lunedì 5 ottobre 2015

Introduzione dell’autore Remo Pulcini #SICILIASTUPRATA

 Introduzione dell’autore Remo Pulcini “I Siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria; ogni intromissione di estranei sia per origine sia anche, se si tratti di Siciliani, per indipendenza di spirito, sconvolge il loro vaneggiare di raggiunta compiutezza, rischia di turbare la loro compiaciuta attesa del nulla” (G. Tomasi di Lampedusa).

 Non sono d’accordo con quest’affermazione, ogni persona può e deve migliorare e quindi anche un intero popolo può farlo per se stesso e per il futuro dei propri figli. 

L’attuale arretratezza economica della Sicilia è figlia di quelle scelte scellerate e di almeno un cinquantennio di politica economica dissennata da parte dello 10 stato unitario arrivando sin ai giorni nostri senza un solo giorno d’orgoglio e di riscatto. Troppe volte ci si nasconde dietro la mancanza di risorse per giustificare l’assenza di progettualità quando, invece, basta un minimo di organizzazione, di disponibilità per migliorare la nostra Sicilia. 

I problemi più urgenti da combattere sono la povertà, il cattivo clima economico, la corruzione, l’incapacità degli amministratori nel risolvere adeguatamente i problemi della gente. Questo libro presenta solo fatti e numeri che in ogni settore delle attività umane ci consentono di sapere se stiamo producendo bene o male. I fatti sono gli elementi tipici per non farsi smontare la propria tesi sostenuta e in tempi di slogan sono un incredibile strumento di verità. Partendo da questo principio vi anticipo 11 che per la Sicilia i numeri purtroppo sono negativi, questi numeri sono spesso ufficiali perché estrapolati da enti e istituzioni ufficiali che ogni anno prendono in esame la nostra Regione come la Corte dei Conti, le Associazioni, Istat ed il tempio della non politica Ars (Assemblea Regionale). Solo dalla consapevolezza del disastro possiamo pensare di ripartire con proposte che ognuno di noi per il proprio settore di competenza può proporre, per avere una Sicilia migliore. 

Anch’io alla fine del libro propongo delle iniziative che possono essere il fattore utile a far ripartire la nostra terra, anche perché il tempo a disposizione dei siciliani è terminato. Gli argomenti e i fatti toccati da questo libro analisi sono disgraziatamente una piccola parte del mare di negatività che affliggono la Sicilia. Dispiace moltissimo specialmente per un Siciliano come me, che ama la sua 12 terra trovare solo aspetti negativi e pochissimi positivi. Forse e ancora per poco l’unico aspetto positivo sta nell’unica ricchezza che i Siciliani posseggono e cioè la bellezza del suo territorio che da decenni viene regolarmente #Stuprato da tutti, siciliani e non attraverso abusivismo, desertificazione ed inquinamento. Da qui il titolo del testo: #SiciliaStuprata La speranza è l’unico bagliore che da sempre i Siciliani hanno avuto sin dai tempi di Verga, bisogna creare le premesse per una civile competizione tra uomini, idee, progetti, programmi, iniziative sociali nella politica, nell’economia dell’isola, tutti quando vivono in una comunità si devono sentire responsabili del luogo in cui vivono specie la classe dirigente e politica. Il disastro siciliano è sotto gli occhi di tutti basta ricordare che gli ultimi 5 Governatori della Regione Sicilia sono stati 13 interessati da guai giudiziari. Prima di Raffaele Lombardo, sono stati indagati e in seguito condannati Rino Nicolosi( Dc), Giuseppe Provenzano (Forza Italia), Giuseppe Drago e Salvatore Cuffaro dell'Udc. Disastro che continua ad andare avanti anche con l’attuale Governatore che dopo tanti slogan a distanza di appena tre anni ha certificato con i fatti il fallimento totale del suo operato affossando con colpevole consapevolezza la Sicilia.


