mercoledì 30 dicembre 2015

IRCCS MESSINA -PIEMONTE PAPARDO Modifica dell’articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24” (TUTTO IL RESOCONTO DELLA SEDUTA)


Seguito della discussione del disegno di legge “Modifica dell’articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24” (n. 1123/A) 

 PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussi one del disegno di legge “Modifica dell’articolo 1 della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 24” (n. 1123/ A), posto al numero 4). Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto nell’apposito banco. Sospendo brevemente la seduta. (La seduta, sospesa alle ore 18.26, è ripresa alle ore 18.30) La seduta è ripresa. 


PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho una domanda da porre al Governo. In atto non c’è il numero legale, possiamo girarc i intorno quanto vogliamo. So che lei Assessore ha una scaden za, gliene do atto, così come ho il dovere di evidenziare, perché rimanga traccia agli atti, -anzi ho una comunicazione scritta -, dato che ieri l’onorevole Zafarana ha fatto delle osservazioni, la leggo: « Il disegno di legge in esame m odifica l’articolo 1 della legge regionale n. 24 del 2015, che ha previsto l’accorpamento dell’Ospedale Piemonte, già facente parte dell’Azienda ospedaliera ‘Ospedali riuniti Papardo- Piemonte’, all’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico ‘Bonino Pulejo’, prevedendo il correlativo passaggio de lla disponibilità del patrimonio, del personale e dei servizi annessi dall’Ospedale Piemonte all’IRCCS . Il disegno di legge esitato dalla VI Commi ssione dispone che, a seguito del suddetto accorpamento, la titolarità dei beni immobili dell’Ospedale Piemont e spetta non alla Regione ma all’Istituto ‘Bonino Pulejo’ .» Ricordo che avevamo votato per mantenere il carattere pubblico all’inizio che rimanesse...questo è l’esito della Commissione, onorevole Zafarana. « Tale previsione, - siccome ieri lei mi ha posto un problema di incostituzionalità - pur non presentando profili di incostituzionalità, determ ina il depauperamento del patrimonio immobiliare dell’Azienda ospedaliera Papardo in contrasto c on la nota dell’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia e non esclude la possibilità di indi viduare altre soluzioni coeren ti con i principi della legislazione nazionale di riferi mento, come già previsto nella legge regionale n. 24/2015, la quale infatti non è stata impugnata.» Perché la legge non è stata impugnata e, nella nota del Ministero di Grazia e Giustizia, l’Ufficio legislativo dice: siccome si tr atta di natura priv atistica e non pubblicistica, se noi sottraiamo all’Azienda Papardo l’immobile, c’ è un depauperamento con un risc hio per i possibili creditori. Nel disegno di legge originario, presentato dal Governo, che era in perf etta sintonia con questa nota, si parlava di mantenere in capo all’Aziend a Papardo l’immobile, dalla Commissione è uscito fuori un provvedimento, da un punto di vista co stituzionale, onorevole Zafarana, altrettanto legittimo, però è in contrasto con la nota del Mi nistero. Queste cose ce le dobbiamo dire con la massima chiarezza. In proposito, preannuncio che sono stati presenta ti alcuni emendamenti a firma del Governo e dell’onorevole Zafarana, che sara nno sottoposti all’es ame dell’Aula. Ora il problema è di carattere generale, noi ogni vo lta ci adeguiamo, fino ad esso, - per cui avevo pure pensato di avviare un dibattito in Aula sul comportamento che dobbiamo tenere nei confronti del Governo -, in questo caso in parte ci stiamo accostando a quanto dice il Governo, in parte ci 23 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana stiamo discostando a quanto dice il Governo. Su questo dobbiamo noi seguire una linea. onorevole Grasso capisco che ognuno di voi vuol e discettare su questo, io sto rappresentando la situazione. In considerazione che in atto non c’è il numero legale, lo sto dicendo con la massima chiarezza quando si vota si valuta il numero legale a tutti darò la parola, io intanto voglio sapere sull’andamento dei lavori che è diventata una disputa inutile questa. (Vive proteste) In atto non c’è il numero legale se no i dobbiamo andare avanti andiamo avanti. 

FORMICA. Lei come fa a sapere che non c’è il numero legale? 

DIGIACOMO, presidente della Commissione . Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. L’Assessore per la salute non si pronuncia. Ha chiest o di parlare il Presidente della Commissione l’onorevole Di Giacomo. Ne ha facoltà. 

 DIGIACOMO, presidente della Commissione . Signor Presidente, io cercherò nell’intervento di placare gli animi e di fare un momento di chiarezza. La sostanza politica del provvedimento è questa: se noi non accorpiamo l’ospedale ‘Piemonte’ al ‘Bonino Pulejo’ ai primi di gennaio l’ospedale chiude. Il direttore generale dell’ospedale ‘Papardo’ ha dichiarato che non ha più sold i e personale quindi l’ospedale è chiuso ai primi di gennaio. La seconda cosa è questa: vogliamo fare nei confr onti dell’IRCCS, un Istituto di ricerche e cura il ‘Bonino Pulejo’ quello che abbiamo fatto con l’ospe dale San Raffaele Giglio che abbiamo tolto noi dal Servizio sanitario regionale per darlo ad una Fondazione in cu i un socio è fallito? E’ fallito. Guardi io accetto i contributi di tutti signor Presidente non accetto i contributi dei capi bastone che danno i bigliettini all’Aula se nza avere capito completamente nulla di cui si sta parlando. Qui il punto politico è uno soltanto, questo patrimonio che fi nisce in un IRCCS un Is tituto di ricerche e cura non può non avere natura di tutto il patrim onio in capo alle aziende , che è di carattere privatistico, compreso Ragusa, compresa Catania, compreso Palermo, compresa Siracusa, compresa Enna. Tanto è vero che quel patr imonio i direttori generali lo me ttono in bilancio, quel patrimonio immobiliare lo danno alle banche per farsi dare l’anticipazione. Il Governo nazionale ha detto “ non puoi fare altrimenti di questa parte del patrimonio rispetto a quello che fai per tutte le altre 19 Aziende siciliane ”. Qualsiasi altro emendamento signor Pr esidente è incostituzionale significa affossare la norma. Quindi il punto è questo: il punto dirimente, credo di avere detto così l’emendamento del Governo e a maggiore garanzia si conferiscono al ‘B onino Pulejo’ soltanto le strutture che servono per fare sanità se ci sono terreni, se ci sono appartamenti, se ci sono beni di altra natura rimangono nella proprietà della Regione siciliana, anche se quella parte del patrimonio, signor Presidente, finisse in capo al ‘Bonino Pulejo’ - quella sanitaria - i direttori generali non la possono vendere se non c’è l’auto rizzazione del Presidente della Regione, questo è per Statuto, chiaro? Che cosa dobbiamo vedere, quindi. Di che cosa dobbiamo parlare? Quali sono le obiezioni scienziate che io non ho ancora capito? Se l’Aula vuole chiudere il ‘Piemonte’, e si rifiuta di dare ad un IRCCS un istituto di ricerca e cura, lo dica. Si chiude il ‘Piemonte’ e rimane così com’è. Ma se c’è questo tentativo, serio, reale di rivitalizzare, l’ospedale al centro di Messina, questa è l’unica strada. E’ votata con l’emendament o del Governo, in ogni caso, è blindata. 

