giovedì 24 marzo 2016

Analisi sul fenomeno del Terrorismo Islamico in Europa e soluzione di Remo Pulcini. La colpa e' dell'Europa e non dei Servizi Segreti che considera effetti collaterali la morte dei loro cittadini.

Attentati in Europa periodici ad opera del Terrorismo di natura Islamica che incrinano la fiducia nei vari Governi delle Nazioni Europee che di volta in volta vengono colpite.
 In questo mio articolo non voglio dare una rappresentazione del mio sdegno per l'uccisione di cittadini inermi perche' di fatto questa e' una guerra con attori visibili ed invisibili.
 

Questo articolo e' un Analisi della situazione attuale e nuova che Europa si trova ad affrontare cercando di scovare nei meandri della storia passata e dell'analogia alcune soluzioni tecniche di Intelligence.

Il numero dei terroristi presenti in Europa non e' affatto sconosciuto e l'arrivo di tale tipologia di terrorismo ha diverse cause dall'Immigrazione non controllata alle Banlieue Francesi e Belghe non integrate.

 Il numero di foreign fighter e la ramificazione di cellule jihadiste all'interno dell'Europa rivelano una crescente attenzione dei terroristi nei confronti del Vecchio Continente.

Gran Bretagna, Belgio e Francia sono tra gli Stati più a rischio, come dimostrano gli eventi degli ultimi anni.


 Il perche' l'Italia, Grecia e Spagna sono meno colpite e' semplice da spiegare dal punto di vista geopolitico quando esiste un canale, una porta d'entrata in Europa la prima condizione e' quella di non chiuderla. E' un po come Roma ai tempi della guerra fredda dove tutte le spie dell'Ovest e dell'Est facevano il bello e cattivo tempo dichiarando la zona franca.

 Lo stesso sistema si applica all'Italia che rischiera' un attentato solamente quando chiudera' le frontiere oppure potrebbe verificarsi un attentato al fine di stimolare l'intervento dell'Italia in Libia e non aggiungo altro sugli eventuali mandanti.

 Sicuramente e' anche vero che paesi come la Francia e il Belgio sebbene soffrono attentati Kamikaze di residenti Islamici anche di seconda generazione sono meno preparati ad affrontare il problema di paesi come come Italia e Germania che  negli Settanta hanno sconfitto il terrorismo gestendo i pentiti e creando una legislazione apposita. 

 Di fatto le stime degli analisti parlano di cinque e settemila foreign fighter europei che erano presenti in Siria ed in Iraq che possono tornare a colpire nei loro paesi d'origine, e sarebbero almeno 300 le cellule dormienti presenti sul territorio Europeo pronte ad attivarsi.

L'Analisi motivazionale sul perche' queste persone si sacrificano seminando morte in Europa e' diversa e non tutti sono d'accordo di fatto negl'ultimi attentati appare evidente che queste persone pur vivendo da tempo in tali paesi non sono mai stati integrati veramente e non si sentono figli di questo paese, della Francia come dell’Europa, tanto da preferire il terrorismo dell’Isis.

 Sicuramente i motivi sono diversi dalla mancata integrazione, al fascino dell'Isis sino al motivo religioso nonche' islamico.

 Appare evidente che se le motivazioni sono abbastanza conosciuti non del tutto evidente e' il perche' spesso questi potenziali terroristi possano facilmente entrare ed uscire dall'Europa senza essere identificati il che rappresenta una vera e propria falla nel sistema.

 Si cerca di salvare l'Europa di trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone all’interno dei paesi europei aderenti sacrificando pero' la sicurezza.

L’intelligence europea sicuramente e' lontano anni luce dal sistema d' intelligence Usa nella collaborazione tra le varie agenzie ma questo e' dovuto non ad una mancanza di capacita' ma al semplice fatto che Europa Unita non esiste se non quella monetaria e dei banchieri per cui ogni Nazione agisce come un lupo solitari scambiando informazioni solo su richiesta e dopo una contropartita.

Europa deve innanzitutto togliersi di dosso gli egoismi nella gestione delle informazioni, che sono la prassi in tutto il mondo.

 Sicuramente Italia con esperienza della Mafia e del terrorismo interno a imparato a comunicare fra le varie Agenzie che negli anni 70 non solo non comunicavano ma si nascondevano le informazioni un po come sta avvenendo in Belgio che non ha esperienza ed un territorio frammentato fra Valloni e fiammninghi.

