti e di Usa.



Isis gli Usa e il Fantozziano Governo Renziano vi racconto la storia moderna dei prossimi mesi

Vorrei raccontarvi una storiella di fantasia di mia personale interpretazione nella consapevolezza che molti dei mie lettori sono persone informate dei fatti cioe' con una intelligenza superiore in grado di compremnde le 50 sfumature di grigio.

Partiamo dagli Usa e dalla sua politica estera che risulta incompresenbile a qualsiasi cittadino del mondo che non abbia la visione Usa sul mondo che e' quella dell'antica Roma.

Mantenere il controllo planetario sul Medioriente destabilizzando tutto e tutti secondo MaCain e Hilary Clinton ha il duplice scopo di garantire alle lobby delle Armi ed all'esercito un continuo introito di denaro che fa girare questi maestosi meccanismi e nello stesso tempo rende tutti un po meno sicuri assicurando un grande vantaggio alla potente Lobby Ebraica ed al suo minuscolo stato.

Idea balorda di iniziare le rivoluzioni del Mediterraneo piegando la comunita' internazionale al volere degli Usa e' stato il primo passo, subito dopo all'interno di una stanza in senatore McCain ed altri 4 hanno pensato di creare uno stato Islamico che minacciasse il mondo interno e che abbracciasse i confini di piu' paesi, Siria, Iraq infiltrandosi in ordine sparso su molti altri paesi destabilizzati dalle precedenti rivoluzioni

Questa idea di fatto risale ed e' documentata sul web prima che lo stesso Isis muovesse i suoi passi, l'idea di una nazione islamica che comprendesse porzioni di diversi paesi mediorientali.

Per fare questo si sono serviti di Abu Bakr al-Baghdadi prigioniero in Usa e poi liberato nonche' fotografato con il senatore McCain.

Si sono serviti delle compagnie Usa collegate direttamente all'Esercito, compagnie di contrattor Usa in pratica mercenari ufficializzati.

Questi enormi interessi hanno da qui a poco creato Isis che assumendo 4 tagliatori di teste dodati di Rolex e facendogli commettere i peggiori crimini umani stanno comprando il consenso mondiale e totale alle scelte di politica estera Americana.

Il prezzo di questo lo pagano i paesi ricchi del medioriente come Arabia e Quatar.

Partendo da questo quadro possiamo passare all'Italia Fantozziana, a quella Italia insignificante politicamente e sullo scenario mondiale quella Italia che ha dato le basi alla Francia per attacare da Trapani i nostri interessi in Libia. Immaginate voi se i Francesi o un altro stato un po piu' serio della colonia Italiana avesse mai concesso il suo territorio al nostro paese.

Quel paese che non riesce neppure con la mediazione Europea ed Usa a far rientrare due suoi militari dall'India indipendentemente se colpevoli oppure innocenti (Strage del Cermiss docet).

Questa Italia in cui i veri padroni non sono il Popolo sovrano ma quattro amici al bar che per arrichirsi si baciano in fondazioni e associazioni e che comprendono massoneria, servizi deviati e mafie.

Berlusconi ormai non serve piu' di tanto ed allora il buon Fiorentino di Forza Italia sceglie di passare il pallino a quei rincoglioniti del PD che neppure da soli avrebbero vinto le Elezioni scegliendo un Fantozziano giocatore di Mediaset  che diventera' il nuovo garante degli interessi primordiali e giardinieri di questi poteri.

Adesso che che ISIS avanza a 300 km da casa nostra, tutto diventa piu' complicato, questi statisti della politica e dell' armiamoci e partite si trovano una minaccia che non sanno affrontare secondo le loro tattiche che sono quelle del inciucio e del prezzo che aggiusta tutto.

Il Fantozziano Governo Renzi forse potrebbe affrontare qualche attentato terroristico dentro casa ma non sa e non puo' affrontare i tagliatori di gole come ha fatto un paese che seppur dilaniato dalla rivoluzione mediterranea ha subito risposto (Egitto).

Eppure a tutti potrebbe convenire un ultimo colpo di scena dell'Isis dagli Usa ad Israele, un colpo di scena che possa pietrificare l'Europa ed il mondo, colpire Europa e la sua cristianita' direttamente passando dalla Libia ex colonia Italiana.

Nessun contatto diplomatico potra' impedire l'intercessione presso gli Usa per l'Italia, questa cosa si deve fare e si fara' diventerà la ciliegina di politica estera che allertera' tutto il mondo e il Fantozziano Governo Italiano di Renzi non potra' che esserne vittima.

Saluti Remo


sabato 14 febbraio 2015

Avvio Petizione Europea - Stabilizzazione PRECARI - applicazione della sentenza della Corte Europea 26/11/2014 sentenza C22/13 in Italia - STABILIZZAZIONE PRECARI - REMO PULCINI FIALS

Corpo della Petizione:

Dati della petizione
Titolo originale: Italia, non applicazione della sentenza della Corte Europea 26/11/2014 sentenza C22/13
Titolo della sintesi:
Numero di petizione:
Temi : Occupazione
Paese: Italy
Nome dell'associazione:: FIALS
Dati del firmatario
Nome:: Mr Remo Pulcini
 

Testo originale della petizione:
Costringere il Paese Italia ad applicare la recente decisione della Corte europea del 26 novembre 2014 nella causa C-22/13 che ha stabilito l’illegittimità della normativa nazionale relativa ai contratti precari nella scuola. 

In parole povere, il comportamento dello Stato italiano ha violato quella parte del citato Accordo che pone, al fine di evitare abusi nell’utilizzo di contratti a tempo determinato la sentenza europea impone allo Stato di rimediare assumendo i precari con contratti a tempo indeterminato ovvero procedendo a sostanziosi risarcimenti in tutti i settori dove si e' abusato dal pubblico impiego, statale e parastatale, degli Enti locali, sanitari, dove il precariato è comunque abbondante. 

 La logica della sentenza e della direttiva 1999/70 risulta completamente opposta a quella perseguita dal governo Renzi con la parte del Jobs Act. In conclusione occorre invitare l'Europa a costringere l'Italia a trasformare tutti in contratti precari in stabili. 

L'europa deve imporre la Stabilizzazione all'Italia dei precari senza che il peso del diritto attuativo pesi sugli stessi precari. Europa deve condannare Italia costringendo a stabilizzare tutti precari aventi diritto.

mercoledì 11 febbraio 2015

QUESTI POLITICI CHE CI HANNO GOVERNATO SONO DELLE MERDE, NESSUN LAVORATORE TRA 30-50 ANDRA' IN PENSIONE CON PIU' DEL 60%.

Questi politici di merda tutti e diciamolo pure anche noi Italiani che li sosteniamo ora a destra, ora a sinistra pensando di essere furbi ci hanno rubato il futuro e la vecchiaia.

I giovani non lavorano e non prenderanno mai la pensione ma anche chi ha versato i contributi di fatto con i Governi precedenti e adesso con Renzi, diciamo tra i 30 -50 anni secondo dati ufficiali dei sindacati non prenderanno mai piu' del 60% dell'attuale retibuzione forse il 50%.

