venerdì 22 maggio 2015

SICILIA ADESSO BASTA. CROCETTA SI COSTITUISCA PARTE CIVILE CONTRO AUTOSTRADE E STATO. SI REALIZZI SUBITO UNA COMMISIONE CON ESPERTI STRANIERI PER RECUPERARE TUTTI I FONDI EUROPEI. REMO X REFERENDUM SICILIA INDIPENDENTE

La Sicilia e' in ginocchio da tempo per non andare indietro nei secoli scorsi posso ricordarvi che tre Presidenti della Regione come Cuffaro, Lombardo e Crocetta sono apice di questa classe politica Siciliana che si e' sempre dedicata ad interessi personali mettendo da parte il senso del dovere verso il proprio mandato, i propri cittadini ed i propri figli.

E' giunto il momento che tutti quanti ad iniziare dai Siciliani passando dai vari Ministri, deputati e senatori finendo ai rappresentanti dell'Ars diano una svolta totale al modello politico adottato.

Mettere l'isola al centro di ogni interesse e' possibile e persino conveniente a tutti.

Partiamo dalla considerazione che tutto il meridione (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna) e' rappresentato da zone molto meno industrializzata di quella settentrionale, incentrata su settori a tecnologia matura, dedita in larga parte all’agricoltura e con una capacità di innovazione tecnologica piuttosto limitata (solo il 9,7% della spesa nazionale delle imprese per R&S).

In questo Gap si inseriscono i fondi Europei che per il periodo 2014-2020, per l’Italia è prevista l’erogazione di circa 32,2 miliardi di EUR di fondi della politica di coesione. Ciò rende l’Italia il beneficiario principale dopo la Polonia. La parte maggiore di questi fondi, più di 22 miliardi di EUR, verrà investita nelle regioni meno sviluppate dell’Italia meridionale.

Dal 2007-2013, tra i fondi UE e i fondi nazionali, la Sicilia ha avuto accesso a 8.54 miliardi di euro.
Tuttavia, l’ultima relazione disponibile (della metà del 2012) ha evidenziato un notevole ritardo in Sicilia nell’utilizzo dei fondi UE in particolare.

I pagamenti sono stati effettuati solo per poco più del 17 % dei fondi disponibili.

Le carenze individuate nella gestione dei fondi comprendono: l’eccessiva frammentazione degli interventi, la dispersione delle risorse nei piccoli progetti e la mancanza di importanza strategica per lo sviluppo globale dell’isola, carenze nel sistema dei controlli e la frammentazione delle competenze. 

In Sicilia, 350 milioni di euro sono destinati a interventi per l’istruzione e a 65 milioni di euro per i crediti d’imposta per l’occupazione, importo che rappresenta più del 45% del bilancio totale disponibile nel Sud Italia per questo aspetto.
 
Nel corso del prossimo ciclo di Fondi Strutturali UE, le regioni dell’obiettivo “convergenza”, che comprendono la Sicilia, beneficeranno di un contributo europeo di 20.33 miliardi di euro. Il governo italiano sta al momento decidendo in merito alla ripartizione di tale importo tra le regioni.
Il piano di sviluppo rurale della Regione Sicilia prevede un bilancio di circa 2 miliardi di euro, finalizzato principalmente a migliorare la competitività dei settori agricolo e forestale (42% del totale) e a migliorare lo sviluppo ambientale e rurale (42 % del totale).
Alcuni cluster sono attivi in Sicilia, in particolare nei settori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ad esempio il distretto tecnologico dell’Etna Valley), della ceramica, dell’agroalimentare e dei prodotti della pesca. Tuttavia, la Sicilia può sfruttare meglio il potenziale dei cluster per sostenere la sua crescita economica e le sue esportazioni.
Negli ultimi 5 anni al Sud il PIL è sceso di oltre 6 punti. Eppure, tra il 2000 e il 2013 quest'aerea ha beneficiato di 80 miliardi di fondi strutturali Ue, incluso il cofinanziamento nazionale. Malgrado queste risorse, il divario di sviluppo con il Nord si è allargato.
L'emergenza Sud cresce anche per il numero di crisi aziendali che, qui, assumono maggiore drammaticità per mancanza di alternative. Situazioni diverse, ma accomunate da un contesto sfavorevole alla competitività, con poche infrastrutture, alti costi energetici, scarsa attenzione alla sostenibilità. E altri mali storici: criminalità, economia sommersa, inefficienza della pubblica amministrazione, tempi della giustizia, ritardi di pagamento, stretta creditizia e formazione inadeguata.