 Sicuramente c'e' da  auspicarsi una superprocura europea e nazionale antiterrorismo, che abbia anche più poteri e possa tracciare collaborazioni nelle stesse strutture islamiche.


Concordo inoltre con il concetto che non esiste un Islam moderato, la commedia della tolleranza, la bugia dell'integrazione, la farsa del pluriculturalismo.


Un altro comportamento che i Governi Europei dovrebbero adottare oltre a quando detto sopra della collaborazione fra agenzie e della creazione di una super procura e quella della identificazione del nemico.

 Se esiste una guerra non dichiarata ed il nemico e' dentro casa sicuramente bisogna distinguerlo subito da noi e non integrarlo in pochi mesi senza spesso conoscere i motivi del suo lungo viaggio un nemico senza la barba, vestito all'occidentale, col permesso di soggiorno, con l'automobile e famiglia e' difficle identificarlo come nemico.


Non sara' certo colpa delle Agenzie o dai Servizi Segreti se molti entrano ed escono senza controllo perche' Europa vuole così ed allora si tenga gli effetti collaterali, sicuramente in alcune Nazioni saranno meno preparati e hanno sbagliato ma se non si fosse permesso di far disperdere il nemico in mezzo a noi prima di avere certezza sulla loro dinamica, se si e' permesso di andare in Siria e di tornare non e' certo colpa delle Agenzie di Sicurezza ma forse esiste quasi una complicita' dell'Istituzione Europa che potrebbe fare molto anche sotto altri profili come per esempio applicare delle sanzioni contro i Paesi che finanziano il terrorismo come Quatar e Arabia Saudita, ma questo non e' in grado di farlo nessuno in Europa viste le pressioni Usa per tenere aperti questi canali e perche' spesso questi paesi sono ormai proprietari di industrie e banche europee.

 Per i burocrati Europei e per i politici delle varie Nazioni Europee spesso conviene far finta di nulla contro tali paesi perche' di fatto portano soldi freschi e questi vanno bene anche se fanno puzza di attentatori. Per Europa dei Burocrati ed i Governi Europei alla fine si tratta di effetti collaterali gestibili anche se questi effetti collaterali gestibili hanno nome e cognome di persone di cittadini europei.

Per non parlare del problema immigrazione causato da una visione geopolitica degli Usa che e' stata cinica ma efficace perche' di fatto ha spostato il problema del terrorismo dagli Usa all'Europa mettendone in crisi anche l'economia Europea e Tedesca, come prendere due piccioni con un colpo solo.

 Questo comportamento miope macchiato del sangue dei cittadini Europei porta la firma dei burocrati Europei ma anche di ogni Nazione Europea che fa finta di non vedere. L'Italia che come dicevo prima  rappresenta  landing-zone, della testa di ponte, del comodo avamposto islamico.


Un altro aspetto e' quello di aver pensato che il terrorismo islamico possa essere combattuto in Siria con gli Aerei ed i droni ed in Europa con la tecnologia informatica.

 Isis utilizza bene le tecnologie informatiche perche' qualcuno gli ha dato il know out, sicuramente e'
importante avere soluzioni di cyber security e cyber intelligence a garanzia della nostra autonomia di gestione contro Paesi che ci spiano per motivi ed interessi personali ma non per combattere Isis che di fatto utilizza il mezzo a proprio uso e consumo e sicuramente non mette informazioni sensibili su tale strumento.


Oggi la Cyber Spy deve servire caso mai a contrastare la campagna mediatica di sex appeal dell'Isis piuttosto che cercare le bombe online.

Solo un dilettante potrebbe pensare che una struttura esperta di Informatica come Isis che ha fatto della propaganda sul Web un sistema di diffusione della propria immagine sia cosi' sprovveduta da passarsi informazioni con tali sistemi e senza sicurezza. La Cyber Spy serve ad ogni Paese per evitare che paesi amici come gli Usa possano ascoltare le cazzate che un Renzi puo' dire al telefono o gli argomenti piu' seri della Merkell che rappresenta una minaccia per USA.

 

 Analizziamo altre possibili soluzioni partendo dal principio che il terrorismo attuale e' fatto da comportamenti che allo stato attuale delle competenze non e' facile anzi impossibile eliminare.

 I terroristi Kamikaze agiscono e colpiscono con armi poco ortodosse e controllabili dai militari, bombe fatte da sostanze chimiche e chiodi. Farsi esplodere e' fin troppo facile per eludere qualsiasi controllo ma e' anche vero che tali azioni comunque necessitano di una coordinazione e di un supporto preparatorio.