Come si puo' essere derubati nelle proprie tasche e stare zitti come i codardi io non lo riesco piu' a capire.

Neppure piu' si pensa di difendersi il proprio giardinetto.

Si è stimato altresì che un giovane di 30 anni che percepisce 1000 euro netti al mese riceverà se dipendente una quiescenza in un intervallo tra i343 euro ai 542 euro al mese e se autonomo la cifra scenderà addirittura in un range tra i 283 euro fino a 449.

Insomma contenti gli Italia contenti tutti ma siano consapevoli che stanno sostenendo incapaci e forse pure ladri.

lunedì 9 febbraio 2015

Da oltre vent’anni questo deposito "temporaneo" di radioattivi è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi (prevalentemente ospedalieri, non nucleari) stoccati all’interno.

Entrando dentro questo capannone di lamiera arrugginita mi trovo di fronte una vicenda surreale, nemmeno come trama di un film sarebbe plausibile.
Dobbiamo uscire velocemente per non rischiare ma bastano pochi secondi per farti salire l'angoscia e un prurito di disagio .
Da oltre vent’anni questo deposito "temporaneo" di radioattivi è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi (prevalentemente ospedalieri, non nucleari) stoccati all’interno.
L’ex Cemerad di Statte è una minaccia ambientale a soli 20 km da Taranto e con la Commissione Rifiuti l'abbiamo visitata oggi.Da allora la situazione non è migliorata e i fusti hanno subito un deterioramento inevitabile.
Dopo una lunga vicenda giudiziaria il deposito della Cemerad è stato sequestrato e la ditta è fallita. A pagare la bonifica dovrà essere anche in questo caso la collettività, ma per ora sono stanziati solo i fondi per caratterizzare i rifiuti. Nessuno infatti ha ancora mai aperto i fusti per verificare cosa realmente contengano. Su alcuni dei fusti ritrovati nel deposito è riportata una data di decadenza della radioattività a 10mila anni, ricordano gli ufficiali della forestale che eseguirono la perquisizione.
Il proprietario della Cemerad (come fa notare in un articolo il nostro giornalista /consulente Commissione rifiuti Andrea Palladino ) Giovanni Pluchino, era un personaggio chiave . Presidente dell’ordine dei chimici di Taranto, massone appartenente alla loggia Pitagora, aveva stabilito stretti rapporti societari con Enea e Nucleco, le società a capitale pubblico che si occupano della gestione del nucleare italiano. Nell’informativa preparata alla fine degli anni ‘90 dal Corpo forestale dello Stato erano indicati i rapporti commerciali della Cemerad: tra le tante società c’era la Setri di Cipriano Chianese, la mente dei traffici di rifiuti dei casalesi, legato - raccontano le indagini della Dda di Napoli - all’ambiente di Licio Gelli.
Solo i depositi delle scorie nucleari (ma anche i radioattivi in generale, ospedalieri in primis come in foto) sparsi in tutto il territorio italiano sono un business di miliardi (non milioni) di euro, a carico dei cittadini (voce A3 in bolletta e tasse) nell'indifferenza e inconsapevolezza più totale. Sarò il relatore sui rifiuti radioattivi della Commissione bicamerale Illeciti rifiuti e faremo nei prossimi mesi una relazione da portare in discussione in Parlamento.
Nei prossimi mesi vi garantisco che si parlerà molto di questi disastri economico/ambientali.
C'è la grossa partita del deposito nucleare da definire per non andare in infrazione.
Nessun Piero Angela divulgatore ha mai dato il giusto spazio a questo lato oscuro del nucleare e che subiamo da decenni. Spero che a breve nessuno dei media si possa più sottrarre.

Ecco i Documenti Ufficiali di Swiss Leakes oltre 7000 Italiani coinvolti con nomi illustri

http://www.icij.org/project/swiss-leaks/explore-swiss-leaks-data
Swiss Leaks The leaked HSBC files offer a rare glimpse inside one of the world’s most private banking systems. More than $100 billion from 106,000 clients of 203 countries.



sabato 7 febbraio 2015

#Renzi ed il colpo segreto per "inculare" la Destra, si chiama....

Il Progetto segreto del Figliolo creato da Berlusconi e' pronto da tempo e forse coinvolge alcuni personaggi anche di Forza Italia o piu' che coinvolgere ne sono al corrente.

Il problema di Renzi e' quello di andare al voto al fine di avere una maggioranza assoluta per governare senza il bisogno dei voti del NDC e del Patto del Nazzareno di Berlusconi.

Il Progetto e' gia in corso e nel particolare prevede la creazione di una nuova forza politica Italiana moderata che possa essere votata anche dagli scontenti del Centro Destra ormai nauseati dal comportamento servile di Alfano e personale di Berlusconi.

Questa formazione scendera' in campo se ne cessario e avra' come riferimento un finanziatore delle campagne elettorali e del PD molto in vista in Italia, un benefattore che Marchiggiano che potrebbe prendere molti voti e far travasare sin da subito nel suo contenitore molti depudati di forza Civica, Forza Italia e Ndc.

Gli amici che sanno e che stanno lavorando in sordina sono ben infiltrati in seno a questi partiti e spesso occupano posizioni di rango lo si riconosco per i loro comportamenti votati a far parte di gruppi o strutture che tengono i contatti con i soggetti in causa.

Insomma il figliol prodico che si vuole liberare di Berlusconi ed eliminare il servile Alfano.

Avvertiti la Destra rischia di sparire definitivamente causa proprio male.

Remo

I NUMERI DI QUESTA ITALIA SPAZZATURA CHE CI MERITIAMO. Di Remo Pulcini Blogger dissidente da questa merda, Italia e' morta

Debito Pubblico 2.200.000.000.000 euro

Debito per ciascun Italiano anche neonato 35.000 euro

Pressione Fiscale del 56%

Soldi Evasi nel 2014,  30.000.000.000

Primi in Eu per Evasione Fiscale

Primi in Eu per corruzione e 67 nel Mondo prima dell'Uganda su 178

Precari 4.000.000

Disoccupati 3.500.000

Senza Lavoro 6.000.000

In povertà assoluta circa 5.000.000

Suicidi per motivi economici 500 piu' 30% dal 2008

Fallimenti 3000 in tre mesi 40 al giorno nel 2014

Imprese chiuse - 15.000 mila

Ultimi per pesonale dipendente stabile e fra i primi nei 5 anni per precariato

Ultima in Europa per sostegno alla Famiglia

Persi in Italia 1.000.000 posti di lavoro

Guadagnati in Germania 900.000 posti di lavoro

Secondi in Ue dopo Malta per inattivita' femminile

Guadagno medio ora di un impiegato 3 euro

Guadagno medio ora di un politico 30 euro

Giovani attivi con i salari piu' bassi della Ue

Costo del Quirinale 24.000.000

Costo della Camera dei Deputati 110.000.000

Costo Aerei di Stato per politici 8.900.000

Primi in Italia per numero di Ministri e Ministeri e sottoposti oltre 100

Primo in Ue e 67 al mondo per politici indagati o inquisiti per reati vari

Record Mondiale di auto blu oltre 600.000

Totale Immigrati 6.100.000, circa 50 al giorno

Primi al mondo per reati come omicidio stradale con guida pericolosa (vero)