 PICCIOLO. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 24 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana

 PICCIOLO. Signor Presidente, dopo le parole del presidente della Commissione ‘Sanità’, illuminate parole, di un uomo di Ragusa, che am ministra con saggezza la Commissione ‘Sanità’, qualsiasi altra parola sarebbe su perflua, se non quella di dire all’Aula che qui parliamo di un’istituzione, l’ospedale ‘Piem onte’, per cui questo Parlamento si è già espresso con una legge chiara, che deve essere completata per una richiest a esplicita, da parte del Ministero, e che integra e completa il passaggio. Ognuno si assumerà, nei confronti della città di Messi na e della Sicilia, la responsabilità politica di avere determinato la chiusura di una struttura sanita ria di eccellenza, per cui il Ministero aveva fatto un apprezzamento politico positiv o, aveva preso impegni chiari con l’assessore. L’assessore Gucciardi ha preso impegni con il Minister o a Roma e con la città di Messina. Non si scherzi, quindi, con i sofi smi. A noi non intere ssa per nulla di chi sa rà la proprietà dei muri. Non ci appartiene, è una lo gica che non riguarda la politica, come ho detto sempre da questi microfoni, è un fatto tecnico. I tecnici ci dicono che va fatta così e noi ci adeguiamo ai tecnici. Non vogliamo fare interpretazioni delle norme. Noi abbiamo la 18^ azienda sanitaria e come tale va salvaguardata. Solo per fare buona sanità, non speculazioni, neanch e politiche. 

FORMICA. Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

FORMICA. Signor Presidente, dopo quello che ha dichiarato il pres idente Digiacomo non farò un lungo discorso, se non richiamare cias cuno alle proprie responsabilità. Voglio, intanto, a coloro i quali di cono che si depaupera, eventualmente, l’azienda ‘Papardo’, dire a questi signori che, il pa trimonio del ‘Piemonte’ è diventato de ll’azienda ‘Papardo’ solo qualche anno fa, perché prima era patrimonio dell’ azienda ‘Piemonte’. Nel 2009, quando c’è stato l’incorporamento di alcune aziende, la fusione di azi ende, la riduzione di azie nde, i beni dell’azienda ospedaliera ‘Piemonte’ sono andati all’azienda ‘Papardo’. Non è che all’azienda ‘Papardo’ gliel’aveva lasciato qualcuno in eredità. Solo cinque anni fa, quest’azienda ha acquisito, in base a quello che viene argomentato in quest’Aula, ha r ubato, quindi, i terreni e gli immobili all’azienda Piemonte, che era la proprietaria, prima di quest a azienda, senza che nessuno obiettasse alcunché. La verità vera è che, ad alcuni, non piace che si sia, con questa, - come dire -, idea brillante, salvato nell’unico modo possibile, consentito dalle norme nazionali, l’ ospedale ‘Piemonte’. Ed a qualcuno non piace che si salvi l’ospedale ‘Piemonte’, perché qualcuno per un pugno di schifosissimi voti, che oserei di re “di scambio”, per un pugno di schifosissimi voti, che chiamerei “di scambio”, persegue la logica de l “tanto peggio tanto meglio”. Tutte le autorità hanno già dichiarato che senza questa norma l’Ospedale ‘Piemonte’ è chiuso. Chi vuole ostacolare con tutti i mezzi e con tutti i sotterfugi possibili quest o esito brillante, dovuto alla collaborazione di tutti i deputati regionali, non solo messinesi, e che guarda caso trova ostruzionismo non in deputati di altre province, bensì, in deput ati che dovrebbero difendere a maggior ragione Messina e che per partito preso cercano di affossare questo ospedale. Ormai la legge è fatta e il decreto legge n. 502 in ma niera chiara, - come ri chiamato dal parere del Ministero di Grazia e Giustizia -, ci ha fatto corr eggere un errore che gli st essi proponenti di quella modifica ci hanno fatto fare, perché noi non avevamo inserito la proprie tà alla Regione e, invece, nel parere c’è scritto che in base al decr eto legge n. 502 i beni vanno alle aziende. A chi sostiene, invece, che si tr atta di due pesi e due misure rispetto al ‘Mar gherita’, voglio ricordare che mentre per il ‘Margherita’ si tratta va di un passaggio da una Azienda sanitaria a un ente locale, o alla Regione, in questo caso si tr atta, invece, del passaggio da Azienda pubblica ad Azienda pubblica. Esattamente come è avvenuto ne l 2009 con l’esproprio da parte dell’Azienda ‘Papardo’ dei beni dell’ospedale ‘Piemonte’. 25 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana Pertanto, chi ostacola l’ approvazione di questa legge si deve assumere di fronte alla Città di Messina la responsabilità di volere chiudere l’Ospedale ‘Piemonte’. 

GRASSO, relatore . Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

 GRASSO, relatore . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, siccome sono stata una dei firmatari dell’emendamento presentato in Commissi one, vorrei che restasse agli atti perché sono state troppe le illazioni che s ono state pronunciate in questa Aula, e fuori da questa Aula: compromessi, accordi, che cosa si vuole tras ferire, proprietà immobiliari e quant’altro. Qui la Commissione ‘Sanità’, tutti i deputati ch e si sono impegnati e il Parlamento ha solo uno scopo quello di garantire e far sì e mettere il Gove rno e anche approvare la linea del Governo che è quello di garantire, in questo caso dell’Assessore per la salute, un’offerta sanitaria e a Messina per non chiudere il ‘Piemonte’ l’unica possibilità per tu tti i percorsi che ci s ono stati in Commissione Sanità e mantenere l’Ospedale ‘Piemonte’ con il Pronto Soccorso e con tutti i reparti annessi era quello di aggregarlo all’IRCSS. In Commissione si è reso necessa rio un emendamento tecnico, caro Presidente, solo ed esclusivamente per una inte rpretazione, ma una interpretazione corretta, necessaria, dovuta ai rilievi formul ati dal Ministero della Salute ch e ha richiamato la legge, - desidero che resti agli atti -, perché non si fanno em endamenti perché chissà che cosa ci può essere sotto. Il chissà che cosa ci può essere sotto non appartie ne né alla sottoscritta, né ai componenti della Commissione, né ai firmatari dell’emenda mento. E, quindi, nessuna preoccupazione. C’era la preoccupazione dei colleghi che chissà quali rischi c’erano a vo tare questo emendamento. Il decreto legge n. 502 istitutiva delle ASP, recep ita in Sicilia nel 1993 c on un rinvio dinamico di tutta la legge, prevede che i beni devono essere trasferiti alle Aziende ASP e lo dice con il decreto legge n. 502. Io ho presentato e firmato un emendamento non mi si deve dire... 

