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Riparte la mia attività politica e informativa sul blog di remo pulcini seguitemi

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mercoledì 29 agosto 2018

SALVINI TAG


AIUTIAMO TRUMP SUI SOCIAL E GOOGLE

Trump merita il premio Nobel per la Pace e non il sistema che ha protetto Obama provocando dolore nel mondo con le rivoluzioni del Mediterraneo.

Trump attua quanto promesso al suo elettorale.

Avendo sempre sostenuto Trump , attuero' delle tecniche di Marketing Politico lecito per sostenerlo.

Trump deserves the Nobel Peace Prize and not the system that protected Obama causing pain in the world with the Mediterranean revolutions.

Trump implements what he promised his electoral.

Having always supported Trump, I will implement lawful political marketing techniques to support it.




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martedì 28 agosto 2018

THE SALVINI BINOMIO - TRUMP, CHANGE THE ITALIAN GEOPOLITICS, DEALS THE OBAMA AND EUROPEAN WORLDWIDE SYSTEM SUPPORTED BY THE PD AND FORZA ITALIA

Geopolitics is fundamental to understand how the priority interests of the various Governments change for the Peoples.

The Mondialist System conceived by Obama and the financial world, which saw Europe as a friend against anti Putin, and which envisaged the African revolutions of the Mediterranean with the creation of an ISIS Islamic state has fallen and with it also the local systems of power.

A Europe full of immigrants according to a Kalergi plan to create national peoples enslaved by an economic and labor system based on globalization, precariousness, insecurity strongly conditioned by a financial economic system not based on work but on banks gives way to a change Sovereignist and Nationalist.

The failure of a world geopolitically thought of as the last 20 years and as supported by Obama, Europe, Italy PD and Forza Italy and 'total and finds its end with the victory of Trump that is completed with the death of Mc Cain great patriot USA but with an absolutely wrong view for having followed the indications of this supra-national system based on an Economic / Financial order convinced of being able to put the Peoples to sleep and subject them to a system governed by a few.

We could call them traitors to the nations, but in fact the scenario is a mixture of military geopolitical interests of global control and interests based on an economy that creates virtual finance and economic suffering for peoples.

Salvini in his small and 'on the same historical line of Trump, today under attack by a previous system now rejected by the story that is still not convinced that it' ended definitely.

Trump is under attack as Salvini from this system that tries in an undemocratic way to eliminate them through Impichment or Spreed.

Trump has a different Mondialist Geopolitical view based on the Work that produces true economy and finance, on a Nationalist and Sovereign conception,

A vision that does not see Putin as an enemy but rather China and Obama's Germany, as a possible danger to national security.

Trump is doing nothing but implement the program promised to his constituents in the election campaign and the same is doing Salvini and Di Maio.

So it was not for Obama and Renzi, who in the last case has not even been voted by anyone.

In Italy we do not want to understand that the old parties PD and Forza Italy have been driven out of history and that Europe must be completely dismantled and removed from the hands of Germany and the European Bureaucrats.

Remo Pulcini



Il Binomio Salvini - Trump, cambia la Geopolitica Italiana, affonda il sistema mondialista di Obama ed Europeo sostenuto dal PD e Forza Italia

La Geopolitica è fondamentale per capire come cambiano per i Popoli gli interessi prioritari dei vari Governi.

Il Sistema Mondialista ideato da Obama e il mondo finanziaro, che vedeva Europa amica in ottica anti Putin, e che prevedeva le rivoluzioni africane del mediterraneo con al creazione di uno stato islamico ISIS è caduto e con esso a catena anche i sistemi locali di potere.

Un Europa piena d'Immigrati secondo un piano Kalergi per creare dei popoli nazionali  schiavizzati  da un sistema economico e di lavoro basato sulla globalizzazione, precarietà, insicurezza fortemente condizionato da un sistema economico finanziario non basato sul lavoro ma sulle banche cede il passo ad un cambiamento Sovranista e Nazionalista.

Il fallimento di un mondo geopoliticamente pensato come gli ultimi 20 anni e come sostenuto da Obama, Europa, Italia PD e Forza Italia e' totale e trova la sua fine con la vittoria di Trump che si completa con la morte di Mc Cain grande patriota Usa ma con una visione assolutamente sbagliata per aver seguito le indicazioni di questo sistema SovraNazionale basato su un ordine Economico/Finanziario convinto di poter addormentare i Popoli e sottometterli ad un sistema Governato di pochi.