50.000 mila Carcerati pur avendo fatto due indulti


Numero di 50 primati negativi di rilevanza nel mondo

Ultima in Eu per costi e diffusione di Banda Larga

Primi come paese piu' inquinato in Eu con diossine e prodotti altamente tossici

Ultimi per scolarizzazione in Eu

Su 30 città in Europa con peggiore qualita' dell'aria  ben 17 sono Italiane

Ultimo per infrastutture e servizi in Eu seppur con maggior pressione fiscale

Ultimo in EU per Burocratizzazione

Ultimo per aver maggior ricorsi in Europa e procedure di infrazione

Peggior Paese del G7

Numero di morti che supera quello dei vivi al Sud mai accaduto

Primo Paese in Eu per reati vari

Primo Paese in Eu per reati di immigrati

Primo in Italia pr soldi Eu sprecati o inutilizzati  circa 4,1 miliardi

La Sanita' da terza in Europa sprofonda nella medicrita'

Corruzione Politica con perdita di centinaia di milioni di euro degli Italiani

Ultimo Paese Ue per tutela del patrimonio culturale ed archeologico (Pompei docet)

Mose, 
Roma Capiatale, 
Expo con cantieri ancora non finiti, 
Mps, 
Scandali Sessuali-Politici, 
P4,
Scandalo Rifiuti, 
Sangennapoli, 
Manettopoli,
Riborsopoli, 
Costo Alta Velocita', 
Parentopoli ed Incaricopoli,
Scandalo Immigrati

Soldi Rubati e persi degli Italiani

Alitalia donati 4 miliardi di euro
MPS rubati 7 miliardi donati 4 miliardi
Banche donati 7,5 miliardi
Slot e AZZARDO 98 miliardi
EXPO rubati 9 miliardi
Mose rubati 3 miliardi
Circa 135 miliardi una somma con cui Italia poteva fare molto

100 parlamentari indagati e condannati che hanno anche eletto il Capo dello Stato e si ricandidano

I reati di alcuni di essi:

Cessione di Marijuana, favoreggiamento, corruzione, appropiazione,abuso d'ufficio, truffa, ricettazione, banca rotta fraudolenta aggravata, associazione camorristica, imputato della P3, collegamento clan Casalesi, associazione esterna mafiosa, tentata estorsione mafiosa, tubativa d'asta, associazione a delinquere, concussione, finanziamento illecito, truffa ai danni dello stato, peculato, tangenti, minacce e lesioni aggravte, milllantato credito, tentata estorsione, falso in bilancio, sesso con minorenni.

Trattativa Stato Mafia

Terzo Presidente del Consiglio non Eletto dal Popolo, Renzi e' l'ultimo senza leggittimazione popolare vero che la Costituzione non lo contempla ma tutto cambia se questo non eletto vuole cambiare la stessa Costituzione e Camere.

Italia risulta fra i primi al mondo per produzione di riciclaggio e proventi del malaffare delle Mafie che sostanzialemente fanno girare l'Economia.


Tanto che ormai l'interesse maggiore delle Mafie Italiane si e' trasferito al Nord permeando completamente il tessuto sociale di queste Regioni e rendendo meno soffocanti quelle al Sud.

La Germania ci ha definito "PAESE CRIMINALE" perche' anche li le nostre mafie producono 10 miliardi di danno anno.

1 PER PRODOTTO INTERNO DELLE MAFIE IN EU E 20 AL MONDO CON OLTRE 
150 000 000 000

W L'ITALIA

Il Futuro dell'Italia e' triste e buio, per i nostri figli la cosa migliore e' andare nella civilta' Inglese, Francese o Tedesca per il Paese personalemnte credo che la trasformazione futura sara' la inesorabile permeazione di tutte le Istituzioni di personaggi che rappresenteranno essi stessi il malaffare senza intermediazione politica.

Le due cose si fonderanno senza traumi e in modo silente e continuo.







venerdì 6 febbraio 2015

Urgente sembra che il giovane Leader coreano Kim Jong-Online ha annunciato la sua conversione all'Islam direttamente alla TV

La Televisione nordcoreana ha trasmesso da poco la diretta per il leader Kim Jong-un che e'  durata circa dieci minuti, ha annunciato la sua affiliazione con la religione dell'Islam .


Nel discorso Jim Kong ha detto :  "che ho visto nel mio sogno sceicco arabo parla arabo con me, e lo capisco, mi ha parlato della religione e mi ha convertito, questo è quello che mi manca, ho dichiarato di fronte a Dio e al Suo Messaggero,  vi invito a vedere questo grande religione.

L'ingresso e Kim Jong alla  religione islamica e' una notizia che fa scuotere il mondo intero.



Il Califfato dell'Isis non e' stato creato dagli Usa ma e' una conseguenza della sua politica estera imperialista

Il Califfato dell'Isis non e' stato creato dagli Usa ma e' una conseguenza della sua politica estera imperialista.

Isis di fatto non puo' essere stato creato dagli Usa ma e' una conseguenza della incapacita' di politica estera di poter fare ed agire con una metalita' non imperialista.

Uno dei motivi perché emersero di talebani in afghanistan e pakistan e ISIS emerse in Siria e iraq perché gli Usa e la loro politica estera in queste regioni non sono riusciti a garantire  giustizia per il popolo.

Quando la gente non ottiene giustizia, quando il futuro della popolazione è incerto e quando esistono un gran numero di persone senza lavoro e povertà i movimenti estremisti e millenari come i talebani , Isis prendono radice.

Questo è un fenomeno naturale è non qualcosa creato da potenze straniere europee direttamente ed esiste in tutte le culture anche se indirettamente per movimenti attuali dal XIX secolo, essi sono responsabili di quello che sta succedendo.

Certo poi potremo parlare di alcune idee strane in seno al Pentagono o al Senatore Mc.Cain per creare una Paese non paese nella zona in cui si e' stabilizzata Isis ma di fatto questa e' un idea di pochi , un idea miope di politica estera perche' un simile gruppo musulmano e' come una banda di ladri che prima o poi fara saltare i vertici perche' la sete di potere e' umana e allora non si avra' piu' nessuno con cui contrattare.

giovedì 5 febbraio 2015

LE MINACCE ALL'ITALIA DALL'ISIS SU WIKILAO IN QUESTA FOTO

fonte WIKILAO

Certo, perlomeno al momento, viene ritenuto più che altro un wishful thinking, ma un piano esplicitato in un documento programmatico che l'ISIS fa circolare online (e intitolato The Islamic State 2015) preoccupa l'intelligence per "nuove e più gravi specifiche minacce all'Italia" che vi sono contenute. E, come viene spiegato ricalcando le parole del ministro dell'Interno Angelino Alfano, "non va sottovalutato alcun segnale di pericolo". 
 