 PRESIDENTE. Vi invito ad una maggiore attenzione. 

GRASSO, relatore ...chissà quali dubbi c’erano, quali dubbi ci possono essere, io ho firmato un emendamento, ho sottoscritto un emendamento nella consapevolezza di difendere il percorso legislativo che aveva portato all’ approvazione della legge n. 24. La legge istitutiva delle ASP, all’articolo 5, prevede che per la gestione economico-finanziaria e patrimoniale delle unità sanitarie delle aziende locali, la Regione entro novanta giorni ecc, ecc... emana le norme per la gestione economico-finanziari a e patrimoniale delle un ità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere. Quindi l’emendamento ha avuto so lo lo scopo di rendere conforme la legge a quanto previsto e predisposto dalla legge n azionale. Poi, se ci sono questioni prettamente messi nesi e questioni politiche che sfuggono all’interesse generale per cui non si vuole gara ntire un’offerta sanitaria alla città di Messina degna, non ap partengono alla sottoscritta, non appartengono ai firmatari dell’emendamento che difendiamo perché consenti rà all’assessore di chiudere un percorso legislativo che porterà all’accorpamento dell’ospedale Piem onte e dell’ospedale Papardo senza sottrarre beni immobili patrimoni ali all’ospedale Papardo e senza che l’I.R.C.C.S. quando si dà la titolarità di questi beni possa venderli, perché l’I.R.C.C.S., ripeto è un istituto pubblico. 

ZAFARANA. Chiedo di parlare. PRESIDENTE. Ne ha facoltà, e a seguire gli onorevoli Laccoto, Rinaldi e Turano. 26 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana

 ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io vorrei portare un po’ di ragionevolezza in questa discussione. logica, leggere le carte, - assessore Gucciardi vorrei che mi ascoltasse -, se è possibile. Signor Presidente, se posso avere l’attenzione dell’assessore e del presidente Crocetta al quale io credo date le sue battaglie per la legalità. Vorrei veramente che si faccia chia rezza perché tutti coloro che dife ndono le istituzioni qua dentro devono fare, come ho fatto io del resto, un bell’esame di coscienza e soprat tutto ragionare secondo profili di onestà intellettuale che è quella che a tutti si riconosce qui dentro.

 PRESIDENTE. Onorevole Digiacomo, si deve calmare. Onorevole Form ica lei ha parlato di voto di scambio; ha utilizzato le parole “voto di scambio”.

 FORMICA. Ora la pazienza la perdiamo. 

IOPPOLO. I richiami all’onestà intellettuale, no. 

ZAFARANA. Io vorrei continuare però, gentilmente, perché se un filo logico deve essere seguito qua a parlare e ad urlare siamo bravi tutti, ma dobbiamo seguire un filo logico in punto di diritto perché non stiamo scherzando. Allora, proprio per l’urgenza ch e ha suscitato, per il clamore, per l’affaticamento mentale che stanno suscitando in quest’Aula i miei emendamenti che io ora entro nel mer ito e mi spiego, perché penso che ci sia necessità da parte di tutti di approf ondire e leggere la legge attualmente in vigore e il testo di legge presentato dal Governo. Vorrei ribadire un fatto: il testo di legge così co me presentato dal Governo era - così come presentato -, perfetto al netto del fatto perché si adeguava al parere del Ministero, e non va però a disciplinare. Ci siamo? Infatti il mio emendamento va nell’ottica del disciplinare perché siamo in una vacatio di regolamentazione rispetto a quanto pr evisto dal comma 2, articolo 5, del decreto legislativo n. 502 del ’92. Ora, vengo e mi spiego . Penso di parlare qui dentro con persone che hanno molta più esperienza di me, e soprattutto con un assessore che studia le carte, il cui autorevole parere è sempre stato dato e, comunque, in Aula abbiam o sempre visto, diciamo, comportamenti adeguati. Pertanto, io a questa onestà intellettuale mi appello. Che succede? Il testo uscito dalla Commissione non è quello presentato dal Governo. Anzi, i miei tre emendamenti, i primi tre, vanno proprio nell’ott ica, qualora non li abbiat e letti, di riportare esattamente all’applicazione del parere del Minist ero della Giustizia, praticamente tornando su quel percorso. Ora, i primi tre, vi pr ego di andarli ad approfondire. Il testo passato in Commissione è palesemente in costituzionale ed io Pres idente ribadisco questo aspetto perché va a violare il 42, terzo comma, è l’articolo relativo al le spese per la salute, perché dalla legge ‘Bindi’, - e tutti qua siete voi sicurame nte esperti di questa materia -, gli Enti sanitari operano in regime privatistico. Dopo di che i contratti tra Enti vanno fatti per contratto. Non mi si dica che quest’Aula vuole fare un contratto per legge, perché sarebbe veramente una cosa incredibile, e soprattutto penso che proprio ques to passaggio - proprio il passaggio del testo presentato dai deputati Formica, Grasso, Musum eci e Ioppolo -, proprio quell’emendamento che è stato approvato in Commissione, và a operare questo passaggio nuovamente, ripercorrendo l’errore censurato dal Ministero della Giustizia. E allora di che stiamo parlando? E’ inutile che qua vi accapigliate facendo campagna elet torale. Qua nessuno vuole chiudere l’ospedale. E che non si faccia strumentalizzazione, perché sappiamo bene ch e chi ha letto la legge 24, l’ha letta per come è uscita da quest’Aula, e non c’è sc ritto da nessuna parte che l’IRCCS debba fare il Pronto soccorso nei locali del ‘Piemonte’ e vi invito a rileggerla c on attenzione. Quindi, qua, mi si permetta anche di dire che con questo emendamento si è fatta un po’ di luce. Proprio il mio intervento è stato quello finalizzato a fare un po’ di luce. E col quarto em endamento che cosa si chiede? Si va proprio 27 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana nell’ottica del rilievo del Ministero della Giustizia, cioè di individuare in una normale attività tra Enti che ragionano in regime privatistico, quindi tra privati, signori miei, non possiamo né prendere né portare patrimonio da nessuna parte, debb ano eventualmente procedere a vendita secondo, chiaramente, canoni che non siano quelli... 