Potremmo definirli traditori delle Nazioni , ma di fatto lo scenario e' un misto fra interessi Geopolitici Militari di controllo Mondiale e interessi basati su una economia che crea Finanza Virtuale e sofferenza economica ai popoli.

Salvini nel suo piccolo e' sulla stessa linea storica di Trump, oggi sotto attacco da un sistema precedente ormai bocciato dalla storia che ancora non si convince che e' terminato definitivamente.

Trump e' sotto attacco come Salvini da questo sistema che tenta in modo non democratico di eliminarli attraverso Impichment o Spreed.

Trump ha una visione Geopolitica Mondialista diversa basata sul Lavoro che produce economia e finanza vera, su una concezione Nazionalista e Sovranista,

Una visione che non vede Putin come nemico ma piuttosto la Cina e la Germania di Obama, come possibile pericolo alla sicurezza nazionale.

Trump non sta facendo altro che attuare il programma promesso ai propri elettori in campagna elettorale e lo stesso sta facendo Salvini e Di Maio.

Cosi' non e' stato per Obama e per Renzi, che nell'ultimo caso addirittura non e' stato votato da nessuno.

In Italia non si vuole in ambito capito che i vecchi partiti PD e Forza Italia sono stati cacciati dalla storia e che Europa va completamente smontata e tolta dalla mani della Germania e dai Burocrati Europei.

Remo Pulcini




sabato 18 agosto 2018

mercoledì 8 agosto 2018

IL SUD E LA SICILIA NON DECOLLA E RISCHIA DI RIMANERE AL PALO PER 2018- SINTESI RAPPORTO SVIMEZ


Il grado di disomogeneità, sul piano regionale e settoriale, è estremamente elevato anche nel Mezzogiorno (Tab. 5). Nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania sono le regioni meridionali che fanno registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%. Si tratta di variazioni del PIL comunque più contenute rispetto alle regioni del Centro-Nord, se confrontate al +2,6% della Valle d’Aosta, al +2,5% del Trentino Alto Adige, al +2,2% della Lombardia.

La Sicilia, invece, fa segnare un rallentamento della crescita, +0,4% nel 2017, dopo aver registrato un aumento del PIL dell’1% nel 2016 e dello 0,9% nel 2015. Nell’Isola l’industria in senso stretto fa segnare nel triennio di ripresa una performance importante (+14,1%), anche l’agricoltura fa registrare un andamento complessivamente positivo (+2%) e così i servizi (+1,6%). A frenare l’andamento dell’economia siciliana, così come in Abruzzo, è il settore delle costruzioni che fa segnare il -6,3% nel periodo 2015-2017.

