martedì 31 marzo 2015

EXPO UN AFFARE PER LA CORRUZIONE, UNA FINESTRA PER QUESTA ITALIA ALLO SBANDO ED INCAPACE, NON ANDATECI.

Il primo maggio si inaugurerà a Milano l’Expo 2015. 

Probabilmente con il Padiglione Italia incompleto, visto che gli stessi tecnici che stanno lavorando alla sua costruzione hanno ammesso che l’edificio difficilmente sarà terminato entro quella data

Se prendiamo in considerazione fonti ufficiali come il Rapporto Oti Nordovest, curato dalle associazioni Assolombarda, Confindustria Genova e Unione degli Industriali di Torino già a inizio 2013 descriveva una situazione preoccupante riguardo l'avanzamento dei lavori necessari per terminare le opere progettate nel contesto dell'Expo: tra i cantieri aperti in Lombardia, soltanto la tratta ferroviaria Saronno Seregno risulta terminata , 11 opere hanno registrato avanzamenti mentre altre 8 sono rimaste completamente ferme.

Viene descritto come allarmante il caso del sistema autostradale regionale: nel 2001 la Lombardia aveva una disponibilità autostradale pari a 65 chilometri ogni milione di abitanti, dopo 12 anni e nonostante i 300 chilometri di nuove autostrade previste per il 2015, la situazione è rimasta la stessa.

Così, oltre 31 maggio 2015, appaiono ancora sei opere da completare. Oltre la Via D’Acqua Sud, anche la Centrale di Comando e Controllo di via Drago.

Questa incapacita', esempio peggiore per Italia nel mondo verrà coperta con alcune azioni ridicole e costose.


Venerdì 13 marzo è stata aperta la gara d’appalto per l'operazione definita di “camouflage” finalizzata a ripristinare le aree che rimarranno incompiute. Si tratta dell’ultimo bando indetto da Expo spa, per "tappezzare" le zone non finite entro i tempi previsti. Il costo stimato delle pezze ("allestimenti di quinte di camouflage") che serviranno a coprire le aree incompiute è di 100 euro al metro quadro e il costo complessivo, 1 milione e 154 mila euro.

Conclusione state sereni per usare una frase di un altro statista: Renzi.

Il reale avanzamento dei lavori non c'è e, prese in giro a parte, l'Italia arriverà alla data dell'apertura dell'esposizione universale con più di metà cantiere incompiuto.

Alla questione si aggiunge pure la beffa in stile tutto Italiano.

L'ultimo mese prima dell'apertura doveva essere dedicato alle verifiche sulle strutture. Ma il sito è ancora un cantiere e anzi è una lotta contro il tempo per concludere le opere entro il Primo maggio. Susanna Cantoni, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl di Milano, spiega: "Certificazioni di chi ha progettato, poi verifiche a campione".

Salteranno però i collaudi. Servono a certificare l’idoneità delle strutture e la loro corrispondenza al progetto.

Considerando lo straordinario ritardo con cui sono partiti i lavori ha però reso necessarie molte modifiche in corsa non fa stare tranquilli nessuno.

In tutto questo circo mediatico si inseriscono i veri motivi di un Expo: "La Corruzione".

Un Expo che non andava fatto perche' il momento storico Italiano non consente di fare belle figure specie con questa classe Politica e Dirigente.

"Credo che negare che ci siano stati fatti di corruzione nell'ambito dell'Expo sia negare l'esistenza dell'ovvio. Ci sono già state delle condanne". Lo ha dichiarato il capo dell'Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone

Vuoi le inchieste giornalistiche, vuoi gli arresti e i continui scandali fra classe imprenditoriale, politica e criminale lombarda.

L'ultimo il 20 marzo: le manette scattano per Antonio Giulio Rognoni, ex dirigente di Infrastrutture Lombarde.

Otto misure cautelari, una trentina gli indagati. Dalle intercettazioni emergono assegnazioni di future gare d'appalti al limite del legale.

Ed ancora la Magistratura deve dare il suo ulteriore contributo.

Oltre la corruzione abbiamo poi le speculazioni edilizie e i grandi inciuci da amici del giardinetto, come grande tentativo urbanistico caratterizzato dall'influenza politico-tecnico-culturale di Comunione e Liberazione: City Life. L'abbozzo del progetto risale a metà anni '80 e prevede la realizzazione di due ampi complessi residenziali di tredici piani da sette e otto edifici ciascuno il cui costo varia dai 7 ai 12mila euro al metro quadro. Il colosso City Life per Milano ha pensato anche a tre grandi grattacieli, affidando il progetto ad archistar di fama internazionale: il giapponese Arata Isozaki, il mittleuropeo di origine ebraiche e formazione americana Daniel Libeskind e l'irachena Zaha Hadid. Tutto doveva essere pronto entro il 2014, oggi la chiusura dei lavori è posticipata al 2023.

Ma il miracolo è riuscito all’Expò di Milano dove si concentrano tutti i mali e i vizi del Paese, la corruzione, come la mancanza di visione di una classe dirigente, spiaggiata ormai sulla sua stessa nullità. 

Il fatto che la manifestazione si presenti incompleta, monca, affollata da camouflage, come una sorta di squallida periferia in costruzione, che dopo la scoperta della corruzione a tappeto dalla quale è stata soffocata, si sia persino costretti a rinunciare a qualunque controllo e a fidarsi delle autocertificazioni per i lavori e i rattoppi, non è un incidente, ma soltanto l’ovvia conclusione della logica vera in cui è nata: creare un’occasione di speculazione e di tangenti per un milieu affaristico – politico dipendente dalle grandi opere e dai grandi eventi come da una droga.

Il vero obiettivo era quello, non la nutrizione del pianeta e non certo la creazione di un biglietto da visita per l’Italia migliore, ma solo una nuova boccata di aria viziata per alimentare un sistema entrato in apnea per la crisi.

In tutto questo si aggiunge il vero obiettivo del Job Act di Renzi rendere tutti schiavi facendo lavorare gratis  i nostri figli mentre loro inciuciano.

Dell’umiliazione del lavoro con i diecimila “volontari” pagati zero o stagisti retribuiti con buoni pasto,

Conclusione Italia ha giaì perso mostrando il vero volto attraverso i fatti e non gli slogan di Renzi e della sua sinistra democrastianizzata.

Le opere completate sono solo il 18 per cento. L’8 per cento dei lavori è fermo, sospeso o ancora in fase di verifica amministrativa. I lavori in corso sono il 74 per cento, quasi i tre quarti del totale previsto.

 Il costo di tutto questo fallimento e' tale da poter fare parecchie finanziarie future ed invece no !

La somma complessiva dei lavori (suddivisa per 24 aree suddivise in 35 lotti di lavori) aggiudicata al ribasso è stata invece € 673.684.510,28 milioni di euro, somma comprensiva degli oneri di sicurezza, non previsti all’interno della procedura di bando, e della progettazione.

Si tratta di un risparmio apparente, in quanto con le varianti e la moltiplicazione dei lavori in ciascuna aree in diversi lotti, ha portato la somma delle varianti a € 34.986.612. Alla fine dalle somme aggiudicate, complessivamente, si dovrebbero spendere in più circa 100 milioni di euro (€ 98.963.566,52 per l’esattezza).

L'esposizione universale (costo totale 1,3 miliardi) 


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