sabato 6 maggio 2017

L'EUROPA RICONOSCE LE COLPE LOCALI E NAZIONALI PER LE INFRASTRUTTURE IN SICILIA, LA RISPOSTA DELLA MIA PETIZIONE ALLA COMUNITA' EUROPEA DI REMO PULCINI

Oggetto:     <TITRE>Petizione n. 1040/2015, presentata da Remo Pulcini, cittadino italiano, sul crollo delle infrastrutture per la mobilità in Sicilia (Italia)</TITRE>


1.       Sintesi della petizione
Il firmatario chiede all'Unione europea di intervenire in merito al crollo delle infrastrutture per la mobilità in Sicilia (Italia), data la mancanza di provvedimenti da parte delle autorità italiane e regionali. Il firmatario avverte inoltre che i fondi europei per la Regione Sicilia sono stati deviati verso altre regioni italiane.
2.       Ricevibilità
Dichiarata ricevibile il 20 aprile 2016. La Commissione è stata invitata a fornire informazioni (articolo 216, paragrafo 6, del regolamento).
3.       Risposta della Commissione, ricevuta il 28 febbraio 2017
 La Commissione concorda con l'accento posto sull'importanza delle infrastrutture per la mobilità per favorire lo sviluppo economico della Sicilia. La realizzazione di tali infrastrutture è principalmente di competenza delle autorità nazionali, ma anche il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ha contribuito al sostegno finanziario di numerosi interventi in questo campo, nel settore del trasporto ferroviario e stradale. A titolo di esempio, e con riferimento al trasporto stradale, nell'ambito del programma del FESR 2007-2013 per la Sicilia, sono stati finanziati alcuni importanti progetti sulla Caltanissetta-Agrigento e sulla Siracusa-Gela. Gli interventi menzionati sul tratto Catania-Palermo (ponte di Himera) e sul tratto Messina-Catania (frane) non hanno ricevuto finanziamenti dal FESR e sono di competenza delle autorità nazionali. È opportuno sottolineare che il FESR non può finanziare la sola manutenzione dell'infrastruttura.

La responsabilità per lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture di trasporto negli Stati membri dell'UE spetta ai rispettivi governi nazionali, regionali e locali, e non alle autorità dell'UE. Il regolamento (UE) n. 1315/2013 sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) stabilisce la responsabilità degli Stati membri affinché le infrastrutture di trasporto nel loro territorio, che è stato identificato come parte della TEN-T, siano conformi a determinati standard specificati nel regolamento come segue: entro il 2030 per le infrastrutture di base delle TEN-T ed entro il 2050 per l'infrastruttura della rete globale TEN-T. Le autostrade Messina-Catania e Catania-Palermo sono parte dell'infrastruttura di base delle TEN-T. A norma del regolamento n. 1315/2013, le autorità italiane hanno dunque tempo fino al 2030 per garantire che gli standard stabiliti nel regolamento TEN-T per le strade appartenenti alla rete di base TEN-T siano soddisfatti (articoli da 17 a 39 e 19 del regolamento 1315/2013). Una violazione delle disposizioni del presente regolamento potrà essere stabilita solo dopo tale data.
 
Conclusioni

In queste circostanze, la riduzione dei servizi di trasporto da e verso la Sicilia non sembra costituire una violazione del diritto dell'UE, perseguibile dalla Commissione. La Commissione consiglia al firmatario di controllare se la legislazione nazionale prevede mezzi di ricorso o di denuncia appropriati.

COMMENTO : LA MIA PETIZIONE UNA DELLE TANTE COME IMMAGINAVO NON PUO' ESSERE ACCOLTA DALLA COMUNITA' EUROPEA PER COMPETENZA MA DALLA RISPOSTA SI ESTRAPOLA UN TESTAMENTO DELLE COLPE LOCALI E NAZIONALI ERA QUESTO IL MIO OBIETTIVO, E CONTINUERO' CON UNA ALTRA ANCORA E COSI' VIA PER AVERE UNA SICILIA MODERNA E INFRASTRUTTURALMENTE COMPETITIVA.

NON MI INTERESSA DIVENTARE CONSIGLIERE REGIONALE MA LOTTARE PER UNA TERRA MIGLIORE.

VI RICORDO IL CONVEGNO AD ENNA DOPO IL PRIMO DEL 2011 IN CUI TUTTI SIETE INVITATI SI PARLERA' PROPRIO DI SICILIA.


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