martedì 8 marzo 2016

Gli Usa sono fuori dai giochi, la partita in Siria se la gioca la Turchia, Isis e la Russia

Il grande Bordello che oggi abbiamo in tutto il Nord Africa sono la causa delle primavere Arabe una idea strategica Usa che non solo non ha comportato nessun evidente vantaggio per l'Area, ma rischia di sbattere fuori dall'area proprio gli Usa che per difendere i loro interessi devono servirsi ora di un alleato, ora di un altro.

La situazione attuale e' che la Russia e' scesa seriamente in campo ed ha occupato direttamente il territorio della Siria controllata da Assad tornando a riconquistare vaste zone della Siria che erano state perse da Assad.

La Turchia che dovrebbe seguire direttive Usa ed Europee (fa parte della Nato) in verita' sta andando verso ad una deriva autoritaria filo-estremista, che difende i propri interessi di paese contro i Curdi e che presto non ascoltera' piu' le indicazioni Occidentali.

L'Isis che non essendo attaccato da nessuno: Turchi, Russi e Occidente di fatto non hanno interesse a sconfiggere i Daesh tenderanno a muoversi occupando solo tutti gli spazi che si libereranno di volta in volta in Nord Africa e non solo.

Non avranno mai il grande Califfato, ma sicuramente si muoveranno in Siria fino a quando la Turchia li usera' contro i Curdi e sia in Libia fin tanto che la coalizione internazionale non scendera' in campo.

Lo scenario e' molto complesso, ma l'evoluzione nei prossimi mesi e' chiara.

La Russia con Assad e l'Iran controlleranno ampie zone della Siria.

La Turchia cerchera' di combattere i Curdi con il timore che si possa destabilizzare il paese con l'idea del grande kurdistan. Per combatterli si servira' sempre di piu' dell'Isis, di contro la Russia finanziera' con armi la zona Curda della Siria e il PKK Turco, facendo pagare il conto aperto dopo l'abbattimento dell'aereo Russo.

Tale scenario rendera' impossibile da parte dell'Occidente ed in particolare degli Usa controllare la Siria,finiranno per essere gettati fuori senza poter rientrare militarmente.

Un altra grana e' la Libia che vede un ISIS (comunque non controllabile) attivo fintanto che un intervento internazionale  non fermera' la loro avanzata.

Intervento che non avverra' mai per opera Italiana.

Nessun Presidente del Consiglio scegliera' la guerra in Libia pena la sua decapitazione politica.

In questa empasse si inserisce il nervosismo di Israele e l'ingerenza assurda della Francia che sogna la Libia sottraendola agli interessi Italiani.

Il rischio che stanno correndo gli Usa e' molto serio,  quello di ritrovarsi fuori da quelle zone che proprio loro volevano controllare.

Avremo un ISIS  a macchia di Leopardo, una zona Russa con l'Iran e una zona Curda sempre piu' forte.

Centro Destra Social - http://centrodestrasocial.blogspot.it/

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