PRESIDENTE. La invito a c oncludere onorevole Zafarana. 

 ZAFARANA. Concludo Presidente, subito. Che non sian o quelli della svendita . Cioè il concetto è proprio questo anche perché il dirigente, il manager del ‘Papardo’ ha proprio denunciato a mezzo stampa, di avere un debito il ‘Papardo ’ che ammonta a 35 milioni di euro. Quindi, noi praticamente con questo emendamento passato in Commissione e che oggi costituisce il testo di legge arrivato in Aula, di fatto andate ad espropriare patrimoni o, atteggiamento censurato dal Ministero. Ma vi sembra normale che una persona in ‘sensi ’ debba fare questo tipo di intervento perché altrimenti io non curerei il diritto alla sanità dei mi ei cittadini e non curerei soprattutto i rilievi che sono stati fatti dal Ministero. E’ inaccettabile Presidente, veramente, le chiedo, lei ha fatto parlare anche per lungo tempo altri deputati, soltanto una piccola annotazione. Verame nte, vi chiedo di approf ondire nel merito questa questione onde evitare ulteriori impugnative. E, soprattutto, ribadisco il concetto, ho fatto accesso atti, il patrimonio del ‘Piemonte’ non è solo lo stabile del ‘Piemonte’ per il quale nel 2011 sono stati spesi 24 milioni di ristrutturazione. I soldi sono pubblici ma c’è più di un miliardo di beni, case, terreni, a chi vanno? Io l’ho chiesto Presidente, ho chiesto veramente con forza in Co mmissione e nelle sedi opportune, mai nessuno mi ha dato risposta. Io non possono pe nsare che si possa trattare anco ra così la sanità messinese e siciliana. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Laccoto. Ne ha facoltà.

 LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi , non ero fra coloro che hanno presentato l’emendamento. Il problema è che questa norma è stata votata da questa Assemblea creando, e di questo credo che l’Assessore per la salute non possa lavarsene le ma ni, ma debba prendere atto di quello che sta succedendo in questa Aula e debba essere immediatamente conseguente a ciò che sta avvenendo questa sera. Il problema è uno. Quest’Aula con un emendament o fatto - e che avevo già avvisato che non era possibile – ha, praticamente, legiferato di cendo che, nelle more dell’approvazione e dell’emanazione del decreto, i livel li dei due pronto soccorsi e, pr incipalmente quello dell’Ospedale Piemonte, dovevano restare, assieme alle altre sp ecialità, quelli precedenti all’approvazione della legge. Caro Assessore per la salute, ci troviamo ogni momento di fronte ad una situazione di pericolo di vita per coloro che vanno all’Ospedale Piemonte. In questi giorni sono avvenute, caro Presidente dell’Assemblea, situazioni particolarissime. Nel senso che per potere assicurare il se rvizio di pronto soccorso, il serviz io di chirurgia, il servizio di cardiologia, sono stati sguarniti i servizi de ll’Ospedale Papardo creando un duplice danno sia all’Azienda Papardo sia all’Azienda Piemonte. Perché? Perché in que ste condizioni, Assessore per la salute ed anche il suo collega Crac olici, vi pregherei perché sono fa tti di responsabilità di cui vi chiamerò a rispondere assieme a coloro che, in questa fase, non vog liono comprendere che dall’Assemblea è uscita una legge che non può e ssere lasciata così. O quella legge viene praticamente abrogata e non vien e fatto il decreto o si fa il de creto e si assicurano i servizi indispensabili alla cittadinanza. 29 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana Io chiedo al Governo di fare uno sforzo, assessore Gucciardi, non so se è percorribile, ma la legge precedente prevedeva che, attraverso un decreto dell ’Assessore, era possibile trasferire e, quindi, con un vostro decreto era possibile tr asferire, non soltanto il personale , ma anche tutto ciò che era necessario affinché l’attività prevista dalla legge potesse essere svolta. Se voi potete fare anche con un d ecreto, il trasferimento, o avete bi sogno di una legge, così come avevamo fatto, così come è uscita dalla Commissi one. Le chiedo se può fare un decreto per rinviare questa legge alla ripresa dei lavor i dell’Aula, i primi di gennai o, e mi riferisco al 12 gennaio, chiedendo anche al direttore dell’Ospedale Papardo di attendere questi ulteri ori quindici giorni. Non so se è necessario un decreto, veda lei quello ch e si può fare, ma è chiaro che c’è una volontà dell’Aula, una volontà della Comm issione che è in questa direzione, non può finire in questo modo perché qualcuno ci ha portato a questo percorso. La prego di trovare qualsi asi soluzione necessaria affinché si salvi tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi.

 PRESIDENTE. E’ iscritto a parlar e l’onorevole Turano. Ne ha facoltà.

 TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so no messinese e voglio intervenire lo stesso perché credo che questo si a un argomento molto importante. Io vorrei sforzarmi di fare un ragionamento, per quel che mi rigua rda logico, e provare a trovare una soluzione alla vertenza che si è determinata. In buona sostanza, faccio prima una precisazione pe rché chi ci ascolta da casa pensa che qua ci possa essere qualcuno, qualche forza politica che, con atteggiamenti pretestuosi, prova a bloccare il servizio, il buon funzionamento del serv izio sanitario nella città di Messina. Poiché nessuno ha questa intenzione, sgombriamo subito il campo da questo equivoco e poniamo degli interrogativi all’Assessore pe rché ci possa trovare una soluzione nel rispetto delle scadenze che lo stesso deve onorare, che garantiscono da un lato la Regione e dall’altro, anzi prima che la Regione, il servizio sanitario ai cittadini. Pongo due domande: non c’è da filosofare su quello che sta avvenendo a Messina, c’è da fare una breve valutazione. Nessuno vuole che l’Ospedale chiu da, bisogna capire di chi diventa la proprietà dell’immobile. Se va in capo all’IRCCS o se rimane di proprietà dell’Azienda Papardo. Se questo è il discrimine all’ interno del quale ci muoviamo, pr oviamo a fare una riflessione. E’ chiaro che tutti siamo stanchi e tutti non vor remmo trovarci qua a risolvere questo problema, ma l’Assessore ha una scadenza e dobbiamo rispetta re la scadenza e trovare la soluzione, il che significa che potremmo, questa sera, votare la le gge senza il voto finale, in maniera tale che l’Assessore possa procedere lo stes so a fare il decreto entro il 9. Il discrimine è: questa proprie tà dell’immobile rimane dell’A zienda Papardo o deve passare all’IRCCS? Questa è la domanda che pongo, Presidente della Regione. Per me va bene che rimanga al Papardo, così non abbiamo dubbi. Voglio dire una cosa, onorevole Picciolo. Dobbiamo essere chiari. L’IRCCS che cosa fa come attività? Fa esclusivamente atti vità riabilitativa. Io mi chiedo se un ospedale che ha un’unica vocazione, che è la riabilitazione, possa fornire anche... 