 Dopo tre anni di Governo Regionale assolutamente disastroso, l’isola ha visto aumentare il precariato, il fallimento delle politiche giovanili, la pietosa riforma delle Province che ha prodotto più sprechi per l'amministrazione, senza dimenticare l'ultimo pasticcio della finanziaria regionale. Basti pensare che le Giunte costassero circa 2 milioni e 331 mila euro all’anno e con il Governo del Presidente dopo le 14 mirabolanti parole sulla Spendig Review la sua Giunta costa ancora 2 milioni e 331 mila euro all’anno. Nonostante questa situazione si assiste basiti ad un Presidente della Regione che, dice di non conoscere la manovra, un Presidente della Regione che spesso è mancato in Aula quando si discuteva la manovra. Per non parlare degli stipendi dei deputati regionali che si aggirano intorno ai 13 mila euro al mese. Il Presidente a parte la questione intercettazione e Medico Personale in questo breve periodo di Governo ha cambiato 37 assessori non risolvendo uno solo dei tantissimi problemi che affliggono l’isola. Assessori come Franco Battiato e Antonio Zichichi che non appena intuito l’evanescenza della carica si sono subito defilati.

 Un presidente che conosce bene Europa 15 essendo stato deputato Europeo e il suo Governo non ha portato a termine la programmazione dei fondi comunitari, il rischio è che non vedremo nel 2015, la spesa di un miliardo e 700 milioni di fondi comunitari nostri. L’attuale Presidente è stato anche dopo tanti al lupo, al lupo l’artefice della morte della politica fatta con la bandiera dell’antimafia ormai screditata e definitivamente defunta. Come l’antimafia del Presidente della Camera di commercio di Palermo, indagato dai giudici per contiguità con gli stessi clan che diceva in pubblico di combattere. Uno dei tanti disastri che certificano il suo fallimento è nella colpevole volontà a tenere la poltrona ad ogni costo anche a scapito dei Siciliani, infatti, appena un anno fa, ha firmato un folle accordo con il governo Renzi in base al quale, per quattro anni, consente al governo nazionale di non riconoscere alla Sicilia gli effetti 16 positivi del contenzioso finanziario tra lo Stato e la Regione. Crocetta ha firmato tale accordo qualche mese dopo che la Corte Costituzionale, in una sentenza storica, ha riconosciuto alla Sicilia quasi 5 miliardi di Euro legati all’Art.37 e 38 dello statuto che afferma il diritto ad esitare le imposte delle imprese che hanno sede giuridica nell’Isola. Per non parlare del caso Muos e Referendum trivellazioni Petrolifere che potevano rappresentare per tutti e non solo per il Governatore la prima bandiera di un nuovo Sicilianismo giusto e coraggio, il Point di partenza per un futuro fatto di pari dignità con il resto dell’Italia e invece ancora una volta questa terra è stata tradita da chi ci rappresenta senza una punta d’orgoglio o di vergogna. In questo scenario di cattiva gestione politica regionale s’inserisce a peggiorare lo scenario nell’Isola il Governo Nazionale 17 che da sempre considera la Sicilia alla stregua di una colonia da gestire a proprio uso e consumo. Basti pensare che i 5 miliardi di euro di fondi Pac che il governo Renzi ha strappato al Sud per finanziare gli sgravi fiscali alle imprese, quasi tutte del Centro - Nord Italia. Insomma, solo per farla breve, quest’anno, il governo Renzi ha strappato alla Regione siciliana circa 10 miliardi di euro.

 Ne sta restituendo appena 500 (200 ricavati dall’Irpef dei siciliani) e questo comportamento assassino subito dopo l’Unità d’Italia si è perpetuato in ogni legislatura a scapito dei Siciliani. Perché scrivere questo libro? Sicuramente per ricordare innanzitutto al Popolo Siciliano lo scenario mortale in cui si trovano l’isola e il futuro dei loro figli, ma anche per essere propositivi immaginando un’isola diversa in cui finalmente si possa avere una classe politica e dirigente che pensi per il bene ed un Presidente 18 da ricordare in senso positivo e non per le vicende giudiziarie.

 Ognuno di noi ha una responsabilità verso se stessi, verso i propri figli e verso la comunità, responsabilità che non può essere derogata in nome del potere e degli interessi egoistici personali magari con la giustificazione morale che se non lo facciamo noi, in Italia ed ancor più in Sicilia altri farebbero i propri interessi e quelli delle lobby. Vi lascio con tre frasi di rilevanza, che dovrebbero far riflettere lo spessore che ogni uomo deve dare alla propria vita: “Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona.” "Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese." John Fitzgerald Kennedy “Certe cose non si fanno per coraggio, 19 si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli.” Generale Carlo Albero Dalla Chiesa

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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