giovedì 19 novembre 2015

Analisi sentiment Social rischio Attentati in Italia di Remo Pulcini: Rischio Medio provenienza Egitto. (considerazioni)

Carissimi lettori gli impegni professionali spesso mi portano a tralasciare questo Blog come punto di riferimento per la politica e per la mia passione di geopolitica.

In riferimento ai fatti terroristici di Francia ho deciso di esaminare con un analisi Marketing il sentiment rischio terroristico attentati per l'Italia.

Di fatto nei social sparsi per il mondo ed in particolare in medioriente nulla di specifico riguarda Italia in termini di luoghi di possibili attacchi, tuttavia un Alert emerge ed e' quello della pista terroristica proveniente dall'Egitto da dove emerge un sentimento negativo in tale zona per l'Italia specie in ambito fazioni Isis.

Al momento non e' dato sapere ne di luoghi almeno con analisi dei siti e dei post anche attraverso software vari, ne tanto meno se esistono attivabili cellule terroristiche in Italia o provenienti dall'Egitto.

Di sicuro abbiamo un sentoimento negativo da queste zone e contatti possibili su Milano, Torino.

Appena trovo altro materiale aggiorno il post.

ISIS E' UN SOTTOPRODOTTO USA ED ISRAELE CHE ANZICHE' PORTARE IL MONDO OCCIDENTALE VERSO UNA META' PREFISSATA' RISCHIA DI SPACCARE IL MONDO OCCIDENTALE IN DUE PARTI VI SPIEGO PERCHE':

I gruppi takfiri costituiscono oggi la più grande piaga dell’umanità, senza distinzione di religione e nazionalità.

Se non fosse stato per il sostegno militare e finanziario di alcuni paesi occidentali e i governi fantoccio regionali, l’ISIS e altri gruppi simili non avrebbero potuto sopravvivere e continuare a spargere crimini e sangue.

Di fatto l'idea di politica estera Usa contro Assad ad opera del Repubblicano Macain era quello di istituire uno stato islamico che potesse combattere Assad e tenere sotto controllo Iran, a tale scopo sono stati forniti supporti mercenari e armi tramite Arabia Saudita e Quatar.

Lo scopo era anche quello di staccare i rapporti tra Europa e Russia/Cina.

Purtroppo il problema si e' complicato dal momento in cui la Francia ha voluto fare la 

"grandeur" con il risultato che oggi la Russia e La Francia con la Cina sono un blocco e gli Usa faticano a districarsi all'interno di una politica estera dilettantesca.

ALTRE ANALISI INTERESSANTI

L’Italia negli ultimi anni ha inviato ai paesi del Medio Oriente numerosi sistemi militari e soprattutto a due paesi militarmente impegnati nel conflitto in Yemen, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Tra gli armamenti inviati alle forze armate della coalizione saudita figurano anche bombe aeronautiche: ho ricostruito queste esportazioni in dettaglio in uno studio per OPAL (si veda qui, in pdf). Si tratta di esportazioni per oltre 100 milioni di euro e particolarmente rilevante è un’autorizzazione all’esportazione dall’Italia nel 2013 relativa a 3.650 bombe da mille libbre MK83 attive della RWM Italia per un valore di oltre 62 milioni di euro per l’Arabia Saudita. Inoltre, lo scorso maggio sono state esportate dall’Italia agli Emirati Arabi Uniti “armi e munizioni” (tra cui bombe) per un valore di oltre 21 milioni di euro. Da diverse associazioni presenti in Yemen sappiano che ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall’Italia all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, come le bombe MK84 e Blu109, sono stati ritrovati in varie città bombardate dalla coalizione saudita ed è quindi altamente probabile che questa coalizione stia impiegando anche bombe inviate dal nostro paese. Nonostante l’aggravarsi del conflitto in Yemen non ci risulta però che il governo italiano abbia sospeso l’invio di sistemi militari alla coalizione saudita. Eppure la legge italiana vieterebbe l’esportazione di armi e sistemi militari “verso i Paesi in stato di conflitto armato”. - See more at: http://confini.blog.rainews.it/2015/09/14/nello-yemen-crimini-di-guerra-anche-con-bombe-italiane/#sthash.vBNQEK67.dpuf "
L’Italia negli ultimi anni ha inviato ai paesi del Medio Oriente numerosi sistemi militari e soprattutto a due paesi militarmente impegnati nel conflitto in Yemen, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Tra gli armamenti inviati alle forze armate della coalizione saudita figurano anche bombe aeronautiche: ho ricostruito queste esportazioni in dettaglio in uno studio per OPAL (si veda qui, in pdf). Si tratta di esportazioni per oltre 100 milioni di euro e particolarmente rilevante è un’autorizzazione all’esportazione dall’Italia nel 2013 relativa a 3.650 bombe da mille libbre MK83 attive della RWM Italia per un valore di oltre 62 milioni di euro per l’Arabia Saudita. Inoltre, lo scorso maggio sono state esportate dall’Italia agli Emirati Arabi Uniti “armi e munizioni” (tra cui bombe) per un valore di oltre 21 milioni di euro. Da diverse associazioni presenti in Yemen sappiano che ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall’Italia all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, come le bombe MK84 e Blu109, sono stati ritrovati in varie città bombardate dalla coalizione saudita ed è quindi altamente probabile che questa coalizione stia impiegando anche bombe inviate dal nostro paese. Nonostante l’aggravarsi del conflitto in Yemen non ci risulta però che il governo italiano abbia sospeso l’invio di sistemi militari alla coalizione saudita.
Eppure la legge italiana vieterebbe l’esportazione di armi e sistemi militari “verso i Paesi in stato di conflitto armato”.
- See more at: http://confini.blog.rainews.it/2015/09/14/nello-yemen-crimini-di-guerra-anche-con-bombe-italiane/#sthash.vBNQEK67.dpuf

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