 RINALDI. C’è una legge approvata! 

TURANO. Non c’è scritto che la proprietà deve passare all’IRCCS . La so leggere la legge io. 

RINALDI. Non può dire che non lo possiamo trasferi re al Piemonte, lo ab biamo già trasferito! 

TURANO. L’IRCCS fa la riabilitazione. Se è possibi le garantire, al netto del ragionamento che ho fatto, e ritengo ancora che la proprietà dell’imm obile possa rimanere al Papardo con un comodato gratuito trentennale, dando il mandato all’IRCCS di fare tutti gli investimenti che vuole perché in XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana trent’anni gli investimenti vengono ammortizzati, ma la proprietà rimanga lì. Se non è possibile questa soluzione chiedo, in subordine, che si scri va che presso l’Ospedale anche altri enti che garantiscono i servizi sanita ri possano svolgere attività . Questo non lo vedo scritto nell’emendamento che ha presentato l’Assessore che si è posto il problema di correggere il tiro. Il che significa che le obiezioni che erano state mo sse non erano completamente prive di fondamento, ragione per la quale credo che an che il 30 dicembre, lavorando un poco di più, si possa risolvere il problema e trovare la soluzione tecnica. Diversamente, ognuno rimane nelle proprie idee, e la mia idea è che la proprietà formale dell’immobile, l’uso in comodato gratuito trentenn ale possa essere garantito all’IRCCS che può fare tutte le attività che vuole. Secondo me con l’ inciso che va, comunque, garantito che presso quell’immobile possono essere resi altri serviz i rispetto a quelli neuro -riabilitativi che l’IRCCS egregiamente rende. 

PRESIDENTE. E’ iscritto a parlare l’onorevole Panarello. Ne ha facoltà. 

PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli collegh i, Assessore, credo che questa sera non abbiamo scritto una bella pagina della vita parlamentare sicilian a, perché penso che tutti gli argomenti che sono stati usati dai co lleghi - legittimamente - nel co rso di questo dibattito potevano essere utili a migliorare il testo della legge e, invece, inopinatamente, presidente Ardizzone, si è scelta, in partenza, la strada di drammatizzare la s ituazione, perché se si fosse avviata la discussione di merito sul disegno di legge, probabilmente, le osservazioni che ha fa tto ora il collega Turano avrebbero potuto trovare soluzione in un articolato normativo che ev itasse i pericoli che sono stati rappresentati, a partire dal parere del Ministero della Giustizia. Vorrei ricordare sommessamente alla Presidenza dell ’Assemblea ed alla collega Zafarana che lì si pone un problema rispetto all’articolo nel quale si dice che il Piemonte passa al patrimonio della Regione e si dice che questo non è possibile; nasce tutto da qui. Dopodiché, la soluzione trovata dalla Commissione di merito , col subemendamento richiamato dal Presidente, onorevole Digiacomo, chia risce e sancisce che si tratta di beni pubblici, che non sono nella disponibilità di alcuno e che fanno capo all’Azienda di cui si parla. Ci sono problemi perché si depaupera il pa trimonio del Papardo? Anche qua i tecnici dell’Assessorato sono in grado di o ffrire le soluzioni adeguate, così come i tecnici dell’Assemblea, quindi, stiamo facendo un’operazione sbagliata. Lo dico anche alla collega Zafarana , che parla di onestà intellettuale. 

 ZAFARANA. Sì, parlo di onestà intellettuale! 

 PANARELLO. L’onorevole Zafarana ha, come tutti gl i altri, la propria vi sione politica, e tende a drammatizzare una situazione, legittimamente, per ra ppresentare il suo punto di vista politico ed elettorale, potrebbe farlo però senza addebitare ad altri colleghi problemi di onestà intellettuale, evocando chissà quali interessi. Lo dice il sottoscritto che su tutt a questa vicenda – e ne fanno fede gli atti parlamentari – ha avuto un atteggiamento molto meno visceral e di tanti altri colleghi, perché a me interessava ed interessa offrire il massimo di assistenza alla popolazione della città di Messina, dopodiché tutti quelli, a partire dalla collega Zafarana, ch e si sono battuti fino alla morte per il mantenimento del pronto soccorso all’Ospedale Piemonte, adesso cosa vog liono fare? Qual è l’esito di questa vicenda? Che il pronto soccorso dell’Ospedale Piemonte tra cinque gi orni chiuderà? E’ questo l’obiettivo? Credo che sia sbagliato, insensato e soprattu tto, dal punto di vista del metodo, Presidente, penso che si poteva fare una discussione meno accesa di quella che si è fatta – perché credo che nessuno coltivi interessi particolari – e tentare di fare un disegno di legge il più funzionale possibile rispetto ai rilievi del Ministero, alle osservazioni che gli uffici dell’Assemblea hanno fatto per fare in modo che questo 31 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana disegno di legge si potesse fare rapidamente. Perché così non si fa, si tiene sospesa la situazione, si scarica sull’Assessore che, naturalm ente, se non c’è la legge non può decretare niente, al di là di quello che qui qualcuno ha detto, credo, e si tiene in sospeso una situazione che si poteva concludere in maniera soddisfacente, perché, ripeto, si pa rla di patrimonio pubblico del quale nessuno si può appropriare perché la legge e la Costituzione non lo prevedono. 

GUCCIARDI, assessore per la salute . Chiedo di parlare.

