giovedì 29 ottobre 2015

#emergenzaidrica #Messinasenzacqua TUTTE LE COLPE DELLE ISTITUZIONI DIMOSTRATE DAI FATTI, si sapeva tutto da tempo. di Remo Pulcini

Premesso che un caso di emergenza idrica di questa portata e di questa durata per una città che risulta essere 13 per numero di abitanti in Italia con circa 270 mila persone e con una situazione sociale tragica che Lega Ambiente e Sole 24 ore la classificano ultima per ambiente e vivibilità non e' mai esistito neppure in Burundi con tanto di rispetto per questo Paese.

Per chi non e' Messinese basta ricordare che e' la Citta di Francantonio Genovese ex Sindaco di Messina arrestato per la questione Regionale della Formazione, dell'ex Sindaco Buzzanca e adesso di questa negativa esperienza del Sindaco Free Tibet che dovrebbe oggi portare la maglietta Free Messina.

Veniamo alla questione da Sabato scorso per uno smottamento del terreno manca l'Acqua, ad oggi siamo a 6 giorni dall'emergenza e si prevede in totale e nella migliore delle ipotesi circa 15 giorni di mancanza totale di Acqua.

Per correttezza in poche zone della zona Sud di Messina l'acqua fornita da un altra fonte la Santissima arriva ma parliamo del 30% mentre il restante 80 % risulta essere fornito dalla zona di Catalabiano.

In questo articolo non voglio evidenziare o sollevare alcuna polemica,  ma porre all'attenzione di tutti che in un paese dove Renzi non e' eletto dal popolo, dove Crocetta va a Tunisi mentre 24 mila forestali stanno perdendo il lavoro, dove nessuno si dimette e dove la solita Magistratura deve porre rimedio con avvisi e arresti qualche colpa esiste e' non puo' esserre sottaciuta.

Non voglio neppure evidenziare che esistono responsabilita' penali per interruzione di attivita' economica e danno sociale con scuole chiuse da molti giorni e esercizi commerciali chiusi a cui si aggiunge una potenziale emergenza sanitaria che andrebbe valutata dalla Magistratura in termini di colpe.

La prima questione e' l'emergenza idrica ed il guasto che trova sicuramente dei precedenti sottovalutati e mai presi in considerazione per una soluzione finale affermerei per negligenza.

La seconda questione e' la cattiva gestione dell'Emergenza attuale e dei giorni passati sia da parte del Comune e del Sindaco, sia dai dirigenti Amam che anche dal Prefetto.

Analizziamo adesso la questione solo con i fatti per essere imparziale, elencando date ed avvenimenti e poi tirate le somme e decidete se non e' necessario tagliare qualche testa chiedendo Commissariamento e rimozione degli attori principali di questa squallida vicenda.

La questione danno idrogeologico era conosciuto dal vertice Amam e dal Comune sin dal 2012 con due emergenze che i Messinesi e la stampa non ricorderanno ma che io vi propongo addirittura con video e con la testimonianza del Direttore Amam di allora che mette in luce un problema che tutti conoscevano e che hanno fatto finta di non conoscere per porre rimedio.

Qui le colpe sono evidenti :

1) 2012 EMERGENZA IDRICA MESSINA VIDEO SECONDOVIDEO

2) 2014 EMERGENZA IDRICA MESSINA VIDEO

Perche' il Comune non ha preso provvedimenti per almeno pianificare un potenziale stato d'emergenza e trovare in 3 anni una valida alternativa ?

Esaminiamo invece oggi e le colpe degli attori attuali parlo del Comune, Sindaco, dirigenti Amam e Prefetto,

La frana era avvenuta ben Giovedì scorso nella zona di Catalabiano ecco le prove del filmato  della zona e del Sindaco di Catalabiano  VIDEO  MI RACCOMANDO SEGUITE LE DATE COSI' CAPIRETE PERCHE' ESISTONO DELL COLPE.

Guardate il Video di quei giorni da Rai News Video

LA COSA ERA TALMENTE IMPORTANTE CHE I CARABINIERI DI CATANIA AVEVANO IPOTIZZATO AD UN SABOTAGGIO;

"Sabotaggio o incidente a seguito del nubifragio abbattotosi nella zona ionico etnea in questi giorni? Su questo stanno indagando i carabinieri in merito alla rottura di una grossa tubazione dell’acquedotto Bufardo (condotta idrica che serve la città di Messina)verificatasi intorno alle 10 di questa mattina, che, riversando una quantità smisurata di acqua, ha letteralmente inondato con un fiume di fango e detriti il quartiere Manganelli a Calatabiano."

Mi Chiedo perche' il Comune di Messina non e' intervenuto subito attivando tutte le procedure di controllo con Amam e perche' solo Sabato i Messinesi si sono scoperti senza Acqua non avendo avuto per tempo comunicazioni tanto da consentirgli di fare qualche riserva ?

Gestione dell'emergenza assassina.

Andiamo alla gestione dell'Emergenza e del Sindaco che evidentemente non e' ben informato dall'Assessore e dai dirigenti dell'Amam visto che dopo qualche giorno con toni trionfalistici dichiarava di aver risolto la falla e che l'emergenza era stata risolta salvo poche ore dopo essere smentito dalla Dirigenza Amam. Il Sindaco e l'Assessore come mai hanno diramato una nota errata ? illudendo i cittadini ? sapevano tutto oppure ancora peggio non erano in condizione di gestire l'Emergenza ?

