venerdì 8 luglio 2016

Non dimettersi e' un atto contro il Popolo, quando all'estero si dimettono per non aver pagato il canone Tv

All’ estero il politico si dimette per non aver pagato il canone tv o per la tata in nero, in Italia non ci si dimette ne per opportunità politica o rispetto al Popolo Sovrano neppure nei casi piu' gravi.

Il Paese Italia non riuscirà mai a cambiare se la Classe Politica blindata e Oligarchica che Governa il Paese non viene eliminata in modo Democratico.

Non e' tempo di rivoluzioni o di Brigate Rosse o Nere e non e' neppure tempo di Votazioni visto che la Sovranità popolare e' stata ibernata.

Gli Italiani non devono neppure aspettarsi che questa classe politica assuefatta a Governare da decenni senza che nessuno dica nulla ed anche senza voti e con continui inciuci o giravolte politiche, possa autocensurarsi.

Purtroppo le strade democratiche sono solamente due, la presa del potere di una nuova forza politica che abbia una nuova moralità e trasparenza o la via Giudiziaria.

Nel bene e nel male seppure con alcune storture la Magistratura ha spesso salvato la Repubblica dal tracollo politico delittuoso in cui il Paese e' caduto.

E' chiaro che la Magistratura non puo' far dimettere a meno di creare il delitto di opportunità politica alle dimissioni.

Questo Paese come diceva Pecorelli non si salverà se non nascerà un nuovo senso del Paese e della Morale, purtroppo lo stesso Pecorelli non poteva sapere che saremmo arrivati nel 2016 con un sistema Oligarchico come ai tempi della Rivoluzione Fraancese.

Una Democrazia Europea deve avere gli anticorpi che costringono un soggetto Politico che rappresenta il Popolo a dimettersi quando esistono motivi anche futili di opportunità etica.

Ed invece in Italia si assiste impotenti all'esaltazione dell'arroganza e della violenza dei comportamenti arroganti nella consapevolezza di non avere ripercussioni sociali e conseguenze Politiche di questi elementi politici che spesso non hanno la percezione del consenso popolare come diritto di rappresentare il Popolo.

Il fatto di essere nominati o di avere voti in partiti infinitesimali non costituisce motivo di vergogna o rassegnazione delle dimissioni sempre per il solito motivo che non si corrono rischi di avere conseguenze.

E' un po' come la lotta alla Corruzione dove le Leggi piegate al volere non del Popolo ma degli interessi Politici di parte crea leggi come sarti, vestiti che calzano a pennello sulla Politica indegna.
Da un lato si alzano le pene per gettare fumo negli occhi del parco buoi tanto per usare un termine da Finanza che e' il Popolo Italiano dall'altro si escludono da tali sanzioni la Politica e pur quando qualcuno viene colpito si e' quasi certi dell'impunità.

Gli scandali corruttivi non finiranno mai nella Politica fin quando non avremo delle leggi che consentono di mettere in galera e far dimettere chi compie reati con l'aggravante dell'attività politica.
Mose', Expo sono solo gli ultimi casi di fenomeni corruttivi che costano al Paese e agli Italiani piu' che dal punto finanziario della credibilità Democratica del Paese.

Quando si ha un Oligarchia politica che inciucia e si autoconserva senza la misura del voto non ci si possono aspettare le dimissioni anzi quando qualcuno alza il tiro ed osa ribellarsi ecco addirittura offendersi o tirare in ballo che il parente di turno non ha nulla a che vedere con il Politico fratello o papa' che sia.

Bisogna che gli Italiani si decidano se vogliono vivere ai limiti della sopravvivenza sopportando tutte le angherie del sistema oppure cambiare rotta magari quando sara' data la possibilità del voto scegliendo un gruppo politico meno corrotto oppure affidarsi alla Magistratura alzando il tiro con arresti continui.

In Europa ci si dimette per poco alcuni esempi sono chiari:

I sottosegretari francesi Christian Blanc e Alain Joyandet si sono dimessi in tandem, nel luglio scorso, per motivi di gravità non straordinaria.

Il vizio del fumo e il sigaro è stato fatale anche alla carriera di Rhodri Glyn Thomas, un politico di spicco del partito nazionalista gallese Playd Cymru che ricopriva l’incarico di ministro della Cultura del Galles.

Il canone tv non pagato e la tata in nero. Sempre in Svezia, ma questa volta nel centrodestra, si sono verificati più recentemente altri due casi. Nominata il 6 ottobre 2006 ministro dei Trasporti nel governo di Frederik Reinfeldt, la conservatrice Maria Borelius il 14 ottobre si era già dimessa. Infatti in pochi giorni si erano scoperti vari suoi “crimini”: babysitter senza contributi, canone tv non pagato e un marito proprietario di una casa di vacanze intestata a una società con sede nell’isola di Jersey, paradiso dell’esentasse. Un paio di giorni dopo si dimise anche una sua collega, il ministro della Cultura, Cecilia Stegö Chilò: anche per lei tate in nero e canone tv non pagato, in questo caso con incallita reiterazione della gravissima mancanza per ben 16 anni consecutivi. Il marito che comprava i film porno in tv con il denaro pubblico.

In Italia se prendiamo il caso della Boschi clamoroso e quello di Alfano le dimissioni era il minimo sindacale ed invece rimangono li con atteggiamenti arroganti e poco rispettosi verso gli Italiani che hanno perso i soldi nelle Banche o che non hanno il lavoro.

Stiamo parlando di persone nominate e senza voti che dal punto di vista della Democrazia del Voto non avrebbero diritto a stare li neppure se non fossero finiti nell'occhio del ciclone.

Gli Italiani scelgano adesso con chi stare con questi elementi che violentano la Repubblica continuamente oppure con se stessi magari sostenendo la Magistratura ed utilizzando le uniche armi che anno in mano come il VOTO NO al Referendum Costituzionale e Votando M5S che se anche non simpatico ha perlomeno giovani e non vecchi balordi della politica.

Il nostro è il paese del “garantismo” dell'Oligarchia, La colpa e’ dei ‘’fessi’’, cioe’ degli onesti, che invitano alle dimissioni i politici corrotti e mendaci e esortano i magistrati a perseguire i corrotti, i mendaci, che rubano, mentono, per continuare a garantirsi ricchezze e benessere.

IO SOSTENGO CHE NON PUOI DIMETTERTI DEVI DIMETTERTI MI RIFERISCO AD ALFANO, BOSCHI E RENZI primo perche' non vi siete misurati con il voto o avete voti infinitesimali e poi per opportunità politica al fine di non indebolire le fondamenta della credibilità della Repubblica.

Attendiamo come un Obbligo questa dichiarazione: che, pur non essendoci chiare motivazioni ostative ma solo fastidiosi mormorii sul mio conto (di guai giudiziari, insinuazioni sul mio comportamento, ecc.) ritengo opportuno rassegnare le dimissioni per rispetto di quel che rappresento in quanto politico.

Voglio anche ricordarvi che le Banche Italiane sono ormai sull'orlo di un crollo generalizzato attenzione che presto per salvarle metteranno vostri soldi sempre nelle loro pance mentre voi sarete sempre spennati come i polli. E' arriva l'ora che Democrazia Popolare si svegli ed eserciti il diritto di Governarla nel proprio interesse e non nell'interesse dei pochi.

 

VOTI DEL PARTITO 2% del 50% dei votanti

Lodo Alfano, Caso Kazakistan, ultima questione ...


























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