 PRESIDENTE. Ne ha facoltà. GUCCIARDI, assessore per la salute . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sull’argomento occorra molta freddezza e non certamente un dibattito politico. Questo lo dovrebbe fare anche – mi permetto di dire, essendo un deputato in carica -, l’Assemblea quando tratta di argomenti di questo tipo che attengono esclusivamente all’interesse generale di una comunità, in particolare, alla tutela de l diritto alla salute dei cittadini. Non stiamo trattando – con tutto il rispetto – né di una infrastruttura né di un investimento produttivo, stiamo trattando di una vicenda che ha un profilo etico elevatissimo trattandosi, appunto, della salute dei cittadini. Così mi è stato presentato dopo qualche giorno dal mio insediamento come Assessore per la salute dai cittadini di Messina, nella cu i città mi sono, peraltro, doverosame nte recato ed in quella riunione - che tutti ricorderete, chi era presente -, in Pref ettura con i parlamentari regionali e nazionali, le organizzazioni sindacali, i direttori generali si è convenuto un percorso che tecnicamente doveva essere, ovviamente, costruito attraverso l’interl ocuzione con il Ministero e che, comunque, come obiettivo politico nobile fina le aveva quello di salvare l’ospedale nel centro della città di Messina, di salvare quell’ospedale che i cittadini stessi, che hanno interloquito c on me in quella visita a Messina, hanno sostenuto con forza di volere e, peraltro, l’ opinione pubblica ha confermato di volere fino alla data odierna. Per cui l’Assessorato, il Governo ha seguito esattamente il percorso tecnico che ci potesse portare alla costruzione di un disegno di legge che ci consentisse di sa lvare quell’ospedale. Certamente, staccare l’Ospedale Piemonte dall’ Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte non è una scelta che è stata fatta a cuor leggero. L’Ospedale Piemonte ha una sua collocazione in un’ azienda ospedaliera, così ha stabilito la legge regionale n. 5 del 2009. Se siamo a questo punto e stiamo discutendo su una legge che è stata, pe raltro, già pubblicata in Gazzetta ufficiale, la legge n. 24 del 2015, e che non è stata impugnata, ci sono semplicemente delle osservazioni, corrette pera ltro, del Ministero della Giustizia, dicevo, se siam o arrivati a questo punto è evidente che l’Ospedale Piemonte non poteva conti nuare a vivere rimanendo nello stato in cui lo aveva posto la legge regionale n. 5 del 2009. Per cui l’Assessorato ha chiesto al Ministero, quindi, bisogna e ssere sempre documentati quando parliamo. 

ZAFARANA. Io sono documentata!

 GUCCIARDI, assessore per la salute . Onorevole Zafarana, lei è documentata, certamente, ma io lo sono almeno quanto lei!. La problematica dell’Ospedale Piemonte è stata affrontata con giudizio e senza una posizione ideologica, ma in una posizione assolutamente ter za ed istituzionale che consentisse di raggiungere, attraverso la costituzione di un disegno di legge adegua to, l’obiettivo voluto da i cittadini di Messina - lo ribadisco, certamente, non per posizioni ideologiche - di salv are questo ospedale. 33 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana e, quindi, sono – si dice – a gestione economico- patrimoniale, si dice con linguaggio economico e giuridico. E’ tutto qui l’inghippo, per cui, nel momento in cui noi sottraiamo un bene – che è destinato esclusivamente ad attività sanitarie – lo sottraiamo al Servizio Sanitario e lo diamo alla Regione, la Regione ha la proprietà di un bene fuori dalla sua mission istituzionale, che certamente non è quella di erogare - ripeto - servizi sa nitari. Pertanto, si pone il problema di co me regolare l’assetto patrimoniale del Papardo-Piemonte. Ora io dico - lo dico con grande rispetto, e con il rispetto che ho sempre avuto in questa sede e con il quale ho sempre parlato ai miei colleghi parlamen tari - non si può una posizione politica celarla diet ro aspetti tecnici, altrimenti creiamo un dibattito surreale e certamente non tecnicamente corretto, perché se il problema è tecnico – ed è certamente tecnico – o noi lo trattiamo senza pregiudizi ideologici e senza pregiudizi in senso generale, oppure, evidentemente, il dibattito è falsat o e poi raggiunge toni esasperati come quelli che in qualche istante abbiamo ascoltato questa sera in Aula, per cui, questo Assessorato che, onorevole Laccoto, non è Ponzio Pilato, ma si assume re sponsabilità sempre, ogni giorno, ogni istante, tanto per precisare anche questo.

 LACCOTO. Io lo sapev o, lo volevo ribadito! 

GUCCIARDI, assessore per la salute . La ringrazio per avermi dato l’opportunità di ribadirlo. Il Governo vuole raggiungere l’obiet tivo, Presidente, si salvare quel presidio ospedaliero. Ovviamente la Legge n. 24, che è stata già pubb licata, come correttamente qualche collega parlamentare ha detto questa sera nel dibattito, prevede che il diretto re generale di quell’azienda – che ha autonomia gestionale, vi ricordo, patrimoniale e finanziaria, non soltanto quella patrimoniale ma anche quella gestionale – si trova a dover tene re aperto un pronto soccorso con una situazione organizzatoria all’intern o dell’azienda Papardo-Piemonte di limbo, per cui, si rischia seriamente la chiusura di quella struttura. Sapete, perché questo ha deciso il Parlamento, che entro 90 giorni il Presidente della Regione, su propos ta dell’assessore per la salute, deve adottare il decreto che poi dovrà essere passato al vaglio del parere della Co mmissione legislativa perman ente ed al vaglio del parere dei Ministeri competenti de lla Salute, dell’Economia e delle Fi nanze, sappiamo tutto questo e, quindi, il tempo non è una variabile indipendent e rispetto al dibat tito che stiamo facendo. E’ una variabile certamente dipendente, è un a variabile importante, per cui non possiamo immaginare di andare ‘alle calende greche’ perché - lo dico a chi, non ricordo chi dei colleghi lo ha detto - senza una legge di correzione che assegna in maniera chiara - onorevole Turano, credo che l’avesse detta lei questa cosa - sen za una legge chiara che attribuisca ... 

TURANO. Dobbiamo votare. Manca solo il voto finale! 