 " kamikaze indossavano giubbetti contenenti ordigni esplosivi a base di TATP (perossido di acetone), un agente chimico utilizzato anche negli attentati di Londra del 2005. La complessità degli attacchi avvenuti in 6 luoghi diversi della capitale francese, implica un livello di coordinamento estremamente elevato, così come l’utilizzo di fucili d’assalto AK-47 e la preparazione di corpetti esplosivi con il TATP, un agente fortemente instabile, presuppongono una grossa competenza che deriva, quasi certamente, da una preparazione di tipo militare. A ciò si aggiunga il fondamentale ruolo giocato da una rete di supporto logistico e di contatti strutturata e da un’attività di pianificazione dettagliata, dietro alla quale esiste, con ogni probabilità, un gruppo formato da almeno 25/30 individui (esecutori compresi). Quest’ultimo elemento, di fatto, sembrerebbe trovare conferma proprio nell’utilizzo del perossido di acetone come detonatore. Il TATP, infatti, è un esplosivo che non viene utilizzato in campo militare perché ritenuto estremamente pericoloso, data la sua già citata instabilità (superiore a quella della nitroglicerina, per rendere l’idea), e con una potenza di detonazione superiore dell’80% a quella del tritolo; inoltre, risulta di difficile sintetizzazione, nonostante la relativa semplicità dei materiali utilizzati per la sua preparazione, a meno di non disporre di un’adeguata struttura (laboratorio). E’ estremamente probabile, quindi, che dietro gli attentatori esista un network di cellule terroristiche, con annesse filiere logistiche e di approvvigionamento che superano i rifugi sicuri presenti nelle banlieu francesi, spesso fuori dal controllo dei servizi di sicurezza parigini, arrivando fino al vicino Belgio, passando per le correnti migratorie provenienti da Siria/Iraq, Libia e soprattutto dai Balcani, di cui si parla sempre troppo poco, pur rappresentando il vero e proprio “ventre molle” per il traffico di armi verso i paesi europei"

 In Israele si è provato con cani addestrati a fiutare l’esplosivo, ma basta un deodorante o uno spray repellente per metterli fuori strada. E poi chi controllare? Tutte le facce torve che passeggiano per la via? L’unica possibilità è infiltrare i gruppi terroristi con spie, ma il carattere di estrema segretezza di queste organizzazioni rende questo compito molto arduo. Anche la rudimentalità degli ordigni gioca a favore dei terroristi. L’elettronica è assente; e a parte il plastico e l’innesco, tutti gli altri pezzi della bomba sono in libero commercio: una sorta di borsa di tessuto elasticizzato dove mettere l’esplosivo, biglie di acciaio o chiodi per rendere l’esplosione più devastante, filo elettrico, batteria e interruttore. Rispetto alle bombe di qualche anno fa, quelle attuali sono più piccole (circa 20 centimetri per lato) e più facilmente celabili sotto gli abiti: alcuni le vestono subito sopra l’ombelico, altri, per non rischiare di essere individuati a un’eventuale perquisizione, le portano alte intorno al petto.

  Proprio dal supporto logistico e dalla fase preparatoria che esiste una possibilita' per fermare l'infermabile.


Esiste sempre in ogni delitto un errore basta individuarlo per avere a possibilita' di soluzione, ecco la fase pre-attentato e' la fase debole del terrorismo islamico e dalle complicita' che se ne serve per preparare l'azione che tutti dovrebbero concentrarsi.

 Alcuni parlano di ReportyPassanti trasformati in sentinelle. «Tenere gli occhi aperti, chiamare gli agenti a ogni sospetto, è inevitabile che gli europei dovranno sviluppare l’intuito che noi israeliani siamo stati costretti ad acuire» 


Un altro campo di studio e di soluzione deve essere l'esperienza di Israele che per anni sotto la pressione terrorista hanno elaborato alcune soluzioni drastiche e meno drastiche.

 Serve utilizzare l'esperienza d'Israele e la fase di pre-attentato per risolvere la questione o quanto meno limitarla poi si puo' tornare a parlare delle motivazioni che spingono questi terroristi a colpire Europa e cittadini inermi.

 Se si pensa alla rete di collaboratori, appoggi, ricognitori che servono per mettere a punto un attentato. 

