lunedì 9 febbraio 2015

Da oltre vent’anni questo deposito "temporaneo" di radioattivi è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi (prevalentemente ospedalieri, non nucleari) stoccati all’interno.

Entrando dentro questo capannone di lamiera arrugginita mi trovo di fronte una vicenda surreale, nemmeno come trama di un film sarebbe plausibile.
Dobbiamo uscire velocemente per non rischiare ma bastano pochi secondi per farti salire l'angoscia e un prurito di disagio .
Da oltre vent’anni questo deposito "temporaneo" di radioattivi è in stato di abbandono, con 1140 metri cubi di rifiuti radioattivi (prevalentemente ospedalieri, non nucleari) stoccati all’interno.
L’ex Cemerad di Statte è una minaccia ambientale a soli 20 km da Taranto e con la Commissione Rifiuti l'abbiamo visitata oggi.Da allora la situazione non è migliorata e i fusti hanno subito un deterioramento inevitabile.
Dopo una lunga vicenda giudiziaria il deposito della Cemerad è stato sequestrato e la ditta è fallita. A pagare la bonifica dovrà essere anche in questo caso la collettività, ma per ora sono stanziati solo i fondi per caratterizzare i rifiuti. Nessuno infatti ha ancora mai aperto i fusti per verificare cosa realmente contengano. Su alcuni dei fusti ritrovati nel deposito è riportata una data di decadenza della radioattività a 10mila anni, ricordano gli ufficiali della forestale che eseguirono la perquisizione.
Il proprietario della Cemerad (come fa notare in un articolo il nostro giornalista /consulente Commissione rifiuti Andrea Palladino ) Giovanni Pluchino, era un personaggio chiave . Presidente dell’ordine dei chimici di Taranto, massone appartenente alla loggia Pitagora, aveva stabilito stretti rapporti societari con Enea e Nucleco, le società a capitale pubblico che si occupano della gestione del nucleare italiano. Nell’informativa preparata alla fine degli anni ‘90 dal Corpo forestale dello Stato erano indicati i rapporti commerciali della Cemerad: tra le tante società c’era la Setri di Cipriano Chianese, la mente dei traffici di rifiuti dei casalesi, legato - raccontano le indagini della Dda di Napoli - all’ambiente di Licio Gelli.
Solo i depositi delle scorie nucleari (ma anche i radioattivi in generale, ospedalieri in primis come in foto) sparsi in tutto il territorio italiano sono un business di miliardi (non milioni) di euro, a carico dei cittadini (voce A3 in bolletta e tasse) nell'indifferenza e inconsapevolezza più totale. Sarò il relatore sui rifiuti radioattivi della Commissione bicamerale Illeciti rifiuti e faremo nei prossimi mesi una relazione da portare in discussione in Parlamento.
Nei prossimi mesi vi garantisco che si parlerà molto di questi disastri economico/ambientali.
C'è la grossa partita del deposito nucleare da definire per non andare in infrazione.
Nessun Piero Angela divulgatore ha mai dato il giusto spazio a questo lato oscuro del nucleare e che subiamo da decenni. Spero che a breve nessuno dei media si possa più sottrarre.

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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