GUCCIARDI. assessore per la salute ... la proprietà degli immobili destinati, esclusivamente, a finalità sanitaria, questo lo dice la legge, evidentemente, senza tu tto questo, noi non siamo in grado di costruire il decreto che prevede la legge, per la ragione semplicissima, che tutti avete detto, che non possiamo regolare l’equilibrio patrimoniale fra le due aziende che questa legge viene a costruire cioè fra l’azienda “IRCCS Piemonte” e l’azienda “Papardo”, perché ormai si chiamerà soltanto Papardo. Peraltro, siccome la bozza di decreto è già prep arata - quindi questo a maggior dimostrazione di come l’assessorato sia stato molto attento e molto “sul pezzo” si dice, co sì non c’è equivoco anche sulle parole, la bozza di decreto è pronta - , ovviament e si aspetta il voto e la determinazione finale dell’Assemblea, è evidente che tutto questo è stato co struito dal Governo, insieme ai direttori generali del Papardo e dell’IRCCS “Bonino-Pulejo” e che il Direttor e generale del Papardo, da me ascoltato stamattina, essendo venuto presso il lo cali dell’Assessorato alla Salute, non ha alcun 34 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana problema che riguarda l’aspetto patrimoniale dell’azi enda che gestisce e ch e è ascritta alla sua responsabilità. Il problema che, invece, ha il direttore generale del Papardo è quello che, finché noi non mettiamo la parola ‘fine’ a questa storia legislativa, è costretto a tenere aperto un Pronto soccorso in condizioni, certamente, di scarsa sicurezza, ecco, voglio usare un eufemismo per descriverlo. Pertanto, io non mi appassiono al dibattito politico mascherato da una verve tecnica che non ha alcuna ragione di esserci. Sono, certamente, disponibile, perché sono rispetto so del Parlamento, Presidente, che a ragionare sul percorso più corretto da seguire. Non voglio prevaricare nessuno, il Governo non ha intenzione di prevaricare nessuno. Se si trova strade, secondo quelli che sono i regolamenti di questo Parlamento, ovviamente, che ci consentano di non creare mostri giuridici che determinano, poi, l’inapplicabilità, quindi, lo dico, Pr esidente, e desidero che questo sia sottolineato perché prenderò i verbali, spero di non doverlo mai fare, se costruia mo una legge che è inapplicabile, è ovvio che il Governo sarà costretto a denunciare il fatto che siamo davanti ad un a legge che è inapplicabile, per cui ognuno si assumerà le proprie res ponsabilità rispetto a tutto questo! Quindi, massima apertura, come è dovere del Gove rno, rispetto alle opini oni, le più diverse, espresse in quest’Aula, ma con l’ invito a ragionare di tecnica legislativa e di tecnica giuridica soltanto seduti e a mente serena. Non si può ragionare in punta di diritt o, in sedi parlamentari perché questo, evidentemente, può determinare disastri e most ri giuridici rispetto ai quali io prendo, sin da adesso, le distanze. Peraltro, vorrei ricordare - vi chiedo scusa, ma ho finito davvero - che in questa benedetta osservazione fatta dal Minister o della Giustizia si conclude in questo modo dicendo, leggo testualmente il parere: “D’altra pa rte, nulla prevede la legge regi onale - la n. 24 - in oggetto sulla sorte dei rapporti giuridici attivi e passivi” che si rife rivano all’attività del presidio ospedaliero Piemonte”. Nella pagina successiva dice, ovviamente: “Deve pert anto ritenersi, in mancanza di qualsivoglia previsione al riguardo, che tali ra pporti giuridici restino in capo all’Azienda ospeda liera Papardo”. Cio, il Ministero si pone il problema che nel concreto poi non c’è perché nell a bozza di decreto già sono regolati anche i rap porti giuridici passivi. Vi faccio l’esempio del contratto di pulizia. E’ ovvio che in quest o momento, si per il Piemonte che per il Papardo, è chiaro che la parte che riguarda il contratto passivo che sarà di 1 anno, di 2 anni questo si trasferirà. Se ci sono delle finanziari e, se ci sono dei rapporti gi uridici passivi, ma anche attivi, ovviamente, questi si trasfe riranno all’Irfis per cui l’Irfis prenderà soltanto gli immobili destinati all’attività san itaria e non, come ci sono, terreni, a ppartamenti, palazzi se ci sono nel patrimonio del Papardo e questi rimarranno al Papar do. Quindi, siccome l’osservazione in punta di piedi del Ministero della Giustizia ha fatto sortire un vespaio incredibile che la Commissione, a cui sono ovviamente grato, ha cercato di risolvere con tanto buon senso, cioè per raggiungere al meglio gli obiettivi di salute pu bblica che, attraverso qu esta legge, noi vogliamo raggiungere, è chiaro che il Governo è pronto ad ascoltare, Pres idente, ovviamente con la sovranità del Parlamento che, rispetto alla nostra opinione, prevale, ascoltare ulteriori c ontributi che - ripeto - nel rispetto del Regolamento dell’Assemblea ci possano portare ad approvare una legge applicabile in tempi rapidissimi e tempestivamente. 

 CROCETTA, presidente della Regione . Chiedo di parlare. 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

 CROCETTA, presidente della Regione. Signor Presidente, signori deputati, devo dire, in sintonia con l’Assessore Gucciardi, che il linguaggio dei tecnicismi non è un linguaggio che ci può appassionare. 