Il testo degli islamisti - un aggiornamento molto arricchito "e più raffinato" di una specie di  primo e-book diffuso lo scorso anno - è lungo cento pagine ed è scritto prevalentemente in un inglese non perfetto, sebbene si ipotizzi che gli estensori siano "persone in possesso di cittadinanza occidentale" passate con Abu Bakr al-Baghdadi. Di certo è stato elaborato per volere dei vertici stessi dell'ISIS.
 
Il documento, "di chiaro stampo propagandistico", contiene le istruzioni per raggiungere i campi di combattimento dello scacchiere siro-iracheno. Si presume sia stato concepito prevalentemente "per popolare il sedicente Stato islamico di nuovi combattenti" e "per contrastare gli sforzi anti-foreign fighters che si andranno a mettere in campo anche sul piano della narrative".
 
Nelle pagine conclusive vi si prefigura un attacco all'Europa, una volta sconfitti "i persiani iraniani" (riferimento agli sciiti). "I tiranni del Maghreb islamico saranno battuti per il 2020" e "i mujaheddin tunisini, libici" e di altre località "si impossesseranno degli arsenali di quei dittatori", delle loro basi e dei loro razzi a lunga gittata.
 
"Ansar al Sharia in Libia e Al Qaeda nel Maghreb Islamico cominceranno a sparare missili verso il cuore dell'Europa, come vendetta per quanto patito dai loro fratelli in Siria", in quella che viene definita col termine Malhama, traducibile con l'espressione Grande guerra. 
 
Il documento - con tanto di illustrazione artigianale composta su una mappa di Google lavorata - prospetta un attacco da tre fronti con "l'accerchiamento dell'Europa" e la sua "cattura" da parte del "Califfato Islamico Globale": "da ovest (Spagna), dal centro (Italia, Roma) e da est (Turchia, Costantinopoli/Instabul)", come si legge nella didascalia della piantina. 
 
C'è anche una considerazione tecnica messa in evidenza e riguarda gli M-75 "usati da alcuni gruppi jihadisti oggi (da Hamas, per esempio)": "osserviamo che possono percorrere una distanza di 170 chilometri". "Se Al Qaeda nel Maghreb Islamico lanciasse missili dalla costa tunisina verso l'Italia la potrebbero raggiungere". L'obiettivo, poi, è ancora una volta indicato in Roma, il nome della quale, come d'altronde quello stesso del nostro Paese, è cerchiato in rosso.
 
Nel conflitto immaginato dal testo dell'ISIS arriverà anche il momento dell'ingresso di truppe di terra in Italia "per appoggiare i musulmani oppressi d'Europa (che saranno sottoposti a torture perché 'nemici interni')". 
 
Quanto alla Spagna: "anche dei Grad rudimentali possono essere lanciati dalla città marocchina di Rabat" per la "liberazione dell'Andalusia". "L'unica ragione per la quale Al Qaeda nel Maghreb Islamico non può farlo ora" è per la sua presenza limitata nell'area e per le difficoltà di far arrivare lì i razzi.
 
La battaglia, nella visione dell'ISIS, comprenderà tutto il Medio Oriente e tutta l'Europa al punto che - e qui ci sarebbe l'interpretazione di alcuni hadith - "gli uccelli non potranno sopravvivere, probabilmente per i missili che saranno lanciati in tutti i cieli del mondo musulmano ed europeo". 
 
Lo scenario di guerra può apparire irrealistico ma è preceduto da considerazioni precise e fattuali che lo rendono meno fantasioso.
 
"Sappiamo che Ansar Bayt al-Maqdis nel Sinai (adesso parte dello Stato Islamico) ha contrabbandato missili con Hamas in Palestina qualche anno fa. Quindi avranno dei canali per entrare in possesso di altri missili e per farli consegnare ad altri gruppi armati islamici. Sappiamo che anche Ansar al Sharia, a Bengasi, in Libia, ha preso dei razzi" dagli arsenali di Gheddafi. "La Tunisia è giusto accanto alla Libia e Al Qaeda nel Maghreb Islamico ha una sua presenza lì. Quando il confine tra Libia e Tunisia sarà crollato ci potrà essere una condivisione di missili".
 
Il testo riferisce anche di informazioni sulle scorte libiche di missili 9K52 Luna-M, dei quali si riporta anche il nome in codice NATO (FROG-7). E appunta: "non ci sono dubbi sul fatto che iraniani e sauditi abbiano missili più evoluti" sui quali lo Stato Islamico spera di mettere le mani. Riad prende la cosa seriamente, a quanto pare, anche perché scontri con reparti dell'ISIS al confine con l'Iraq sono già cominciati. Da alcune settimane - per volere delle autorità dell'Arabia Saudita - è in costruzione un muro di circa mille chilometri alla frontiera.
 

Le contraddizioni del Ministero dei Trasporti Lupi e del Governo Renzi sulla continuita' territoriale della Sicilia con il Continente

Le contraddizioni del Ministero dei Trasporti Lupi e del Governo Renzi sulla continuita' territoriale della Sicilia con il Continente, dopo la soppressione di 46 milioni di euro per finanziare il servizio di traghettamento dello Stretto di Messina che rimane in mano al solo privato in regime di monopolio e senza che i cittadini Siciliani possano avere agevolazione sui prezzi fin troppo salati.

I Siciliani per la lontana Roma Politica sia di Sinistra che di Destra sono cittadini Europei di seri B, animali che come i poveri migranti la notte con valige e bambini al seguito dovranno prima raggiungere Messina con il treno da terzo mondo e poi scendere per traghettare e riprendere un treno intercity decente che li porti in capitale Roma.

Il completo disinteresse e gli slogan di qualche politico Siciliano contrastano con quanto sta accadendo nel continente.

Certo sono belle le parole del Presidente Siciliano On. Mattarella che parla di nuovo sentimento di Unita' Nazionale quando questo urta con i fatti del Governo Renzi sostenuto dal poltronista On. Lupi.

Appare incredibile come in tutto quello che sta facendo il Governo Renzi che a seguito di dichiarazioni e iniziative legislative favorevoli per i cittadini Siciliani di Serie B fanno seguiti fatti che vanno in direzione divergente.

E' mai possibile che il Ministro Lupi parli di Piano strategico Nazionale della Portualita' e della Logistica ed al punto 5 del predetto piano parli di :

"Rimozione di bottlenecks infrastrutturali puntuali - Il Piano punta a migliorare l’accessibilità (sia ferroviaria che stradale) ai nodi portuali e interportuali, e individua la necessità di garantire il medesimo livello di qualità sia sulle infrastrutture di lunga percorrenza in coerenza con la programmazione europea (corridoi TEN-T) sia sui collegamenti ultimo miglio, fattori abilitanti per l’utilizzo della capacità sull’intera catena di trasporto e logistica."