Il Sindaco Dichiarava un po frettolosamente o mal informato:

" L'impressionante lavoro eseguito dagli uomini dell'Amam, durato senza sosta per tutta la notte, unitamente alla tenuta delle condizioni atmosferiche, ha consentito di recuperare il tempo perduto e di realizzare a tempo record una riparazione particolarmente complessa sotto il profilo tecnico». «Oggi la riparazione potrà essere completata e potrà riavviarsi la messa in pressione del sistema e il riempimento dei serbatoi - prosegue Accorinti -, pervenendo con dodici ore di anticipo sulla tabella di marcia alla normalizzazione del servizio»."

OGGI IL BRAVO SINDACO CHE PENSA AL TIBET DICHIARA IN TV :

“Abbiamo dovuto costruire una strada per arrivare al tubo rotto dalla frana. Sono problematiche di dissesto idrogeologico"

Ma se Mercoledì e sin da Domenica eravate li a lavorare di cosa sta parlando il Sindaco e poi quali potenti mezzi se da queste foto non mi sembra che ci sia un impressionante lavoro se non personale tecnico che guarda ?




Mentre dall AMAM si dichiarava questo:


"Messina sembrava finalmente risolta: l’acqua, alle 2 di questa notte, stava già riempendo il serbatoio di Montesanto.
I tecnici, con oltre 12 ore di anticipo sulla tabella di marcia, avevano avviato, alle 23, a portata ridotta, la condotta del Fiumefreddo. E’ durato poco: delle piccole perdite nella condotta, hanno impegnato di nuovo i tecnici che, per sicurezza, erano rimasti sul posto. Il bilancio è di 4 ore perse sul vantaggio accumulato. Dall’Amam rassicurano: in tarda mattinata tutto dovrebbe essere nella norma."
SUBITO DOPO ECCO LA SMENTITA
Poco dopo si dichiarava che il danno sarebbe stato lungo circa 6 giorni , ma come e' possibile che i tecnici presenti sul territorio non si siano accorti della frana evidente e di grande portata sottovalutando il problema ? non esistono responsabilita' oggettive ?
Seguono le riunioni per affrontare l'Emergenza ma escono fuori poche note e soluzioni anche da parte della Prefettura che solo dopo il salto mediatico si attivano con soluzioni che ancora non si capisce bene quali siano,Navi Cisterna ? Autobotti ?
Si attiva anche un numero verde per l'Emergenza che risulta almeno nella mattinata irraggiungibile (lo dicono molti giornali)  335.6986510
Ma anche la PREFETTURA SI ATTIVA IN RITARDO attivando l'unita' di crisi solo giorno 29 Novembre 2015 qualche giorno dopo che a Catalabiano era successo il pandemonio.
Per non parlare dell'ente Amam che doveva essere a livello Regionale e Comunale completamente trasformato in qualcosa di piu' efficiente come tutti gli enti di questo genere 
(VEDI MIO LIBRO #SICILIASTUPRATA) 
Cosa deve accadere ancora? La città è in ginocchio.
ARTICOLO ANCORA APERTO PORTERO' ANCORA PROVE E DATI CHE STO ESAMINANDO




martedì 20 ottobre 2015

ITALY CUBA AS OF 50 YEARS A HUGE PLEASURE ISLAND, RENZI HOW THE BAPTIST. Ltaly CUBA AS THE EUROPEAN

Abolition of the Senate, the Government and appointed Premier, amnesty Gambling and 22,000 new homes, pensioners below the threshold of EUR 1000, abolition of Article 18, corruption (last straddling Europe and 128 in the world) to say a lot about the our Italian Republic that much closer to Cuba of 30-50 years with a prime minister who is well-all in the Baptist Italian version maccaronica and democratic.

 In an Italy where politics wasting hundreds of millions of euro and is abolished without popular participation in the Senate, which becomes a sort of representative of the parties and of the Presidents of the Region to the service of the oligarchy of parties.

 A Toyland for all corrupters of Europe and the world who find forage in the heart of the West without necessarily going to the Congo to do business.

 A nation where the European Democracy's rating is not suspended by the Elect, where most retirees or young workers are on the poverty line make us spontaneously think of the years of Cuba Baptist where dirty business groups and the US were the Paradise at your doorstep.

 Where Italy becomes a gambling den gambling with amnesties made friends of the society 'and a further authorization to issue 22,000 gambling licenses here Oligarchy National becomes very similar to the Cuban and Europe replacing the US of those years.

 For those who do not remember well the Cuba of that time I remember that in March 1952 the former president Batista, supported by the United States, established a corrupt dictatorship, subjected to the interests of the oligarchy and US national

 The indifference of the regime against the poor conditions of the population, the lack of any space of political freedom, the rapacity of the ruling classes corrupt reduced the country to a kind of paradise for criminals.

 When Batista came to power, he created a group of institutions of extraordinary ability, which began a process of reorganization, all direct and organized to improve the operation of the business with experience, prestige and professionalism. Batista gave the Mafia can make huge illicit fortunes in lawful businesses and regular, through financial maneuvers.