E' di pochi giorni fa l'allarme lanciato dal Commissario Hahn su 31 miliardi di fondi regionali non spesi, concentrati nel meridione. 

Bisogna fare di tutto per non perdere neppure un euro da qui al 2015; e dare una prospettiva di lungo periodo, tracciando le linee programmatiche per i fondi 2014-2020. 

Turismo: primo potenziale inespresso del Sud

L’Italia ha un enorme potenziale inespresso al Sud. E la Sicilia sta perdendo la partita del turismo nel Mediterraneo, dove dovrebbe essere leader.
La vera sfida è intercettare la crescente domanda dal nuovo ceto medio in Brasile, India, Cina o Russia. Per questo serve – anche per la Sicilia – maggiore capacità strategica e innovazione.

Nel rapporto sulla competitività industriale, l'Italia è tra gli ultimi in Europa per l'adeguatezza delle infrastrutture. Questo anche perché, nell'ultimo decennio, le risorse disponibili sono scese del 73%.
E' un ritardo grave al Sud, che ha meno di 1/3 delle linee ferroviarie italiane, solo ¼ di quelle a doppio binario e 1/6 dell'alta velocità. Il problema è particolarmente drammatico per aeree periferiche come la provincia di Ragusa, priva di ferrovie e autostrade. 

Comiso, già realizzato da alcuni anni con il contributo di 35 milioni di fondi Ue. Ma l'altra metà del lavoro comincia oggi, con la necessità di attirare compagnie aeree che credano in questo aeroporto, nel territorio siciliano e nelle sue enormi potenzialità.

Il che rende, perlomeno incoerente, il fatto che lo stesso aeroporto non sia incluso tra quelli strategici nel Piano aereoportuale nazionale presentato qualche settimana prima.
Concordo al 100% con Gnudi. Per cui bisogna andare oltre una contrapposizione "provinciale" tra Comiso e altri aeroporti, quale Fontanarossa. 

Secondo il piano industriale certificato da Ernst & Young, l'aeroporto a regime potrebbe superare i 2 milioni di passeggeri. Attualmente, il sistema aereoportuale siciliano ha oltre 12 milioni di passeggeri, circa 6 milioni Catania, 4.5 milioni a Palermo e 1.7 milioni a Trapani.

Poi abbiamo il Corridoio Ten 1:


Infrastructure - TEN-T - Connecting Europe Scandinavian-Mediterranean Core Network Corridor Russian border – HaminaKotka – Helsinki – Turku/Naantali – Stockholm – Malmö Oslo – Goteburg – Malmö – Trelleborg Malmö – København – Kolding/Lübeck – Hamburg – Hannover Bremen – Hannover – Nürnberg Rostock – Berlin – Leipzig – München Nürnberg – München – Innsbruck – Verona – Bologna – Ancona/Firenze Livorno/La Spezia - Firenze – Roma – Napoli – Bari – Taranto – Valletta Napoli – Gioia Tauro – Palermo/Augusta – Valletta

Ed intanto la Sicilia crolla bloccando di fatto la produzione industriale e agricola.

La Procura di Termini Imerese (Palermo), che coordina l’inchiesta sul crollo del viadotto Scorciavacche, sulla Statale Palermo-Agrigento, avvenuto a pochi giorni dalla sua inaugurazione, disporrà oggi il sequestro "di tutta la documentazione relativa ai lavori". 

Ponte crollato, scatta l'inchiesta Renzi: "Il responsabile pagherà tutto" La Sicilia resterà per un bel po’ spaccata in due a causa del cedimento di due piloni dell’autostrada A29 Palermo – Catania, all’altezza del ponte Himera. La conferma è arrivata nel pomeriggio da Graziano Delrio, ministro per le Infrastrutture venuto apposta in Sicilia per valutare la situazione che creerà grossi problemi all’economia dell’isola.

I Siciliani devono sapere da persone come me che esistono delle motivazioni politiche ben precise e tutte a colpa Italiana e Siciliana se oggi l'isola e' un deserto infrastrutturale, industriale e lavorativo.