Quando di fatto l'accessabilita' ferroviaria e portuale della Sicilia ed in particolare dell'area dello Stretto di Messina peggiora per sue mani con la soppressione dei finanziamenti pubblici che servono alla continuita' territoriale del Popolo Siciliano ?

Per non parlare del progetto T-TEN e relativa soppressione del Corridoio 10 Berlino-Palermo come programmato (avevo fatto nel 2014 una petizione Europea per difendere il diritto di noi Siciliani al corridoio in questione).

Invece di intraprendere un programma strategico di Sviluppo che comprenda il Trasporto Ferroviario, stradale e marittimo Siciliano il Ministero dei Trasporti sin dai tempi di Matteoli riduce il servizio in modo silente e colpevole, voglio ricordare la questione trasporti delle isole.

Dobbiamo parlare di potenziamento dei servizi di mobilita' Siciliani per colmare il Gap con il resto del Paese ed invece il Governo Renzi va in senso contrario.

I Siciliani in cambio di una separazione di fatto fisica e giuridica con il resto del Paese e con l'Europa ci regala un isola sventrata da sondaggi e pozzi di ricerca Petroliferi che non solo devastano l'unica ricchezza che gli isolani hanno il Turismo e il gettito che rimane sul territorio, ma regala le Royalty alle compagnie Petrolifere a prezzi fuori mercato senza che si rispetti art. 37 dello Statuto Siciliano dove i redditi prodotti in Sicilia o da Aziende non Siciliane che traggono risorse dal nostro territorio vengano rigirati come una partita di giro al Governo Regionale di Crocetta che naviga nei fumi del default.

Crocetta amante di slogan che non hanno mai dato seguito a fatti dovrebbe fare una battaglia di principio sulla questione e non invece dedicare qualche trafiletto di protesta demandato ai giornali.

La Sicilia e' Europa ! La Sicilia e' Italia quando ci saranno pari condizioni e pari dignita' altrimenti l'invocato Referendum Indipendentista supportato dall'autodeterminazioni dei popoli (Onu) di gatto e' un evento realizzato dal governo di Roma, che intende fare dell'Isola una latrina a cielo aperto sottosviluppata.

Non e' possibile accettare tutto questo e bisognerà fare una battaglia legale e giuridica.

Dispiace vedere che per una poltrona il Siciliano alfano si vende a Renzi e cosa piu' grave vende anche la Sicilia ed i Siciliani.


Remo Pulcini

Il Presidente della Repubblica si allinea a Renzi ed alle forze politiche del Nazzareno, Urgenza delle Riforme io dico Urgenza del Lavoro e tanto altro

L'urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte.

Purtroppo le vere ed uniche parole seguite dai fatti in paesi evoluti come la Francia , l'Inghilterra o la Germania sarebbero stati lotta alla corruzzione diffusa, agli sprechi.

Urgenza, Lavoro,  Sviluppo e reddito, ed invece si continua con questa litania fatta di slogan e prese per il culo che gli Italiani devono sentire che riguardano essenzialmente la riorganizzazione dello stato a misura di Massoni, banche e burocrati.


Una domanda al neo Presidente della Repubblica nato in Sicilia. La Sicilia fa parte dell'Italia e dell'Europa oppure no ?

Nel discorso d' insediamento del neo Presidente della Repubblica On. Mattarella si e' spesso soffermato su queste affermazioni testuali:

"La responsabilità di rappresentare l'unità nazionale innanzitutto. L'unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno.

Ma anche l'unità costituita dall'insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini. Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana.

Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l'esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali.

Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza. Perché questa speranza non rimanga un'evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società."

Come e' possibile che il nostro Paese viva di slogan e di dichiarazioni che vanno di fatto in direzione opposta a quanto fatto per i cittadini ed il Popolo Sovrano ?

Le chiedo come e' possibile sospendere la continuita' territoriale ed i servizi di taghettamento dalla Sicilia per il Continente ?

Come e' possibile avere dei costi da sostenere per i cittadini Siciliani in termini di trasporto Aereo e di monpolio privato di traghettamento a prezzi che creano diseguaglianza sociale ?

Come e' possibile avere una rete Ferroviaria e autostradale Borbonica quando da Napoli in su si sono spese centinaia di milioni di Euro per alta velocita' ferroviaria ?

Come e' possibile avere un gap deficiatrio per le nostre imprese che sono penalizzate da servizi logistici e trasporti obsoleti ?

Come e' possibile che mentre lei dichiara di essere Uniti', la sua Sicilia viene svenduta dal Ministro dei Trasporti Italiano ?

Io credo che lei abbia il dovere come Presidente della Repubblica e come Siciliano di agire per la giustizia  e l'Unita' che lei invoca altrimenti rimangono discorsi demagogici.

mercoledì 4 febbraio 2015

Avvio Petizione Europea - Sicilia e diritto di continuita' territoriale- per sapere se la Sicilia fa parte dell'Europa oppure no. Traghettamento sopresso dal Ministero dei Trasporti tramite RFI - REMO PULCINI


Dati della petizione
Titolo originale: Continuita' territoriale della Sicilia con Europa
Titolo della sintesi:
Numero di petizione:
Temi : Trasporti
Paese: Italy
Nome dell'associazione:

Ho deciso dopo che la Politica Siciliana tutta e i Siciliani tutti specie nella classe dirigente ed impreditoriale nonche' giornalistica tramite qualche modesto trafiletto non hanno fatto nessun atto Politico in seno al Ministero dei Trasporti per far si che i Siciliani non siano trattati come cittadini Italiani di serie B, di effettuare una Petizione Euopea come primo atto di protesta a cui fara' seguito il mio impegno presso la commissione e la Giustizia Europea al fine di ripristinare i diritti e la continuita' territoriale della Sicilia con Europa.

La soppressione dei finanziamenti di 46 milioni di Euro e la riduzione con la chiusura di quasi tutte le navi per il servzio di traghettamento facendo dei Siciliani una specie di porci che di notte scendono con valigie e neonati a piedi in attesa dell'unica nave per passare in continente ed aspettare poi un treno intercity.

Io non ci sto, ritengo che l'Europa non puo accettare che esistano cittadini di serie B e Istituzioni come Italia ed il suo Governo che impediscono ai Siciliani gli stessi diritti degli altri cittadini Europei.

In tal caso un Referendum per far uscire la Sicilia dall'Italia sarebbe un atto che troverebbe anche giustificazione Giuridica.

Vi prego di sostenere questa Petizione ed attivare tutte quelle azioni legali in seno all'Europa per impedire questo scempio che uccidera' completamente isola.

Invito la mia amica Oonorevole Lara Comi da sempre sensibile alle cause giuste di farsi portavoce delle nostre rischieste e di attivare un iterrogazione parlamentare in seno al Consiglio Europeo.