 For the illegal operations they are used legal methods, according to modern dictates of capitalism, through laws and financial coverage. Interests, had now a sphere of influence in all of Central America, most of South America and in the same US. Such interest could regroup in the following directions:

 - Gambling and betting, such as those cast by the racecourse.

 - Prostitution specialized: from luxury hotels to the locations of the lowest order, with women who came from all over the area by the US and the Caribbean. It is estimated that in Havana alone there were 100,000 prostitutes.

 - The development and control of legal affairs, by means of import-export companies, shopping centers, distribution agencies, airlines, pharmaceutical laboratories, security agencies, use and control of banking networks, transport companies, sugar mills. In this direction they were operating all types of "companies".

 - The trade with the international financial center rooted in Havana, for the legalization of immense fortunes that brought great benefits to financial groups that traditionally controlled the entire Cuban economy. In order for the empire of Havana he would rule it was necessary that each component receives his share of the loot.

 - The control and the use of mass media in and out of Cuba, not only as an advertising strategy, as well as public relations and international propaganda. This program, coordinated simultaneously to the settlement of Batista to the presidency, necessitated the construction of new infrastructure.

 Unemployment, illiteracy and diseases grew vertically, leaving sink large sections of the rural and urban proletariat class totally destitute.

In Italy today things are very similar changes only the historical period and arrangements.

The government has entered the tender for 22,000 other arcades in the new law of stability, a 98 billion euro maxi fine subscribed dealers of gambling.

 L 'Italy is becoming such a country and the expense will be only the Italians, while all others will do business d' gold, from Europe, the oligarchy and the malefactors.

Senators and deputies appointed not elected, the country of corrupt even where it must begin the great work of the Jubilee but sadly like all the previous one has already 'the first case of tender rigged, where the population is living with pensions and salaries' lowest in Europe and where there is work, with politicians who move from right to left, top and bottom with a shamelessness remarkable say a lot about the country's future.

Who knows if it will ever an Italian Fidel Castro.

Italia come Cuba degli anni 50 un enorme isola del piacere, Renzi come Battista. ltalia come la Cuba Europea

Abolizione del Senato, Governo e Premier nominati, Sanatoria Gioco d'Azzardo e 22 mila nuovi sedi, pensionati sotto la soglia dei 1000 euro, abolizione dell'articolo 18, corruzione (cavalcante ultima in Europa e 128 nel mondo) la dicano lunga sullo stato della nostra Repubblica Italiana che molto si avvicina alla cuba degli anni 30-50 con un premier che ben rappresenta il Battista Italiano tutto in versione maccaronica e democratica. 

 In un Italia in cui la politica spreca centinaia di milioni di euro e si abolisce senza la partecipazione popolare il Senato, che diventa una sorta di rappresentativa dei partiti e dei Presidenti di Regione al servizio della Oligarchia dei partiti. 

 Un Paese dei Balocchi per tutti i corruttori dell'Europa e del Mondo che trovano foraggio nel cuore dell'Occidente senza necessariamente andare in Congo per fare affari.

 Una Nazione Europea dove la Democrazia del Voto viene sospesa da non Eletti, dove la maggior parte dei pensionati o giovani lavoratori si trovano sulla soglia della povertà ci fanno spontaneamente pensare alla Cuba degli anni di Battista dove gruppi d'affari sporchi e gli Usa trovavano il Paradiso a due passi da casa. 

 Dove l'Italia diventa una bisca del gioco d'azzardo con sanatorie fatte agli amici delle società' e con un ulteriore autorizzazione a rilasciare 22 mila licenze di gioco ecco che Oligarchia Nazionale diventa molto simile a quella Cubana e l'Europa si sostituisce agli Usa di quegli anni. 

 Per chi non ricorda bene la Cuba di quel periodo rammento che nel marzo del 1952 l’ex presidente Batista, sostenuto dagli Stati Uniti, instaurò una dittatura corrotta, sottomessa agli interessi statunitensi e dell’oligarchia nazionale. 



 L’indifferenza del regime nei confronti delle misere condizioni della popolazione, la mancanza di qualsivoglia spazio di libertà politica, la rapacità delle classi dirigenti corrotte ridussero il paese ad una sorta di Paradiso per Malfattori. 

 Quando Batista andò al potere, creò un gruppo di istituzioni di straordinaria capacità, che iniziarono un processo di riorganizzazione, tutto diretto e organizzato per perfezionare l'operatività negli affari con esperienza, prestigio e professionalità. Batista diede alla mafia la possibilità di trasformare immense fortune illecite in affari leciti e regolari, attraverso grandi manovre finanziarie. 

 Per le operazioni illecite si utilizzavano metodi legali, secondo i moderni dettami del capitalismo, attraverso leggi e coperture finanziarie. Gli interessi, avevano adesso una sfera di influenza in tutto il Centroamerica, parte del Sudamerica e negli stessi Usa. Tali interessi potevano raggrupparsi nelle seguenti direzioni: 

 — Gioco d'azzardo e scommesse, come quelle che si realizzavano all'ippodromo. 

 — La prostituzione specializzata: dagli alberghi di lusso ai locali di infimo ordine, con donne che provenivano da tutta l'area dei Caraibi e dagli stessi Usa. Si calcola che nella sola La Habana vi fossero 100.000 prostitute. 