Malgrado il consolidamento della ripresa, i segnali di resilienza mostrati in questi anni, nella “stagione dell’incertezza” che rischia di aprirsi – in cui l’Italia fa segnare un rallentamento della crescita – il Mezzogiorno rischia una “grande frenata”. Questo è ciò che emerge dall’aggiornamento delle previsioni per il 2018- 2019 del modello econometrico della SVIMEZ.
Il triennio di crescita consecutiva del Mezzogiorno, al ritmo di sviluppo del resto del Paese, è un risultato non scontato. La recessione è ormai alle spalle per tutte le regioni meridionali, benché gli andamenti siano alquanto differenziati. Il consolidamento della ripresa è essenzialmente dovuto al contributo del settore privato i cui risultati, in termini di export e di investimenti, lasciano supporre che, anche dopo il massiccio disinvestimento avvenuto con la crisi, sia rimasto attivo e competitivo un nucleo industriale, anche nel settore manifatturiero, in grado di cogliere le sfide competitive. Il recupero dell’industria meridionale desta particolare sollievo, per quanto sia da legare al tipico “haircut” delle fasi negative del ciclo, che ha estromesso dal mercato le imprese inefficienti e ha lasciato spazio a quelle più efficienti e produttive. D’altronde, l’intensità della crisi è stata tale che ha avuto anche effetti strutturali più profondi, espellendo dal mercato anche imprese sane ma non attrezzate a superare una recessione così lunga e impegnativa. L’apparato produttivo rimasto al Sud sembra essere in condizioni di ricollegarsi alla ripresa nazionale e internazionale, come dimostra anche l’andamento delle esportazioni. Tuttavia, permane il rischio che in carenza di politiche che sostengano adeguatamente l’apparato produttivo e ne favoriscano l’espansione, questo non riesca, per le sue dimensioni ormai ridotte, a garantire né l’accelerazione né il proseguimento di un ritmo di crescita peraltro insufficiente. La ripresa degli investimenti privati, in particolare negli ultimi due anni, ha più che compensato il crollo degli investimenti pubblici, che si situano su un livello strutturalmente più basso rispetto a quello precedente la crisi (4,5 miliardi di investimenti annui in meno rispetto al 2010) e per i quali non si riesce a invertire un trend negativo. Questo rappresenta l’elemento maggiormente critico per una politica di sviluppo del Mezzogiorno, l’area che si dimostra maggiormente reattiva a questo tipo di politiche, con benefici effetti per l’interno Paese. Insomma, il settore privato sembra avere fatto la sua parte, mentre il complesso delle politiche per il Sud e la coesione territoriale – pur con impulsi molto positivi, in particolare con il credito di imposta per gli investimenti e i Contratti di sviluppo – non sembra aver prodotto risultati soddisfacenti. Il crollo degli investimenti pubblici, connesso non soltanto ai vincoli fiscali derivanti dal proseguimento dell’austerità, unito alla mancata ripresa dei consumi delle Pubbliche amministrazioni, rappresentano i principali elementi di divergenza rispetto al resto del Paese e un ulteriore progressivo indebolimento dell’azione pubblica, anche in termini di servizi per i cittadini e le imprese, in un’area che si dimostra non solo bisognosa di politiche pubbliche ma anche positivamente reattiva ai loro stimoli. Se il consolidamento della ripresa del Sud suggerisce che la crisi non abbia del tutto minato la capacità del tessuto produttivo meridionale di rimanere agganciato ai processi di sviluppo, tuttavia, il ritmo della congiuntura appare del tutto insufficiente ad affrontare le emergenze sociali nell'area, che restano allarmanti. Da un lato, la crescita del 2015-2017 ha recuperato in misura solo molto parziale il patrimonio economico e sociale disperso dalla crisi, la cui perdita si è sommata al gap già esistente in termini di produttività delle imprese e benessere degli abitanti. Dall’altro, anche nella ripresa si registrano ulteriori elementi di divergenza e disuguaglianza interna, che indeboliscono il tessuto sociale: aumenta l’occupazione 37 (benché in misura insufficiente a colmare la voragine apertasi con la crisi), ma vi è una ridefinizione al ribasso della sua struttura e della sua qualità: i giovani sono tagliati fuori, aumentano le occupazioni a bassa qualifica e a bassa retribuzione, pertanto la crescita dei salari risulta limitata e non in grado di incidere su livelli di povertà crescenti, anche nelle famiglie in cui la persona di riferimento risulta occupata. Il divario sempre più forte in termini di servizi pubblici, la cittadinanza “limitata” connessa alla mancata garanzia di livelli essenziali di prestazioni, incide sulla tenuta sociale dell’area e rappresenta il primo vincolo all’espansione del tessuto produttivo. Del resto, proprio questo indebolimento della qualità dei servizi ha fatto emergere una sofferenza sociale del Sud, manifestatasi anche nelle ultime elezioni, con un voto che non può essere liquidato con letture semplicistiche incentrate esclusivamente sulla richiesta di politiche assistenzialiste. Un’interpretazione sbagliata, che d’altra parte non riflette nemmeno adeguatamente la complessità della società meridionale ricca di dinamismo e di consapevolezza della necessità di in discontinuità nei rapporti tra Stato e cittadini. A fronte di un quadro di consolidamento di una debole ripresa, in cui i segnali di resilienza sono tuttavia insufficienti a invertire il declino sociale e demografico dell’area, rischia di aprirsi una “stagione dell’incertezza” – in cui l’Italia fa segnare un rallentamento della crescita – che potrebbe determinare nel Sud una “grande frenata”. Oltre alle persistenti tensioni geopolitiche, al sorgere di spinte protezionistiche e al raffreddamento delle politiche monetarie espansive della BCE, sul Mezzogiorno pesano elementi di incertezza connessi all’avviamento delle politiche economiche proposte dal nuovo Governo, specie riguardo i tempi previsti di attuazione e le possibili ricadute territoriali (come nel caso della cd. Flat tax), che non facilita la definizione dei piani di sviluppo e investimento. Questo è ciò che emerge dall’aggiornamento delle previsioni per il 2018-2019 del modello econometrico della SVIMEZ: in assenza di un quadro chiaro di riferimento per la politica economica, per cui si attende la Nota di aggiornamento al DEF e la Legge di Bilancio, il “tendenziale” di crescita dell’area, nel biennio di previsione, potrebbe addirittura dimezzarsi, passando dal 1,4% del 2017 allo 0,7% del 2019. Un dato che si ripercuote negativamente sull’intero Paese, in quanto il grado di interdipendenza tra le economie delle due macroaree risulta elevato, e che dimostra quanto il Sud avrebbe bisogno di una strategia di politica per lo sviluppo. Per il Mezzogiorno, insomma, mantenere il tasso di crescita del triennio non sarà facile. Potrebbero aiutare, per sostenere il sistema produttivo, che pure sta facendo la sua parte, non solo il proseguimento della misure di incentivazione agli investimenti più efficaci (compresa Industria 4.0 per la quale sarebbe necessario immaginare riserve per il Sud che compensino i suoi svantaggi strutturali), ma anche l’attuazione di strumenti di intervento nel Mezzogiorno, già nel paniere del Governo, come l’istituzione di Zone economiche speciali nelle principali aree portuali, con incentivi fiscali e semplificazioni amministrative. In generale, serve una politica fiscale più espansiva per favorire il consolidamento della domanda interna, che ha sostenuto la crescita del periodo e rispetto alla quale il Mezzogiorno è sempre stato particolarmente reattivo, per la quale ciò che fin qui è mancato è stato il contributo della spesa pubblica sia per i consumi che per gli investimenti. Da questo punto di vista, attuare un vero riequilibrio territoriale degli investimenti pubblici ordinari risulta cruciale. 38 Particolarmente opportuna, appare l’indicazione del nuovo Ministro per il Sud di favorire l’attuazione della cd. “clausola del 34%” per la spesa ordinaria in conto capitale (ancora inattuata) e, ancor di più, di estenderla al Settore Pubblico Allargato delle grandi aziende partecipate. La premessa essenziale per un rinnovato impegno pubblico per lo sviluppo del Mezzogiorno, passa tuttavia per la riqualificazione, l’ammodernamento e la razionalizzazione delle istituzioni preposte all’amministrazione dello sviluppo e della coesione, per colmare i deficit in termini di risorse umane qualificate, in particolare sul versante della progettazione degli interventi, inefficienze organizzative a livello locale, carenza di coordinamento strategico a livello nazionale e di volontà e/o capacità di attivare efficaci poteri sostitutivi. Ad ogni livello di governo – regionale e nazionale, ed in particolare europeo, dove porre con forza il tema delle asimmetrie e degli squilibri di una governance economica che produce divergenza – compito della politica è di non rassegnarsi sul tendenziale rallentamento di una ripresa peraltro già troppo debole, ma di riattivare una grande stagione di investimento nel Mezzogiorno, mirata al miglioramento delle infrastrutture economiche e sociali, per il miglioramento delle condizioni competitive delle imprese e dei fondamentali del benessere dei cittadini, come leva per l’accelerazione del tasso di sviluppo dell’intero Paese.