Petizione Europea

Testo originale della petizione:
tag: TRENI SICILIA TERRITORIO EUROPA CONTINUITA'

Impossibilita' dei Siciliani a far parte della Comunita' Europea perche' lo Stato italiano dal 13 giugno del 2015 nega la possibilita' per i cittadini Europei Siciliani di farne parte diventatndo a tutti gli effetti cittadini di serie B.

La petizione riguarda Europa perche' il Governo Italiano tramite Trenitalia e la societa' RFI dal 13 Giugno riduce al minimo il servizio di trasporto per i Siciliani con il Continente attraverso lo Stretto di Messina. RFI ha presentato un progetto di riduzione ai m inimi termini del servizio di trasporto navale, eliminando una nave e il licenziamneto di oltre 100 unita' lavorative.

I Siciliani saranno costretti anche di notte a raggiungere Messina , scendere dai treni aspettare l'unica nave per traslocare in continente e prendere un treno. L’azienda ha motivato la scelta a causa della riduzione dei finanziamenti per il traffico universale passeggeri e merci e per il traghettamento, sopprimendo tre treni e due navi. Restano a lunga percorrenza solo due convogli notturni per Roma.

In tutti gli altri casi bisogna attraversare lo Stretto portandosi dietro i bagagli. Resterà un solo Ferry Boat dal prossimo giugno per portare i siciliani in percorrenza da Siracusa o da Palermo fino a Roma senza dover scendere dal treno Considerando che non esiste una compagnia aerea regionale dopo il fallimento di Windjet, considerando che il trasporto merci e passeggeri fatto da privato avviene in regime di monopolio e senza nessuna facilitazione economica tale da permettere a tutti i Siciliani di uscire dall'Isola. Si richiede la condanna del Italia attraverso una iniziativa da fare alla Corte dei Conti Europea.

Un intervento della Commisione europea e del Consiglio per sollecitare il Ministero dei Trasporti Italiano a rifinanziare il taglio del finanziamento che lo stesso ministero il 23 dicembre ha bloccato pari a 46 milioni di euro previsto per l’attraversamento dello Stretto” La Petizione e' fatta per sapere se la Sicilia gia' penalizzata dallo Stato Italiano e dall'Europa con la soppressione del corridoio Berlino - Palermo e con un servizio Treni da Terzo Mondo e' una Regione Europea oppure deve ritenersi ormai fuori dall'Europa

La storia controversa dei Mattarella (fonte Opinione)

L’ex direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin, sembra non avere dubbi sulla candidatura di Sergio Mattarella al Quirinale e scrive sul proprio profilo Facebook: “Un Mattarella al Quirinale sarebbe il trionfo dell'antimafia, dei pataccari e dei mafiosi”. La data è quella dello svelamento delle carte da parte del Premier Matteo Renzi: il 28 gennaio. Parole dure. Che fanno pensare.
Lo stesso giorno, nella propria rubrica su “Il Foglio”, sempre Bordin conclude così la propria “bocciatura” relativa a quel nome: “Almeno si sappia che incolpevolmente rappresenta questa storia familiare e politica. Molto più tragica e grave di un carrello dell’Ikea o di un processo per truffa”. Con chiara allusione alle antipatie e alle controindicazioni del candidato donna del Pd, Anna Finocchiaro. E ai problemi del di lei consorte. Per Bordin insomma, pare di capire che, nella storia dei Mattarella, la mafia e l’antimafia, quella dei professionisti di sciasciana memoria, si intrecciano inesorabilmente. E portare questa storia al Quirinale potrebbe non essere il massimo della vita. Per chi si chiedesse come mai tanta ostilità di Bordin, radicale sincero, basterebbe andarsi a rileggere le cronache siciliane degli ultimi cinquant’anni così come raccontate dai quotidiani, dalle sentenze e dalle varie commissioni antimafia che si sono succedute.
Bernardo Mattarella (nella foto), il patriarca della famiglia che fece parte dell’Assemblea costituente, fu sempre, forse a torto, sospettato di collusioni con la vecchia mafia patriarcale che aveva anche aiutato gli americani nello sbarco in Sicilia. Avversario del banditismo separatista dell’Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia (Evis) e segnatamente del bandito Salvatore Giuliano, Mattarella fu accusato in aula al processo di Viterbo da Gaspare Pisciotta (quello che vendette Giuliano allo Stato su input della mafia che voleva continuare i propri traffici dell’epoca, tra cui quello embrionale di eroina sulla rotta Messico Stati Uniti) di essere stato uno dei mandanti della strage di Portella delle Ginestra (1 maggio 1947). Il movente era semplice: fare ricadere l’odio sul bandito e spezzare l’omertà che fino a quel momento lo aveva sempre preservato dalla caccia che gli dava lo stato italiano. La mafia si sarebbe comprata i due luogotenenti di Giuliano che quel giorno avevano avuto l’ordine di sparare al comizio sindacale per aria e che invece mirarono sui contadini. Undici morti e la nascita del primo mistero d’Italia.
Pisciotta non venne creduto e nella sentenza di Viterbo si parlò di depistaggio. All’epoca i traditori e i pentiti non avevano la fortuna giudiziaria dei giorni nostri. In seguito, nel 1965, fu il poeta e sociologo comunista Danilo Dolci ad accusare di mafiosità il padre di Sergio e Piersanti Mattarella. Ma in tribunale non riuscì a provare le accuse e si salvò solo con l’amnistia da una condanna a due anni di galera. Piersanti Mattarella, invece, dopo una lunga permanenza come assessore e poi come presidente alla famigerata Assemblea regionale siciliana (Ars), dalla mafia o da chi per lei venne spietatamente assassinato all’alba del giorno dell'Epifania del 1980.
A tal proposito, ecco un lungo servizio del vecchio Marrazzo, Joe non Piero, su tutta la vicenda, con un’inedita intervista a Joe Valachi.
Si era messo contro Vito Ciancimino e aveva denunciato le ruberie dell’assessorato all’agricoltura. Inoltre voleva cambiare verso alla Dc siciliana e andava a braccetto con Pio La Torre che di lì a un anno e mezzo sarebbe stato anche lui assassinato dai corleonesi. Buscetta al maxiprocesso e prima ancora al giudice Giovanni Falcone disse che i boss perdenti della guerra di mafia, Totò Inzerillo e Stefano Bontade, dovettero subire la volontà della Cupola in mano ormai ai corleonesi. Ma che, fosse stato per loro, mai avrebbero voluto uccidere il figlio di Bernardo Mattarella.
Che le voci di quelli che fanno del sospetto l’anticamera della verità davano come vicino a sua volta al boss di Alcamo, Vincenzo Rimi. Anche lui esponente di quella mafia palermitana che poi, nei mesi successivi all’omicidio di Piersanti Mattarella, subì la ferocia di Riina e Provenzano. Che poi eliminarono negli anni seguenti nella più spietata delle guerre di mafia che Palermo abbia mai visto in un secolo di onorata società quasi tutti i suoi membri. Sergio Mattarella, invece, prima e dopo la tragedia che vide per sfortunata vittima il fratello, di mafia si occupò pochino sul campo pratico salvo sponsorizzare la candidatura di Leoluca Orlando Cascio (altro figlio di sospetto quanto storico mafioso) a sindaco di Palermo in quota alla corrente della Dc anti-andreottiana e anti-Ciancimino e Lima.
Erano gli anni della famosa “primavera di Palermo” e della polemica sui professionisti dell’anti mafia instaurata da Leonardo Sciascia non tanto sui giudici Falcone e Borsellino, come oggi la vulgata racconta, quanto sui presenzialisti da talk-show dell’epoca. Tra cui lo stesso Orlando. Che con le proprie parole di accusa a “Tempo Reale” determinò anche il suicidio del maresciallo Lombardo, quello che si era recato in America a interrogare Tano Badalamenti. Badalamenti che diceva di voler consegnare agli inquirenti informazioni importanti (forse anche in grado di ribaltare la tesi di Tommaso Buscetta riguardo all'omicidio Pecorelli), e che aveva conosciuto Lombardo in due precedenti incontri negli Usa, stabilì, come condizione al suo rientro in Italia per testimoniare, che venisse a prenderlo proprio il maresciallo.
Pur facendo notare la pericolosità dell'operazione, Lombardo infine accettò di organizzarla e fissò la propria partenza per il 26 febbraio 1995. Tuttavia, tre giorni prima di questa data, Lombardo ricevette un duro colpo su un fronte inaspettato: nella trasmissione “Tempo Reale”, condotta da Michele Santoro, i due ospiti Leoluca Orlando e Manlio Mele, sindaci rispettivamente di Palermo e Terrasini, mossero accuse pesanti verso di lui, pur senza nominarlo mai esplicitamente (ma riferendosi all’“ex capo della stazione di Terrasini”). A Luigi Federici, allora comandante generale dell'Arma, che telefonò alla Rai in difesa di Lombardo, non fu concesso di intervenire. Tutte cose che oggi nessuno ricorda più né vuole ricordare. Ecco perché un giornalista equilibrato, non certo un grillino, come Bordin può senza tema di smentite usare quei toni così insolitamente duri per lui rispetto alla candidatura di Sergio Mattarella al Quirinale.
In un Paese dilaniato da processi come quello sulla “trattativa Stato-mafia”, in cui l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano è stato di fatto costretto a testimoniare (dopo che le sue telefonate con l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, erano state intercettate dai pm di Palermo sia pure “per sbaglio”) un nome come quello di Mattarella appare per una volta non tanto “divisivo”, quanto piuttosto troppo “unificante”. Almeno rispetto ai due rovesci della medaglia costituti dalla “mafia” e dall’antimafia dei cosiddetti “professionisti”. Come simbolo effettivamente non è il massimo della vita per i futuri libri di storia.