Iniziamo col dire che buona parte dei fondi Europei non vengono spesi perche' non esiste alcuna programmazione sistematica ed organica ma spesso si va in ordine sparso e in ritardo perdendo dei soldi preziosi che il Governo Italiano ci nega.

Mi sarei aspettato da un Presidente come Crocetta che e' stato un Parlamentare Europeo una particolare attenzione a questo tema con meno slogan.

Crei subito una commissione Siciliana di esperti e consulenti esteri con monitoraggio siciliano affinche' non venga perduto un solo milione Europeo.

I Siciliani devo anche sapere che il famoso corridoio 1 per intenderci quello che da Berlino attraversa Italia ed arriva fino a Palermo e' stato affossato dal Governo Berlusconi con tante azioni ed uno dei colpevoli e' l'allora sottosegretario che si occupava dei fondi Fnsr che furono spolpati e dirottati al Nord altro che Grande Sud, roba da vergognarsi.

Po ci fu' il cosiddetto Ponte dello Stretto che Berlusconi voleva realizzare e che era un Point del Ten 1 ed invece si utilizzo l'ignoranza di alcuni personaggi tra cui quella del attuale Sindaco di Messina Accorinti contrario al Ponte senza capire che proprio Berlusconi utilizzo tale cavallo di troia per eliminare in sede europea lo costruzione del ponte svilendo il Ten 1  e facendo incassare ad Impregilo 500 milioni di penale.

Voglio ricordare che sebbene il Ten 1 e' stato svilito dall'azione sistematica di Berlusconi e degli Ascari Siciliani esiste ancora e poggia su un forte rafforzamento della rete ferroviaria.

In realta' quello che ne Crocetta ne alcun politico Siciliano chiede e del perche' se da un lato esiste il T1 che potenzia la rete Ferroviaria dal lato dell'Italia e del Governo con la partecipazione di Ferrovie dello Stato si smantella la rete ferroviaria Siciliana e si depotenzia in assenza di Ponte dello Stretto l'area dello stretto di Messina ?

Non dovrebbe essere interesse primario per il Governo Italiano colmare il Gap Siciliano spingendo le Ferrovie a potenziare la rete ? ed allora perche' nessuno dei Politici Siciliani che ci rappresentano al Governo non presenta un Interrogazione Parlamentare sul perche' si agisce in verso opposto ?

Veniamo poi alle responsabilita' dei crolli della rete Autostradale e Ferroviaria esistono nel caso dei crolli responsabilita' precise con nomi e cognomi questi ne dovrebbero rispondere sia in sede penale che civile risarcendo l'Isola e con licenziamenti ed invece tutto tace.

Rimangono gli Slogan di Renzi a cui ormai siamo abituati che il giorno dopo del crollo affermava che il tempo delle mancate responsabilita' era finito e qualcuno doveva pagare.

Solo parole al vento di fatto la politica colpevole tace e deve essere sempre la Magistratura (meno male che esiste) che deve porre rimedio.

Intanto i Trasporti industriali perdono centinaia di migliaia di euro, l'agricoltura e le imprese pagano questa separazione forzata e i Siciliani ritornano ai tempi della carrozza.

Lo Stato stanzia 30 milioni di Euro per quel tratto di strada ed a parte che ci vorra' un eternita' per sistemare tutto nel frattempo crollera' qualche altro pezzo.

Autostrade consiglia di comprale le loro obbligazioni, col cazzo che un Siciliano dara' i soldi a questo sistema quando basta prendere qualsiasi pezzo di autrostrata per rendersi conto che la manutenzione e' zero e la riscossione e' massima.

Nelle Autostrade Siciliane si muore per manca manutenzione per corsie chiuse e gallerie buie.

Dove sta la Politica tutta Siciliana ? ed i Siciliani ?

Bisogna alzare la voce il tempo in cui si era schiavi di Roma e' finito bisogna avere le palle di pensare meno alla poltrona e piu' ai nostri Figli.

Crocetta si costituisca parte civile contro Autostrade, Anas e Stato pretendendo il risarcimento ed inizia a fare ispezioni in seno alle istituzioni che dovevano monitorare la situazione.

Ecco bisogna lottare per amore della propria terra ed io per quanto mi e' concesso lo faro' presentando ennesima petizione in Europa contro il Governo Italiano.

W la Sicilia

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