35 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana Io ritengo che qui il problema stia tutto nella polit ica e, soprattutto, nella politica sanitaria che vogliamo fare in questo caso nei conf ronti del territorio di Messina. Il Governo fino ad oggi è riuscito a blo ccare anche decisioni molto spinte del manage r finalizzate all’immediata chiusura del Piemonte e, in atto, la legge gli darebbe persino ragione, perché in relazione ai parametri che non s ono quelli esattamente riconosciuti per tenere un pronto soccorso e altre cose e l’antieconomic ità della struttura, il manager avrebbe dovuto già chiude re la struttura per essere molto chiari. L’obiettivo che si è posto il Governo, il manager ha potuto bloccare questa decisione proprio nelle more che si concludesse l’it er legislativo. Ed è esatta mente quello che è accaduto. Io non ritengo che stasera ci sia no le condizioni per andare avanti né le condizioni per esasperare il dibattito. Credo che, però, un’indicazione seria è quel la di rinviare, però, prima del 9 in modo tale che è il tempo massimo per sostenere, da quanto mi dice l’assessore, per affrontare il problema. Però una riflessione ve la voglio fare tutta. Noi non siamo aff ezionati a nessuna soluzione, voglio essere chiaro. Politicamente noi non siamo affeziona ti ad alcuna soluzione. Quindi, l’unica soluzione alla quale noi siamo affezionati che questa struttura si salvi, che si salvi la struttura, questo è il tema per evitare che poi ci sia uno scontento di massa della popolazione che si veda privata una struttura sanitaria in nome di beghe “tecniche”. Io farò una riflessione a coloro che sostengono l’in abilità del bene che la legge non possa stabilire l’inalienabilità del bene a favore di un’altra struttura sanitaria. Vog lio fare una picco la riflessione. Anche un comodato d’uso è un privare, a favore di un’altra struttura, è un privare il Piemonte di una struttura che gli appartiene, perché in ogni caso significa che dovrebbero pagare l’affitto. Ma non mi pare così, questi beni sono at tribuiti dalla Regione, dallo Stato, alle strutture sa nitarie, quindi il tema non è affatto tecnico e non può stabilire o all’I RCCS o al Papardo, a chi cioè fa il servizio, ed è esattamente la questione. Che sia fatta in comodato d’uso, che sia fatto in termini di proprietà, di trasferimento di una proprietà, non cambia perché se il trasferimento della proprietà poi è compensato da interventi strutturali che devono essere fatti, il trasfe rimento può essere addi rittura vantaggioso. Però, in ogni caso, se non si può fare il trasfe rimento di proprietà, la legge non può disciplinare neanche il comodato d’uso gratui to, perché significa che avremmo comunque un danno alla struttura Piemonte per il danno nel mancato pagamento dell’affitto. L’illogicità di chi sostie ne “non bisogna trasferire la propriet à, ma bisogna trasferire invece in comodato d’uso”, è totalmente illogi ca dal punto di vi sta giuridico. Io a cosa vi invito? Siccome credo che il tema sia tutto politico e non t ecnico, è inutile che ci andiamo a impelagare in tecnicismi che non ci inte ressano. A noi interessa risolvere il problema, in sintonia con tanti parlamentari che hanno parlat o, con alcuni dei quali magari abbiamo avuto dissenso su altre questioni anch e forti in passato, ma che hanno onestà intellettuale ed hanno sollevato delle questioni importanti a favore della loro città. E va riconosc iuto che c’è una forte tensione da parte soprattutto dei parl amentari messinesi su questa cosa. Io ritengo che il Governo, Presidente, le propone di rinviare la seduta a prima del 9, con l’impegno da parte mia e da parte dell’assessore di convocare sia la Commissione, sia i gruppi parlamentari per fare in modo che la prossima volta si dia una so luzione, perché io non vorre i che nelle more in cui noi abbiamo posizioni diverse, il manager Vullo, che vi assicuro che è uno di quelli decisionisti, decida nel frattempo di chiudere tutto. Però non vorremmo che a quel punto si dicesse che è colpa del Governo, perché il Governo non ha nessuna colpa, né è affezionato a qualsiasi tesi. Abbiamo portato un percorso che è stato indicato dalla Commissione parlamentare di riferimento e su questo abbiamo lavorato . Dopodiché qualcuno vuole cambia re idea? Verifichiamolo. Verifichiamo se ci sono le condi zioni, però, ripeto, la questione è tutta politica, non inventiamoci tecnicismi che non esistono. 

 DIGIACOMO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare. 36 XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana

 PRESIDENTE. Ne ha facoltà. 

 DIGIACOMO, presidente della Commissione. Signor Presidente, intanto vorrei chiarire una cosa. Noi non siamo né una serie di venditori di fri goriferi, né di terreni, né di appezzamenti.

 PICCIOLO. Bravo! (L’onorevole Picciolo applaude)

 DIGIACOMO. Noi siamo un Parlamento che sta affrontando un tema delicato che è quello della salute. Sa perché glielo dico si gnor Presidente? Perché in questo balletto ballano cento posti letto che non siamo riusciti ad attivare. Noi abbiamo espropriato la città di Messina di cento posti letto perché il direttore generale del Papardo dice che non li può implementare perché non ha il personale, il direttore del Bonino-Pulejo non li im plementa perché non ha titolo. Le ricordo che per un caso di mala sani tà, per un caso, quello della piccola Nicol e, ci stavano commissariando la sanità in Sicilia. Io dico no signor Presidente, io dico no, io non ci sto, io non sono un sensale, io ho a cura la sanità della città di Messina, e paesi limitrofi, che di fatto è espropriata di cento posti letto e in questo momento fare buona sanità nella città di Messina è un giro di dadi, è un colpo di roulette. Ma come ci possiamo permettere? Signor Presidente, siccome la VI Commissione è stata chiamata per la prima volta a rispondere patrimonialmente di un parere reso, quindi di una attività parlamentare, io non mi sento tranquillo. Né sul piano amministrativo, né sul piano contabile e né sul piano pe nale. Con il direttore generale che dell’Ospedale Papardo che un giorno sì e un gi orno no scrive che deve ch iudere, deve chiudere, deve chiudere, non ha i soldi, non ha il personale, non è nelle possibilità anco ra rimaniamo qui a fare discussione dei sensali. Questa è una ve rgogna, signor Presidente! E’ una vergogna!

 PICCIOLO. Chiuda l’Ospedale Piemont e! Abbia la dignità di farlo! 

 DIGIACOMO, presidente della Commissione . Finiamola di giocare! Perché per fortuna queste cose vengono verbalizzate. La norma che è stata approvata in Aula era una norma perfetta. Il Governo nazionale ci sta dicendo “non ti intromettere nel patrim onio perché il patrimonio va regolato da leggi nazionali”. Assess ore Gucciardi, non so se lei può mettere quella ri serva. Io la concorderei. Dopo di che, signor Pr esidente, mi auguro che questa questione si metta la parola fine da qui a qualche giorno. Se no mi vedrò costretto chiedendo che sia accompagnato dal Presidente della Regione e dall’Assessore Gucciardi nel mettere in campo tutte le iniziative per l’Autonomia siciliana, della sua gestione sanitaria e dell’onorabilità de i suoi componenti. 

 PRESIDENTE. Grazie, però non ha ri ferito sul discorso del 7. L’idea era quella di rinviare al 12 gennaio perché – se non si è compreso ancora – si avvia la sessione di bilancio. C’era una pr oposta dell’onorevole Turano che ho compreso non è stata accolta stasera, è stata in qualche modo sussurrata positivamen te che era quella di decidere stasera stessa, assegnare il bene all’Azienda Papardo e chiudiamo la vicenda. E questo ho capito che non si vuole assegnare. Siccome il Presidente della Regione ha proposto una soluzione di mezzo, nel senso rinviamo a prima del 9, ha proposto la data del 7 gennaio, sono d’accordo su questa data. Onorevoli colleghi, ricordo che si amo in sessione di bilancio per cui bisogna dare priorità alla manovra finanziaria. E’ chiaro che dopo giorno 7 concorderemo una Conferenza dei capigruppo per capire quale finestra legislativa ap rire e immaginare il percorso che ci porterà all’approvazione, mi auguro, prima del 28 febbraio. 37 

XVI LEGISLATURA 307 a SEDUTA 30 dicembre 2015 Assemblea Regionale Siciliana Auguri a voi e a tutte le vostre famiglie di un buon 2016.

 La seduta è rinviata a giovedì, 7 gennaio 2016, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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