 — Lo sviluppo e il controllo di affari legali, a mezzo di compagnie di import-export, centri commerciali, agenzie di distribuzione, compagnie aeree, laboratori farmaceutici, agenzie di sicurezza, uso e controllo di reti bancarie, società di trasporto, zuccherifici. In questa direzione operavano tutti i tipi di "compagnie". 

 — I traffici con il centro finanziario internazionale radicato a La Habana, per la legalizzazione di immense fortune che portava grandi benefici ai gruppi finanziari che controllavano in modo tradizionale tutta l'economia cubana. Affinché l'impero di La Habana si reggesse era necessario che ogni sua componente ricevesse la sua parte di bottino. 

 — Il controllo e l'impiego di grandi mezzi di comunicazione dentro e fuori di Cuba, non solo come strategia pubblicitaria, ma anche come relazioni pubbliche e propaganda internazionale. Questo programma, coordinato in contemporanea all'insediamento di Batista alla presidenza, necessitava della realizzazione di nuove infrastrutture.

 Disoccupazione, analfabetismo e malattie crebbero verticalmente, lasciando così sprofondare larghi strati del ceto rurale e del proletariato urbano nella miseria più totale.

In Italia di oggi le cose sono molto simili cambia solo il periodo storico e le modalità.

Il governo ha inserito il bando per altre 22 mila sale giochi nella nuova legge di Stabilità, 98 miliardi di euro di maxi multa abbonata ai concessionari del gioco d'azzardo.

 L' Italia sta diventando un Paese simile e a farne le spese saranno solo gli Italiani,  mentre tutti gli altri faranno affari d' oro, dall'Europa, all'Oligarchia e ai Malfattori.

Senatori non eletti e deputati nominati, il paese dei corrotti dove ancor si deve iniziare la grande opera del Giubileo ma tristemente come tutte le precedenti si ha già' il primo caso di gara d'appalto truccato, dove la popolazione si trova a vivere con pensioni e stipendi più' bassi in Europa e dove non si trova lavoro, con politici che passano da destra a sinistra, sopra e sotto con una spudoratezza straordinaria la dicono lunga sul futuro del Paese.

Chissà, se verrà mai un Fidel Castro Italiano.

domenica 18 ottobre 2015

La Sicilia e' in Default attaccata alla canna del gas tenuta in vita da Roma che ricatta Ars, serve un Movimento Moderato del Popolo Siciliano che unisca tutte le forze sane dell'Isola di Remo Pulcini

L'Isola e' in Default tecnico da molto tempo ormai, e materialmente defunta sotto ogni aspetto della vita sociale nonché' senza futuro.

Otto miliardi di euro Ufficiali ma potrebbero mancare all'Isola ben 10 miliardi di euro che vengono mascherati da continui mutui e elargizioni sotto forma di elemosina dal Governo Romano.

La Sicilia e' l'ultima Regione in Europa, in Italia e nel Meridione a poco valgono le scuse sullo specchietto per le allodole che l'Isola avanza secondo art. 37, 38 del suo statuto qualche miliardo di euro di tasse che alcune imprese dovrebbero lasciare all'isola.

La verità e' semplice la colpa per prima istanza è dei Siciliani che hanno votato questa classe politica che in anni di stupro selvaggio hanno ucciso l'Isola, gli stessi che nel momento in cui Roma nega i soldi e boccia il piano di riordino della rete ospedaliera e mentre le infrastrutture crollano non sanno fare altro che premiare 1700 dirigenti della Regione con un premio di produttività per saper usare il pc e spedire e.mail stanziando 10 milioni di euro.

Mentre si premiamo i fortunati un esercito di precari fa sciopero perché inevitabilmente verra licenziato in ogni settore dell'Isola.

Quello che non sanno i Siciliani e' che sebben mancano 1,7 miliardi per cercare di nascondere il default i pretoriani dell'Ars non se ne preoccupano per il semplice motivo che fintanto esisterà' questo stato di precarietà basterà stare attaccati alla canna del gas di Roma, basterà servire Renzi e Alfano per aver una manciata di spiccioli e continuare a fare i porci comodi.

I Siciliani non se ne curano per il semplice motivo che sono ormai assuefatti a questo tipo di droga ed i pretoriani dell'Ars lo sanno bene.

Crocetta non molla la poltrona pur sapendo di aver fallito per il semplice motivo che in Sicilia si curano solo gli interessi personali e non dell'Isola.

Certo per uno straniero e' facile capire che a tanta bellezza naturale corrisponde un attività umana che ci presenta un Isola senza strade con le Regie Trazzere dei Borboni, con il 70 percento dei figli che non lavorano o ridotti in schiavitù nel mercato nero del lavoro.

Questi Pretoriani non ci possono salvare e non posso cambiare per il semplice motivo che non possono farlo serve alle figure sane dell'Isola progettare un movimento Siciliano moderato che possa fare il 60 a zero e che possa mettere fine a questa merda.

Serve la base del popolo ma servono figure di spessore che possano unirsi con il collante dell'interesse generale per cercare di salvare il salvabile, anche la Mafia oggi avrebbe interesse a salvare Isola perché' di fatto non c'e' più' nulla da corrompere e non gli rimane che emigrare al nord.

