lunedì 27 aprile 2015

La Sicilia Terzo Mondo infrastrutturale ecco tutto il quadro completo dell'inferno siciliano

I lavori pubblici da sempre in Italia sono serviti come un vero bancomat per corrotti e corruttori.

Grandi opere trasformate in cattedrali nel deserto, spesso crocevia di tangenti e indagini della magistratura, ma soprattutto idrovore che succhiano fondi pubblici.

La Tav, il Mose', Expo 2015, il terremoto dell'Aquila, la Salerno-Reggio Calabria tutte strutture belle ma i cui costi sono lievitati a dismisura e tutte infrastrutture colpite dalla Magistratura perche' oggetto di tangenti.

Adesso scoppia il bubbone Sicilia con relativa ed immancabile indagine della magistratura per Disastro colposo.

La nuova inchiesta è seguita dal procuratore Alfredo Morvillo e dal sostituto Giacomo Brandini.

E' l’ipotesi di reato in base alla quale la Procura della Repubblica di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sul cedimento di un pilone dell’autostrada Palermo-Catania.

La stessa ipotesi di reato per il quale si indaga sul cedimento a Capodanno della struttura di accesso al viadotto Scorciavacche della Palermo-Agrigento.
Trenta indagati per crollo sulla Pa-Ag trenta indagati per crollo sulla Pa-Ag, dirigenti Anas nella bufera

Di contro abbiamo le parole del  premier Renzi: "Finito il tempo degli errori senza padre. Chi ha sbagliato pagherà". Il viadotto era stato inaugurato alla vigilia di Natale e ha ceduto a capodanno. 

Al solito Renzi non fa seguire alle parole i fatti visto che il suo Ministro Delrio ha deciso fra le 30 le opere prioritarie di penalizzare la Sicilia con l’esclusione delle Catania-Lentini-Ragusa, che il Ministro Lupi, invece, aveva sempre assicurato e garantito”.

Tornando alla questione crollo i lavori di ripristino potrebbero durare anni e non riguarderanno solo la campata ma anche il tratto della statale 120 Scillato-Caltavuturo dove si è verificato l’ultimo movimento lungo la frana aperta 10 anni fa. 

 “La verità va detta tutta: quel versante franato che ha distrutto il viadotto dell’autostrada Palermo-Catania poteva essere messo in sicurezza, e Anas e Regione potevano e dovevano intervenire già dieci anni fa e nessuno lo ha fatto.

 “Ma quella frana – aggiunge – non è un indizio, è la prova non solo della mancanza di monitoraggi, cure e manutenzioni ordinarie del nostro territorio più fragile nelle Regioni più a rischio, ma anche di sciatteria, disorganizzazione, disattenzioni, abusi, scarsissimo interesse anche nel dibattito pubblico al gravissimo problema del dissesto idrogeologico”.

Il quadro Siciliano e' pesantissimo sotto tutti i punti di vista ecco un breve elenco delle Infrastrutture e scelte politiche di destra e di sinistra dissennate.

Primo fra tutti il fatto che si accetti con rassegnazione l’arretramento del servizio di traghettamento dei treni e dei grossi mezzi di trasporto sullo Stretto di Messina.

Messina una città stuprata da tutti e che l’emergenza tir e l’insabbiamento dell’attracco di Tremestieri rendono necessaria ed opportuna l’inchiesta della magistratura. 

Un “arretramento” assurdo ed indegno che ritrova i Tir che intasano la viabilità e che creano danni enormi al traffico all’interno della Città di Messina.

E che peggiorano la qualità della vita. Mentre viene ”chiuso” l’approdo di Tremestieri, la cui struttura è diventata inutilizzabile, perché invasa dalla sabbia. Nonostante i miliardi spesi per realizzare i lavori che poi sono risultati inutili, dannosi e fallimentari. E certamente troppo onerosi dal punto di vista finanziario.

Sicilia e Messina che hanno avuto anche il disastro idreogeologico basti pensare alla tragedia del paese di Giampilieri, devastato nel 2009 da un alluvione a causa della quale persero la vita 37 persone. 

Emblema, quest'ultimo, di un modello di sviluppo incentrato su disinvestimento strutturale, appalti facili e cementificazine diffusa, e che non si ferma neanche davanti alla messa in pericolo della vita di migliaia di persone, ampiamente salvaguardabile con previa preservazione dei territori.

Ecco alcune foto dello scenario siciliano ripreso da un articolo ben fatto di LIVE SICILIA:

Il 7 luglio del 2014 crolla il viadotto 'Petrulla', fra Ravanusa e Licata, lungo la Statale 626. Due auto precipitano sotto ma i feriti, fortunatamente, non sono gravi

 
Nel 2011 una campata del ponte 'Geremia', lungo la Statale 646 Caltanissetta-Gela, crolla

Nel maggio 2011 una frana causa la chiusura del ponte ferroviario sulla tratta Niscemi-Caltagirone: il ponte non è mai stato ripristinato ed è stato fatto saltare in aria nell'ottobre 2014.
Il 2 febbraio del 2013 cede una parte del viadotto 'Verdura', lungo la Statale 115 che collega Agrigento con Sciacca e con alcuni paesi della provincia di Trapani. Tragedia evitata per un soffio
A pochi giorni dal 2015 il cedimento dell viadotto 'Scorciavacche', sulla Palermo-Agrigento. L'opera, consegnata pochi giorni prima, era stata chiusa al traffico per via di alcune segnalazioni.
Il 10 aprile 2015 una frana sulla Provinciale 24 provoca il cedimento di un viadotto sull'autostrada Palermo-Catania

In questo scenario disastroso la Magistratura fa il proprio dovere supplendo l'incapacita' colpevole della politica e dei dirigenti.

