giovedì 22 settembre 2016

VI SPIEGO I SEGRETI DELLE OLIMPIADI DEL 2024 CHE SONO COSTATI LA POLTRONA A MARINO (che non era andato alla votazione) E GLI ATTACCHI ALLA RAGGI (CHE AVEVA ALLORA VOTATO NO ALLE OLIMPIADI). Esclusivo di Remo Pulcini

Roma si candida alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi del 2024:

Questa iniziativa Lobbystica e' stta programmata già nel lontano 2014 ed e' costata la poltrona a Marino e i feroci attacchi alla Raggi.

I motivi sono tanti cosi' pure gli interessi personali e che nel caso di Roma assumono il valore di Mafia Capitale.

Questo evento fa parte di quella trance di Grandi Eventi previsti da Berlusconi come grande fonte di foraggio per scopi pochi chiari e che sfuggono spesso all'anticorruzione.

Le tensioni tra l'allora Sindaco Marino e Malago' sono stati uno dei motivi anche delle dimissioni di Marino

Sostanzialmente per chi ha memoria corta avviene questo che ha Marino viene imposto da Renzi e dall'alto del PD l'adesione di Roma alla richiesta delle Olimpiadi del 2014.

Dopo numerosi contrasti con l'Organizzazione Marino cede alle pressioni esterne anche se di fatto i luoghi e la gestione dell'Olimpiadi a Roma salta il Campidosglio.

Ricordo ancora che Marino non si presento' alla votazione al Campidoglio cosi' come la Raggi.

Voglio ricordare che in quei giorni di grande contrasto sulle Olimpiadi di Roma Ignazio Marino, riceve delle  minacce pervenute in Campidoglio sotto forma di proiettile in busta.

 La delibera viene approvata praticamente all’unanimità: 39 favorevoli 6 contrari, nessun astenuto.

Ricordo che fra i contrari alle Olimpiadi vi era la Raggi all'opposizone che evidentemente e' rimasta coerente con la sua posizione votata dagli Italiani Romani, Malago' semplice funzionario se ne faccia una ragione che la Democrazia supera le Lobby.

Se insiste su questa strada usciremo molto altro e saranno cazzi suoi.

Con l’approvazione della delibera la palla passa al Coni, che darà il via alla procedura olimpica il 2 luglio.. 

Contrari alla corsa olimpica, prevedibilmente, gli esponenti del Movimento Cinque Stelle: “Le sfide olimpiche di questa città, in questo momento, sono altre: l’efficientamento della macchina amministrativa, il completamento delle opere pubbliche. 

In quei giorni concitati i discorsi erano questi:

Vorrei far presente in quest’aula che la metro C, che doveva essere pronta per il Giubileo del 2000, non sarà pronta per le olimpiadi del 2024: è matematicamente impossibile”.

 Di fatto alla firma il Campidoglio, Roma ed i Romani erano stati ignorati e non coinvolti dai Lobbysti con in testa Renzi.

L’aria s’era capita fin dall’annuncio della candidatura firmata dal premier Matteo Renzi e dal capo del Coni, Giovanni Malagò. Marino era seduto in platea, non venne nominato.

In questi giorni i contatti tra Marino e Malagò si sono intensificati: dopo la cena (con signore) a casa del sindaco, martedì Malagò ha fatto visita a Marino in Campidoglio e mercoledì 13 maggio i due si sono visti in piazza di Siena. 

Sia chiaro: Marino e Malagò, alle agenzie, raccontavano che «va tutto bene, c’è grande sintonia». E però i rapporti tra loroerano sempre sul filo, specialmente da quando sono uscite le indiscrezioni sull’ipotetico futuro da candidato sindaco proprio di Giovanni Malagò

Infatti i grandi avevano gia' deciso cosa fare dove fare e con chi una sorta di mangiatoia programmata che come scrisse il Fatto quotidiano in quei giorni era combaciente con le attivita' di Mafia Capitale.

"E  qualcuno  sta già decidendo il futuro della città,  gli  investimenti,   le grandi opere, senza nessun dialogo con la città. Non è stato chiesto ai cittadini  se erano d’accordo con la candidatura (in altri luoghi sono stati fatti referendum ), nè  sono stati coinvolti  in nessun dibattito sulle trasformazioni urbane che i giochi olimpici comporteranno (quali, dove). E nemmeno hanno potuto accedere alle informazioni  più elementari .  A

Le Location  non sono quelle a cui stava lavorando il Comune, ma quelle, fortemente sponsorizzate dal Comitato stesso,  guidato da Cordero di Montezemolo/Malagò , perchè renderebbero più probabile  l’accoglimento della candidatura.