Io credo di poter solamente fare un opera di convincimento, ma non ho ne  le forze economiche ne la possibilità' da solo di realizzare questo progetto.

Anche il Movimento 5 stelle speranza Italiana in Sicilia si e' spesso piegata ai voleri dei poteri forti.

Questo di fatto non e' neppure un articolo ma un messaggio a tutti gli uomini di buona volontà che credono ad una Sicilia diversa che abbia solo una sigla l'interesse della Sicilia.

Se l'Isola deve salvarsi devono andare tutti a casa.

Se poi volete scoprire quanta "merda" esiste in Sicilia e le colpe di roma basta leggersi la mia ultima fatica :

#SiciliaStuprata

ed in versione ebook




martedì 13 ottobre 2015

Lettera Aperta alla Sicilia. Default Economico, disastro Infrastutturale e idrogeologico, incapacita' e interessi privati politici, zero lavoro, abuso romano impongono un risveglio totale

Lettera aperta alla Sicilia.

La Sicilia  "riceva una scossa", sia stimolata a rinascere. 

L' appello e' rivolto ai cittadini, alle istituzioni, alle “forze vive del territorio”  perché si assumano la responsabilità di rinnovare la classe dirigente per uscire dai mali vecchi e nuovi: il degrado , l'indigenza, l’integrazione,il malfunzionamento dei servizi, a cominciare dal trasporto pubblico. 

L'APPELLO  assume un significato forte, alla luce del caos che la Sicilia sta vivendo e del vuoto politico in cui è sprofondata dopo gli slogan di Crocetta. 

E' accaduto quando il Governo Crocetta non è riuscito a esprimere una guida forte, capace di risolvere i mali endemici e straordinari di un Isola  tanto bella e grandiosa quanto tormentata.  

Sono trascorsi decenni ma i problemi restano gli stessi, anzi, si sono acuiti. 

Ci vuole  soprattutto la "formazione di una nuova classe dirigente nella politica". 

SIAMO IN DEFAULT REALE

ULTIMA IN EUROPA PER LAVORO

INFRASTRUTTURE CROLLATE SENZA COLPEVOLI CHE DIVIDONO ISOLA IN TRE

ABUSO POLITICO A SOLI INTERESSI PRIVATI

ABUSO ROMANO SUI DIRITTI DEI SICILIANI

Impongono uno risveglio di tutti e l'unione in una forza politica che possa fare bene intorno a un uomo che possa metterci la faccia , non uno in particolare ma rimpiango Musumeci che non appogiai per Crocetta.

Intendo anche io scendere nell'arena Regionale 

Le soluzioni ci sono servono nuovo regole e nuove soluzioni.

UNA PRIMA SOLUZIONE da attuare subito e non pagare le rate dei Mutui delle Banche delegando a Roma tale pagamento.

Investire somme degli interessi in Infrastrutture , fare una nuova legge sugli appalti e utilizzare tutte le somme non spese dell'Europa in centinaia di cantieri assicurando lavoro per molti Siciliani.

Remo Pulcini

http://www.lulu.com/shop/http://www.lulu.com/shop/pulcini-remo/siciliastuprata/paperback/product-22382129.html

venerdì 9 ottobre 2015

LA SICILIA TRASFORMATA IN CITTA' STATO (polis). PRESENTATA PETIZIONE E APERTA PROCEDURA INFRAZIONE PRESSO TRIBUNALE EUROPEO DI REMO PULCINI CONTRO GOVERNO REGIONALE E NAZIONALE SUL CASO INFRASTRUTTURE SICILIA

La Sicilia e' ormai un sorta di Citta'- Stato, cioe' un insieme di città che godono di una piccola autonomia in mobilità separata non solo dall'Europa e dall'Italia ma anche fra loro.

La tipologia Istituzionale della Sicilia torna ad essere quella della Polis dell'antica Grecia.

L'unica differenze e' che quelle città stato della Grecia antica erano dotate di autonomia amministrativa e quindi piu' efficienti, quelle siciliane invece sono Città Stato obbligate dal Crollo infrastrutturale e di conseguenza da una mancata mobilità forzata fatta da colpe gravi, menefreghismo, mancato senso di responsabilità.

Parliamo di 800-900 a.c. un esempio di cui vergognarsi a vita.

Le colpe sono sicuramente dei Politici Siciliani e dell'Assemblea Siciliana ma anche del popolo Siciliano che non si rende conto dello stato in cui e' costretto a vivere.

Tocca a tutti il compito di protestare democraticamente ed in modo vigoroso contro il Governo Romano di Renzi e contro il Governo Regionale dove chiedere le Dimissioni di Crocetta e' un atto dovuto.

Confindustria Sicilia, i Giornali Siciliani, il Sindacato trasporti dovrebbero unirsi in una sorta di crociata per avere il diritto ad essere competitivi dal punto di vista Economico.

La Magistratura deve iniziare a fare arresti ed accertare le responsabilita'.

La Regione ed il Governo Regionale dovrebbero sciogliere gli enti che avrebbero dovuto monitorare e manutenzionare il territorio, iniziando a sciogliere il Cas Siciliano e non solo.

Personalmente ho avviato una Petizione Europea e una procedura d'Infrazione in seno al Tribunale Europeo sul CROLLO INFRASTRUTTURE MOBILITA' IN SICILIA (ITALIA), SICILIA ISOLATA DALL'EUROPA.