Indagini su indagini , «CHE GIRO DI BUSTARELLE». Durante le indagini i ros hanno intercettato un commento sul crollo del viadotto della Palermo-Agrigento: «C’era un giro di bustarelle che fa paura», dicevano gli indagati al telefono.
E poi ci sono le parole dell'ex numero uno di Italferr Giulio Burchi che rassicura l'ingegnere Stefano Perotti sugli appalti della Salerno-Reggio Calabria: «In Anas siamo già blindatissimi, anzi... non ti preoccupare, sono stato a cena con Stefano, anche con Ugo. No, no, lì siamo a posto... siamo proprio a posto».
Stefano, come ha spiegato la Repubblica, è Stefano Liani, dirigente Anas.
E Ugo è Ugo Dibennardo, direttore centrale di progettazione Anas.
Messina: appalti truccati sulle autostrade siciliane, 8 arrestiautostrade siciliane caselli abbandonati automatismi inutili

Chi è Pietro Ciucci, l'uomo del Ponte che molla Anas Intoccabile. Poltronista. Pagato fino a 900 mila euro l'anno. Ciucci, il n.1 di Anas, lascia dopo i crolli. Entrò all'Iri nel 1987. Il Cav lo scelse per l'opera sullo Stretto.
Alcuni dati eloquenti:

 "La drammatica situazione in cui versano le strade siciliani, e le grandi opere incompiute ancora aperte, impongono un’attenzione emergenziale da parte dell’Europa, soprattutto in termini di controllo e verifica sugli interventi messi in atto dalle Regione

 In Italia per realizzare un’opera pubblica finanziata dalle politiche di coesione ci vogliono 4,5 anni, quale media tra i 7 della Sicilia e i 3,8 dell’Emilia Romagna.

Il danno e' sostanziale:

 Sull'economia siciliana si abbatte così un'ulteriore batosta: l'impossibilità di comunicazione tra i due poli economici della regione va a colpire settori centrali nell'economia isolana, che vede nell'agricoltura e nel trasporto di merci su gomma i due assi portanti. Non dimentichiamo inoltre i disagi che si troveranno ad affrontare i lavoratori pendolari e gli automobilisti, che al momento si trovano dinanzi alla possibilità di dover affrontare 5 ore di treno per attraversare poco più di 300km. 

Un sistema che fonda la propria esistenza sulle disuguaglianze, sullo sviluppo di alcuni territori a danno di altri che devono sistematicamente rimanere sottosviluppati e che vanno utilizzati alla stregua di colonie appunto, come bacini da cui trarre risorse umane e materiali da sfruttare. 

La Sicilia e il meridione tutto, che da territori di brutale sperimentazione di accumulazione e sfruttamento, si trasformano in vere e proprie discariche, effettive.

Che dire poi del Ponte sullo Stretto: il Cipe nel 2003 ha stimato un costo per la costruzione di 4,7 miliardi poi lievitato fino a 8 miliardi e mezzo. Fino ad oggi tra progetti e voci varie sono stati spesi 420 milioni con relativa penale Impregilo.

I 30 corridoi raccolti nel TEN-T rappresentano una rete di trasporto transeuropea che dovrebbe permettere la gestione efficiente del traffico ferroviario.

L'asse TEN-1 che va da Berlino a Palermo ed è ritenuto pertanto il progetto più importante per l'infrastruttura europea dei trasporti subito bruciato dalla politaca Italiana di Berlusconi e dall'Europa.

No al ‘taglio’ del corridoio ferroviario Berlino-Palermo, no ad un’Europa che disegnando le reti Ten-T sposta la sua "visione geopolitica sull’asse est-ovest" dimenticando la centralità commerciale del Mediterraneo e dei porti italiani che vi si affacciano.

Ricordo che ho seguito da vicino la vicenda con una Petizione all'Europa che mi ha risposto dopo mesi che il Corridoio 1 non veniva tolto ma modificato sostanzialmente perche' il Ponte dello Stretto non era fondamentale.

La posizione presa dai parlamentari italiani fa seguito ad una lettera inviata a Barroso il primo agosto in cui si "segnalava il disappunto" perché rispetto al progetto iniziale di finanziare la linea Berlino-Palermo, con conseguente ‘necessita” di costruire il Ponte sullo stretto di Messina, Bruxelles era orientata a privilegiare lo sviluppo verso la Puglia.

Solo il Senatore D'Ali' rispose al mio appello con un interrogazione parlamentare.

Purtroppo i Siciliani non hanno intuito che mantenere il Ponte dello Stretto sarebbe stato fondamentale per avere in piedi ammodernamento infrastrutturale della Sicilia e la politica di allora con Berlusconi si opposero sotto banco all'approvazione del TEN1 proprio perche' cosi si potevano dirottare i fondi Fas e pagare la penale ad Impregilio.

Ricordo pure che esisteva un interesse Cinese per costruire un Hub commerciale verso Africa in quel di Caltanissetta e avrebbe costruito gratis e in 5 anni la veloce Catania-Palermo e la velocizzazione della Siracusa-Catania-Messina .

Secondo Bankitalia l’Italia ha il 15% in meno di infrastrutture rispetto a Germania e Inghilterra. Inoltre l’88% dei lavori sono in ritardo rispetto ai tempi previsiti (negli altri Paesi i ritardi interessano il 26% dei casi) con aggravio di costi del 37% rispetto al preventivo.

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

Ultima Ora