lunedì 12 dicembre 2016

GENTILONI IL CAMPIERE DI RENZI E NAPOLITANO E DEI POTERI FORTI

Alla fine l’ha spun­tata Paolo Gen­ti­loni. Uomo dell’establishment, ex Mar­ghe­rita, legato fin dalla prima ora a Mat­teo Renzi ma senza, finora, la sua arro­ganza.

Alle primarie capitoline arrivò terzo e fu una grande delusione.

Da allora Gentiloni ha fatto il deputato semplice.

Semplice per tutti ma non per Matteo Renzi, per il quale è stato sempre un riferimento politico e culturale, nonché il primo vero big romano che lo ha sostenuto nella sua cavalcata da Firenze a Palazzo Chigi.

Aggiusterà anche la politica estera che il PD aveva su Obama che adesso diventa filo americana e filo israeliana (come dimostrano i commenti entusiastici della comunità ebraica).

I suoi contatti maggiori sono con i think tank progressisti Usa e inglesi, solidamente legati a una politica atlantica.

Il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, l’ex portavoce di Rutelli oggi deputato Michele Anzaldi (che ieri lo ha atteso in piazza del Quirinale all’uscita dal giuramento), il portavoce di Renzi Filippo Sensi e il direttore di Europa Stefano Menichini che lo adorano come un padre o un fratello.

Un politico ormai di lungo corso, Gentiloni, con pochi nemici all’interno del Pd e non sgradito neppure a Berlusconi.attolico sempre misurato nei modi, con salde amicizie Oltreoceano (è presidente della sezione Italia-Usa dell’Unione Interparlamentare), ma anche in Vaticano e nella comunità ebraica, il nuovo ministro è convinto assertore delle ragioni di Israele, chiamato perciò a riequilibrare i sospetti di filo-islamismo e filo-putinismo alimentati nella Ue dal curriculum della Mogherini.

Nella sua seconda gioventù, saprà conciliare le direttive di Renzi con quelle del Quirinale.

IL CENTRO DESTRA NON SI DEVE FATTORE TRUMP STA CON LA DESTRA ITALIANA

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