Avvio Petizione Urgente Trasporti Sicilia Infrastrutture Crollate, senza manutenzione. Relativo al Crollo Infrastrutturale della Mobilita' Siciliana che risulta essere divisa in tre con relativo isolamento dei cittadini Europei della Sicilia. Situazione molto seria che le Istituzioni Siciliane (Assemblea Regionale Sicilia e Governo Regionale) e Governo Nazionale non stanno affrontando. Richiesta condanna Italia per infrazione e richiesta accertamento responsabilita' del crollo Autostrada Catania-Palermo (ponte Himera), e frana Messina - Catania. La Sicilia attualmente e' isolata con infrastrutture prive di manutenzione e primordiali con conseguenze tragiche per il poco tessuto economico ed imprenditoriale dell'Isola. Inoltre il Governo Regionale e Nazionale non hanno speso i finanziamenti Europei dedicati alla Sicilia che sono stati dirottati verso altre Regioni. Si richiede intervento Comunità Europea.

Vi daro' contezza delle denunce non appena LE PROCEDURE SARANNO CONFERMATE.

mercoledì 7 ottobre 2015

#SICILIASTUPRATA E DIVISA IN TRE. Le frane sono cosi numerose e rapide che neppure chi scrive i libri riesce a tener testa. Nessuno si Dimette e nessun Arresto.

#SICILIASTUPRATA E' L'ULTIMA MIA FATICA

Un analisi supportata da soli dati e fatti a 360à sulla Sicilia.



Le frane sono cosi numerose e rapide che neppure chi scrive i libri riesce a tener testa. Si tratta dell’ennesima ferita per un’isola che, al momento, si trova divisa in tre parti.

SULLE INFRASTRUTTURE AVEVO APPENA SCRITTO QUESTO: 