 Il che dimostrerebbe quello che  noi da tempo sosteniamo, cioè che non sono le Olimpiadi   al servizio dello sviluppo della  città, ma che al contrario sono le trasformazioni  urbane  ad essere al servizio delle Olimpiadi. 

 E tra le opere previste  spunta   il completamento delle Vele di Calatrava e la costruzione del villaggio olimpico a Tor Vergata…Noi ci auguriamo che le scelte non siano ancora definitive. E mandiamo un appello al Sindaco  perchè difenda il diritto dei cittadini a partecipare alle trasformazioni della città."

Olimpiadi Roma 2024, fra Ignazio Marino e Giovanni Malagò è ormai guerra sotterranea, battaglia di sgambetti, frasi sibilate e favori negati.

Ricordo che  Montezemolo di Italia ’90 al Malagò che da presidente del Circolo Aniene organizzò insieme alla cricca BertolasoAnemone e Balducci i disastrosi Mondiali di nuoto di Roma 2009, fu indagato e poi prosciolto da ogni accusa, e quindi promosso a capo dello sport italiano.

E vediamoli questi luoghi scelti dal comitato di amici di Renzi e Berlusconi.

Detto che alla mappa potrebbero aggiungersi il nuovo stadio della Roma per la finale del calcio, o in alternativa se non fosse pronto San Siro a Milano, e che il centro stampa sarà a Saxa Rubra, vediamo gli altri luoghi.

A cominciare proprio dal bacino per canoa e canottaggio a Settebagni. I luoghi sono quelli del Salaria Sport Village, di proprietà di Diego Anemone e del figlio di Angelo Balducci, il posto dove l’allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso si faceva massaggiare tra un festino e un altro.

Un centro sportivo cui furono posti i sigilli una prima volta dopo i Mondiali di nuoto perché mancavano i permessi, poi riaperto con l’assoluzione di tutti gli imputati, e poi sequestrato nuovamente nel 2014 insieme alle nove diverse società che se ne erano accollate la gestione.

Ma non è finita qui. Il vero interesse di quei luoghi sono dei terreni agricoli poco più in basso, acquistati da Anemone, su cui non si poteva costruire e che le chiuse del Tevere allagano quando il fiume è in piena.

Una bonifica “olimpica” di quel territorio, magari con l’ausilio di una dislocazione di parte del centro media di Saxa Rubra, farebbe schizzare alle stelle il valore dei terreni.
Da Settebagni all’ex Velodromo dell’Eur, inaugurato per le Olimpiadi di Roma 1960 e poi subito chiuso perché la costruzione non rispettava parametri geofisici e di sicurezza.

Dopo essere rimasto inutilizzato per quasi mezzo secolo, nel 2008 passa in gestione a Eur Spa che lo demolisce, liberando pericolosissime polveri sottili di amianto nell’aria, e delega la costruzione di un nuovo centro sportivo polifunzionale a Aquadrome Srl. Sia Eur Spa sia Aquadrome Srl, dalla prima controllata, erano cose di Riccardo Mancini, il neofascista amico di Massimo Carminati e fedelissimo dell’ex sindaco Alemanno indagato in tutte le ultime inchieste che hanno terremotato Roma.

 Da Finmeccanica a Mafia Capitale, fino appunto ad Aquadrome, ennesima società che ha succhiato soldi pubblici senza fare nulla a furia di compravendite con un’altra società: Condotte (Società Italiana per Condotte Acqua Spa), quella che da soli 15 anni nello stesso quartiere sta cercando di finire la Nuvola di Fuksas.
Per finire, da Fuksas a Calatrava. il terzo luogo magnificato dalla coppia Malagò – Montezemolo come simbolo di un nuovo rinascimento italiano attraverso l’organizzazione dei grandi eventi sportivi è la Città dello Sport di Tor Vergata immaginata dall’architetto spagnolo.

Nascosti dietro l’ennesimo grande nome dell’architettura si comincia a costruirla nel 2005, per ospitare i famigerati Mondiali di nuoto del 2009. Il progetto inziale di spesa 60 milioni in pochi anni porta a una spesa di 130 milioni in cui si tuffano Balducci e Caltagirone.

Ma per il 2009 l’opera non è finita, e le gare del nuoto si disputano al Foro Italico. Oggi i costi per la (non) gestione di questo orripilante cantiere sono già lievitati a 240 milioni, e per renderla funzionale ne servirebbero altri 400 portando il costo finale a oltre 600 milioni: dieci volte tanto il preventivo iniziale.

Fonte : IL FATTO QUOTIDIANO

Aggiungo io la Magistratura e l'Anac di Cantone indaghi se il Comitato Promotore non ha sperperato soldi in questi anni, altro che danno erariale alla Raggi.

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