venerdì 3 agosto 2018

SALVINI AND MAIO LEADER INCONTRASTED OF ITALY, THE PD DI RENZI AND FORZA ITALIA OF BERLUSCONI FAGOCITANO. THE PATH OF NAZZARENO THE TOMB OF THE TWO PARTY. THANKS TO TRUMP THE HISTORY CHANGES WE SEE ANALYSIS OF REMO PULCINI

It all started with the United States Presidential Election.

The US election campaign for the choice of the President of the United States was not just a battle of men, between Obama and Trump.

The electoral battle had been fought until the last vote for the simple reason that two schools of thought and two systems of power were in sharp contrast with the vision of the world.

On the one hand Obama with his bankruptcy policy enslaved to an absolutely negative conception for sovereign peoples and their independence and security.

A vision of the world seen from finance, and from wars called Mediterranean revolutions that were supposed to generate an Islamic state in the center of North Africa to counter an alliance that has always been seen as a danger of Euro Asia. This vision also included an invasion under mass immigration into Europe to make it insecure and generate labor at no cost.

This vision was supported by a financial system that used government personnel to implement such a project, in Italy PD and Forza Italia by Renzi and Berlusconi.

Fortunately, Trump's victory, which I have supported mediatically through my Political Marketing and financially with a symbolic sum of 100 dollars saved the Peoples and the Italians.

I do not know if indeed the election has been influenced by Putin through a massive social media campaign, the fact is that the world view has changed.

Trump's vision is based on greater internal attention of the US people, a vision based on fundamentals such as labor and industry rather than finance.

An opposite view and opposed to Obama.

This vision and its victory as it happened in Italy can be influenced by the Social, but in fact the People who still vote have been the victim of all the incredible and unacceptable arrogances made by Obama and in Italy by a PD involved in finance and not to his People who have lost by now.