Situazione Infrastrutturale Primordiale

Dopo il crollo, a inizio gennaio, sulla Palermo-Agrigento, ancora una strada che cede, in Sicilia, e un’altra tragedia sfiorata si è “finalmente” giunta all’epilogo finale:
L’Isola è spaccata in due, dopo che un movimento franoso ha interessato il versante a monte della carreggiata Palermo-Catania dell’autostrada A19, a 500 metri dallo svincolo di Scillato, coinvolgendo almeno quattro piloni del viadotto «Himera», uno dei quali si è inclinato determinando un forte spostamento dell’impalcato nella direzione Palermo della carreggiata.
Il fenomeno potrebbe non essersi esaurito e, per tenerlo sotto controllo, l’Anas ha disposto un Sistema di monitoraggio degli spostamenti della struttura per valutare anche l’eventuale interessamento della carreggiata adiacente, in direzione Palermo, che sino ad ora non appare interessata da alcun dissesto.
Ricordiamo che il controllo sulla struttura vi era anche prima del crollo poiché avvisaglie vi erano sin dall’anno precedente, ma il solito rimpallo delle competenze ha finito per causare la tragedia mancata per fortuna.
L’autostrada A19, quindi, al momento rimane chiusa nel tratto tra Scillato e Tremonzelli, in entrambe le direzioni.
Il fenomeno franoso ha anche interessato la strada provinciale 24, nel tratto adiacente all’autostrada, che rimane anch’essa chiusa al traffico.
Per i mezzi leggeri in direzione Catania è istituita l’uscita obbligatoria a Buonfornello, proseguendo sulla SS120 fino a Tremonzelli; mentre per i mezzi pesanti è indicato il percorso sull’autostrada A20, in direzione Messina.
In direzione Palermo, è istituita per tutti i veicoli, l’uscita obbligatoria a Tremonzelli.
Il crollo del viadotto Himera, sull’A19 che collega Palermo a Catania, è solo la punta dell’iceberg.
È bastato che chiudessero due chilometri di ponte per accorgersi che l’intera viabilità siciliana era tutta appesa a quell’autostrada vecchia di quarant’anni: dal 10 aprile scorso, infatti, la Sicilia è in sostanza divisa in due.
In realtà, prima del crollo del viadotto Himera a destare particolari preoccupazioni alla Regione non era l’autostrada Palermo-Catania, che è gestita dall’Anas.
A turbare i sonni di Palazzo d’Orleans era più che altro lo stato di salute dell’autostrada 20, quella che collega il capoluogo siciliano con Messina.
Un’autostrada famosa, non solo perché è l’unica a pagamento sull’isola, ma soprattutto perché ci sono voluti 37 anni per costruirla.
Inaugurata almeno quattro volte (l’ultima nel 2004 dall’allora premier Silvio Berlusconi) dopo meno di 10 anni l’A20 è una delle autostrade più pericolose del Mezzogiorno.
A Messina, e relativa provincia si muore sulle autostrade perché si vola giù dai viadotti protetti dai guardrail non a norma, si muore perché si sbanda sulle pozzanghere che si formano ad ogni pioggia, si muore per mancanza di manutenzione e di asfalto drenante nei punti più critici.
“Le colpe di questo disastro infrastrutturale sono proprio del Consorzio Autostrade Siciliane che, evidentemente, investe male le risorse provenienti dai cittadini”.
Finito al centro di un’inchiesta della procura di Messina per turbativa d’asta, il consorzio autostrade siciliane gestiscono, oltre all’A20, anche l’A18, che collega la città peloritana con Catania: ogni anno dovrebbe incassare dai pedaggi 67 milioni di euro, per poi investirne almeno il 34 per cento in manutenzione.
Peccato che di questa somma, 29 milioni, sia già stata pignorata per debiti pregressi. E sono proprio quei debiti che incidono nei ritardi della messa in sicurezza dell’autostrada.
Dopo il crollo del viadotto sulla Palermo-Catania, la Regione ha quindi scoperto di non avere alcuna viabilità alternativa: i percorsi che dovrebbero sostituire l’autostrada sono infatti a loro volta crollati o franati.
A questo bisogna aggiungere le Beffe del governo Nazionale che privano l'Isola di opere già preventivate e mai attuate perché le somme dirottate verso altre Regioni.
Beffa infrastrutture: esclusa Ragusa-Catania dal Def
L’esclusione dell’autostrada Ragusa-Catania dal Piano delle Infrastrutture Strategiche contenuto nel Def, approvato venerdì sera, ha veramente dell’incredibile.
La decisione del neo ministro delle Infrastrutture Delrio rappresenta un’autentica mortificazione delle attese del popolo siciliano che vive nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa.
Si parla di un’opera pubblica che era a un passo dal via: solo lo scorso novembre era stata firmata la convenzione di concessione tra il ministero e la società di progetto che ha vinto il project financing.
Si guardava alla concreta possibilità di interrompere l’isolamento della provincia di Ragusa, priva di collegamenti decenti con il resto della Sicilia.
Per non parlare del comportamento omicidiario di Anas e Ferrovie dello Stato che hanno in pratica abbandonato l'idea di pianificare manutenzione e sviluppo in Sicilia.
Per Autostrade Siciliane nessuna illuminazione, il manto stradale deformato, gallerie senza aeratori, l’asfalto vecchio di anni, la segnaletica che in concreto non esiste.
Sembra un campo di battaglia, una rete viaria da terzo mondo, e invece è lo stato delle infrastrutture in Sicilia.
Sull’isola più a sud d’Europa, infatti, gran parte della viabilità interna risale direttamente al periodo dei Borbone: e in qualche caso la manutenzione dell’ultimo secolo e mezzo non ha cambiato più di tanto il volto delle strade siciliane.
In teoria l’isola sarebbe zeppa di strade statali e provinciali, che costituiscono spesso l’unica rete viaria per collegare i centri dell’entroterra con le città principali.
Colpa di una rete infrastrutturale che deriva dai vecchi sentieri tracciati dai contadini, battuti sotto i Borbone, promosse Regie Trazzere dai Savoia ed ereditate dalla Repubblica, che le ha rese strade statali asfaltandole a cadenza decennale, quando va bene.
Come nel Caso della Strazzera finanziata dal M5s che ha consentito di risparmiare circa 30 minuti di percorrenza, trazzera peraltro vituperata dalla classe politica artefice del disastro e che senza dignità utilizza per andare alle sedute dell’Ars.
Quella classe politica Regionale e Nazionale che altro non sanno fare che nominare ben 2 commissari per risolvere la questione perché uno non bastava visto che era quello che avrebbe dovuto controllare il disastro verificatosi.
L’elenco delle strade interrotte, crollate o franate è sterminato.