Il Fatto

 
Le colpe dei fratelli non ricadono sui presidenti della Repubblica però è giusto conoscere a fondo la storia delle famiglie di provenienza quando si parla di capi di Stato. Sia nella luce, come nel caso del fratello Piersanti, nato nel 1935 e ucciso nel 1980 dalla mafia, sia nell’ombra, come nel caso di Antonino, nato nel 1937, terzo dopo Caterina (del 1934) e prima del piccolo Sergio, classe 1941. Antonino Mattarella ha fatto affari con quello che è da molti chiamato “Il cassiere della Banda della Magliana” anche se quella definizione è imprecisa e sta stretta a don Enrico Nicoletti, una realtà criminale, come dimostra la sua condanna definitiva perassociazione a delinquere a 3 anni e quella per usura a sei anni, autonoma e soprattutto di livello più alto. Enrico Nicoletti era in grado di parlare con Giulio Andreotti, faceva affari enormi come la costruzione dell’università di Tor Vergata, si vantava di conoscere Aldo Moro, ha pagato parte del riscatto del sequestro dell’assessore campano dc Ciro Cirillo. Ora si scopre che ha prestato, 23 anni fa, 750 milioni di vecchie lire al fratello del presidente della Repubblica. Il Tribunale di Roma nel provvedimento con il quale applica la misura di prevenzione del sequestro del patrimonio di Nicoletti nel 1995 si occupa dei rapporti tra Nicoletti e l’avvocato Antonino Mattarella, cancellato dall’ordine professionale per i suoi traffici, secondo alcune pubblicazioni che risalgono a dieci anni fa (anche se nella lettera pubblicata qui sotto il fratello del capo dello Stato sostiene che la “cancellazione” è avvenuta in pendenza di una sua esplicita richiesta). Nell’ordinanza scritta dal giudice estensore Guglielmo Muntoni, presidenteFranco Testa, si descrive la storia di un palazzo in zona Prenestina comprato da Nicoletti, tramite una società nella quale non figurava, grazie anche alla transazione firmata con il curatore di un fallimento di un costruttore, Antonio Stirpe.
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L’affare puzza, secondo i giudici, perché il curatore, Antonino Mattarella era indebitato con lo stesso Nicoletti. Il palazzo si trova in via Argentina Altobelli in zona Prenestina e ora è statoconfiscatodefinitivamente dallo Stato. “Davvero allarmanti sono le vicende attraverso le quali il Nicoletti ha acquistato l’immobile in questione – scrivono i giudici – Nicoletti infatti ha rilevato l’immobile dalla società in pre-fallimento (fallimento dichiarato il 20 luglio 1984) dello Stirpe con atto 9 gennaio 1984; è riuscito ad evitare una azione revocatoria versando una cifra modestissima, lire 150 milioni, rispetto al valore del bene, al fallimento. La transazione risulta essere stata effettuata tramite il curatore del fallimento Mattarella Antonino, legato al Nicoletti per gli enormi debiti contratti col proposto (dalla documentazione rinvenuta dalla Guardia di finanza di Velletri emerge che il Nicoletti disponeva di titoli emessi dal Mattarella, spesso per centinaia di milioni ciascuno)”.
La legge fallimentare cerca di evitare che i creditori di un imprenditore restino a bocca asciutta. Il curatore dovrebbe evitare che, prima della dichiarazione di fallimento, i beni prendano il volo a prezzo basso. Per questo esistono contro i furbi le cosiddette azioni revocatorie che riportano i beni portati via con questo trucco nel patrimonio del fallimento. Il curatore dovrebbe vigilare e invece, secondo i giudici, l’avvocato Antonino Mattarella aveva fatto unaccordo con Nicoletti e il palazzo era finito nella società di don Enrico. Per questo le carte erano state spedite in Procura ma, prosegue l’ordinanza del sequestro, “una volta che gli atti furono trasmessi dal Tribunale Civile alla Procura della Repubblica per il delitto di bancarotta si rileva che le indagini vennero affidate al Maresciallo P. che risulta tra i soggetti ai quali Nicoletti inviava generosi pacchi natalizi”.
Non era l’unica operazione realizzata dalla società riferibile a Nicoletti e poi sequestrata, la Cofim, con Antonino Mattarella. “In data 23 aprile 1992 risulta il cambio a pronta cassa dell’assegno bancario di lire 200 milioni non trasferibile, tratto sulla Banca del Fucino all’ordine di Mario Chiappini”, che è l’uomo di fiducia di Nicoletti per l’attività di usura. “In data 28 aprile viene versato sul predetto c/c altro assegno di lire 200 milioni sulla Banca del Fucino, tratto questa volta all’odine della Cofim dallo stesso correntista del primo assegno: questo viene richiamato dalla società, a firma dell’Amministratore sig. Enrico Nicoletti. In data 30 aprile 1992 la Banca del Fucino comunica l’avvio al protesto del secondo assegno). ”L’assegno citato – concludono i giudici di Roma – risulta essere stato emesso dal Prof. Antonino Mattarella”.
I giudici riportano le conclusioni del rapporto degli ispettori della Cassa di Risparmio di Rieti, Cariri. “A tal proposito – scrive il Tribunale – viene esemplificativamente indicato il richiamo di un assegno di 550 milioni emesso sempre dal Prof. Mattarella. Si riporta qui di seguito per estratto quanto esposto dall’ispettorato Cariri: ‘In data 15 maggio 1992 (mentre era in corso la presente ispezione), è stato effettuato dalla Succursale il richiamo di un assegno di Lire 550 milioni, tratto sulla Banca del Fucino da Mattarella Antonio, versato in data 4 maggio sul c/c 12554 della Cofim (società riferibile a Nicoletti e poi sequestrata, ndr). Il richiamo è avvenuto previo versamento sul c/c della Cofim di altro assegno di pari importo tratto dallo stesso Mattarella, essendo il primo insoluto’. La Banca del Fucino ha regolarmente informato la nostra Succursale (il giorno 21 o 22) che anche il secondo assegno, regolato nella stanza di compensazione del 18 maggio, era stato avviato al protesto. (…).