Lo dimostra l'emblematica vicenda di Salah Abdeslam, l'imprendibile terrorista e del suo gruppo di fuoco bloccati a due passi dalla strada dove già mesi fa erano stati compiuti arresti e perquisizioni: lui è sempre tornato, a Moleenbek, un quartiere che lo ha protetto come fosse un'impenetrabile roccaforte del jihadismo. Salah è rimasto tra noi per mesi, attraversando indisturbato le frontiere. Il 9 settembre 2015 viene fermato insieme a Mohammed Belkaid, in arrivo dall'Ungheria, dai poliziotti austriaci, incapaci di fare un accertamento come si deve e lo lasciano andare.


 L'Analisi la faccio anche io in quest'articolo ma sicuramente non serve a nulla sapere il motivo perche' non e' uno solo e perche' urge una soluzione pratica per Europa per non soccombere.


Esempio i kamikaze palestinesi in particolare condividono una personalità segnata da scarsa autostima e da situazioni familiari devastate dall’occupazione israeliana. Di questi l’aspetto che ha richiamato di più l’attenzione degli studiosi è la frustrazione legata alle prospettive professionali che non trovano uno sbocco positivo in una società piagata dalla guerra civile com’è quella palestinese,  se trasportiamo questo in Europa e togliamo gli Immigrati appare evidente che emerge una mancata integrazione del sistema che ha fallito.

 La chiave di accesso più convincente alla mente dei giovani terroristi sembra essere piuttosto il potere di condizionamento pressoché totale che le organizzazioni riescono ad avere su di loro. 


Le preferenze degli attentatori spesso cadono sui maschi giovani e non sposati.

 Ma soprattutto, il processo di selezione dura a lungo per assicurare proseliti fedeli. Secondo un’accurata indagine condotta da una commissione parlamentare di Singapore sui terroristi suicidi della Jemaah Islamiyah, il tempo di reclutamento minimo dura 18 mesi e avviene nell’ambito delle scuole di questa associazione. Quasi tutte le organizzazioni terroristiche asiatiche e mediorientali, infatti, gestiscono scuole (si pensi alle madrase afghane) così come molti altri aspetti della vita delle loro comunità, dal lavoro alle funzioni religiose alla previdenza e all’assistenza sanitaria. Solo alcuni, infine, vengono selezionati come aspiranti martiri. Fino al grande giorno della chiamata.


Anche le donne kamikaze vengono usate anche se in maggioranza in Medioriente e in molti paesi asiatici perche' vengono perquisite di meno; inoltre, in caso di sporgenza dell’ordigno possono simulare una gravidanza. 


 La conclusione che se ne puo' ricavare da una mia analisi e' che di fatto non e' possibile modificare la fase di reclutamento dei volontari agli attentati perche' di fatto agiscono troppi fattori invisibili anche internazionali di Paesi amici e nemici che utilizzano questo scenario a proprio vantaggio basta andare indietro nella storia per capire che non bisogna agire sulla questione motivazionale sarebbe un grave errore e' perdita di tempo.

L'esercito giapponese non ebbe mai problemi nel reclutare volontari per le missioni kamikaze; in effetti ci fu il triplo di volontari rispetto agli aerei disponibili. In conseguenza di ciò i piloti esperti venivano scartati, in quanto considerati meglio impiegati in ruoli difensivi e di insegnamento. Il pilota kamikaze medio aveva circa 20 anni e studiava scienze all'università. Le motivazioni nell'offrirsi volontario andavano dal patriottismo, al desiderio di portare onore alle proprie famiglie, al mettersi alla prova in maniera estrema.

 Lo psichiatra forense Marc Sageman constatò, anch'egli su basi scientifiche tutte da verificare, una mancanza di comportamento antisociale, malattie mentali, traumi sociali precedenti o disturbi comportamentali come: rabbia, paranoia e narcisismo sui 400 membri della rete terroristica di al-Qa'ida che sarebbero stati "studiati".

Basta ricordare che e' francese, 26 anni la prima terrorista donna in Europa si chiamava Hasna Aitboulahcen e faceva l'imprenditrice.

Per sconfiggere ed attenuare il problema degli Attentati Terroristici in Europa bisogna agire in questo modo:



1) Agire sulla fase preparatoria degli attentati e la rete di collaborazione che utilizza.



2) Identificare il nemico distinguendolo dal cittadino Europeo.



3) Applicare maggiore collaborazione e applicare la sospensione di Shenghen



4) Non concentrarsi sulla questione sociale e motivazionale sarebbe tempo perso nel breve periodo.



Fase lungo periodo:



1) Agire contro i Paesi Quatar e Arabia Saudita che finanziano il terrorismo



2) Mettere sotto pressione gli Usa facendo patti con la Russia.



3) Spostare il problema su altri continenti con una politica Europea estera unitaria.

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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