Si va dalla provincia di Caltanissetta, dove i crolli cominciano nel 2009, quando sulla strada Statale 626 (Caltanissetta-Gela) il viadotto Geremia si spezzava in due. Allagate e franate sono le strade statali 121 e 191 nei pressi di Mazzarino, mentre nei dintorni di Sutera si registrano movimenti franosi, smottamenti e colate di fango.
Non va meglio in provincia di Agrigento, dove a Capodanno il crollo del viadotto Scorciavacche aveva suscitato l’ira persino del premier Matteo Renzi.
Quest’estate era già crollato il viadotto Petrulla sulla strada tra Licata e Ravanusa, mentre il viadotto Verdura (Agrigento – Sciacca) era collassato nel 2013.
O come la provincia di Enna, dove per la sezione locale della Cgil su 120 strade ben 40 risultano chiuse: l’ultima è la panoramica 28, crollata il 28 marzo. Sterminato l’elenco delle strade dissestate tra Palermo e Trapani: si va dalle frane della provinciale 26 al cedimento della 110, dal crollo della statale 113 nei pressi di Trabia fino alla provinciale 18 che collega Palermo a Piana degli Albanesi, chiusa da tempo, mentre il percorso alternativo (la provinciale 34) sta cedendo in questi giorni.
Esilarante poi quanto si registra sulla provinciale 4 che collega Corleone a San Cipirrello: qui la strada è stata ripristinata autonomamente dagli abitanti della zona, impossibilitati a raggiungere i proprio appezzamenti di terreno, senza ovviamente seguire alcuna norma sulla messa in sicurezza del percorso.
Eppure la Regione Siciliana qualcosa per aggiustare le strade aveva provato a farla.
Una bella delibera, il numero 76 del 2014, stanziava ben 49 milioni di euro per il “ripristino delle situazioni di rischio sulla mobilità”.
Un bel gruzzolo, se non fosse che nel marzo 2015 la direzione infrastrutture della Provincia di Palermo metteva nero su bianco i costi previsti per mettere in sicurezza la propria viabilità interna.
Il risultato è che per la manutenzione delle strade in provincia di Palermo occorrono quasi 200 milioni di euro, e cioè il quadruplo rispetto a quanto è stato stanziato per l’intera Regione.
 Per mettere in sesto le varie strade dell’isola, invece, occorrerebbero ben 650 milioni di euro.
Erano somme previste dai fondi Pac che il governo Renzi ha scippato al Sud: c’erano le risorse per gli interventi sul rischio idrogeologico, ma anche 64 milioni di euro per la mobilità provinciale e la sicurezza stradale.
Le colpe Giudiziarie dei vertici delle varie strutture Nazionali
Il vertice della società stradale, a cominciare dal presidente di allora,
Non solo il Presidente, e compresa la prima linea tecnica che gli faceva corona e che è rimasta al suo posto con il nuovo presidente e amministratore, sapeva benissimo che quel ponte era a rischio, ma non fecero assolutamente nulla per metterlo in sicurezza.
Il risultato è che dal 10 aprile il viadotto è chiuso, impraticabile, l’autostrada in quel tratto non percorribile e la Sicilia spaccata in due dal punto di vista automobilistico.
La situazione è così grave e destinata a durare a lungo che per unire le due importanti città, le Ferrovie hanno deciso di impiegare sette treni in più al giorno (perché non farlo prima?)
Le gravi responsabilità dell’Anas emergono chiaramente dal rapporto di un gruppo di tecnici incaricati di fare chiarezza sull’accaduto dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.
I tecnici ingegneri.
Dopo un’indagine accurata, i quattro hanno consegnato al ministro un documento molto dettagliato di un centinaio di pagine che è un severo atto d’accusa nei confronti dell’ex presidente e del vertice Anas.
Le conclusioni non lasciano spazio a dubbi: “L’Anas aveva gli elementi atti ad avere la consapevolezza dell’esistenza, entità e gravità del fenomeno di dissesto e delle criticità geologiche sin dalla definizione della scelta di progetto ed era a conoscenza dell’aggravio della situazione dal 2005″.
Detto in parole più semplici: l’Anas sapeva fin dal momento della costruzione del viadotto all’inizio degli anni Settanta che c’erano movimenti franosi gravi in atto, ma fecero finta di niente. Peggio nel 2005, quando le condizioni complessive si aggravarono tanto da far temere il crollo, i responsabili dell’azienda pubblica delle strade fecero di nuovo finta di non capire.
Ciucci diventò presidente Anas l’anno successivo ed è rimasto in carica per circa un decennio fino alle dimissioni forzate a metà maggio 2015: in tutto questo tempo non ha mosso foglia per il viadotto Himera.
E invece era suo dovere intervenire. A disastro avvenuto l’allora presidente si giustificò dicendo che avrebbero dovuto provvedere altri, a cominciare dalla Protezione civile.
Il rapporto ministeriale sostiene esattamente l’opposto: “L’Anas aveva l’onere di intervenire poiché soggetto cui spettano la gestione e la manutenzione delle infrastrutture autostradali in gestione diretta e, di conseguenza, aveva l’obbligo di vigilare sull’efficienza e tutela di tali opere”.
Neppure il tempo di finire di scrivere il libro che ecco un altro disastro con peggioramento della situazione della viabilità siciliana a seguito della frana che ha interrotto l’A18, l’autostrada che collega Catania e Messina.
Sicilia spezzata in tre. Dopo il cedimento del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, a mettere in ginocchio la viabilità tra Catania e Messina è una frana.
Chiuso ieri il traffico nel tratto tra Giardini Naxos e Roccalumera, in entrambe le direzioni di marcia, dell'autostrada A18.
“La Sicilia si sta sbriciolando e assistiamo a continui attentati alla sicurezza dei siciliani e a continue minacce ad un’economia che, oltre alla crisi, deve fare i conti con queste emergenze che la penalizzano ulteriormente” spiegano Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano (Anci Sicilia). 
Le frane sono cosi numerose e rapide che neppure chi scrive i libri riesce a tener testa. Si tratta dell’ennesima ferita per un’isola che, al momento, si trova divisa in tre parti.
Certo i controlli sono superficiali e le troppe strutture di controllo non fanno altro che sprecare risorse e creare impedimenti fra loro stessi.
Nei paragrafi dedicati allo sviluppo Infrastrutturale, vedremo le problematiche sulle obsolete linee ferrate di TreniItalia.

NESSUNA VERGOGNA DEI NOSTRI POLITICI, NESSUNA PROTESTA DEI SICILIANI E DEL MONDO IMPRENDITORIALE SICILIANO, NESSUNA INDAGINE DELLA MAGISTRATURA E NESSUNA DIMISSIONE CON SOPRRESSIONE DEGLI ENTI RESPONSABILI COME CAS E PROTEZIONE CIVILE.

E' UNA VERGOGNA ! IN REGIONE SAPETE DI COSA STANNO DISCUTENDO DI CAMBI DI CASACCA FRA PARTITI E RISSE QUESTA E' ARS. 

IL LIBRO LO TROVATE QUA:


E BOOK









Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

Ultima Ora