It is clear that this vision is in the mind of the ruling class of the Democratic Party and of Forza Italia, but it is sought through the media who are subservient to these powers to discredit Salvini and Di Maio.

In fact, their vision is now a past that will not be able to return because Trump and the US would not allow it.

The two-party system that now had to reward PD now Forza Italia, transformed into a large grouping in the Patto del Nazzareno is now dead, these parties will never return and will be replaced by the Lega di Salvini also in the South and by the 5 Stelle di Di Maio Movement .

For the simple reason that the story has changed, certainly also their politics made of concrete facts that speak to the belly and the humors of the ITALIANS helps to speed up what has been established by history.

Now Salvini and Di Maio must purge the democratic system of the key positions occupied by Renzi, and 'fundamental to accomplish what already' established by the history and which can not be remedied by the parties of the nazzareno.

SALVINI E DI MAIO LEADER INCONTRASTATI DELL'ITALIA, FAGOCITANO IL PD DI RENZI E FORZA ITALIA DI BERLUSCONI. IL PATTO DEL NAZZARENO LA TOMBA DEI DUE PARTITI. GRAZIE A TRUMP LA STORIA CAMBIA VEDIAMO ANALISI DI REMO PULCINI

Tutto nasce con l'Elezione Presidenziale degli Stati Uniti.

La campagna elettorale degli Usa per la scelta del Presidente degli Stati Uniti non e' stata una semplice battaglia di uomini, tra Obama e Trump.

La battaglia elettorale avuta e' stata combattuta fino all'ultimo voto per il semplice motivo che si confrontavano due scuole di pensiero e due sistemi di potere in forte contrasto sulla visone del Mondo.

Da un lato Obama con la sua politica fallimentare asservita ad una concezione assolutamente negativa per i popoli sovrani e la loro indipendenza e sicurezza.

Una visione del mondo visto dalla finanza, e da guerre chiamate rivoluzioni del mediterraneo che avrebbero dovuto generare uno stato islamico al centro del nord africa atto a contrastare una alleanza da sempre vista come un pericolo della Euro Asia. Questa visione prevedeva anche una invasione sotto immigrazione di massa in Europa per renderla insicura e generare manodopera a costo zero.

Questa visione e' stata sostenuta da un sistema finanziario che si e' servito di uomini di Governo per realizzare un simile progetto, in Italia PD e Forza Italia di Renzi e Berlusconi.

La vittoria per fortuna di Trump, che io ho sostenuto mediaticamente attraverso il mio Marketing Politico e finanziariamente con una cifra simbolica di 100 dollari ha salvato i Popoli e gli Italiani.

Non so se effettivamente Elezione sia stata influenzata da Putin attraverso una campagna mediatica Social massiva sta di fatto che la visione del mondo e' cambiata.

La visione di Trump e' basata su una maggiore attenzione interna del popolo Usa, una visione basata su fondamentali quali il lavoro e l'industria piuttosto che la Finanza.

Una visione opposta e contrapposta ad Obama.

Questa visione e la sua vittoria cosi' come avvenuta in Italia puo' essere influenzata dai Social ma di fatto il Popolo che ancora vota e' stato vittima di tutte le incredibili ed inaccettabili prepotenze fatte da Obama e in Italia da un PD asservito alla finanza e non al suo Popolo che ormai ha perso.

E' evidente che questa visione sia nella mente della classe dirigente del PD e di Forza Italia, ma si cerca attraverso i media asserviti a questi poteri di screditare Salvini e Di Maio.

Di fatto la loro visione e' ormai un passato che non potra' tornare perche' non lo permetterebbe Trump e gli Usa.

Il sistema bipartitico che doveva premiare ora PD  ora Forza Italia, trasformato in una grande ammucchiata nel Patto del Nazzareno e' ormai morto, questi partiti non torneranno piu' e saranno sostituiti dalla Lega di Salvini anche al Sud e dal Movimento 5 Stelle di Di Maio.

Per il semplice motivo che e' cambiata la storia, certamente anche la loro politica fatta di fatti concreti che parlano alla pancia e agli umori degli ITALIANI aiuta a velocizzzare quanto ormai stabilito dalla storia.

Adesso Salvini e Di Maio devo epurare il sistema democratico delle posizioni chiavi occupate da Renzi, e' fondamentale per compire quanto gia' stabilito dalla storia e a cui non si puo' porre rimedio da parte dei partiti del nazzareno.



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