L’assegno di 550.000.000 lire è tornato protestato il 4 giugno e, al termine dell’ispezione, è ancora sospeso in cassa per mancanza della necessaria disponibilità per il riaddebito sul conto della Cofim”. I rapporti tra Nicoletti e Antonino Mattarella risalivano ad almeno 3 anni prima. I giudici riportano un episodio: il 17 luglio del 1989 Nicoletti telefona al suo uomo di fiducia Mario Chiappinimentre sta nell’ufficio di un tal Di Pietro della Cariri. Chiappini prende il telefono e dice al suo boss “che aveva prelevato e fatto il versamento e che era tutto a posto. Doveva sentire solo Mattarella con il quale aveva un appuntamento”.
da Il Fatto Quotidiano del 30 gennaio 2015
modificato dalla redazione web l’1 febbraio 2015
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
“Presi quei soldi da Nicoletti, ma vi spiego come andò…”
Caro direttore, leggo l’articolo pubblicato in prima pagina (edizione del Fatto Quotidiano di venerdì 30 gennaio) e scrivo per rettificarne i contenuti e chiedo la completa pubblicazione ai sensi della legge sulla stampa. A prescindere dalla circostanza che mai sono stato “radiato” dall’Albo degli Avvocati dato che si è trattata di una “cancellazione”, tra l’altro in pendenza di una mia esplicita richiesta al riguardo in quanto passato a “tempo pieno” all’insegnamento universitario, vorrete prendere nota di quanto segue: mai sono stato in affari con il Nicoletti. Ciò premesso. I movimenti di assegni segnalati nell’articolo (e altri) avevano origine da operazioni di prestiti a tasso “particolarmente elevato” ricevuti dal Nicoletti, noto operatore del settore (peraltro presentatomi, a suo tempo, da persona al di sopra di ogni immaginabile sospetto: un cancelliere del Tribunale di Roma), in ragione di difficoltà finanziarie nelle quali ero venuto a trovarmi per alcune operazioni immobiliari avviate in società con terze persone, per le quali avevo prestato garanzie personali, a cui ho dovuto far fronte in prima persona, con i proventi della mia attività professionale. Tutti i miei titoli rilasciati al Nicoletti per le operazioni di “prestito” sono stati da me pagati e, comunque, dette operazioni sono tutte successive alle vicende del fallimento Stirpe. Quanto all’immobile cui si fa riferimento, la ricostruzione dei fatti è totalmente errata.
Quando è stato dichiarato il fallimento Stirpe, l’immobile in questione era già nel patrimonio del Nicoletti in quanto lo stesso aveva ottenuto il trasferimento di proprietà prima della dichiarazione di fallimento in compensazione di crediti vantati con il debitore poi fallito. Dopo avere esaminato la documentazione, nella mia qualità di curatore fallimentare, ho ritenuto opportuno proporre il giudizio per l’azione revocatoria, l’esito del quale è stato favorevole al fallimento per cui il bene ritornava nella massa attiva. La difesa del Nicoletti (assistito da professionista di chiara fama) ha proposto appello avverso la decisione di primo grado. Nelle more è stata avanzata una proposta transattiva che prevedeva la rinuncia da parte del fallimento alla sentenza favorevole contro versamento della somma di 150.000.000 di lire, ferma restando la cancellazione dei debiti pregressi dello Stirpe a suo tempo compensati con il trasferimento del bene. La proposta transattiva è stata sottoposta al comitato dei creditori che ha espresso parere favorevole ed è stata approvata dal giudice delegato cui spettava la decisione (e non al curatore).
Quindi il prezzo pagato dal Nicoletti per l’immobile non è stato di 150 milioni, come riportato nell’articolo, ma a questa somma va aggiunto quanto compensato con la precedente operazione di acquisizione del bene prima del fallimento come si potrà accertare dalla documentazione relativa al fallito. Nelle more delle appena citate procedure per la formalizzazione della transazione, il giudizio di appello è andato avanti e rimesso al Collegio per la sentenza. Completate le formalità di approvazione dell’accordo transattivo, il Nicoletti ha versato l’importo concordato. Subito dopo è stata depositata la sentenza d’appello che, in accoglimento del ricorso del Nicoletti, ha rigettato la domanda in revocatoria proposta dalla curatela e accolta in primo grado! In conclusione, se non fosse intervenuta e definita la transazione con l’incasso di quanto concordato, il bene immobile, in seguito alla decisione dell’appello, sarebbe rimasto nella piena proprietà del Nicoletti senza l’esborso ulteriore di 150 milioni ottenuto con la transazione. Posso affermare che sono stato l’unico curatore fallimentare (o uno dei pochi) a proporre una azione revocatoria nei confronti del Nicoletti (nonostante i consigli contrari) e di aver definito con vantaggio per la curatela una vicenda nata da prestiti usurari risolti con acquisizione di un bene (prima del fallimento).
Antonino Mattarella 
La ricostruzione dei fatti è del Tribunale di Roma nell’ordinanza di sequestro dei beni di Enrico Nicoletti. (M.L.)

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